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Posts Tagged ‘elezioni in sicilia’

La stragrande maggioranza degli elettori di Grillo proviene dai partiti di centrosinistra. L’analisi dell’Istituto Cattaneo sui flussi del voto siciliano smonta un luogo comune. Ad accendere le Cinque Stelle non è il popolo deluso da Berlusconi, che in Sicilia si è astenuto in massa. Sono il lettore del «Fatto», lo spettatore di Santoro, il progressista stremato dai ghirigori della nomenclatura rossa e rosé, in particolare da quella del Pd, che in cinque anni è passato da 505 mila a 257 mila voti: un trionfo davvero storico. Chiunque si sia preso la briga di togliere l’audio all’ugola di Grillo per leggerne i programmi, si sarà imbattuto in parole come «ambiente», «moralità della politica», «scuola pubblica», «bene comune». Il vocabolario del perfetto democratico. Gli stessi attivisti del movimento, che detestano essere chiamati «grillini», detestano forse ancora di più passare per conservatori, liberali o populisti, le tre tribù (le prime due largamente minoritarie) accampate da vent’anni intorno al totem berlusconiano.  (altro…)

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ROMA — Non è stupore e nemmeno  irritazione. «Ma sono un  po’ preoccupato», dice Pier Luigi  Bersani leggendo le parole di  Matteo Renzi e Giorgio Gori dopo  il voto siciliano. L’avversario  delle primarie svaluta la vittoria  di Crocetta sottolineando il calo  di consensi al Partito democratico.  Ed “esalta” il successo di  Beppe Grillo. «Per me Grillo resta  la malattia e non la medicina.  Pur nelle difficoltà — spiega il  segretario nelle sue conversazioni  — in Sicilia si conferma la  bontà della scelta di un patto dei  progressisti e dei moderati. È  questa la vera vittoria». Quindi  ieri nessun sms di simpatia tra  Bersani e il sindaco di Firenze.  «Anche perché non ho capito  ancora quale sia la strategia di  Renzi e Gori oltre a quella di criticare  ».  Ma Bersani non vuole far entrare  nelle primarie un contenzioso  sulla Sicilia. L’esito gli  sembra chiaro, la vittoria di Crocetta  un punto a favore del partito  e le polemiche strumentali.  Semmai sono in tanti nel Pd,  non il segretario, a chiedersi da  giorni quale sia l’obiettivo finale  di Renzi, se, dopo le primarie, il  sindaco di Firenze pensi di avere  ancora spazio nel Pd e nel  centrosinistra. Ammesso che  perda, ovvio. Quei tanti ieri hanno  avuto la conferma dei loro timori:  dove vuole andare Matteo?  Bersani invece ha in testa il  rafforzamento dell’asse con Casini.  Ieri i leader del Pd e dell’Udc  si sono visti a lungo in una saletta  di Montecitorio. Hanno messo  a punto emendamenti comuni  per la legge di stabilità, ma  hanno anche dovuto stringere  le maglie di un’alleanza che appare  ormai scontata. Il segretario  democratico è stato netto su  un punto: «Non lascio Vendola,  il centrosinistra che stiamo organizzando non è un’armata  Brancaleone come pensi tu». Se  è questo l’ostacolo, non sarà rimosso  dal Pd. «Con le primarie e  con la carta d’intenti noi stiamo  facendo il lavoro che avevamo  programmato: organizzare il  campo del centrosinistra in modo  nuovo e serio», ha spiegato  ancora una volta Bersani. (altro…)

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A governare la Sicilia, se riuscirà a trovare gli alleati necessari, sarà il candidato di centrosinistra Rosario Crocetta. A cantare vittoria dopo il clamoroso voto regionale siciliano è però soprattutto il movimento di Beppe Grillo. Il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri quando lo spoglio si avvia a conclusione viaggia infatti intorno al 18%, regalando al suo partito il primato di formazione politica più votata dell’Isola (..) astensionismo da record, con una percentuale dei votanti che si è fermato al 47,4 per cento. (Repubblica)

Trionfa Rosario Crocetta, ma solo grazie all’appoggio del partito di Casini, come si può chiaramente leggere dalla tabella sopra, con ben 285202 voti, il Movimento 5 Stelle si è affermato come “partito” (o come vuole Grillo, “forza politica”) più votato della Sicilia… ben 27928 voti in più del PD37851 voti in più dell’ Udc77375 voti in più del Pdl, che ha avuto un crollo drastico – quel che si semina si raccoglie – di oltre il 10% rispetto le ultime lezioni.

Che dite l’avranno sentito il BOOM ????

Dati definitivi.

Da stopcensura.com

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FA UNA certa impressione vedere la partecipazione elettorale scendere sotto il 50%. Anche in una Regione, come la Sicilia, dove l’affluenza non è mai stata molto elevata, neppure in passato: 5-10 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale (e a volte anche oltre), a seconda del tipo di consultazione.
Però neppure in Sicilia, in passato, l’astensione era stata così alta. Da ciò la tentazione di decretare, in modo sommario, la crisi della democrazia e il distacco dei cittadini dalla politica. Valutazioni, peraltro, non del tutto ingiustificate. A condizione di chiarire il significato di questo comportamento. Perché l’astensione può avere ragioni diverse e perfino opposte. Alle elezioni presidenziali americane, ad esempio, l’affluenza alle urne, da oltre quarant’anni, non raggiunge il 60%. (altro…)

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La maggioranza dei siciliani non è andata a votare, ma sarà ugualmente governata. Da un governo di altri, eletto da altri. Se il proposito di chi non vota è tirare una bordata alla politica, depotenziarla, dequalificarla, il risultato è (sempre) l’esatto contrario: nei suoi nuovi confini, più ristretti, la politica può ugualmente sommare i voti che le restano dentro il cerchio magico del cento per cento. Chi è andato a votare, per quanto minoranza, pesa come una totalità. E chi non ha votato, per quanto maggioranza assoluta, pesa meno della più insignificante delle listerelle del nostro comicissimo paese (per fare solo tre nomi Popolo dei Forconi, Piazza Pulita e Sturzo Presidente). (altro…)

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