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Posts Tagged ‘discarica’

Costa D'Avorio
NEGLI SLUM IN COSTA D’AVORIO SI MUORE PER GLI SCARICHI TOSSICI DI UNA MULTINAZIONALE.
Abidjan (Costa d’Avorio) – Vista da lontano, dalla strada asfaltata, prima di addentrarvisi la baraccopoli Attè Coubè di Boribana ad Abidjan appare come una sterminata chiazza grigia. I tetti di lamiera, di cartone o di tela sono così a ridosso tra loro da dare la sensazione di un tutt’uno scolorito uniformemente dalla miseria. Una chiazza grigia schiacciata tra gli ultimi brandelli di città e l’acqua limacciosa della laguna della baia. Ma appena i piedi calpestano la fanghiglia del Dedalo dei suoi vicoli strettissimi ritagliati tra le baracche, tanto stretti che due persone affiancate stentano a passarvi, i colori esplodono rivelandone la vita come espulsi dalle vene della bidonville, i canali delle fogne a cielo aperto colmi di putridume indistinto.

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Il sequestro della discaricaNEL 2007 L’ALLORA PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ DI BACINO GIORGIO D’AMBROSIO (OGGI IN LISTA COL PD ALLE REGIONALI) INTERVENNE CON DEI FILTRI RISULTATI ANCORA PIÙ INQUINANTI.

La grande fabbrica” dava da mangiare a più di duemila famiglie. Ma fino al 2007 ha inquinato l’acqua di 700mila persone. Qui, in località Tremonti, ora vedi ghiaia e recinti:è una delle due discariche dell’immenso polo chimico, che si estende su 17 ettari, da monte a valle, tra i fiumi Pescara e Tirino. Siamo nel cuore dello scandalo Bussi: questa discarica mette paura soltanto a guardarla, per quant’è vicina al fiume Pescara. Così vicina che ne costeggia l’argine.

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Bomba ecologica

Tra il Gran Sasso e la Maiella la discarica di veleni più vasta d’Europa.

BUSSI (PESCARA) — Questa è la discarica di veleni più grande d’Europa. Qui intorno, su una superficie di circa 30 ettari, sono state “intombate” quasi 250 mila tonnellate di rifiuti tossici e scarti industriali. Una bomba ecologica al confine tra il Parco del Gran Sasso e quello della Maiella, a Bussi su Tirino, in Abruzzo. Ma oggi, dopo quarant’anni di denunce e polemiche approdate finalmente nelle aule giudiziarie, dalle ceneri contaminate di questo disastro potrebbe cominciare un’operazione di bonifica e riqualificazione di tutta l’area, per sperimentare un modello di riconversione industriale su scala internazionale. (altro…)

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“MONTI CACCI IL ‘PECORAIO’ O SI TROVERÀ I GRILLINI IN CAMERA DA LETTO”.

Cari fascisti, comunisti, democristiani di centro e di “lato”. I partiti ai quali avete dato il vostro “credo” vi stanno lentamente AVVELENANDO. Voi non lo sapete ma state MORENDO. Il trucco è quello di sempre. Mettervi uno contro l’altro. Certo, se ne guardano bene dal farlo direttamente a voi. Cari fascisti, comunisti, democristiani di centro e di “lato”. I partiti ai quali avete dato il vostro “credo” vi stanno lentamente AVVELENANDO. Voi non lo sapete ma state MORENDO. Il trucco è quello di sempre. Mettervi uno contro l’altro. Certo, se ne guardano bene dal farlo direttamente a voi, sono troppo scaltri e allora lo fanno tramite il COLORE cui appartenete. Affinché gli steccati nei quali vi hanno chiuso siano a loro volta una protezione per gli stessi avvelenatori. Un sistema direi quasi infallibile, se non fosse che anche per loro non sempre il COPERCHIO li aiuta. E quello di “Villa Adriana” è un coperchio che sta per saltare. (altro…)

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Cumuli di sacchetti nelle strade del centro, la situazione si aggrava di ora in ora. Mentre le altre Province della Campania non vogliono un nuovo sito per la spazzatura.


Piazza Garibaldi, corso Umberto, via Marina. Parlano le strade, ricoperte di sacchetti di immondizia. Torna lo scenario dell’emergenza. Cassonetti colmi. Buste e scarti di ogni genere invadono i marciapiedi. Oggi sono 1300 le tonnellate di rifiuti non raccolte in città. Un’emergenza senza fulcri. Generalizzata. Spalmata su tutto il territorio cittadino.

