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Posts Tagged ‘droga’

RubyIL BOTTINO SEQUESTRATO ALLE RAGAZZE DEL BUNGA BUNGA ECCO COME BERLUSCONI HA PAGATO IL SILENZIO DI 21 TESTIMONI: IN UN ANNO HA SPESO UN MILIONE E OTTOCENTOMILA EURO.

Milano – Abiti e borse griffati, gioielli, migliaia di euro in banconote da 500, perfino nove grammi e mezzo di shaboo, la metanfetamina arrivata dalle Filippine che sta diventando molto di moda a Milano. E, soprattutto, migliaia di file, e-mail, sms e messaggi WhatsApp contenuti nei telefoni, nei computer, negli iPad. È ricco, il bottino delle perquisizioni effettuate martedì alle 21 ragazze del bunga-bunga. Ora è iniziato il lavoro di analisi, realizzato dalla squadretta di polizia giudiziaria guidata da Mario Ciacci, insieme ai pm Luca Gaglio e Tiziana Siciliano, coordinati dall’aggiunto Pietro Forno ma con la supervisione diretta dello stesso procuratore Edmondo Bruti Liberati, che passa da una stanza all’altra dei suoi sostituiti. Alla droga trovata a casa di una delle ragazze non danno gran peso: è per uso personale. È il resto che interessa. Perché prova che i soldi, tanti soldi – almeno 1,8 milioni di euro all’anno, tutti in contanti – continuano a passare da Silvio Berlusconi alle testimoni che hanno raccontato in aula che il bunga-bunga di Arcore era solo un gioco innocente, al più uno spettacolino di burlesque. 

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SEPPURE con la faticosa lentezza tipica di molte cose italiane, il dibattito sulla legalizzazione della cannabis ha fatto notevoli passi avanti. Capita di ascoltare sull’argomento (per esempio ieri mattina su Radiorai) dibattiti civili, raziocinanti e senza toni striduli, nei quali finalmente è assodato che “legalizzare” e “liberalizzare” non è proprio la stessa cosa, e anzi “legalizzare” renderebbe molto più controllabile un mercato che oggi di fatto è “liberamente” nelle mani delle narcomafie. Ovviamente tutte le opinioni in proposito sono lecite; ma almeno, dopo anni di pregiudizi, chi è favorevole a legalizzare non è trattato da drogato o da amico dello sballo, come per molti anni è capitato ai pochi e coraggiosi pionieri che si battevano perché una pratica privata, dannosa tanto quanto lo sono l’alcol e la nicotina, non diventasse anche una odissea giudiziaria (le carceri, ancora oggi, sono piene di piccoli spacciatori) e una enorme fonte di lucro per la malavita. (altro…)

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IaconaSulla depenalizzazione delle droghe leggere in Italia.

L’Italia ha in Europa un brutto primato: siamo il paese col più alto consumo di stupefacenti tra i ragazzi sotto i sedici anni.
Colpa della presenza delle mafie che traggono dal traffico degli stupefacenti parte dei loro profitti.
Ma forse è colpa anche delle politiche proibizioniste fin qui messe in atto contro le droghe, leggere e pesanti.
Come la legge Fini Giovanardi del 2006 che equiparava le due tipologie di sostanze e che, anziché bloccare il consumo e contrastare lo spaccio, ha intasato le carceri.
Patrizio Gonnella, attuale numero uno di Antigone, sottolinea gli effetti sul sovraffollamento nelle patrie galere: “24mila persone, il 40 per cento del totale, sono recluse per imputazioni che riguardano una normativa dichiarata illegittima. A chi è in custodia cautelare si applicheranno le norme previste dalla Jervolino-Vassalli, mentre i condannati definitivi potranno richiedere il ricalcolo della pena per incidente di esecuzione”. (altro…)

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La mattina di Capodanno del 1926, al comando di ottocento guardie a cavallo, il prefetto Cesare Mori cinge d’assedio Gangi, che in quel momento è la cittadella riconosciuta dei mafiosi.  

Mori, non per nulla detto “il prefetto di ferro”, procede al rastrellamento casa per casa e sequestra tutte le donne e i bambini, raggruppandoli al centro della piazza principale. Concede ai mafiosi un ultimatum di 12 ore. Non sapremo mai cosa avrebbe fatto davvero di quelle donne e di quei bambini perché allo scoccare dell’undicesima ora Gaetano Ferrarello, il “capo dei capi” dell’epoca, esce a braccia alzate dal suo nascondiglio, che manco a farlo apposta si trova nel sottotetto della stazione locale dei carabinieri.   (altro…)

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“Bebè”, il numero uno dei broker d’Occidente.
Il personaggio.

CONOSCIAMO ogni cosa, anche le più morbose curiosità, sulle famiglie dei grandi imprenditori italiani. Conosciamo ogni cosa degli Agnelli, dei Moratti, di Briatore, conosciamo Montezemolo.

