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Posts Tagged ‘dissesto idrogeologico’

GenovaUn grande atto d’amore nei confronti dell’Italia, per le sue opere d’arte, per il suo territorio. Che però dobbiamo difendere dai terremoti, dalle frane” e dalla sua politica, aggiungerei anche questo all’introduzione della puntata di Riccardo Iacona.
Una puntata che ha parlato di persone eccezionali che sono riusciti a far fruttare le meraviglie del territorio in Calabria. Ma anche di quello che si rischia se si abbandonano le colline, se non si fa prevenzione, se non si curano argini dei fiumi. Se si lascia tutto in mano al partito del cemento, se la politica lascia carta bianca ai costruttori senza scrupoli.
A rischio è il nostro tesoro, l’ambiente, il cibo, la cultura: cose che abbiamo solo noi. Dalla Calabria alla Liguria. Dove ieri, alle primarie del PD, ha vinto nuovamente la stessa politica del cemento e delle emergenze.

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DissestoPRESADIRETTA torna in onda con un’inchiesta dedicata al dissesto idrogeologico in un viaggio che attraversa il paese da sud a nord, dalla Calabria fino alla Liguria.

Le telecamere di PRESADIRETTA denunciano come sotto le frane non restano solo case, scuole, strade, ma il futuro stesso dell’Italia.

Un tesoro di potenzialità che potrebbe  produrre ricchezza e posti di lavoro: l’arte, il cibo, l’agricoltura, il paesaggio se solo fossero difesi e valorizzati, renderebbero più ricco il nostro paese. (altro…)

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Alluvioni

Fessura, crepa. voragine. Tra il Paese reale e quello della “cosiddetta” politica si sta allargando sempre più la distanza. L’informazione è diventata propaganda. Nelle all news televisive ha ormai assunto una dimensione comica e surreale come in un racconto di Ionesco. Mentre il giornalista in ginocchio di turno intervista l’ebetino o un qualunque membro del governo, che sparano le loro mirabolanti cazzate di giornata per rassicurare il Paese, sotto l’immagine scorre la striscia con le notizie di fallimenti di aziende, di disastri naturali, di immigrazione fuori controllo, di tagli selvaggi (pudicamente chiamati lineari) allo Stato sociale. Sembrano sottotitoli all’incontrario. (altro…)

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Basta grandi opere e politici logorati dagli scandali.

Basta chiacchiere. Basta tweet. Presidente Renzi, se vuole aiutare la Liguria servono fatti. Subito. Finanziate il risanamento di questa terra prima di spendere miliardi in Terzo Valico e Tav. E liberateci da una classe dirigente che ha contatti con imprenditori in manette.

Lo deve a una regione che ha contribuito tra le prime all’Unità d’Italia. Che ha conquistato la medaglia d’Oro per la Resistenza. Lo deve a due milioni di persone che pagano le tasse allo Stato, ma che soprattutto si sentono ancora italiani nel profondo.   Per salvare la Liguria servono grandi investimenti: un miliardo per mettere in sicurezza il territorio di tutta la regione. Per scongiurare altre tragedie. Per salvare attività economiche e posti di lavoro. Non solo: perché prevenire costerebbe comunque molto meno che rimediare ai danni catastrofici.   (altro…)

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Renzi

IN AFFANNO.

La fiducia scende di dieci punti in un mese, quella nel governo di 23 rispetto a giugno.

Pure la pioggia, Renzi crolla nei sondaggi.

Alla fine qualcosa ha dovuto dire, dal lontano G20 australiano: “Quando come primo atto di governo ho costituito un’unità di missione contro il dissesto idrogeologico mi hanno deriso. Ora spero sia chiaro il motivo: ci sono vent’anni di politiche del territorio da rottamare, anche in alcune regioni del centrosinistra”, dice il premier Matteo Renzi. Gli risponde subito Claudio Burlando, il presidente della Regione Liguria e da vent’anni ai vertici della politica ligure, che stima un miliardo di danni dovuti all’alluvione e ne attribuisce la colpa ai “condoni edilizi. Non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, ma sono stati fatti a Roma. Tre condoni in 30 anni”. E Beppe Grillo: “Hanno i morti di pioggia sulla coscienza”.   (altro…)

