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Posts Tagged ‘ebola’

EbolaNon credo di essere un eroe, ma so per certo di non essere un untore: sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato”. Sono queste le prime parole pronunciate dal medico italiano di Emergency colpito dal virus Ebola ed attualmente ricoverato in convalescenza all’istituto Spallanzani di Roma. Parole contenute in un messaggio che la ong Emergency ha deciso di rendere noto. Dal suo reparto di totale isolamento, il medico italiano racconta, per la prima volta, la sua esperienza: le sensazioni e la paura provate nei momenti bui, ma anche il senso di sollievo nel sentire che le sue condizioni stanno migliorando. (altro…)

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Sierra LeoneAll’alba con un volo militare. Lorenzin: “Attivati protocolli di sicurezza” Gino Strada: “Sta bene, non ha sintomi, a Lakka situazione drammatica”.
ROMA – È un medico di Emergency, il primo italiano contagiato da Ebola. Per settimane ha curato i malati al centro di Lakka in Sierra Leone — dove l’epidemia continua a espandersi con oltre 100 nuovi casi al giorno — prima di sentirsi male nei giorni scorsi. Subito è stato sottoposto dalla sua ong al test, e quando è risultato positivo è stato messo in isolamento ed scattato l’allarme, i contatti per il suo rientro in Italia coordinato dalla Farnesina. «Il medico sta bene, durante la notte non ha avuto febbre o altri sintomi, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma», ha tenuto a rassicurare il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin che ha ribadito: «Non c’è alcun aumento del livello d’allarme».

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Una bambina tenuta fuori da una scuola di Fiumicino da un cordone sanitario di madri invasate. La sua colpa: essere appena tornata dall’Uganda, dove il padre presta servizio come carabiniere. Giova ricordare che l’Uganda non è tra le nazioni africane piagate dal virus di Ebola, che i controlli a cui la piccola si è sottoposta per precauzione hanno dato esito negativo e che la bambina non solo non ha la febbre ma neanche un accenno di raffreddore? Naturalmente no, perché questi sono fatti. Mentre alle mamme di Fiumicino interessano le suggestioni. Si trovano in ottima compagnia: basti pensare ai politici di Genova che negano qualsiasi collegamento fra la cementificazione del territorio e le alluvioni, ai commentatori sdraiati che spacciano la prescrizione di un potente per assoluzione piena, ai tifosi del povero Pantani che si abbeverano a ipotesi suggestive di omicidio sorvolando sul particolare che la porta della camera in cui il campione è morto era chiusa dall’interno.   (altro…)

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Ebola

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Ebola

Più controlli agli aeroporti di origine e database dei passeggeri. Paura a Palermo: un turista francese in isolamento.

MENTRE l’Europa decide quali nuove misure prendere per intercettare l’Ebola prima che entri in uno degli Stati membri, nuovi casi sospetti continuano ad alimentare l’allarme. A Palermo è stato ricoverato con febbre alta un turista francese che a settembre era stato in Togo. Visto che non si tratta di uno dei tre paesi dove è in corso l’epidemia, l’uomo era stato messo in isolamento solo per «iper-precauzione». In serata l’assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino, ha affermato che «non è Ebola », probabilmente un’infezione della quale non è ancora chiara l’origine, ma resta alto l’allarme.

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SU EBOLA pesa l’effetto “al lupo! al lupo!”. Il rischio che l’allarme non venga preso sul serio perché lungo gli anni lo scomposto allarmismo mediatico ha reso via via poco verosimili, e a volte ridicole, le profezie di sterminio. Ci dissero che saremmo tutti o quasi tutti morti di aviaria e di altri morbi che poi fecero poche centinaia di vittime; ci abituarono a usare la sinistra parola “pandemia”, carica di una inarrestabile vocazione globale, per bacilli che persero vigore a pochi metri dal punto di partenza; e i meno giovani ricorderanno che la drammatica esplosione dell’Aids innescò profezie di morte al cui confronto la Bibbia è un allegro libretto, con proiezioni “scientifiche” che prevedevano (testualmente) una umanità dimezzata entro il Duemila.

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FarmaciFARMACI E VACCINI.

