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Posts Tagged ‘donne’

Le donne “svolgono la maggior parte del lavoro domestico non retribuito, hanno accesso limitato ad asili nido a prezzi accessibili e a posti di lavoro flessibili”, si legge nel rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Secondo cui gli uomini vanno incoraggiati a chiedere permessi di paternità retribuiti. Più di 13 milioni di adulti hanno “competenze di basso livello”. (altro…)

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la-giornata

L’8 marzo la mobilitazione globale La Cgil solidale, ma si sfila: “Astenersi dal lavoro non è un atto simbolico”.

INCROCERANNO le braccia in ufficio e a casa: astensione dal lavoro, ma anche stop alle lavatrici, niente spesa e figli portati a scuola dai papà. Sarà un 8 marzo di lotta, non più puramente celebrativo. Ma lo sciopero delle donne, proclamato “dal basso”, manda già in tilt i sindacati confederali, con Susanna Camusso della Cgil che ricorda: «L’astensione dal lavoro non è solo un atto simbolico ». Lo sciopero di genere, che arriva per la prima volta in Italia sull’onda della mobilitazione internazionale, partita in Polonia e Argentina e rilanciata dalla Women March di Washington, da noi fa già discutere.

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La violenza

Il racconto.

Tre vittime in ventiquattro ore E dall’inizio dell’anno sono già dieci le donne uccise da mariti, ex compagni o parenti.

È QUESTIONE di concentrazione: di certe cose non ci occupiamo fino a quando non si verificano tutte insieme in modo tale che diventa impossibile ignorarle. Così tre donne massacrate per mano dei loro compagni in appena due giorni hanno riacceso il faro dell’attenzione pubblica sul tema del femminicidio. Si chiamano Marinella, Carla e Luana, ma è facile appropriarsi di un nome per rendere le persone personaggi e dire che quelle storie erano le loro e non la nostra.

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Secondo l’autorevole parere di un imam di Colonia, Sami Abu-Yusuf, la responsabilità delle violenze di Capodanno non sarebbe da attribuire ai maschietti che intimidivano e palpeggiavano, ma alle indigene che li provocavano andandosene in giro mezze nude e intrise di profumo. Rimango un ostinato fautore del dialogo, però vorrei che qualche illuminato ci spiegasse come si fa a dialogare con un troglodita che considera demoniaca la femminilità e vorrebbe estirparne ogni traccia, almeno in pubblico. Uno che, pur vivendo in Germania da decenni, non ha mai compiuto un solo passo verso la cultura che lo ha accolto, comportandosi nei fatti come un invasore arrogante e ottuso. Chiunque di noi, quando va all’estero anche solo per un giorno, si sforza di adeguarsi al contesto. (altro…)

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QUANTO è successo a Colonia e in altre città tedesche la notte di San Silvestro ha messo a nudo la nostra vulnerabilità in modo per molti versi analogo agli attacchi terroristi a Parigi, Londra, Madrid.

I BRANCHI di uomini organizzati che hanno aggredito le donne che festeggiavano il Capodanno hanno mostrato quanto possano essere insicuri gli spazi pubblici proprio in un Paese che della sicurezza, della civiltà dei rapporti in pubblico, della condanna della sguaiataggine ha fatto negli ultimi decenni la propria cifra. E lo hanno fatto sfidando uno dei simboli della civiltà occidentale: la libertà delle donne di muoversi nello spazio pubblico senza essere aggredite.
Certo, chi brandisce quel simbolo in funzione anti-migranti è spesso poco o per nulla sensibile alle molestie e aggressioni che le donne europee e occidentali subiscono nei propri Paesi (una su tre, secondo gli ultimi dati Eurostat) per lo più da connazionali e per lo più da famigliari, amici e conoscenti. Finge di ignorare che il modello di prepotente violenza maschile che trasforma ogni donna vuoi in potenziale oggetto a disposizione, vuoi in soggetto subordinato da controllare, di cui gli aggressori di Colonia sono portatori alligna anche tra noi.

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In Italia praticamente tutti i maschi over 65 ricevono l’assegno previdenziale, per l’altro sesso sono otto su dieci Il gap di copertura è il doppio di quello europeo. Inferiore anche il valore dei trattamenti, -36% sugli uomini.

