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Posts Tagged ‘egitto’

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RegeniIl ministero dell’Interno parla di una “banda specializzata in sequestri di stranieri”, che operava con divise della polizia. In casa loro “ritrovato il portafoglio” del ricercatore, e spunta una foto con i documenti di identità, carte di credito, effetti personali. Dubbi degli inquirenti italiani.

caso Regeni l’Egitto rilancia la pista della criminalità comune. Una “fonte della sicurezza” citata dal quotidiano ‘El Watan’, ha affermato che i componenti della banda di sequestratori uccisi al Cairo “sarebbero legati all’omicidio” di Regeni. La fonte ha precisato che gli uccisi sono cinque e provengono dal governatorato di Sharqiyya (delta del Nilo) e da Shubra El-Khema, a nord del Cairo. Il ministero dell’Interno del Cairo, a sostegno di questa tesi, afferma che il portafoglio di Giulio Regeni con i suoi documenti è stato trovato in una sacca di pelle rossa in un appartamento legato alle persone uccise. (altro…)

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C’è voluto l’assassinio di Giulio Regeni per far scoprire ai media italiani, quindi ai politici italiani, chi è il nostro prezioso alleato Abd al-Fattah al-Sisi, il generale golpista egiziano salito al potere il 3 luglio 2013 dopo avere rovesciato il presidente regolarmente eletto Mohamed Morsi che non piaceva all’Occidente e alla casta militare perché espressione dei Fratelli Musulmani. Da allora, come abbiamo raccontato con Stefano Citati e Guido Rampoldi, il Pinochet d’Egitto ha avviato uno sterminio di massa di oppositori, culminato nella mattanza in piazza Rabi’a del 14 agosto 2013 (chi dice 638 morti, chi addirittura 1.150) e accompagnato dalla messa al bando dei Fratelli Musulmani, dalla condanna a morte di 1200 loro dirigenti, dall’arresto di almeno 16mila (altri parlano di 40mila) oppositori islamisti, laici e socialisti. (altro…)

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La giornata

Il capo dei Fratelli musulmani arrestato e umiliato in tv “Ma la nostra lotta continua”. Badie esibito dai militari come un trofeo. Baradei accusato di tradimento. Il reportage.

IL CAIRO-L’ASCIUTTA figura della “ottava guida suprema” dei Fratelli musulmani, Mohammed Badie, campeggia sui teleschermi dalle prime ore di martedì.

SUBITO dopo il suo arresto, nel quartiere di Nasr City, dove si è consumato gran parte del massacro del 14 agosto, Mohammed Badie, 70 anni, professore di patologia veterinaria, è apparso su tutte le tv a intervalli regolari. La propaganda non ha perso tempo. Le macchine da presa accompagnavano senz’altro i poliziotti durante la cattura, perché il professor Badie è stato filmato seduto su una poltrona, nell’appartamento in cui è stato sorpreso, poi mentre scende le scale scortato da uomini armati, e infine mentre sale sulla macchina diretta in prigione. (altro…)

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Il doloreIL GENERALE Abdel Fatah al-Sisi ha finalmente parlato.

Al Sisi avverte gli islamisti “Basta violenze o reagiremo” El Baradei abbandona l’Egitto.
Strage in carcere di Fratelli musulmani: 38 morti.
Il reportage.

IL DEMIURGO del colpo di stato, con cui il 30 giugno scorso è stato deposto il presidente Mohammed Morsi, ha parlato ma non ha detto nulla di nuovo, nulla che non si sapesse o che non avesse già fatto dire al governo ad interim da lui stesso di fatto nominato. Nel messaggio pubblicato sulla pagina Facebook dell’Esercito egiziano, il generale Sisi dichiara che il suo Paese si ergerà contro ogni tentativo di bruciare istituzioni governative o religiose. «Noi siamo più che disposti a tutelare l’Islam nella sua corretta interpretazione, con i principi tolleranti che sono ben lontani dal terrorizzare i cittadini. Ma non rimarremo in silenzio di fronte alla distruzione del paese e al rogo di istituzioni religiose », ha detto riferendosi alle decine di chiese cristiane date alle fiamme in questi giorni.
Le sole parole concilianti espresse dal capo delle forze armate egiziane, rivolte ai sostenitori di Morsi per esortarli a rivedere le loro posizioni, sono state: «In Egitto c’è posto per tutti ». (altro…)

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I poteri in campo

“Al bando i Fratelli musulmani” il pugno duro del generale al-Sisi in strada è caccia agli islamisti.
Migliaia di arresti al Cairo, ucciso il figlio del leader della Confraternita.
Il reportage.

