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Posts Tagged ‘dittatori’

Menghistu, Bokassa e gli altri così l´Africa salva i suoi dittatori. I tiranni caduti.Da sempre il Continente nero si è affidato a capi feroci e senza scrupoli. Il “lato buio del mondo” come scrisse Conrad.

È una lunga carovana di ladri, di assassini, di dementi quella che Muhammar Gheddafi si prepara a raggiungere nel viaggio verso la tenebra. E´ il solito fiume sempre in piena della tragedia umana e politica dell´Africa tutta, nera o bianca, sul quale passarono i Bokassa e i Mobutu, gli Amin e i Menghistu, i Barre e gli Al Bashir.Tutti i “liberatori” megalomani e genocidi, cattolici o musulmani di nome, che da sessant´anni opprimono e torturano quel continente. E lo condannano non soltanto alla spoliazione e ai massacri, ma lo inchiodano a quello stereotipo del lato buio del mondo al quale lo condannò cento anni or sono Joseph Conrad. (altro…)

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Da che mondo è mondo coi dittatori ci si indigna in pubblico e si fanno affari in privato. A volte non ci si indigna neppure: si rimane zitti. Un silenzio interrotto solo dal fruscio dei soldi. Mai visto un politico o un imprenditore andare in Cina inalberando cartelli per il rispetto dei diritti civili. Si diventa esportatori della democrazia solo quando conviene, come in Iraq o in Afghanistan. Però esiste un limite che gli statisti cercano di non valicare ed è il rispetto di sé e del Paese che si rappresenta. Quel senso del decoro e delle istituzioni che ti impone di stringere la mano a Gheddafi, ma ti impedisce di baciargliela. Che ti costringe a riceverlo con tutti gli onori, ma non ti obbliga a trasformare la sua visita in una pagliacciata invereconda, con il dittatore a vita che tiene lezioni di democrazia all’università e pianta la sua tenda beduina in un parco storico della Capitale per ricevervi una delegazione di ragazze prese a nolo. (altro…)

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Se da noi finisse come in Egitto.

Chi l’avrebbe mai detto che i moti d’Africa e il
ribaltone politico iniziato nei paesi della costa
mediterranea, sarebbe sfociato in un cataclisma a
effetto domino del genere? Eppure è successo: ci
troviamo alla metà del 2012, soltanto un anno e mezzo dopo la prima grande ribellione avvenuta in Tunisia, con la cosiddetta “Rivolta del Pane”: migliaia
di cittadini di tutte le classi sociali hanno manifestato per settimane. Ci sono stati numerosi morti e feriti. Subito appresso è esplosa la rivolta in Algeria, altri morti, altri feriti, poi a catena l’Egitto, Iran, Libia, Bahrein e Yemen e anche se apparentemente sembrava non entrarci nulla con le rivolte d’Africa, anche l’Albania. (altro…)

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