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Posts Tagged ‘disoccupazione’

voucher

La crisi dell’occupazione

A febbraio arriveranno i dati per capire se la tracciabilità obbligatoria ha dato risultati, subito dopo il disegno di legge per modificare le norme.

Il piano del governo per limitare il ricorso ai ticket si baserà su un sistema di quote Poletti: “Non sarà un maquillage per evitare il referendum”, sette ipotesi allo studio.

ROMA – L’intervento per limitare l’utilizzo dei voucher da parte del governo si avvicina. Sul tavolo di Palazzo Chigi ci sono una serie di ipotesi che si concretizzeranno in un provvedimento nel prossimo mese di febbraio. L’obiettivo è quello di ridurre la platea dell’utilizzo dei “buoni” con l’introduzione di “quote” e circoscrivendo i settori dove è possibile utilizzarli. Per valutare la consistenza della stretta si attende – come spiegano al ministero del Lavoro – il risultato del monitoraggio scattato l’8 ottobre dello scorso anno da quando è in vigore la tracciabilità.

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Il ministro del Lavoro con delega alle figuracce Giuliano Poletti ha deciso di sfatare a parole, e non solo con la sua presenza, l’affermazione retorica secondo cui sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Lo ha fatto con l’eleganza e il tatto che lo contraddistinguono fin da quando spernacchiava come scansafatiche i laureati ventottenni, per la gioia degli specializzandi ancora curvi sui libri a quell’età. Poletti ha cominciato col dire che «se centomila giovani se ne sono andati dall’Italia, non è che qui sono rimasti sessanta milioni di pistola» e i maligni hanno subito pensato che la volesse mettere sul personale.

 

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MannelliI dati sulla #disoccupazione in Italia diffusi oggi dall’Istat sono un bollettino di guerra!

1) Solo a luglio abbiamo perso 68 mila posti di lavoro indipendenti (una strage di professionisti e imprenditori: l’Italia riparte? Certo!)

2) Aumentano quelli che perdono le speranze di trovare un’occupazione +53 mila (ma saranno sicuramente dei gufi)

3) 51 mila donne hanno perso il loro impiego e altre 52 mila hanno perso le speranze di trovarne uno
(attendiamo una dichiarazione della Presidente Boldrini)

 

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disoccupatoaffitto

“I dati sull’occupazione tra i 25 e i 34 anni sono rivelatori. A novembre 2015 il tasso di disoccupazione è infatti in discesa del 2,1%, ma nello stesso tempo il tasso di inattività è in crescita del 2,2%, mentre l’occupazione in quella fascia d’età cala del 0,2%. I dati complessivi sul mondo del lavoro non sono molto diversi. È vero che il tasso di disoccupazione è calato nell’ultimo anno dal 13,1% (massimo storico) all’11,3%, ma nel frattempo il tasso di inattività è salito dal 35,8% al 36,3%, e in termini assoluti di +139 mila unità, con un aumento dell’occupazione molto meno accentuato di quanto fa intendere il Governo (+206 mila unità, contro il quasi mezzo milione che vanta il Governo sbandierando il calo del tasso di disoccupazione). (altro…)

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polettiJobs act a vuoto L’Istat pubblica i dati di giugno: -22 mila occupati (-40 mila sul 2014) con la disoccupazione che torna al 12,7%. Record storico per quella giovanile.

Fluttuazioni da ripresa”.Se la questione non riguardasse l’asfissia del mercato del lavoro, si potrebbe quasi sorridere. Il ministro Giuliano Poletti definisce così gli ultimi dati comunicati ieri dall’Istat. Numeri negativi, che disegnano un panorama statico, ma che per Poletti sono tipici“di quella fluttuazione che caratterizza una fase in cui la ripresa economica comincia a manifestarsi”.   Cosa dicono? A giugno scorso, gli occupati sono calati di 22 mila unità rispetto a maggio, e di 40 mila rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sempre a giugno, l’Istat certifica 55 mila disoccupati in più (+1,7%), 85 mila rispetto al giugno 2014. Il tasso di disoccupazione torna così al 12,7 per cento, cioè quello record raggiunto nel 12014. La“fluttuazione”la si vede sui mesi precedenti. Gli occupati sono saliti ad aprile e calati (-53 mila) a maggio e giugno. Peggio è andata con i disoccupati, scesi ad aprile, rimasti stabili a maggio e aumentati lo scorso mese. (altro…)

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disoccupati

A giugno risalgono i senza lavoro: 12,7%. E scendono di 22 mila gli occupati. Ma calano anche gli inattivi Renzi: “Ancora molto da fare”. In controtendenza i dati Cna delle piccole imprese: assunzioni stabili in sei mesi.