IL CAIRO-L’ACCUSA di “fascismo religioso” è il nuovo anatema laico contro gli islamisti in rivolta. L’espressione pronunciata ieri, da un portavoce della provvisoria presidenza della Repubblica, potrebbe avere come inevitabile conseguenza lo scioglimento della Confraternita dei Fratelli musulmani, e del partito Libertà e Giustizia, sua espressione politica. Il capo del governo di transizione, Hazem el-Berlaui, un economista considerato un liberale, ha precisato che la messa al bando delle associazioni di “terroristi” è già allo studio. L’Egitto è impegnato in una guerra d’usura e quindi tutto deve essere fatto per combattere gli animatori di un complotto contro la nazione. Questo è il linguaggio del potere nelle ultime ore. (altro…)

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La moscheaSfida al Cairo sul minareto di Al Fath, i seguaci dell’ex presidente asserragliati nei luoghi di culto. Il governo: sono fascisti e terroristi.

I militari: sciogliete i Fratelli musulmani. Ucciso il figlio del leader.

L’esercito sgombera Al Fath la moschea degli irriducibili.
Paura per 4 giornalisti italiani: fermati e poi rilasciati.

IL CAIRO-L’ODORE del sangue ristagna ovunque, anche se i morti che i confratelli avevano trascinato dentro la moschea per un’ultima notte di veglia sono stati portati via da ore.

IL MANTO stradale della centralissima piazza Ramses, divelto a picconate per ricavarne pietre da scagliare contro i po-liziotti, è così accidentato che devi stare attento a non inciampare. Sono da poco passate le cinque del pomeriggio: i gas lacrimogeni ancora bruciano gli occhi, mentre gli ultimi curiosi stanno ormai abbandonando la piazza. Dopo una mezza giornata di trattative e qualche sventagliata di mitra contro il suo imponente minareto, le Forze di sicurezza hanno finalmente sgomberato la moschea Al Fath dai Fratelli musulmani più irriducibili, quelli che l’avevano scelta come loro ultima roccaforte durante gli scontri cominciati il giorno prima. (altro…)

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Nessuna direttivaAPPELLI ALLA PACE MA NESSUNA INIZIATIVA SULLA SICUREZZA DEI  CONNAZIONALI. SOLO L’AMBASCIATORE PARLA DI “PERICOLO”.

Forte, netto, l’allarme ai turisti scatta solo quando la repressione è divenuta carneficina e le vittime in tutto l’Egitto sono centinaia, forse migliaia. Fino alla vigilia di Ferragosto, malgrado la situazione fosse già precipitata, la Farnesina si limitava a consigliare ai turisti italiani di restare nei loro resort, quei villaggi per stranieri sul Mar Rosso fuori dal tempo e dalla realtà, e di evitare d’intraprendere escursioni all’interno del Paese. Dove, in passato, alle Piramidi come a Luxor o sul Nilo o altrove, non erano stati risparmiati attacchi cruenti ai malcapitati visitatori.

IERI, IL GIRO DI VITE: c’è stata una lunga riunione alla Farnesina con una task force dedicata, presente anche l’ambasciatore d’Italia in Egitto, Maurizio Massari, ed è emersa l’opportunità di sconsigliare “nuovi viaggi nel paese” insanguinato, dove si trovano circa 19mila italiani. Il vice-ministro degli Esteri Marta Dassù dice: “Chi è nei resort a nostro avviso non corre pericoli, ma la situazione è sufficientemente grave e complicata per non prevedere nuovi viaggi”.  (altro…)

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Gli elicotteri sparano sulla folla guerra civile nelle strade del Cairo decine di morti tra gli islamisti.
La rabbia dei Fratelli musulmani: “Ci uccidono, ma resistiamo”.
Il reportage.

