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Posts Tagged ‘elezioni 2013’

Berlusconi-AlemannoAllarme per il trend negativo: “Incalziamo Letta sulle tasse o alle Europee rischiamo”.
Il Pdl.

ROMA— «Ora il rapporto col governo deve cambiare, dobbiamo farci sentire, imporre i nostri temi ». Silvio Berlusconi incalza Angelino Alfano e altri dirigenti sentiti da Arcore, quando il mezzo tonfo pidiellino di questo primo turno è fin troppo evidente. L’onda lunga dell’antipolitica «si è arrestata», Grillo ha fatto flop, e questo per il leader è quel che conta: Letta insomma «andrà avanti», non rischia.
Ma il leader Pdl non si è nascosto il calo registrato in parecchie città. «Se non incalzeremo con i nostri temi, dall’Imu all’Iva, da Equitalia alla detassazione delle imprese, dove finiremo da qui a un anno?» è la sua domanda di queste ore. Già, tra un anno. Quando si terranno le Europee, primo vero test politico per le larghe intese. La ricaduta immediata, racconta più di un dirigente di via dell’Umiltà, sarà un Pdl che nelle prossime settimane metterà ancor più alle strette il premier e il ministro dell’Economia Saccomanni. Renato Brunetta è già in trincea. Il Cavaliere, che si rigira senza alcun entusiasmo le percentuali, non può fare a meno di tirare anche altre somme poco confortanti: «Siamo a un passo dal perdere tutte le più importanti città italiane». (altro…)

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MaramottiLa disfatta dei 5Stelle alle elezioni comunali di ieri è figlia dei loro errori, ma anche dei loro meriti. Gli errori sono noti e li abbiamo più volte segnalati.

1) Comunicazione. Un movimento giovane e radioso, aggressivo ma sorridente, ha assunto via via una mutria ringhiosa, rancorosa, sospettosa, difensiva. Contro nemici veri ma prevedibili e contro nemici immaginari (il complotto interno dei traditori, le congiure dei partiti per spaccare i 5Stelle, le macchinazioni dei giornalisti, tutti cattivi a prescindere e servi per definizione).

2) Televisione. La scelta di Grillo di non mettere piede in tv e di costringere le tv a occuparsi di lui, azzeccata nella campagna per le politiche, è stata un suicidio in quella delle comunali: lì i comizi contro “Pdl e Pdmenoelle” lasciano il tempo che trovano. Chi vota vuol conoscere i candidati e i programmi. Se no gli schifati votano Grillo alle politiche e alle comunali si astengono.  (altro…)

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AMMETTO di essermi sbagliato. L’ho già scritto alcune volte, di recente, nell’incipit delle mie Mappe, analizzando i cambiamenti politici in atto. Anche alcuni risultati delle elezioni appena avvenute mi hanno spiazzato. Ad eccezione di uno – peraltro importante. La prestazione del Centrodestra e del PdL, guidati da Silvio Berlusconi. Sostengo, infatti, da tempo, che il “berlusconismo” è finito. Ebbene, almeno su questo non mi sono sbagliato. A dispetto delle letture che parlano di “rimonta” e perfino di “miracolo” di Berlusconi. (altro…)

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FiniLe ultime elezioni ci hanno regalato una autentica epurazione da quei “dinosauri” che da decenni siedono in parlamento, ma questa epurazione purtroppo ci costerà, e non poco! Si chiama “assegno di fine mandato” e verrà intascato da tutti gli esclusi in parlamento, ma anche da quelli che hanno deciso di andare in pensione volontariamente (vedi gente tipo D’Alema).

La “buonuscita” (a spese dei cittadini naturalmente), come si può leggere tranquillamente sul sito della Camera dei Deputati, viene calcolata in questo modo:  “Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità (10.435 euro alla Camera; 10.385,31 al Senato, ndr), per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). (altro…)

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Pioggia di Rimborsi.

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PDL’elettorato, come soggetto autonomo, non esiste: è un insieme di milioni di elettori, ciascuno dei quali vota con modalità, finalità e aspirazioni diverse da quelle degli altri. Per questo giudicare “gli italiani” tutti insieme secondo il soliti stereotipi è insensato e ridicolo. Eppure ogni tanto, per strana congiunzione astrale o scherzo del destino, la somma di tutte quelle modalità, finalità e aspirazioni sortisce un effetto che pare concepito da un’unica mente. Nel nostro caso, diabolica. Chi, andando alle urne domenica e lunedì, voleva punire i vecchi partiti per la loro autoreferenzialità castale, la loro supponenza impunita, la loro incapacità di rappresentare e interpretare alcunchè e soprattutto per le loro drammatiche responsabilità nello sfascio del Paese, non poteva inventarsi risultato migliore. (altro…)

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Impresentabili

Per molti è un gradito ritorno all’immunità, per altri una felice prima volta, ma la pattuglia di impresentabili è ancora molto nutrita. Stavolta la loro “casa” è soprattutto al Senato, ma anche alla Camera la compagnia è gaudente e numerosa. A partire da due ospiti di spicco: Raffaele Fitto e Saverio Romano. Entrambi militanti di lungo corso pidiellino, sono stati rieletti nelle rispettive regioni nonostante una fedina penale lucidata di fresco. Come quella di Fitto, che proprio in campagna elettorale è stato riconosciuto colpevole in primo grado di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio. Ad incastrare il parlamentare la presunta tangente da 500mila euro che l’ex ministro Pdl avrebbe ricevuto dall’editore e imprenditore romano Giampaolo Angelucci. (altro…)

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