ROMA – Tutti gli uomini vanno in pensione, le donne no, non tutte. E in Italia ci vanno meno che altrove. La differenza di genere pesa sulla previdenza: sia per quanto riguarda l’entità dell’assegno che per il diritto ad ottenerlo. L’Istat, nel suo rapporto sulla condizione dei pensionati, ha appena fatto notare che in Italia le donne ricevono in media 6 mila euro l’anno in meno rispetto agli uomini, ma uno studio elaborato dall’Università di Siena rincara la dose. Le disparità, precisa, sono notevoli anche guardando alla sola copertura. E la percentuale di donne italiane che restano all’asciutto è doppia rispetto alla media Ue.

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Le obiezioni al ricorso alla gestazione surrogata non devono essere utilizzate per ostacolare la possibilità di adottare da parte delle coppie dello stesso sesso. La disponibilità a fare da genitori ad un bambino è un bene prezioso che va riconosciuto e sostenuto. Risponde al “diritto alla famiglia” solennemente sancito dalla dichiarazione internazionale dei diritti del fanciullo, che ha per la prima volta riconosciuto, appunto, i minori come soggetti di diritti in proprio. Se esistono disponibilità e capacità generativa, ovvero a far posto, riconoscere e crescere un piccolo, non c’è obiezione legata alla appartenenza di sesso che tenga rispetto all’adozione, non solo del figlio/a del compagno, ma alla adozione tout court. Come nel caso delle coppie di sesso diverso, ciò che rileva è solo quella capacità e disponibilità.

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Il datoI DATI sull’occupazione di febbraio, con il lieve aumento della disoccupazione e della perdita di occupazione, soprattutto femminile, rispetto ai dati positivi di dicembre e gennaio, segnalano come siamo ancora in una fase di forte instabilità, anche se entro una lieve tendenza positiva.
SPECIE per l’occupazione maschile che sembra aver arrestato la lunga e consistente diminuzione. L’occupazione maschile, ricordiamolo, è stata la più colpita dalla crisi, passando da un tasso del 70,2% nel 2008 al 64,7% nel 2014, laddove per le donne si è passati dal 47,3% del 2008 al 46,8% del 2014. (altro…)

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NON so come si dica in arabo hip hip hurrà. In ogni modo, hip hip hurra per Rima Karaki, giovane conduttrice televisiva libanese che ha cercato — appunto — di condurre un’intervista con un avvocatone islamista chiedendogli di stare nei tempi; ricevendone uno stizzito invito a non interromperlo; facendogli notare che era lei, in quello studio televisivo, a comandare; ricevendone sempre più irritate repliche; decidendo di chiudere la linea e passare ad altro, piuttosto che farsi dare ordini in casa propria.
Levare la parola a un maschio, specie un maschio con barba così fluente, non è, in quei paraggi socio-culturali, una cosa scontata.

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STORIE ITALIANE.

Sono come i fiori, i miracoli. Basta saperli vedere. Che meraviglia è la conoscenza perfetta delle proprie emozioni, la capacità di prevedere quando una parola, un’immagine, ti faranno piangere, o potranno farti piangere davanti a tutti. Che cosa sovrumana è andare su e giù per la propria vita scegliendo come raccontarla. Scientificamente deglutendo in quel passaggio, o liberando una piccola risata prima di affrontare il tornante che potrà travolgere ogni diga. Anni e anni, milioni di minuti che possono rovesciarsi d’incanto in unpubblicoraccontodadomare con sapienza acuminata.   HO APPENA visto una giovane donna farlo mentre nessuno se ne accorgeva. Sembrava tutto ben confezionato. Lindo e costruttivo e commovente. L’ideale per un 8 marzo che non sia solo garrula mimosa. (altro…)

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donne
L’anno che si chiude è stato ricco di successi per l’universo femminile: spesso raggiunti con fatica e fermezza
Scienziate e attiviste, ma anche attrici e cantanti, hanno trionfato: diventando un esempio per tutte le generazioni.
QUESTO è stato anche un anno per donne. Perchè c’è stato un premio Nobel ragazzina, perché è stata nominata una signora al governo della “banca” più importante del mondo, perché ci sono tante storie normali diventate eccezionali. Per raccontare questo 2014 abbiamo cercato sui computer le foto e le biografie delle più citate dai media internazionali. Le abbiamo commentate un paio d’ore. Eravamo in viaggio e avevamo molto tempo: è stato un bel modo di passarlo. La lista di 10 nomi che segue è il frutto di una discussione a cui hanno partecipato alcuni adolescenti e due bambini fra cui Elisa, 11 anni. Dovevamo stabilire chi fosse “fonte di ispirazione”, è stato illuminante parlarne con persone di età compresa fra i 10 e i 20 per le quali avere qualcuno a cui ispirarsi non è indispensabile ma è più naturale, a volte.

