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Posts Tagged ‘Elena Polidori’

WASHINGTON – Denuncia di Oxfam davanti ai microfoni del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Parcheggiati in società offshore vi sono 7,6 trilioni di dollari, cioè circa 7600 miliardi. Una cifra enorme, pari grosso modo al Pil di Germania, Francia e Spagna messe insieme. E quel che è peggio, anche le risorse distribuite dalle istituzioni internazionali sono finite nei paradisi fiscali. «Di 68 società che hanno ricevuto fondi, 51 utilizzano i paradisi fiscali», spiega Winnie Byanyima, uno dei responsabili di questa organizzazione no profit, durante un seminario del Fmi sui problemi fiscali, presente anche il numero uno del Fondo, Christine Lagarde. Il fenomeno, secondo Oxfam è tanto più grave perché sottrae risorse preziose alla lotta alla povertà e al sostegno dei migranti.

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PrezziAllarme per l’impatto sulla crescita economica e sui conti pubblici Tariffe Telecom in rialzo. Attesa sui mercati per gli interventi della Bce.

ROMA – Il grande freddo dei prezzi. Così a febbraio, in Italia e in Europa, è di nuovo deflazione. Dopo nove mesi, l’inflazione mensile nazionale scende dello 0,2 %, meno 0,3 su base annua, secondo le stime preliminari dell’Istat. Sulla stessa linea l’Europa, dove pure il ribasso di febbraio è dello 0,2%: l’ultimo segno meno dell’eurozona risaliva al settembre 2015.

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la produttivitàIl nostro Paese sotto esame per squilibri macroeconomici. Visco: “Manca una politica attiva per i disoccupati”.

ROMA – Debito, competitività e lavoro: per il terzo anno consecutivo l’Italia resta nel mirino della Commissione europea perché i suoi squilibri macro sono «eccessivi». Bruxelles continuerà il monitoraggio dei «rischi» già identificati: il debito, appunto, tuttora «molto elevato », una produttività inadeguata, una competitività scarsa, e la disoccupazione sempre altissima.
Nel rapporto Ue sugli squilibri, appena pubblicato, l’Italia non è sola ma è insieme ad altri 17 paesi, che saranno tutti oggetto di una analisi approfondita. Tra questi c’è anche la Germania per via del suo surplus troppo elevato.

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PRESENTAZIONE LIBRO DI CIAMPIAppello del governatore Ignazio Visco, alla Banca mondiale: “Sono dati inaccettabili, dovete agire nelle aree più a rischio” “L’enorme ammontare di liquidità che si è creata in questi anni si è incanalata solo marginalmente verso i Paesi più poveri”.

WASHINGTON – L’ennesimo barcone si ribalta nel canale di Sicilia e il governatore della Banca d’Italia lancia l’allarme: «Oltre un miliardo di persone vive ancora in estrema povertà. É inaccettabile». La Banca mondiale «deve agire nelle aree più a rischio». Visco interviene al Development Committee, l’organismo che si occupa del Sud del mondo. Il suo discorso, alla luce dell’ultima tragedia, suona di estrema attualità. Povertà e immigrazione, del resto, sono due facce della stessa medaglia. Per questo, nella sua visione, la battaglia per alleviare il dramma della fame e della sete deve restare “prioritaria” nell’agenda internazionale. Il governo italiano ha già chiesto un vertice speciale dell’Europa su questo tema. Il ministro Padoan, lasciando il vertice di Washington, ha invocato “una risposta coordinata” dei partner per fronteggiare l’emergenza sbarchi. (altro…)

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I numeri“La misura sia solo temporanea. E i tagli alle Regioni potranno determinare l’aumento della pressione fiscale” Istat: “La manovra non porterà benefici nel prossimo biennio. L’effetto del bonus annullato dalla clausola di salvaguardia”.

I tecnici di via Nazionale e quelli dell’Istituto di statistica guardano ai nuovi provvedimenti con una certa cautela. «E’ cruciale che la temporaneità del Tfr sia mantenuta», avverte in Parlamento il vicedirettore generale della banca centrale, Luigi Signorini secondo cui «l’adesione dei lavoratori a basso reddito all’iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate». Secondo l’Istat i provvedimenti contenuti nella manovra avranno un «impatto netto marginalmente positivo nel 2014 ed un effetto cumulativo netto nullo nel biennio successivo». Motivo: la spinta del bonus degli 80 euro potrebbe annullarsi con le conseguenze negative derivanti dalla clausola di salvaguardia legata all’eventuale aumento dell’Iva.