Quattro mila vittime e poco più di otto mila casi di persone infettate. Un bilancio di uno su due. L’epidemia di Ebola più drammatica della storia. Una psicosi da contagio che si estende a tutte le latitudini del mondo. Perché quello che fa più paura è la mancanza di una terapia specifica per uscirne vivi. Al momento, i farmaci e i vaccini studiati apposta per curare il virus sono stati sperimentati solo sugli animali e devono ancora superare i test sull’uomo. “Interveniamo con terapie di supporto: reidratazione del corpo, somministrazione di antidolorifici e antibiotici se ci sono altre infezioni”, spiega Antonino Di Caro, direttore del laboratorio di microbiologia dell’ospedale Spallanzani, centro di riferimento nazionale per l’Ebola, e team leader di due recenti spedizioni, una in Guinea, l’altra in Liberia, due degli stati africani più martoriati dalla malattia assieme alla Sierra Leone. “Sopravvive chi ha un sistema immunitario in grado di produrre gli anticorpi contro il virus”. Di Caro ha lavorato sul campo nelle strutture di Medici senza frontiere.   (altro…)

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EXCALIBUR , il cane di Teresa Romero, è stato soppresso ieri sera nonostante le proteste degli animalisti. Teresa, l’infermiera spagnola che è stata contagiata da ebola in occasione del ricovero del missionario García Viejo (morto il 26 settembre), è già diventata un nome minaccioso.
CHI ha avuto contatti con lei è già in isolamento o è tenuto sotto osservazione. Cinque persone, da suo marito in giù, sono ricoverate in isolamento e quelle in osservazione sono già una cinquantina. All’improvviso Ebola è tra noi. E ci fa capire che l’Africa non è lontana.
In Africa occidentale si moriva da tempo a causa di Ebola. Ma si voltavano le spalle, si diceva che tutto era sotto controllo. Non era vero.

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Il contagio
Faceva parte dell’équipe che ha assistito padre Viejo La protesta dei sanitari spagnoli: “Non siamo protetti”.
MADRID – È un’infermiera di Madrid la prima contagiata da Ebola fuori dal continente africano. E adesso la psicosi del contagio arriva anche in Europa. Appena due settimane fa, la donna — 44 anni, di origine galiziana, il nome non è stato ancora rivelato — aveva fatto parte dell’équipe di sanitari chiamati ad assistere il missionario spagnolo Manuel García Viejo, rimpatriato con un volo speciale dalla Sierra Leone dove aveva contratto il virus, ma deceduto quattro giorni più tardi. A quanto ha rivelato il responsabile della sanità regionale, Antonio Alemany, in due occasioni l’infermiera era entrata nella zona di massimo isolamento dell’ospedale Carlos III, nella stanza in cui era ricoverato il religioso: la prima per prendere la temperatura al paziente, la seconda già dopo il decesso, per la raccolta del materiale da distruggere. Il virus avrebbe agito con grande celerità, anche prima dei 21 giorni indicati come il periodo normale di incubazione.

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EbolaPeter Piot
Parla lo studioso che nel ’76 per primo isolò il virus dopo la morte di una suora “Stiamo vivendo una tempesta perfetta che rischia di espandersi in tutto il mondo”.
NEI mercati della Sierra Leone, della Liberia, Ghana, Camerun, Congo, Uganda e Ruanda i cumuli di grate di legno con scimmie, ratti, pipistrelli e istrici affumicati in vendita sono la normalità. La selvaggina della foresta pluviale è un alimento base in molte zone dell’Africa: dove fa sempre caldo e non esistono frigoriferi il modo migliore per conservare la carne è l’affumicazione. Cucinata in umido, speziata, accompagnata da manioca, la carne di scimmia sa di fumo per i palati non avvezzi, ma per gli indigeni è una prelibatezza. Ma soprattutto un pericolo mortale.
«Noi umani siamo ospiti casuali del virus, da cui veniamo infettati durante la caccia o la macellazione e uccisi nell’arco di due settimane», spiega Peter Piot.

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Ebola

Almeno 29 contagiati sono sparsi per Monrovia. Gli aggressori convinti che il virus non esista e sia solo un’invenzione governativa.

