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Posts Tagged ‘Disperazioni spontanee’

Il 18 giugno 2004, nelle dichiarazioni spontanee al processo Sme, era un altro uomo. Fino a notte fonda aveva concordato parola per parola con gli avvocati le cose da dire e soprattutto da non dire. Poi, appena scattò in piedi e impugnò il microfono, lasciò perdere il copione e parlò a braccio. Disse che “la legge è uguale per tutti ma io sono più uguale degli altri perché ho avuto i voti”. Aggiunse che mai avrebbe corrotto un giudice con bonifici esteri, potendo “mettere una mano in tasca e tirar fuori i contanti senza lasciare traccia”. Un attimo prima che confessasse, Ghedini e Pecorella lo portarono via di peso, con la scusa di “un impegno a Roma col premier greco” (il suo consulente finanziario). L’altroieri, otto anni dopo, nel monologo-bis al processo Ruby, ha letto da seduto con voce monocorde una pappardella scritta da Ghedini e Longo. Limitiamoci all’accusa più grave: la concussione per le telefonate in questura dopo il fermo di Ruby per furto: “Nessuna pressione sul funzionario: ho solo dato e chiesto una semplice informazione… (altro…)

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