La stessa Banca d’Italia ragiona su vantaggi e svantaggi di queste clausole. Da un lato il loro utilizzo «rafforza la credibilità dell’impegno del Paese a proseguire nel consolidamento delle finanze pubbliche». Ma nel caso specifico del- l’Iva, l’aumento porterebbe le aliquote «su livelli molto elevati». Cosa da evitare. Luci ed ombre anche sull’Irap: il suo «ridimensionamento consente un significativo alleggerimento del costo del lavoro» ma al tempo stesso «comprime i margini di autonomia delle Regioni, per le quali il tributo rappresenta la principale fonte di finanziamento». (altro…)

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Il TFR
Il ministro: nulla è ancora definito, valutiamo bene prima di intervenire Il presidente Bce alla Ue: “Prematuro dare giudizi adesso sui conti pubblici”.
WASHINGTON . Il Tfr subito in busta paga? «É un meccanismo molto delicato. Ha delle conseguenze da valutare bene», dichiara il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. La commissione Ue minaccia di bocciare la legge di stabilità? «Dare un giudizio ora sarebbe prematuro», taglia corto il presidente della Bce, Mario Draghi.
Tfr e Def: sono queste le due più importanti notizie che emergono a conclusione del vertice Fmi.
Entrambe, per ragioni diverse, suonano come un avvertimento se non uno stop. Nel primo caso al premier Matteo Renzi, che vorrebbe il Tfr nelle retribuzioni già da gennaio. «Ci sono diverse ipotesi ma non è stato ancora definito il quadro generale», precisa però il ministro. Nel secondo caso lo stop pare rivolto alle autorità di Bruxelles dubbiose sulle manovre di Italia e Francia.

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I numeriStandard & Poor’s: impatto minimo del bonus di 80 euro Giù Piazza Affari e le altre Borse: timori per Eurozona e Cina.
ROMA – Italia al palo. Una doppia doccia fredda arriva sul Pil nazionale. Il primo schiaffo viene dall’Ocse che taglia drasticamente le stime 2014 a quota meno 0,4%: è l’unico dato negativo all’interno del G7. Il secondo è di Standard & Poor’s che prevede per il Paese una crescita zero, da più 0,5 dello scorso giugno e, soprattutto, considera l’economia nazionale «incapace di uscire dalla recessione quest’anno». Quasi fosse un peso il resto di Eurolandia.
Interrogato su quest’ultimo punto il premier Renzi fa sapere che farà oggi «un lungo intervento in Parlamento». Ma la sostanza di entrambe i verdetti è che l’Italia soffre, è impantanata nel tunnel della crisi, non riesce ad uscirne. Non solo: è «deludente» anche la performance economica di tutta Eurolandia e di Francia e Germania in particolare, cosa che certo non aiuta.
Le Borse infatti reagiscono con un certo affanno: già in ansia per il referendum scozzese e preoccupate per il dato sulla produzione industriale cinese, che lo scorso agosto è salita solamente del 6,9% su base annua, la variazione più bassa degli ultimi cinque anni, chiudono contrastate. Milano in particolare, dopo la doppia bocciatura, perde l’1,04% ed è la peggiore d’Europa.
Colpisce la durezza dell’analisi dell’Ocse e l’ampiezza della sforbiciata sulle stime italiane: ancora lo scorso maggio l’outlook degli analisti parigini collocava il Pil in salita di mezzo punto .
Ora viene fuori che la situazione non è destinata a migliorare: nel 2015, bene che andrà, la crescita non supererà lo 0,1% da 1,1 stimato in precedenza. Gli analisti, in qualche maniera, entrano anche nel merito del dibattito sulla flessibilità, assai caro a Renzi . Con le loro parole: «Vista la debolezza della domanda, la flessibilità all’interno delle regole europee dovrebbe essere utilizzata per sostenere la crescita».

Nel contempo, «il continuo fallimento dell’economia globale nel generare una crescita forte, equilibrata ed inclusiva sottolinea l’urgenza di sforzi di riforma ambiziosi». A Renzi, il presidente dell’organismo Gurria chiede espressamente di «accelerare le riforme» e pronostica: «In Italia la ripresa sarà più debole che nel resto della Ue». (altro…)

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EllekappaNel 2013 sono aumentati di 1,2 milioni, un quarto in più rispetto all’anno precedente. Ormai sono quasi uno su dieci La metà nel Mezzogiorno. L’indigenza si fa largo anche tra chi ha un reddito operaio e nelle famiglie con due figli.

ROMA – Effetto-recessione: un italiano su dieci vive in povertà assoluta. Un record. Ormai gli indigenti sono oltre 6 milioni, il 9,9% dell’intera popolazione, secondo dati Istat del 2013. Rispetto all’anno prima, coloro che vivono sotto una certa soglia che non gli consente neppure di acquistare beni e servizi considerati di prima necessità, sono circa un quarto in più e la metà è al Sud. I poveri relativi superano i 10 milioni.

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I contiI dubbi del Fondo sulle nostre stime Appello alla Bce “Eviti la deflazione”.