IL CAIRO-IL VENERDI della “collera”, decretato dai Fratelli musulmani, è cominciato sul ponte 15 maggio, tra le due sponde del Nilo. È là che ci sono stati i primi morti, per quel che mi è capitato di vedere. Ingrossato dai fedeli usciti dalle moschee, dopo le preghiere del venerdì, il corteo islamista proveniente dai sobborghi nord orientali era diretto a piazza Ramses, nel cuore della capitale, dove era prevista una grande manifestazione. L’avanguardia, con la bandiera egiziana e quella nera dell’Islam, è stata fermata in mezzo al ponte da una grandine di pallottole. Erano tiri di intimidazione che si incastravano nell’asfalto a qualche metro davanti ai ragazzi in prima fila. Un proiettile di rimbalzo ha ferito alla gamba destra un mingherlino, di non più di diciotto anni, che gridava a squarciagola «no al golpe militare» e «Dio è grande». È stato un parapiglia. C’era chi ordinava di avanzare, e dava l’esempio continuando a marciare verso l’altra sponda del Nilo; chi sfoderava un fucile fino a quel momento nascosto e si appostava dietro al parapetto; e chi indietreggiava esitante per poi darsi alla fuga in preda al panico, lasciandosi alle spalle i primi morti. (altro…)

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Egitto

CECCHINI DAGLI ELICOTTERI E BARRIERE DI TANK: OLTRE CENTO MORTI.

L’Egitto non smette di contare i morti, che si accatastano nelle moschee e che non si saprà mai quanti sono in verità. Ieri sarebbero morte almeno una ventina di persone, secondo il bilancio ufficiale, oltre 90 i morti secondo i Fratelli Musulmani, nel “venerdì della rabbia” convocato dagli islamisti in protesta per il massacro di mercoledì, nel quale sarebbero morte “migliaia” di persone, ufficialmente “solo” 600. LA VIOLENZA È INIZIATA ieri subito dopo la preghiera di mezzogiorno, quando i sostenitori dei Fratelli Musulmani hanno cercato di marciare verso piazza Ramsete, in centro, da diversi punti della città, sfidando lo stato di emergenza e i tank. Gli scontri sono scoppiati sui principali ponti del Cairo, che per tutta la giornata è rimasto bloccato e terrorizzato. Nelle strade gli islamisti hanno lottato per ore contro le forze di sicurezza, appoggiate dai militari, e contro uomini armati, forse poliziotti in borghese, agenti dei servizi segreti – o pagati da loro – e semplici cittadini che hanno deciso di “difendersi”. (altro…)

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Egitto

Secondo giorno di alta tensione al Cairo, Alessandria, Giza, nel Sinai. Incerto bilancio vittime: oltre 600 per fonti ufficiali, oltre 4000 per i Fratelli musulmani. Che convocano nuove manifestazioni per il “venerdì della collera”. Obama annuncia blocco esercitazioni militari congiunte, gli Usa invitano gli americani a lasciare il Paese. Bonino: “Uso della forza sproporzionato”. Consiglio di sicurezza Onu alle parti: “Basta violenze”.

IL CAIRO – Sempre altissima la tensione in Egitto all’indomani della violenta repressione della polizia contro i manifestanti pro-Morsi. Secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità, negli sgomberi delle piazze al Cairo e negli scontri scoppiati in tutto il Paese, hanno perso la vita, ieri, 638 persone.  (altro…)

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I personaggi

La sfida ai militari e il rischio di un bagno di sangue.

CACCIATI dal governo dell’Egitto i Fratelli musulmani hanno preso in ostaggio il Cairo, la capitale. Ed ora chiedono che Mohamed Morsi, il presidente destituito e imprigionato dai militari, venga non solo liberato. Ma anche reintegrato nella carica alla quale è stato eletto al suffragio universale diretto un anno fa. Negli ultimi giorni si sono formati due bastioni nella metropoli sul Nilo.