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Contro la violenza sulle donneNELLA GIORNATA INTERNAZIONALE ESPLODE LA POLEMICA DELLE ASSOCIAZIONI: ”NUOVI OBBLIGHI CON APPENA 6.000 EURO L’ANNO, VOGLIONO CANCELLARCI”.

Non accettiamo che il governo decida come dobbiamo lavorare, soprattutto perché la donna non è una minus habens che deve essere messa dentro un percorso con una logica solo securitaria e sanitaria. E comunque se il governo ritiene che dobbiamo lavorare come un servizio di pronto intervento, almeno dovremmo avere le risorse, che invece non ci sono”.   È netto il parere di Manuela Ulivi, presidente della Casa delle donne di Milano (primo centro antiviolenza in Italia), contro le linee guida elaborate dal Dipartimento delle Pari opportunità di Palazzo Chigi, che prescrivono i requisiti per poter accedere ai finanziamenti previsti dalla legge 119/2013, a partire dal 2015. (altro…)

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CHE pena sentire Diego Armando Maradona che bofonchia, anzi ribofonchia nei microfoni il suo anatema contro il calciatore Icardi che “ha rubato la moglie di un altro” e dunque andrebbe prima menato e poi cacciato dal branco. Ci sono piccoli segni che sembrano fatti apposta per dirci che niente mai cambierà, tra noi scimmie. Questa idea che le femmine si possano “rubare”, come capi di bestiame, pare radicata così in profondità nella psiche maschile che ci si domanda quando mai, e se mai, riusciremo a sortirne. Un gruppo di calciatori sudamericani e cattolici è magari un poco più impreparato all’autonomia delle donne di quanto riescano a esserlo degli anglosassoni protestanti, e un poco meno di quanto siano costretti a esserlo degli islamici o degli induisti di villaggio. (altro…)

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Nardi

Una medaglietta scintillante fu il battesimo aureo dei privilegi parlamentari. Era il tempo dell’Italia appena unita e liberale e in cui alle prime elezioni del nuovo Regno del 1861 votò il 57 per cento di 419.938 aventi diritto su 22 milioni di abitanti, neanche il due per cento della popolazione. Nei collegi uninominali, per essere eletti, erano sufficienti un paio di centinaia di preferenze. “Giuseppe Spadini, ricco industriale che da qualche tempo aveva dato un addio agli affari, faceva pure lui l’occhio di triglia alla medaglietta da deputato, ed era deciso a qualunque sacrificio pur di addiventare onorevole”. Su una faccia della medaglietta era scolpito il profilo del sovrano sabaudo, Vittorio Emanuele II, sull’altra cognome e nome dell’onorevole, il numero della legislatura, la dicitura “Camera dei deputati”. (altro…)

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L’ITALIA è tra i Paesi sviluppati uno di quelli che più scoraggia l’occupazione femminile, con effetti negativi per lo sviluppo e la competitività. Lo ripetono da anni studiose e studiosi di vario orientamento. Di recente lo ha denunciato anche Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale. L’effetto negativo, tuttavia, non riguarda solo la scarsa valorizzazione del capitale umano e la resistenza ad ogni tipo di innovazione organizzativa. Riguarda anche lo scoraggiamento della fecondità. (altro…)

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Manifestazione "Se non ora quando ?" per la dignita' e i diritti della donne

Caso Dambruoso. Schiaffi in aula.