Italia al rallentatore e con un mare di disoccupati. Cauto come sempre, il Fondo monetario assegna quest’anno all’economia nazionale una crescita risicata dello 0,6%, inferiore alle stime del Def, con un piccolo balzo dell’1,1% nel 2015, meno che in Grecia. Rispetto all’anno scorso, quando il Pil era sceso dell’1,9%, senz’altro il paese migliora. Ma gli economisti Fmi non fanno sconti al nuovo governo di Matteo Renzi: bisogna tagliare il cuneo fiscale, occorre riformare il mercato del lavoro con un contratto unico, va fatta la riforma giudiziaria, ci vuole una pubblica amministrazione più efficiente. Questi cambiamenti sono resi ancora più urgenti dall’enorme massa di disoccupati (12,4% quest’anno, 11,9 il prossimo) che lo stesso ministro Pier Carlo Padoan definisce «la minaccia numero uno al progetto europeo». (altro…)

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Sostegno al redditoIl governatore: una bad bank di sistema per i crediti incagliati
La crisi.

ROMA — Ci aspetta un futuro difficile. L’Italia vista da Ignazio Visco è un Paese fragile, dove la ripresa è «incerta»: l’anno si chiuderà con un Pil in crescita dello 0,75%. La disoccupazione invece galoppa e oggi è come negli anni Cinquanta: quota 13% , un tasso «doppio di quello prevalente prima della crisi». I giovani sono i più colpiti. Le famiglie soffrono, i consumi languono. «Il sentiero è stretto », avverte. Al governo Visco ricorda di tagliare le tasse sul lavoro e sulle imprese e di «non deviare» dal rigore di bilancio. Alle banche chiede «buona finanza» e di sostenere l’economia reale e chi lo merita. Poi lancia una proposta nuova: ci vuole una “bad bank”, più ampia, magari di sistema, e compatibile con le norme Ue per tutti i «crediti deteriorati». (altro…)

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Ricchezza e debiti a confrontoSuperiamo americani e tedeschi, sorpasso dei francesi.

ROMA — La recessione colpisce duro, gli italiani sono sempre più poveri. Dalla fine del 2007 e dunque dall’inizio della crisi, fino a tutto il 2012, la ricchezza delle famiglie s’è erosa a prezzi costanti del 9%. E la tendenza è continuata anche quest’anno: nei primi sei mesi il calo in termini reali è dell’1,1%.
Tradotto in quattrini, significa che nel periodo sono stati «bruciati» oltre 800 miliardi di euro. Nel 2007, infatti, secondo i calcoli della Banca d’Italia, ammontava a 9.385 miliardi la ricchezza netta delle famiglie, ovvero la somma di attività reali (case, terreni) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali). Nel 2012, questa somma, è scesa a 8.542. (altro…)

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Confindustria: con la crisi politica Pil in calo per tutto il 2014
La recessione.

ROMA— L’instabilità politica spaventa la Ue e l’Ocse che avvertono: «La crisi italiana minaccia l’Europa e la sua fragile ripresa». La Confindustria fa anche una stima: se continuasse questa incertezza, il Pil nazionale avrebbe il segno meno per tutto il 2014. L’Italia va al voto di fiducia portandosi appresso dati allarmanti sulla disoccupazione giunta al 12,2%, il top dal 1977; per i giovani questa percentuale sale al 40,1%, un record storico.
Così, mentre i mercati scommettono sulla sopravvivenza del governo Letta, l’Istat diffonde i dati allarmanti sul lavoro, «la realtà cruda del paese», come la
chiama il leader Cisl Bonanni, la «conferma della stagnazione», come la definisce il ministro Giovannini. Il Cnel aggiunge un particolare al quadro già drammatico dei giovani: uno su quattro non solo non lavora ma non studia neppure; i precari sono 3 milioni. Sono dati che farebbero soffrire qualunque paese, ancor più se si trova in una situazione politica delicata, incerta. (altro…)

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La tassazione nei Paesi OCSEG20: “Crescita e lavoro le priorità, ora azioni decisive”.

MOSCA— In tempi di vacche magre, quando la ripresa «è troppo fragile», la crescita «troppo debole», la disoccupazione «troppo alta» e «l’Eurozona resta in recessione», secondo la sintesi di Christine Lagarde, numero uno del Fmi, bisogna che non vada perduto nemmeno un euro. A maggior ragione se questi denari sono tasse non pagate o eluse. E ancor più se a farla franca sono le grandi multinazionali. Per questo le autorità monetarie del G20, riunite a Mosca, danno il loro ok ad un piano Ocse in 15 punti che dovrebbe costringere queste società a pagare le tasse dove vengono realizzati i profitti, senza più approfittare di trucchi contabili, scappatoie legali o paradisi off shore. Oggi, in Italia, c’è il caso Google. Ma eventi analoghi si registrano in ogni Paese, ciascuno assai bisognoso — e oggi più che mai — di entrate fiscali.
Perché il meccanismo funzioni, perché questo fiume di miliardi non sfugga più di mano, è basilare lo scambio automatico di informazioni tra i diversi governi; centrale è l’armonizzazione delle varie normative. L’Ocse infatti dovrà suggerire la definizione di “standard internazionali” che mirino proprio a rendere omogenee le diverse legislazioni. (altro…)

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Letta: l’Italia ha i conti a posto, non è sorvegliata speciale.
La crisi.