Un’istantanea che non annuncia niente di buono per i primi week-end di primavera e l’arrivo dei turisti. Di nuovo, alla vigilia delle feste (Pasqua è alle porte), il meccanismo della raccolta e dei conferimenti si inceppa e la situazione precipita. E a pagare è la città. (altro…)

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E’ quanto accusa la Dda di Napoli, in un decreto di perquisizione di quattro pagine eseguito ieri: i carabinieri del Noe hanno passato al setaccio la discarica, le sedi di quattro aziende sparpagliate tra Napoli, Salerno e Mugnano e le abitazioni di tre delle dieci persone iscritte nel registro degli indagati
L’avevano definita la “discarica più sicura dell’emergenza rifiuti”. Ma per la Dda di Napoli era uno dei tanti luoghi dove la camorra ha banchettato coi soldi dello Stato, senza curarsi di mettere in sicurezza il sito, fino a consentire che il percolato si infiltrasse nel sottosuolo. Secondo i pm Marco Del Gaudio e Antonello Ardituro, i clan avevano allungato i loro tentacoli sulla discarica di Chiaiano, nella quale viene conferita parte della spazzatura di Napoli, che dovrebbe esaurirsi definitivamente entro giugno. (altro…)

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Taverna del Re satura: stop alla raccolta.

L’emergenza rifiuti a Napoli è a un passo dal tornare ai livelli record di duemila tonnellate di immondizia in strada: a taverna del Re non si sversa più perché la discarica è satura, allo stesso modo avviene a Giugliano e Tufino. E lunedì è previsto lo stop anche per Caivano.

Risultato: non c’è più posto da nessuna parte, settecento tonnellate al giorno rimarranno senza raccolta ed è reale la prospettiva che a terra si accumulino già oggi millecinquecento tonnellate di rifiuti. In questa situazione si susseguono gli incontri tra Regione, Provincia e Prefettura. Il no della Puglia ad accettare l’immondizia di Napoli ha indotto Caldoro e Cesaro a rinnovare gli appelli ai presidente delle Province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Ma la risposta è ancora una volta negativa.

Falde avvelenate. Terzigno pronta a nuove rivolte. Parco del Vesuvio, le falde acquifere sono inquinate e nei pozzi vicini alla discarica ci sono «metalli pericolosi e sostanze fortemente cancerogene», con una presenza anomala di materiali come zinco, nichel, alluminio e boro. È quanto emerge dai risultati delle analisi dell’Arpac e dei tecnici dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase, presentati ieri. E si prepara una n uova fase di guerriglia, con proteste, blocco dei camion e richieste di chiusura della discarica Sari. Applausi scroscianti ai tecnici della cittadinanza, poi rabbia verso i sindaci, con il coro di «assassini, assassini».

solleviamoci.wordpress.com

ilmessaggero

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Scott Neeson, fondatore di Cambodian Children’s Fund gestisce quattro ostelli per 460 orfani, che lo chiamano “papà Scott”. E’ arrivato direttamente da Los Angeles, dove possedeva una villa con piscina, Porsche, BMW, Suv, yacht…e andava alle feste delle grandi star del cinema. “Ma mi sentivo spento”

PHNOM PENH. E’ in piedi alle 5 e mezza, quando sorge il sole, e va a dormire dopo mezzanotte. La sua giornata ruota intorno alla discarica tossica di Steung Meanchey, a Phnom Penh, dove il Cambodian Children’s Fund 1, l’organizzazione umanitaria da lui creata, gestisce quattro ostelli per 460 orfani, che lo chiamano “papà Scott”. Un missionario? Certamente, ma non da sempre.  Scott Neeson è l’ex presidente della 20th Century Fox e agli orrori della discarica di Phnom Penh è arrivato direttamente da Los Angeles, dove possedeva una villa con piscina, una Porsche, una BMW, un Suv, uno yacht, e andava alle feste delle grandi star del cinema.  “Ma dopo undici anni di quella vita mi sentivo spento – ha raccontato al “Sunday Times” –  Fare film è un mestiere brutto, spietato, e mi sono reso conto di quanto fosse inutile quello che avevo”.