UNO vasto, simile a un campo trincerato, attorno alla moschea di Rabaa Al-Adawiya, nel quartiere di Medinet Nasr; e un altro sulla piazza Al-Nahda, in prossimità dell’Università del Cairo. Più che due enormi sit-in di protesta, sono due aree autonome, dissidenti, popolate da decine di migliaia di uomini e donne. Intere famiglie con vecchi e bambini arrivate dai sobborghi della capitale o da lontane province dell’Egitto rurale. (altro…)

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EgittoANCORA VITTIME.

Dopo la notte di violenze e di morte di venerdì le armi, almeno al Cairo, hanno taciuto. Ma l’Egitto continua ad essere un Paese spaccato, una polveriera sul-l’orlo del baratro. La piazza dei pro-Morsi è ancora piena di gente malgrado i massacri, la presidenza ha espresso “rammarico” per le vittime ma il governo insiste nel pugno di ferro contro “i terroristi”. In una situazione di stallo, è toccato alla diplomazia internazionale – in campo Europa e Stati Uniti – avviare un pressing per tentare da fare uscire l’Egitto dalla spirale di contrapposizione e violenza. (altro…)

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E Kerry ammonisce l’esercito: “Rispettare chi protesta”.
Il reportage.

IL CAIRO-CON le persone che portano con sé il pasto serale e se restano bloccati nel traffico lo consumano in macchina o parcheggiano l’automobile e dispongono il cibo sul cofano. Una corrente di questa fiumana punta verso piazza Tahrir, la piazza centrale del Cairo che era stata due anni fa epicentro della rivoluzione, e che ha visto una mega manifestazione come non ce n’erano più state dopo la cacciata di Mubarak. L’altra corrente punta verso Nasr City, la roccaforte dei Fratelli Musulmani. Due mondi che sono al massimo a nove chilometri di distanza ma che in questo momento sarebbero pronti ognuno a eliminare l’altro se potessero. La demonizzazione reciproca è arrivata al parossismo (altro…)

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Egitto

Morsi in carcere, esplode la rivolta blindati ed elicotteri a piazza Tahrir.

IL CAIRO-SEMBRA di essere tornati indietro di due anni, alle rivolte del 2011. Nelle strade intorno alla piazza Tahrir sono arrivati fin dalla mattina i blindati dell’esercito. I soldati hanno preso posizione, e sono rimasti ad aspettare che cosa avrebbe portato la giornata. Gli elicotteri hanno cominciato a sorvolare il centro del Cairo subito dopo la preghiera di mezzogiorno. Da una parte i sostenitori del governo di transizione, dall’altra i Fratelli musulmani. Ancora una volta l’Egitto trattiene il respiro. La politica è fallita, decide di nuovo la strada. E ad Alessandria ci sono già i primi cinque morti.

IL CAPO di stato maggiore dell’esercito e ministro della difesa Al Sissi ha chiesto appoggio agli egiziani per dimostrare con una grande manifestazione di massa che i militari hanno mandato per «procedere contro la violenza e il potenziale terrorismo». (altro…)

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Egitto

Almeno 50 morti per l’attacco dell’esercito ai Fratelli musulmani. Le Forze armate: siamo stati noi a essere aggrediti.

Il Cairo- Ero inginocchiato per pregare, quando l’imam ha concluso la cerimonia ho cominciato a sentire gli spari”, racconta Mohammed, giovane manifestante. “Sono stato colpito all’orecchio sinistro e sono svenuto”. Mohamed ha perso l’udito, altre 51 persone la vita nella violenza scoppiata all’alba davanti alla sede della Guardia Repubblicana al Cairo. I manifestanti a favore del deposto presidente Morsi erano accampati alle porte della base militare da diversi giorni, perchè credono che lì si trovi il leader, scomparso dal 3 di luglio. I manifestanti accusano le forze armate e di sicurezza di aver aperto il fuoco direttamente su di loro, mentre stavano recitando la preghiera del “fagr” (alba). I Fratelli Musulmani parlano di “massacro”, mentre l’Esercito sostiene che sono stati gli islamisti ad attaccare i soldati con molotov, pallini da caccia e fucili.  (altro…)

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Stop anche a El Baradei come vice. La frenata dopo l’annuncio della presidenza.