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Alluvioni
TROVARSI di fronte al crescendo di alluvioni, frane, allagamenti, disastri dovuti a eventi atmosferici fuori dell’ordinario e cercare di capirne le cause è affare molto complesso perché i fattori da considerare e le realtà coinvolte sono numerosi. L’agricoltura è sicuramente uno dei settori più colpiti, legata com’è a doppia mandata agli umori del tempo. Molte produzioni sono messe in ginocchio, terreni che devono essere risistemati, allevamenti in difficoltà, tutto questo in un anno in cui le avversità climatiche si sono manifestate più volte e in forma diversa (gelo, pioggia, grandine…) in ogni stagione. L’agricoltura in queste situazioni è vittima e, allo stesso tempo, anche una delle possibili realtà che possono concorrere ad alleviare questi danni. Ma l’analisi è molto più complessa e per districarsi è utile una metafora: è come se ci trovassimo di fronte a un piatto di cattivo gusto e facessimo fatica a ricostruire le quantità d’ingredienti che sono state utilizzate.

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Natangelo

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Liguria

I PENSIONATI CARLO E FRANCA TRAVOLTI CON LA LORO CASA NEI PRESSI DI CHIAVARI I VICINI: “LI AVEVAMO SENTITI POCO PRIMA, STAVANO BENE MA AVEVANO PAURA”.

Un rigagnolo. Il disastro della Liguria comincia da qui. “Guardi, la collina è intrisa d’acqua, la sputa fuori, non riesce più a trattenerla. Qui tra poco potrebbe esserci un’altra frana. Proprio qui dove siamo lei ed io”. Fabio Marchelli ha 52 anni, è un vigile del fuoco con laurea sulle frane. Con il dito indica un rivolo che esce dalla terra a poche decine di metri da dove ieri una valanga di fango ha inghiottito la casa di Carlo Aminise, 73 anni, e della moglie Franca Iaccino, 69. “Li abbiamo sentiti pochi minuti prima al telefono”, racconta Giovanni Levaggi, un vicino di casa. Stavano bene, ma avevano paura. Paura della pioggia, del fiume a pochi metri, ma soprattutto della collina che incombeva sopra la loro casa, della terra che si sentivano scivolare sotto i piedi. E in quei momenti puoi solo sperare: se si staccano migliaia di tonnellate di fango non c’è rifugio che tenga.   (altro…)

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Chiavari

DA SANREMO A MONTEROSSO: FRANA QUELLA CHE È STATA LA “GRANDE MURAGLIA DEI CONTADINI LIGURI”. E I FINANZIAMENTI VANNO A NUOVE AUTOSTRADE E TRENI SUPERVELOCI.

Genova – La Liguria muore sotto i nostri occhi. Ma salvarla si può: basterebbe che il governo decidesse di investire mezzo miliardo per la bonifica del territorio di tutta la regione invece di spendere in opere di dubbia utilità, se non dannose: il Terzo Valico (per cui sono stati stanziati altri 400 milioni con lo Sblocca Italia), le altre opere del Tav (con costi lievitati del 160%) o l’autostrada Mestre-Orte (voluta da VitoBonsignore,politicodicentrodestra con amici nel centrosinistra). Con un decimo degli investimenti previsti per queste opere si salverebbe una regione e si eviterebbero altri morti.   INTANTO si assiste passivamente alle alluvioni: nel 2012 le Cinque Terre e Genova, nel 2014 ancora Genova e Chiavari. Ormai quasi una all’anno, in ogni parte della Liguria. Ma che cosa sta succedendo a una delle regioni più belle d’Italia, una delle prime a contribuire all’Unità del Paese e alla Resistenza? Certo, le bombe d’acqua, le precipitazioni tropicali.

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sbloccafuturo

Legambiente lancia #sbloccafuturo, la galleria fotografica degli interventi utili davvero.