“Fare qualcosa in quell’inferno”. Nel 2003, prima di passare alla Sony, decise di prendersi cinque settimane di riposo per rimettersi in sesto e scelse Phnom Penh, dove un suo amico aveva aperto un ristorante. Fu lui ha raccontargli della discarica comunale e dei bambini che vivevano e lavoravano li’. Scott andò a “dare un’occhiata” e rimase stravolto: “Undici ettari di spazzatura e di mosche. Col calore, il metano prodotto dalla decomposizione dei rifiuti prende fuoco, e gli incendi durano mesi. E’ un inferno. Ci vivono tremila famiglie e centinaia di orfani – racconta Scott – che frugano tra i rifiuti alla ricerca di qualcosa da vendere, avvolti in strati di stracci per ripararsi dalle fiamme, senza le scarpe. Molti di quei bambini si prostituivano: alcuni erano lì perché i genitori non potevano permettersi di mantenerli, o semplicemente non li volevano. Dovevo fare qualcosa”.

Un rifugio tra l’immondizia. Trascorse le cinque settimane tornò a Los Angeles e assunse il suo incarico alla Sony, ma aveva la testa altrove. Quell’anno andò in Cambogia una settimana al mese, e cominciò a mettere in piedi la sua organizzazione. Poi, nel 2004, la decisione di vendere tutto per trasferirsi definitivamente a Phnom Penh. “Ora di soldi me ne restano molto pochi”, sorride. Il fondo da lui costituito ha creato una sorta di “rifugio” proprio al centro della discarica, dove c’è un ambulatorio in cui vengono curate 1.100 persone al mese. C’è anche un asilo nido per i bambini tra i 2 e i 6 anni abusati o ad alto rischio di abusi, come quelli i cui genitori hanno cercato di venderli, o che sono figli di alcolizzati. (altro…)

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Proteste contro cava Sari e la riapertura del sito di Taverna Re
Il premier: non saranno aperte discariche a Terzigno e Serre.

 

Dopo l’intesa raggiunta ieri sera tra governo e sindaci dell’area vesuviana e l’assicurazione del premier che non saranno aperte le discariche a Terzigno e Serre, in mattinata ci sono stati nuovi momenti di tensione tra forze dell’ordine e manifestanti che hanno cercato in mattinata di impedire l’accesso degli autocompattatori all’interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re a Giugliano (Napoli). Il sito è stato riaperto a seguito di un’ordinanza del presidente della Provincia e dovrebbe accogliere oltre diecimila tonnellate di rifiuti “tal quale”. A scatenare la rivolta è stato il fatto che c’era un preciso impegno sancito in passato che il sito, che accoglie oltre 6 milioni di tonnellate di spazzatura, non avrebbe più riaperto i cancelli.

Intesa bocciata dai manifestanti.
Ai manifestanti presenti questa notte alla rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica di Terzigno (Napoli), l’intesa raggiunta tra i sindaci e il premier Berlusconi non è piaciuta. Il documento, sottoscritto in Prefettura a Napoli, è stato letto al megafono e accompagnato da dissensi, in particolare per quanto riguarda la cava Sari, la discarica fonte di gravi disagi per le popolazioni a causa dei miasmi che si sentono anche in queste ore e per l’inquinamento ambientale che, sostengono i manifestanti, sarebbe stato prodotto in maniera irreversibile. Secondo i rappresentanti dei comitati in lotta non ci sarebbero le garanzie chieste per la non riapertura e la bonifica della discarica. I manifestanti annunciano che il presidio continuerà. La manifestazione in programma nel pomeriggio, con la confluenza di cortei da varie città del Vesuviano non è stata organizzata «per festeggiare quello che non c’è da festeggiare, ma un momento di lutto per le popolazioni del territorio».

Movimento vesuviano: la lotta va avanti. «Non possiamo fermare la mobilitazione fino a risultati concreti e davvero rispettosi del bene pubblico»: è quanto sostiene il Movimento per la difesa del territorio dell’area vesuviana in un documento in merito all’accordo tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dell’area vesuviana. «Noi – sottolinea il movimento – vogliamo che l’esclusione della discarica dalla cava Vitiello diventi legge senza se e senza ma, ma pretendiamo anche il blocco immediato e la bonifica della discarica in cava Sari. Esistono già analisi sulle falde acquifere della zona della cava fatte dalle autorità sanitarie che dicono che sotto quello sversatoio pluridecennale le acque sono perfino più inquinate che il percolato stesso della discarica. Quindi nessun sindaco può prendere impegni a nome nostro sull’interruzione della lotta».

ilmessaggero.