Se Non Ora Quando farete sentire la vostra voce per liquidare con la sola parola possibile: vergogna, lo schiaffo sferrato, con violenza, dall’“uomo di Stato” (come si definisce con orgoglio), il deputato Questore di Scelta Civica, magistrato in aspettativa, Stefano Dambruoso alla collega del M5s Loredana Lupo? Se Non Ora Quando romperete questo silenzio complice come complici lo sono tutti i silenzi? O vi sareste strappate le vesti solo se fosse partito dalle mani di un deputato del M5s per colpire una collega del Pd o di Sel? Cioè di quei partiti nelle cui liste molte di voi sono state candidate ed elette. (altro…)

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noino

Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, mi viene in mente un’iniziativa di Antanas Mockus, quando era sindaco di Bogotà: una sorta di ‘telefono azzurro’ non per le donne oggetto di violenza, ma per i maschi tentati dalla violenza.

Fece sorridere molti, all’epoca, l’idea di spendere soldi pubblici per i potenziali carnefici anziché per le vittime. Era contro la logica apparente.

Invece funzionò, così come diverse altre iniziative di quel politico visionario. (altro…)

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Violenza sulle donne nel mondo

Lunedì la giornata mondiale contro la violenza. In Italia 128 vittime nel 2013.

Nel nostro Paese da gennaio a oggi ci sono stati 128 omicidi.
Il 25 è la giornata mondiale contro la violenza:
RIGUARDA TUTTI GLI UOMINI
Mariti, fidanzati, amanti o semplici conoscenti:
IL RISPETTO PARTE DALLE PICCOLE COSE QUOTIDIANE E
Alla comunità costano 17 miliardi di euro all’anno, mentre soltanto sei milioni vengono spesi per la prevenzione.
Donne Perché non succeda mai più

NEL 2013 in Italia sono state uccise 128 donne. Da mariti, fidanzati, amanti o semplici conoscenti. Per non dimenticare e cercare di fermare la strage il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza. (altro…)

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Attiviste anti-violenzaLe attiviste anti-violenza e l’aiuto dei militari: “Ma ora temiamo vendette”
Il reportage.

HERAT-SURAYA Pakzad ha 41 anni. La sua “Voice of Women Organization” offre assistenza legale e rifugi a donne minacciate ed evase dalla prigione domestica. «Sono una di 15 fratelli, di tre madri, due morte di parto. Mio padre volle la stessa educazione per maschi e femmine. Mi hanno sposata a 14 anni. Ho 6 figli, il primo avuto a 15 anni, è ingegnere elettronico. Ho potuto laurearmi a Kabul, scrivevo poesie, poi sono stata spinta verso cose dure. Mio marito è stato rispettoso. La vita che ho scelto ti fa prendere sulle spalle le disgrazie di tutte, a ogni ora, come in un pronto soccorso». Le uccisioni di donne sono meno frequenti che in Italia — quelle riconosciute. (altro…)

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DONNA.

colombe viso

Dietro ogni uomo forte c’è una donna forte. Ma chi c’è dietro una donna forte? Nessuno lo sa.. perché la donna forte non ti permette di guardare dentro di lei.. Lei prende vita tutte le mattine quando prende la sua maschera e quando nasconde i suoi sogni dentro la sua anima; come una Geisha, disegna il suo sorriso e caccia la tristezza dal suo sguardo. Non si specchia più di cinque minuti per paura che di scoprire le sue debolezze sepolte nel profondo della sua anima. Spesso non piange, le sue lacrime nascono dentro l’anima e muoiono sempre là, non sul suo viso. Cammina sicura di sé lasciando dietro di sé la scia del suo profumo e le tracce dei suoi passi.. E se per caso, crolla.. si rialzerà da sola. L’anima di una donna prende fuoco in silenzio.. Amala e non chiederle niente perché i suoi occhi ti diranno se ti ama.. La donna forte indossa una maschera ogni giorno e un solo uomo può vederla senza. Quell’ uomo incornicerà il suo viso e amerà il suo sguardo, a volte, confuso, e chiuderà gli occhi per poter mantenere la sua immagine per sempre. La donna forte amerà in silenzio e soffrirà sempre in silenzio, nascondendo la sua tristezza sotto una maschera con un bel sorriso. La donna forte ha il coraggio di aprire una porta vietata. Non negozierà mai con la vita e non regalerà l’anima ferita in cambio del potere, ma continuerà a disegnare sorrisi sul suo viso fini a quando troverà la medicina perfetta. Le donne forti… amale senza maschere, adorale i difetti….. e loro condivideranno con te la loro forza. Non ti allontaneranno mai dalla loro anima.!!!

“A Lory”

Ilcamminocla.blogspot.it

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