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Posts Tagged ‘economia’

Nello stesso giorno in cui il governo introduce le agevolazioni fiscali ai super ricchi, l’economista del governo Tommaso Nannicini spiega alla Stampa che «bisogna far pagare più tasse ai Bill Gates», il che forse rappresenta una contraddizione.

Di sicuro rappresenta uno scontro tra ciò che è evidentemente giusto per tutti (compreso Nannicini) cioè far pagare più tasse al famoso un per cento, e ciò che sembra conveniente al momento, cioè attirare capitali stranieri nel nostro Paese. (altro…)

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padoanLo scenario.

Decisiva la partita con Bruxelles: senza flessibilità la legge di Bilancio dovrebbe salire da 7 a oltre 16 miliardi.

ROMA – La Confindustria accenna persino all’eventualità che il mondo sia investito, come dice Larry Summers, dalla maledizione della “stagnazione secolare”. Se lo chiedono le slides che il capo del Centro studi Luca Paolazzi, snocciola inesorabilmente. Scorrono, l’uno dopo l’altro, i mali del pianeta ben catalogati. Aprono le variabili geopolitiche, dal Brexit al golpe turco. Seguono i problemi demografici: un grafico da brividi mostra come, al di là di culture e leggi, e delle previsioni di qualche anno fa, la popolazione del mondo stia diminuendo. Frena il commercio mondiale, anche a causa del ritorno del protezionismo: secondo il Global Trade Alert nei primi otto mesi del 2016 sono state introdotte 350 misure restrittive tra tariffe e sussidi.

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Mef - Incontro su spese nella pubblica amministrazionePier carlo padoannon ci gira intorno: “Abbiamo già eliminato molti sprechi, gli spazi per tagli aggiuntivi si riducono. Inoltre il taglio della spesa pubblica in Italia ha contribuito alla minore crescita rispetto ad altri Paesi”. Il ministro dell’Economia ammette, fra le righe, i limiti della spending review, a cui l’Italia è obbligata per raggiungere il pareggio di bilancio (la somma zero fra spese ed entrate nell’ arco di un anno) nel 2019. Per il 2017 Bruxelles ha raccomandato all’Italia di tenere il deficit entro l’1,8% (oggi dovrebbe essere al 2,4%).

In sostanza i tagli che, per stessa ammissione del ministro, deprimono la crescita dovrebbero essere superiori allo 0,5% del Pil. Se la missione sia possibile o meno, si scoprirà nella prossima legge di Stabilità. (altro…)

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economiaL’accanimento mediatico di giornali e telegiornali di regime contro il MoVimento 5 Stelle serve a coprire i dati economici che mostrano un Paese che va a rotoli. Una strategia che non può durare a lungo. La ripresa non esiste e non è mai esistita, la crescita è zero nonostante gli annunci dei bugiardi di governo, il reddito diminuisce, il risparmio scompare, i giovani senza lavoro sono sempre di più, i poveri sono 10 milioni e 11 milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure perchè sono senza soldi. Oggi il Ministero del Lavoro rivela che le assunzioni sono calate del 30% e i licenziamenti sono aumentati del 7,4%. Un disastro causato da irresponsabili politiche economiche fatte a scopi elettorali e riforme del lavoro che hanno tolto ogni diritto a chi si spacca la schiena per 8 ore e passa al giorno. Per lavoratori e cittadini i diritti acquisiti sono stati cancellati, ma le pensioni d’oro sono state tutelate come totem dai partiti e spariranno solo quando il MoVimento 5 Stelle sarà al governo. (altro…)

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slideIl premier ha scelto accuratamente i numeri da usare per raccontare agli italiani, in occasione dei suoi primi 30 mesi a Palazzo Chigi, “come stavamo prima dell’arrivo del nostro governo” e “come stiamo adesso”. Nessun cenno all’aumento del debito pubblico, al fatto che l’occupazione sale solo per gli over 50 e alla restituzione del bonus. Quanto al pil, l’andamento negativo del 2013 viene confrontato con un “+1%” che è il dato – non paragonabile – relativo al primo trimestre 2016 rispetto allo stesso mese del 2015. (altro…)

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Gli economisti.

Per Confindustria, Ref, Nomisma e Confesercenti ci saranno tre trimestri di stagnazione.

ROMA – Un’Italia a crescita zero fino alla fine dell’anno? Possibile. Il rotondo dato del Pil nel secondo trimestre potrebbe rivelarsi non del tutto isolato. Rallentamento della domanda internazionale, ribasso delle materie prime allo sgocciolo, investimenti fermi, incertezza dilagante tra banche, Brexit, terrorismo e ora anche terremoto rischiano di tenere l’Italia in stagnazione. E soprattutto di creare quello che gli economisti chiamano “trascinamento statistico” sfavorevole sul 2017. In altri termini, quest’anno chiude male e parte male pure il prossimo.

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inserzioneLe obbligazioni.

Le spese per il collocamento sono a carico di chi compra e i clienti si ritrovano subito dei titoli svalutati e poco liquidi.

ROMA – Paghereste 100 un’obbligazione che alla sua prima quotazione vale 95, o anche meno? Aspettate prima di rispondere di no, perché probabilmente lo avete già fatto. O meglio, lo hanno fatto tutti coloro che hanno accettato di acquistare all’emissione un’obbligazione proposta dalla banca di cui sono clienti. Tutti? Sì, tutti. Succede ogni volta, a causa di un meccanismo che, anche se è legale, emana un forte sentore di abuso della fiducia dei risparmiatori.
Tutte le banche per finanziarsi emettono obbligazioni che poi vengono vendute al dettaglio. Una volta le obbligazioni erano uno strumento finanziario semplice e generalmente a basso rischio ed erano essenzialmente di due tipi, a tasso fisso oppure indicizzate.

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