Un accordo globale per combattere evasione e elusione. Un decalogo contro i paradisi fiscali, con tanto di scambio automatico dei dati. Una sorta di registro mondiale per la trasparenza delle società-fantasma. E due “urgenti priorità”: crescita e disoccupazione, specie quella giovanile, entrambe rese impellenti dalla recessione che ancora incombe, soprattutto in Europa. Si chiude così il vertice degli Otto Grandi a Lough Erne, tra i laghi dell’Irlanda del Nord. Due giorni di dibattito serrato e informale serviti per mettere in piedi quello che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, chiama “un ombrello” anti-crisi. (altro…)

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Forze lavoro

Disoccupazione, allarme Bce “Livelli senza precedenti” in Italia 5,8 milioni senza lavoro.

Bankitalia: dal 2007 persi sette punti di Prodotto interno lordo e 600 mila occupati.

ROMA – Non accenna a diminuire l´emorragia di posti di lavoro: negli ultimi tre mesi del 2012 la disoccupazione nell´area euro ha raggiunto livelli senza precedenti, e in Italia i senza lavoro sono quasi 6 milioni. È l´analisi della Bce. Appello della Confindustria ai sindacati: insieme contro la crisi.

La recessione continua a falcidiare i posti di lavoro. La Bce lancia l´allarme: i disoccupati hanno raggiunto un livello «senza precedenti» e la situazione potrebbe peggiorare. L´Istat diffonde un calcolo-brivido: in Italia ci sono 3 milioni di «inattivi», persone che non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a rimboccarsi le maniche. É il record dal 2004. Se si sommano questi individui con i disoccupati in senso stretto, sono circa 5,8 milioni gli italiani senza un impiego.  (altro…)

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PrecariNelle pieghe della pubblica amministrazione ci sono 260 mila precari e 7.300 impiegati in «eccedenza», calcola il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi in base ai tagli previsti dalla
spending review.
E aggiunge due postille. La prima riguarda gli esuberi: chi avrà maturato entro il 2014 i requisiti per andare in pensione potrà farlo con le regole vigenti prima della riforma
Fornero. La seconda postilla è una suddivisione per settore del numero dei precari: 130.000 nella scuola, 115.000 nella sanità e enti locali e 15.000 nelle amministrazioni centrali. Per loro «non è ipotizzabile una stabilizzazione di massa». Si può invece pensare «ad una proroga».

Il ministro parla alla Camera, durante una audizione. Le sue parole e, soprattutto, le sue stime suscitano un vespaio di polemiche. I sindacati insorgono. La Cgil contesta le previsioni del ministro che, per questo, è accusato di essere «in stato confusionale». «Fino al 28 novembre, data del penultimo incontro di palazzo Vidoni, i precari erano 235 mila», si legge in una nota. La Cisl caldeggia anche altri concorsi e giudica «grave un taglio con l’accetta» di un numero così consistente di persone: «Sui precari, il governo non può fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia» raccomanda il segretario generale, Raffaele Bonanni. «Spero sia ragionevole e ci venga incontro». (altro…)

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Monti studia cura d´urto sui conti. Ue: incarico buon segnale, ma monitoriamo l´Italia. Si pensa a tassa alla francese su casa, Ici, taglio alle anzianità e stretta sul contante. 

ROMA – Mario Monti stila il programma di governo con l´incubo dei mercati: oggi riaprono le contrattazioni e c´è pure una delicata asta di Btp da piazzare. Serve un segnale. E dunque il Professore pensa a un decreto immediato per mettere in sicurezza i conti pubblici con provvedimenti forti in grado di rassicurare i mercati. Poi passerà alle misure per la crescita. Un intervento in due tempi, insomma, ma tutti rapidissimi. Dall´incontro con il presidente della Bce, Mario Draghi, è emerso che non c´è un minuto da perdere, la speculazione è in agguato. Come se non bastasse, il presidente Ue Van Rompuy e quello della Commissione Barroso, pur giudicando l´incarico a Monti «un segnale incoraggiante», annunciano che Bruxelles continuerà il monitoraggio sui conti del paese e sulle riforme che è chiamato ad effettuare.  (altro…)

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