EPPURE nessuno sa chi sia Roberto Pannunzi. Stiamo parlando di un “imprenditore” i cui affari, superano di gran lunga i fatturati delle famiglie che ho appena elencato. Stiamo parlando di un imprenditore che condiziona la vita del Paese da molto tempo, senza alcuna ribalta e senza la necessità di interloquire, per essere competitivo, con banche e politica. Non conoscere Roberto Pannunzi significa non capire dove arrivino denaro contante, mediazione internazionale, investimenti in ogni settore, fino alla gestione dei porti. Il denaro liquido che Pannunzi in questi anni ha generato e immesso nel tessuto economico italiano e mondiale lo rende a pieno titolo il più grande brokerd’Occidente. (altro…)

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Morire in un locale che si chiama Bolgia per colpa di una pillola che si chiama ecstasy. La tragedia è vera, vittima un povero ragazzo bergamasco di neanche vent’anni. Ma l’involucro è una turpe parodia. Quella parodia del dionisiaco che è fiorita attorno al mercato delle droghe e della sedicente “trasgressione”. Un avvelenamento/stordimento di massa spacciato per “estasi”, un capannone tra i capannoni che si finge “bolgia” per dare alle greggi di ragazzini conformisti e ubriachi l’illusione di commettere chissà quali eccessi, di vivere chissà quali notti. Ma l’estasi vera, quella dei grandi mistici, dei grandi alpinisti, dei grandi poeti, perfino dei grandi perversi, costa qualcosa di più dei pochi euro richiesti per questo accalcarsi da stupidi, ingannare il tempo all’ingrosso e magari morire da ingannati. (altro…)

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La Tommasi intercettata: “Berlusconi mi perseguita”. “Quei potenti si elettrizzano quando vedono giochini a tre. Vogliono che trovi una amichetta”. “Lele Mora mi faceva mettere cose nei bicchieri”.

NAPOLI – Uno sfogo tra le lacrime intercettato dagli investigatori della squadra mobile impegnati nell’inchiesta che seguendo la pista del soldi si è imbattuta nel filone napoletano del “Rubygate”. Agli atti dell’indagine figurano 16 sms inviati dalla soubrette al premier. Sei contatti in entrata e in uscita con il fratello di Berlusconi, Paolo. Due con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, due con l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli. Sara Tommasi non è indagata come non lo sono i suoi interlocutori. Ma la Ronzulli, in un sms, l’avverte di avere i telefoni sotto controllo. Una storia che nasce nella zona grigia dove il mondo dello spettacolo si confonde con quello della prostituzione e da lì intreccia gli ambienti della camorra e quelli della droga. Vengono citati (tutte persone non indagate) personaggi famosi da Lele Mora a Giletti, da Fabrizio Del Noce ai calciatori Ronaldinho a Quagliarella, da Gigi D’Alessio alla sorella di Belen Rodriguez. Per arrivare ai figli del premier, Marina e Piersilvio, e quindi ai palazzi romani e infine nel regno di Silvio Berlusconi e del bunga bunga. Le stanze di quei “potenti” che Sara così descrive: “Alla fine questo lavoro ti vogliono spingere a diventare lesbica, no. Perché i potenti si elettrizzano quando vedono giochini a due e tre. Quindi vogliono che tu ti trovi una tua amichetta di giochi. Ma a me non piacciono le donne”. Una commistione che legittima il millantato credito e rende concreto ogni giorno il pericolo del ricatto. (altro…)

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Ecco le nuove carte dalla Procura di Milano. Dodici chili di coca su un’auto prestata da Nicole Minetti alla Polanco e fermata in via Olgettina. Negli appunti di Ruby si parla di diamanti e di milioni di euro in arrivo dal premier. Maria Makdoum: «Finita la cena il presidente disse: “E ora facciamo il bunga bunga” e spiegò che era una cosa sessuale. Le gemelle De Vivo erano in mutande. Il presidente toccava nelle parti intime». Minetti: «Berlusconi mi ha rovinato la vita». Le case alle ragazze e le manovre del premier per contattarle dopo le perquisizioni.

L’ombra della cocaina nell’ambiente più vicino ai festini che coinvolgono le ragazze di via Olgettina è il nuovo capitolo dell’inchiesta. Dalle carte che la Procura milanese ha inviato alla Camera, infatti, emerge un episodio dai contorni inquietanti e tutto da chiarire. Ad agosto scorso la guardia di Finanza sequestrò, infatti, 12 chilogrammi di cocaina a un certo Ramirez e a una seconda persona. Ramirez è convivente di Maristella Polanco, la quale aveva ricevuto in prestito un’automobile, una Mini, da Nicole Minetti. Ramirez arriva a via Olgettina con questa Mini prestata dalla Minetti e la Guardia di Finanza lo ferma. Viene effettuata una perquisizione e trovano droga. (altro…)

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