ROMA . Il lavoro non riparte. I dati di giugno diffusi ieri dall’Istat registrano un nuovo balzo in avanti della disoccupazione che sale al 12,7 per cento (contro il 12,5 per cento di maggio): per ritrovare dati sotto il 12 per cento bisogna tornare indietro agli inizi del 2013.
Particolarmente grave la situazione della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni): il tasso dei giovani che si sono presentati sul mercato del lavoro e non hanno ottenuto risposta è stato del 44,2 per cento (1,8 punti due punti più di maggio quando era al 42,4 per cento). Per ritrovare un dato simile bisogna tornare indietro al 1977 ai tempi della seconda crisi petrolifera. A giugno si sono registrati 22 mila occupati in meno rispetto a maggio (-0,1%) e 40mila in meno rispetto allo stesso mese del 2014 (-0,2%): secondo calo congiunturale dopo quello del mese precedente.

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La disoccupazione

Il Governo mente agli italiani sapendo di mentire. Lo conferma un deputato del Pd!
Alfredo D’Attorre, deputato del Partito Democratico, nella puntata di Omnibus del 1 maggio ha fatto qualcosa di rivoluzionario: dire la verità. Non una verità qualsiasi, ma tutta la verità sulle politiche economiche fallimentari del Governo del quale in teoria dovrebbe essere un sostenitore.
Ripercorrendo l’intervista è facile rintracciare tutte le critiche che il M5S ha esposto in Parlamento e nelle piazze contro questo Governo della finanza.

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NatangeloI numeri sull’occupazione vanno in direzione ostinata contraria alla propaganda governativa. Pare che la gente si ostina a non voler avere un lavoro: a marzo 138000 disoccupati in più e 70 000 occupati in meno rispetto all’anno scorso …
Più 92 mila posti a marzo 2015, disse il ministero del lavoro poche settimane fa. Poi la precisazione: i veri nuovi posti sarebbero solo 19mila, frutto degli incentivi alle assunzioni e non della riforma del lavoro. Che comunque, piaccia o non piaccia, non sta dando effetti. Forse perché è presto per valutare. O forse perché è la soluzione che è sbagliata. Come il famoso contratto a tutele crescenti dove uno può essere licenziato per ogni pretesto, senza giusta causa che tenga.

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Trasmissione televisiva Porta a Porta

Tasso disoccupazione risale a febbraio al 12,7%, per giovani al 42,6%. Istat, 23 mila senza lavoro in più in un mese.

Si era cantato vittoria troppo presto. Febbraio riconsegna il Paese alla cruda realtà di una crisi durissima da superare. Dopo un dicembre e un gennaio moderatamente positivi, si interrompe il calo della disoccupazione e la curva riprende a salire. Aumenta anche il tasso di disoccupazione fra i giovani. In calo gli occupati.

Era stato soprattutto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a lasciarsi andare a previsioni ottimistiche sulle possibilità di ripresa del mercato del lavoro. Oggi il ministro dice che “in coda ad una crisi le cose tendono a non essere stabilizzate ed è immaginabile che ad una fase positiva possa seguire una flessione. Questa situazione non contraddice i segnali positivi come il consolidamento della ripresa della fiducia da parte di imprese e consumatori”. (altro…)

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Disoccupazione

È incredibile, la capacità dei governanti di manipolare i fatti pur di non dirci come vanno le cose. Negli ultimi giorni l’Istat ha fornito i dati sulle forze di lavoro nel terzo trimestre, e ha anticipato i dati provvisori di ottobre. Dati drammatici, ad avere il coraggio di guardarli in faccia. E invece no, immediatamente dopo la diffusione delle cifre Istat si è scatenata la corsa a travisarli. E’ così che abbiamo appreso che i dati trimestrali dell’Istat ci presentano «una sostanziale e progressiva crescita degli occupati nell’ultimo anno», quantificata in 122 mila occupati in più. E che anche l’incremento della disoccupazione, pari a 166 mila disoccupati in più, non ci deve preoccupare perché «va messo in relazione alla crescita del numero di persone che cercano lavoro». Come dire: se aumenta il tasso di disoccupazione è perché la gente è meno scoraggiata e «più persone tornano a cercare lavoro».  (altro…)