Dissesto idrogeologico, trasporti, bonifiche, scuole, messa in sicurezza del territorio, depuratori, impianti per la gestione dei rifiuti… secondo Legambiente «sono tantissime le piccole e medie opere incompiute, utili davvero al territorio e ai cittadini». Per questo l’associazione lancia la campagna di raccolta fotografica #sbloccafuturo, con le opere veramente urgenti da realizzare segnalate dai cittadini, già visibile al link https://flic.kr/s/aHsk5Rf8Tw

Dalla messa in sicurezza dell’istituto Alberghiero “Einaudi” di Foggia, alla ciclovia tirrenica, dal depuratore di Porto Cesareo (Le), alla Galleria di Piazza Foraggi a Trieste, passando per la ricostruzione dell’Aquila e per i lavori necessari per bloccare le frane sul Bisagno (Ge), la messa in sicurezza del Tevere e tante altre ancora. Sono numerose e molto diverse tra loro le piccole e medie opere incompiute, veramente utili al territorio e ai cittadini che Legambiente, in polemica con quelle inutili e spesso dannose contenute nel provvedimento Sblocca Italia, ha censito finora. (altro…)

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COSÌ come l’asfalto va riparato o rifatto, l’intonaco di quando in quando ripreso, il legno nutrito e trattato, l’argine ha bisogno di essere controllato e risistemato. La parola “manutenzione” dice tutto, è antica e modernissima al tempo stesso, nelle sue vaste competenze rientrano la vanga come il computer, il piccone come la telecamera. Riguarda ogni manufatto umano, dalla casa più umile al ponte più ardito niente può reggere a lungo senza la manutenzione, ovvero la cura dell’uomo sull’ambiente nel quale vive, sia esso naturale o artificiale. Bisognerebbe domandarsi, ma davvero, sulla base di quale patologia culturale, politica, economica si è via via perduta una così elementare cognizione, che appartiene agli individui così come alla collettività: se l’argine è ben mantenuto regge alla piena, se no si squarcia e arriva l’alluvione. (altro…)

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L'inchiesta
Dalla Liguria alla Sicilia: più di 100 episodi, tra opere mai realizzate e fondi distratti. La mappa-scandalo dell’Italia che continua a franare.
PIÙ l’Italia frana, più arrivano soldi. E più arrivano soldi, più l’Italia frana. Quando alla prossima “bomba d’acqua” ci si troverà a piangere un altro morto bisognerà tenere a mente questo paradosso. Perché è lì che incastrato un pezzo di passato, presente e, forse, di futuro del nostro Paese. Un Paese che usa il denaro destinato a combattere il dissesto idro-geologico per pagare gli stipendi degli impiegati comunali e la carta per le stampanti. Un Paese che racimola, negli ultimi 15 anni, 5,6 miliardi di euro tra fondi statali e comunitari. Ma ne lascia 2,3 nel cassetto, con il rischio che l’Europa se li riprenda.
Insomma, quando piove in Italia non frana soltanto la terra. Ma cadono anche cascate di soldi, che finiscono spesso nel posto sbagliato.

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Alluvioni

Non si gioca sulla pelle degli italiani. Davanti alle tragedie che hanno caratterizzato l’Italia negli ultimi mesi, il nostro obiettivo è dare un aiuto concreto alle persone che sono state colpite dagli ultimi disastrosi eventi atmosferici. Le mozioni del M5S a prima firma Fucksia e Donno sono state approvate, ma la prima vittoria è stato portare il Parlamento a discutere su questi temi.

Abbiamo ottenuto l’impegno affinché venga predisposto un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio, e che ci siano fondi per la prevenzione e fondi per la gestione dell’emergenza, che venga fatta una ricognizione dei danni e disposto un piano di bonifica con il ripristino dei canali. (altro…)

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Dissesto

Associazioni, ordini professionali, Sindaci ed esperti insieme per far partire nel nostro Paese una efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni in Italia.

Genova e la Liguria ancora una volta hanno subito i devastanti effetti dell’ennesima tragedia causata dal rischio idrogeologico. Piogge intense che si sono riversate su un territorio fragile hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua, frane, allagamenti e purtroppo ancora una volta vittime. Episodi che si verificano continuamente nel corso di tutto l’anno sull’intero territorio nazionale che non possono essere più tollerati e richiedono una risposta immediata ed efficace, senza continuare ad affrontare la questione sempre e soltanto dopo dichiarazioni di stato di emergenza.