IL CAIRO— Un’Alleanza che ha rovesciato in 48 ore il regime di un presidente islamista da 4 giorni non riesce a trovare un premier in grado di guidare il Paese verso quella transizione “davvero” democratica della quale si sono dichiarati garanti i militari che mercoledì sera hanno arrestato Morsi e abrogato la Costituzione. Quella sedia vuota, dopo il veto posto sul nome di Mohammed El Baradei all’ultimo minuto dai due partiti islamisti che hanno accettato il dialogo con il neo-presidente Adly Mansor, è il segno più evidente delle divisioni che lacerano l’opposizione laica e musulmana moderata, unita nel chiedere la cacciata di Morsi ma divisa sul futuro del Paese più influente e popoloso del Medio Oriente. Ieri notte è stato “bruciato” anche il nome del ‘liberale’ Ziad Bahaa El-Din, economista, fondatore del Partito socialdemocratico e presidente della Consob egiziana. Prima la tv di Stato ha annunciato la sua nomina, poi il partito salafita “Al Noor”, che partecipa a queste trattative, avrebbe posto il veto anche su El-Din rinviando tutto ad oggi, ultimo giorno di Ramadan. (altro…)

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Diritti umani

Amnesty International, presente in questi giorni al Cairo, ha messo in guardia rispetto a un giro di vite nei confronti dei sostenitori di Mohamed Morsi, all’indomani dell’arresto dei leader dei Fratelli musulmani, degli attacchi ai mezzi di comunicazione e dall’uccisione di un manifestante da parte dell’esercito.

L’organizzazione per i diritti umani ha raccolto testimonianze da persone che manifestavano in favore del deposto presidente, colpite da proiettili letali in una strada nei pressi di piazza Rabaa Aladaweya, nel quartiere di Nasr City.  (altro…)

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Seguaci del presidente Morsi

Egitto resistenza a oltranza dei sostenitori di Morsi. Il Nobel el Baradei nominato premier ad interim.

Il Cairo – La possibilità di un conflitto civile, che molti hanno preannunciato nei giorni scorsi, si sta materializzando nelle strade egiziane, nelle quali i fedeli del deposto presidente Mohamed Morsi ripetono la loro promessa di lottare fino alla morte.

La Fratellanza ha convocato nuove proteste ieri, malgrado le numerose vittime del giorno prima, tra cui almeno almeno 2 “fratelli musulmani” ammazzati alle porte del quartiere della guardia repubblicana al Cairo. Nella notte tra venerdì e sabato la violenza tra seguaci e oppositori del presidente Morsi è scoppiata al Cairo, vicino a piazza Tahrir, col risultato di almeno due manifestanti morti ed anche ad Alessandria, dove un’autentica battaglia ha lasciato per terra oltre 14 morti. Il bilancio complessivo è di 30 morti in poche ore, oltre 1000 feriti, e quindi ammonterebbero già un centinaio i morti di questasettimana di rivolta in Egitto. Per tentare di controllare la delicata situazione, il presidente ad interim Adly Mansur si è riunito ieri con il ministro degli Interni, Mohamed Ibrahim, e con il ministro della Difesa, Abdelfatah al Sisi.  (altro…)

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Il pericolo contagio

Da Gaza alla Siria: i riflessi della svolta egiziana nella regione.

LA FORZATA fine del governo della Fratellanza Musulmana in Egitto costituisce una drammatica cesura nel processo in corso nel mondo della Mezzaluna. Il golpe in riva al Nilo avrà riflessi nell’intera regione.

LE TRANSIZIONI arabe si erano rette sin qui sul patto tra gli Stati Uniti e la Fratellanza. Washington aveva fatto cadere il veto nei confronti delle forze islamiste che contavano sul consenso popolare, purché garantissero “affidabilità sistemica”. Ovvero rinunciassero a mettere in discussione alleanze e trattati, in particolare quello con Israele, e facessero muro contro il terrorismo qaedista. Il colpo di stato egiziano scrive, di fatto, la parola fine su quel patto. Dopo il 3 luglio, con la leadership politica e religiosa della Fratellanza egiziana agli arresti come ai tempi di Nasser e Mubarak, difficilmente quella convergenza potrà riproporsi. Da qui i timori della
Casa Bianca, per le ripercussioni delle vicende egiziane nell’intera
regione. (altro…)

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