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Nascere a Berna presenta i suoi vantaggi. Intanto c’è una disoccupazione al 2,6 per cento, per cui hai 97,4 possibilità di trovare un lavoro o di permettere a lui di trovarti. Ma anche nel caso in cui tu faccia le capriole per sfuggirgli, usufruirai delle meraviglie del Renzi Act, che nei cantoni elvetici non è una chiacchiera da bar etrusco ma una legge che garantisce ai senza impiego un sussidio di lauta sopravvivenza. E se lo Stato, in cambio del sussidio, osa accalappiare un lavoro e addirittura proportelo? Potrai sempre fargli causa per mancanza di buongusto.    (altro…)

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I numeri
Cnel: perso un milione di posti in 7 anni, non si può tornare ai livelli pre-crisi.
ROMA – Scende il tasso di disoccupazione, non quella giovanile però. E soprattutto in un mese, tra luglio ed agosto, si creano 32 mila posti in totale, ma i ragazzi under 24 ne perdono quasi altrettanti (33 mila), addirittura 88 mila rispetto allo stesso mese del 2013 (il 9% in meno). A fronte di 3 milioni e 134 mila disoccupati, di cui 710 mila giovani. Una crisi senza freni, fotografata dai dati Istat diffusi ieri. E confermata dal rapporto sul mercato del lavoro del Cnel: un milione di posti persi in sette anni, due milioni di posti da creare da qui al 2020 per tornare al tasso di disoccupazione pre-crisi, il 7%. Ipotesi che però «sembra irrealizzabile». Se si includono anche scoraggiati (3 milioni) e sottoccupati, il tasso di disoccupazione secondo il Cnel schizza ben oltre il 30% nel 2013.

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Lavoro

ROMA – Neanche le agevolazioni riescono a far decollare le assunzioni dei giovani: con il bonus in funzione dall’agosto dell’anno scorso, al momento sono stati confermati poco più di 22.000 contratti, meno di un quarto dei 100.000 previsti entro il 30 giugno 2015. Un risultato sicuramente al di sotto delle aspettative, e se a gennaio si era parlato di successo con le prime 14.000 assunzioni, l’ultimo bilancio mostra un deciso rallentamento: finora sono stati spesi solo 160 milioni dei 794 stanziati per tutto il periodo. L’incentivo, istituito dal governo Letta, prevede un contributo pari a un terzo della retribuzione (con un tetto di 650 euro) per chi assume a tempo indeterminato un giovane tra i 18 e i 29 anni, purché però l’assunzione porti a un aumento occupazionale dell’azienda rispetto all’anno precedente. (altro…)

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Record

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Lavoro

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LavoroSENZA LAVORO: 12,6%.

AI CENTRI PER L’IMPIEGO NESSUNO TI CHIAMA, COMPILI IL MODULO PER VEDERE LE OFFERTE IN BACHECA: 1.400 EURO LORDI PER VESTIRSI DA PUPAZZO A DISNEYLAND.

La giornata del disoccupato inizia presto. La sveglia è tra le 7 e le 8 di mattina: tempo da perdere non ce n’è. Almeno per chi non ha rinunciato definitivamente al miraggio del lavoro. La colazione è necessariamente frugale. L’analisi del disoccupato è spietata: ogni gesto corrisponde a un costo. I piccoli piaceri sono eliminati oppure vissuti con ansia. Il nostro giovane disoccupato non compra i giornali, si affida alla lettura dei quotidiani online. Il titolo di questa mattina è uguale a quello di tre mesi prima, sei mesi prima e via dicendo. Ci sono le parole: “disoccupazione”, “Istat” e “record”.   (altro…)

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NEL primo trimestre del 2014 il tasso di disoccupazione fra chi ha meno di venticinque anni è balzato in Italia al 46 per cento. Peggio di noi in Europa ormai fanno solo la Croazia, la Grecia e la Spagna, dove comunque la disoccupazione giovanile è in calo.