Ora i medici africani si trovano a dover fronteggiare oltre che il virus ebola anche la superstizione popolare. Che può aggravare ulteriormente il fenomeno. Un commando di uomini armati ha infatti attaccato a Monrovia, capitale della Liberia, una clinica dove erano ricoverate in regime di isolamento persone contagiate dal virus di ebola. Lo hanno riferito numerosi testimoni, aggiungendo che 29 pazienti hanno lasciato la struttura e sono in fuga. (altro…)

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EbolaIn Spagna la prima vittima europea: è il sacerdote che si è ammalato in Liberia.

MADRID – Nel giorno in cui la contabilità dell’Oms sancisce che l’epidemia di ebola ha già fatto oltre mille morti, arriva anche la prima vittima europea. E in territorio europeo. Padre Miguel Pajares, il missionario spagnolo rimpatriato il 7 agosto scorso dalla Liberia con un volo speciale dell’Aeronautica Militare, si è spento ieri mattina all’ospedale Carlos III di Madrid, completamente evacuato per l’occasione per scongiurare qualunque rischio di contagio. A nulla è servito il tentativo di sottoporlo — da sabato scorso — al trattamento sperimentale con il siero ZMapp, già utilizzato su due pazienti statunitensi con risultati, al momento, in apparenza più confortanti (quantomeno la cura sembra aver bloccato il peggioramento delle loro condizioni). (altro…)

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EbolaDall’allarmismo anti-migranti di Salvini alle raccomandazioni (serie) di scienziati e politici.

Secondo l’Emergency Committee istituito dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’epidemia di Ebola in corso in Africa occidentale è una «emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Uspp)». Uno status che comporta misure aggiuntive di contenimento e che fino ad ora era stato decretato solo per la pandemia di influenza “suina” H1N1, e poche settimane fa per la polio.

Il Comitato di emergenza dell’Oms ha detto che «l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale costituisce un “evento straordinario”, e un rischio di salute pubblica per gli altri Stati le possibili conseguenze di un’ulteriore diffusione internazionale espansione sono particolarmente gravi, guardando alla virulenza del virus, ai modelli di trasmissione ad alta intensità nelle  comunità e nella struttura sanitaria, ed ai sistemi sanitari deboli che attualmente riguardano  la maggior parte dei Paesi a rischio. Le possibili conseguenze di un’ulteriore diffusione internazionale sono particolarmente gravi, e una risposta internazionale coordinata è ritenuta essenziale per fermare e invertire la diffusione internazionale di Ebola. E’ parere unanime del comitato che siano soddisfatti i criteri per dichiararla emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale: «Sono state soddisfatte le condizioni per una emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Usppi)». (altro…)

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EbolaL’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di 932 morti per il virus mentre sono 1.711 i casi accertati.

La presidente della Liberia Ellen Sirleaf Johnson ha decretato lo stato di emergenza per l’epidemia di Ebola che ha colpito il Paese. “Il virus, le ramificazioni e le conseguenze della malattia costituiscono attualmente un turbamento per l’esistenza, la sicurezza e il benessere della Repubblica, rappresentando un pericolo chiaro e immediato”, ha affermato.

Mentre gli esperti dell’Oms a Ginevra stanno valutando se adottare misure straordinarie contro la diffusione del virus, si registrano il primo morto in Arabia Saudita e il secondo in Nigeria, oltre al primo contagiato europeo, il missionario spagnolo di 75 anni Miguel Pajares, che ha contratto il virus in Liberia. (altro…)

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Diffusione-Ebola

Dall’inizio dell’epidemia di Ebola in Africa Occidentale, nel febbraio 2014, sono stati repertoriati 1.323 casi di febbre emorragica, dei quali 909 confermati come dovuti sicuramente al virus Ebola, con 729 persone morte.

La Guinea, con 339 morti, è attualmente il Paese più colpito, la Sierra Leone, che nei giorni scorsi ha dichiarato lo stato di emergenza, ha più casi registrati e 233 vittime, la piccola Liberia, che ha chiuso le frontiere ha finora avuto 156 morti. (altro…)

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