Per questo le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, i Sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca che avevano già intrapreso, dal 2013, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze, hanno deciso di costituire la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico. Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese. (altro…)

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genova-fango-prevenzione

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alluvioneVoi che fareste? Dal patto di stabilita’ (lo scellerato patto che vincola le nostre spese, un patto voluto da Monti e votato da PD e PD) escludereste le spese per la messa in sicurezza del territorio (la prevenzione del rischio idrogeologico) o le spese militari?

Il 5 stelle, come immaginerete, ha proposto con legge depositata il 19 giugno 2013 la prima idea, il governo, dopo il vertice NATO, la seconda.

Qual e’ la “guerra” da combattere per il bene degli italiani? Quella in Ucraina? Quella in Iraq (ancora una guerra in Iraq???) o quella per mettere in sicurezza le nostre strade, le scuole, i ponti o le nostre case? (altro…)

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GarganoLegambiente: «In Puglia nel 78% dei Comuni sono presenti aree a rischio».

È duro il commento del presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, dopo il nubifragio che si è abbattuto sul Gargano provocando ingenti danni e causando vttime: «Frane e alluvioni non sono una novità nel nostro Paese, ma negli ultimi anni questi eventi sono diventati sempre più frequenti. Così come sono aumentate in modo esponenziale le concentrazioni di piogge cadute al suolo. Eppure si continua ad ignorare la necessità di attuare una seria politica di mitigazione del rischio idrogeologico in un territorio reso più vulnerabile dal consumo di suolo e gestito solo attraverso interventi urgenti di riparazione piuttosto che su un’azione di prevenzione e manutenzione. (altro…)

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Dissesto

Con un territorio allo sfascio dal Cervino a Pantelleria ogni volta si aspetta che i riflettori si accendano sui lutti per metterci una pezza, senza fare piani di prevenzione.

Mentre i fondi per la messa in sicurezza sono dimezzati Nell’Italia dei disastri dove si insegue l’emergenza e nessuno paga il conto.

BOMBA d’acqua” fuori stagione? Forse, anche se l’annessione dell’Italia ai Tropici sembra ormai un fatto compiuto. Ma mentre tutti si stracciano le vesti, non nascondiamoci dietro un dito.

FRANE , fiumi in piena, disastri naturali ritmano la cronaca di questi anni. Ogni volta, proclami e promesse, in attesa del prossimo lutto. «Una devastazione che mai ci saremmo aspettati» dichiara il presidente del Veneto Zaia, dimentico di smottamenti ed esondazioni nella stessa zona
di Refrontolo, lo scorso febbraio. (altro…)

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alluvioni

È entrata in fase operativa la struttura di missione di Palazzo Chigi “contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche”, coordinata da Erasmo D’Angelis e con direttore Mauro Grassi, presentata ieri mattina con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. La sfida è affrontare e risolvere i ritardi clamorosi di due settori in emergenza e in infrazione europea con pesanti sanzioni in arrivo.
L’81,9% dei Comuni (6.633) ha aree in dissesto idrogeologico. È pari a 3,5 miliardi l’anno il costo pagato dallo Stato dal 1945 ad oggi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni. Il numero complessivo degli interventi previsti (da Accordi di programma Stato-Regioni siglati nel 2009-2010 e da richieste successive in seguito ad eventi meteo devastanti) è di 3.395 opere anti-emergenza. A distanza di 4 anni, solo il 3,2% degli interventi (109) risulta concluso, il 19% (631) in corso di esecuzione e il 78% fermi, ostaggi di burocrazia, in fase di progettazione o di affidamento o non ancora finanziati e comunque ancora molto lontano dalla fase di cantiere. (altro…)

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dissesto-rischio-idrogeologico-Presentata dall’Anbi la nuova proposta di Piano per la riduzione del rischio idrogeologico.

Nel 2010 stanziati dal governo 2 miliardi di euro, sono stati spesi solo 80 milioni.

Dal basso della sua capillare rete di sentinelle sul territorio, quei 121 consorzi di bonifica che oggi sono presenti in Italia, l’Anbi ha presentato oggi la versione aggiornata (la quinta) della proposta di Piano per la riduzione del rischio idrogeologico in Italia. Un testo assai dettagliato, che corre lungo il Paese per elencare quelle 3.383 le opere che secondo l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni andrebbero eseguite al più presto. (altro…)

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