SAPEVAMO già che le vere vittime della Grande Recessione e della successiva crisi dell’Euro sono i più giovani. Ce lo hanno ricordato con il voto alle elezioni europee. Sono loro che nei paesi della crisi del debito, Italia compresa, hanno dato massicciamente il voto ai movimenti populisti. Tsipras, Front National, Movimento 5 Stelle e Podemos sono stati spesso il partito di maggioranza relativa e, in alcune giurisdizioni, addirittura di maggioranza assoluta fra gli under 30. (altro…)

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Lavoro

RAPPORTO ISTAT: PAESE VECCHIO E STATICO. DAI 15 AI 34 ANNI CHI È SENZA OCCUPAZIONE SI RIVOLGE A CONOSCENTI O PARENTI E, IN CINQUE ANNI, SONO EMIGRATI IN 100.000.

L’Italia prova a ripartire ma il mercato del lavoro stagna e a stare peggio sono i giovani: disoccupati, in cerca di raccomandazioni e in fuga per l’estero. È questo il ritratto del Paese secondo il rapporto annuale dell’Istat: trovare impiego è difficile, quando ci si riesce è grazie a conoscenze e se nemmeno queste bastano l’unica soluzione è l’emigrazione. 

   Negli ultimi 5 anni sono stati 1,8 milioni i giovani espulsi dal mercato del lavoro e il tasso di occupazione per gli under 35 è sceso al 40,2%, 10 punti in meno rispetto al 2012. Rimane forte il divario tra uomini (trova lavoro il 45,5%) e donne (34,7%), ma anche tra nord (50%) e sud (27,6%). In aumento sono anche i cosiddetti Neet (not in education, employment or training), i giovani che non studiano nè lavorano, che in Italia sono 2,4 milioni, di cui 500mila solo nel 2013.   (altro…)

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LavoroROMA  – Si ferma in Europa, diminuisce negli Usa: la disoccupazione inverte la rotta, ma la buona notizia non riguarda l’Italia. Nel mercato del lavoro, dopo anni di crisi qualcosa comincia a muoversi: Eurostat segnala come nell’area della moneta unica il tasso, a marzo, sia rimasto fermo all’11,8 per cento, bloccato dall’inizio da gennaio, ma in lieve diminuzione rispetto ad un anno fa (nello stesso mese del 2013 la disoccupazione dell’Eurozona era al 12 per cento). Oltreoceano le tendenza è più decisa: superando le più rosee aspettative la disoccupazione è passata dal 6,7 per cento di marzo al 6,3 di aprile (gli analisti avevano previsto il 6,6 per cento).
E’ il dato più basso dal settembre 2008 e riporta l’America ai bei tempi pre-fallimento della Lehman Brothers. In un mese quindi, negli Usa sono stati creati 288 mila posti di lavoro di cui 273 mila nel settore privato (la maggior parte nei servizi e nella produzione, sanità e vendita al dettaglio in particolare). E nel conteggio non è compreso il settore agricolo. (altro…)

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AltanLa vignetta di Altan di oggi ci dice perfettamente dove ci hanno portato questi ultimi trent’anni: alla nostalgia del lavoro.

Mi viene da dire: alla nostalgia della schiavitù, della fatica, dello sfruttamento. Perché questo è stata (e dove resiste è ancora) la fabbrica.

Già. Quando arrivò il profetico libro di Rifkin, tutti ci dicemmo: interessante, illuminante, ma poi? Ma dopo?

Non immaginavamo che il dopo sarebbe stato una società in cui la ricchezza (finanziarizzata e quindi diventata in buona parte una variabile indipendente dal lavoro) proprio per questo si sarebbe concentrata nelle mani di così pochi, mentre tutti gli altri stanno a strapparsi i pezzettini dell’altra fetta, quella ancora prodotta dal lavoro. E non immaginavamo quindi che sarebbe scoppiata anche questa guerra atomizzata tra poveri, fra chi un lavoro ce l’ha decente, chi ce l’ha indecente, chi ne non ce l’ha proprio, chi ce l’ha ogni tanto, e così via. (altro…)

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