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«Nemmeno i marines scalfiranno
la resistenza civile di Terzigno»

«”I figli non si pagano” dice Filumena Marturano
Questo affermano pure i cittadini anti-discarica»

Si ordina l’ apertura della più grande discarica di rifiuti in Europa nel parco Vesuviano, in zona già gravata da uguale servitù. L’atto non è firmato dal comando di piazza di una truppa di occupazione straniera, ma dalla più screditata autorità pubblica di uno stato di diritto. Fraintesa la nozione di stato sovrano, ritiene di poter ridurre dei cittadini a sudditi di un impero d’oltremare. Dopo promesse affidate alla durata delle cronache del giorno dopo, e alla misericordia del vento, l’autorità si ripresenta su piazza affidando al suo luogotenente il pacchettino di soluzioni da quattro e quattr’otto.

Evidente la sproporzione tra i due termini: le ragioni di una rivolta per legittima difesa e l’incaricato dell’ affare. Un protettore civile deve proteggere con metodi civili: ha invece praticato sul posto l’invio di truppe e metodi militari. Stavolta non bastano più, nemmeno se richiamano effettivi dall’Afganistan smonteranno la vera protezione civile decisa dai cittadini di Terzigno e di altri comuni. È interamente loro il diritto a proteggersi da comunità civile contro la discarica subìta e quella gigantesca e prossima. Già la prima è da sanare.

È certo che produce danni fisici. Non solo a Terzigno, è gran parte del sistema di trattamento dei rifiuti a produrre le micidiali nanoparticelle. Si nega ufficialmente l’ evidenza, perchè non si adoperano, intenzionalmente, rilevazioni adatte a intercettarle. Sta di fatto che nel raggio di discariche e impianti di smaltimento si concentrano leucemie,neoplasie e altre maledizioni. Contro questa evidenza statistica e scientifica si compatta la barriera dell’omertà ufficiale, più serrata di quella mafiosa. E’ la dannata contropartita dell’ economia dell’ abbondanza: la nuova peste, prodotta dagli scarti mal trattati, che produce bubboni dentro anzichè in superficie. Questa unità di grandezza del malanno è al di fuori della portata di un vicerè di già provata approssimazione. Si fa gran caso e grancassa intorno ai pericoli della criminalità comune, si gonfiano mongolfiera modesti episodi di cronaca nera. Si istiga un bisogno artificiale di maggior sicurezza. (altro…)

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Ma è un’emergenza rifiuti o un’emergenza democratica? Me lo sono chiesto subito appena arrivata a Terzigno e alla discarica S.A.R.I riaperta due anni fa da Guido Bertolaso per risolvere l’emergenza rifiuti della Campania.

Era una ex discarica, gli abitanti del vesuviano aspettavano da tempo la bonifica e si sono ritrovati senza fiatare la riapertura, con la promessa che entro un anno il volume dei conferimenti si sarebbe ridotto al minimo grazie all’entrata in funzione del termovalorizzatore di Acerra. Peccato però che questo, ad oggi, funzioni parzialmente: due linee su tre non sono attive mentre l’unica linea funzionante la settimana scorsa si è fermata per un guasto. Pare che accada spesso. Per quel sacrificio i comuni investiti dalla discarica avrebbero usufruito delle compensazioni, soldi che non sono mai arrivati.

Arriviamo alla discarica lungo un percorso fatto di autocompattatori dati alle fiamme durante una delle proteste e parcheggiati lì a colare percolato e liquidi scuri. Ai lati della strada quello che doveva essere uno dei più bei posti dell’Italia, chilometri di vigneti, frutteti, alberi di ulivo e di noccioline ricoperti totalmente di polveri, in un abbraccio violento tra bellezza e bruttezza. Come se un alito di morte avesse soffiato su tutto quel ben di Dio. L’odore è insopportabile, indecente, sconvolgente. La discarica S.A.R.I. è una zona protetta dai militari, inaccessibile, ma da un lato è possibile vedere tutto, alzandosi su alcune cancellate che fiancheggiano un maneggio, dove soprattutto i bambini vengono a cavalcare.

È enorme e fa impressione avere davanti l’immensità del Parco Nazionale del Vesuvio scavato da dentro da cave ormai inquinate come fossero tumori. Gli operai stanno lavorando e spostano i rifiuti in compagnia dei gabbiani, i veri padroni della zona. La loro presenza tra l’altro è la spia di una discarica “fatta male”. Il Vesuvio è patrimonio dell’Unesco, la Commissione Petizioni del Parlamento europeo in visita ad aprile ha dato parere negativo all’apertura delle discariche. (altro…)

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