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Posts Tagged ‘elezioni regionali’

renzi-orfiniRenzi ha già il fiatone. Da vecchio democristiano quale è, dirà di avere vinto anche quando ha perso. In realtà ha preso una botta in fronte (quella fronte così inutilmente spaziosa) così grande che ancora deve accorgersene. Dieci considerazioni.

1. E’ difficile perdere quando si vince 5-2: è proprio un controsenso logico palese. Renzi però ce l’ha fatta. Quattro regioni erano scontate (Toscana, Marche, Umbria, Puglia) e ciò nonostante in Umbria – regionali e comunali – il Pd ha rischiato tanto. Inoltre i candidati in queste regioni non erano renziani della prima ora, ma più spesso politici che c’erano già molto prima di Renzi, e talora anche poco ortodossi (Emiliano, Rossi).

2. L’unica vittoria pienamente renziana è quella in Campania con De Luca, e io non me ne vanterei. (Nota a margine: chi è causa del suo male pianga se stesso. Campani, piangete: ne avete motivo). (altro…)

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QUALCUNO indìca, per cortesia, un concorso nazionale, aperto a matematici e statistici, ma anche a volonterosi dilettanti, per premiare colui che riesce a spiegarci, con approssimazione accettabile, quanti voti ha perduto in percentuale il Pd alle regionali rispetto alle europee. Detto che non sono dati facilmente confrontabili (alle elementari ci spiegavano che non si possono sommare le mele e le pere), si tratterebbe comunque di capire, almeno, quante sono le pere e quante le mele.
Dunque: si passa dall’annuncio di un crollo del 50 per cento (ovvero: partito dimezzato, catastrofe epocale) a una perdita 10 per cento (ovvero: calo fisiologico dopo un anno di governo). Non mi sembra la stessa cosa, né in termini aritmetici né in termini politici.

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Come previsto, è già quasi sparito dal dibattito pubblico il vero macrofenomeno emerso dalle elezioni del 31 maggio, cioè la diserzione delle urne. Eppure non era mai accaduta una cosa così: ad esempio, che in due grosse regioni come Toscana e Marche l’astensionismo superasse il 50 per cento, una roba che se fosse un referendum abrogativo, la consultazione non avrebbe neppure valore. Ma anche altrove le cose non sono andate molto diversamente e in nessuna regione si è arrivati al 58 per cento di votanti. (altro…)

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Poi parleremo della Liguria, certo. E non solo. Intanto però ci siamo persi per strada un altro dieci per cento di elettori, in un anno. Ogni volta, un pezzo di Paese reale in più diserta le urne, nell’indifferenza dei partiti e immediatamente sparito dai commenti. La massa crescente degli invisibili, quelli di cui dopo pochi minuti si dimenticano tutti. Ormai non tiene più nemmeno il riferimento consolatorio agli Stati Uniti: dove l’astensionismo è alto ma costante – non in continua e rapida ascesa come da noi – e dove alle ultime elezioni ha comunque votato il 55 per cento: noi siamo scesi più in basso, con il 53,9 registrato per le regionali di ieri.

Come sempre in politica, ogni effetto ha più cause. Quindi per spiegare l’astensionismo record si può parlare forse della bella giornata di sole, dell’ultimo turno del campionato di calcio, del ponte del 2 giugno che i più fortunati hanno usato per una vacanza. (altro…)

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elezioniEra un vizio della prima repubblica come testimonia la foto dello scrittoreLuciano de Crescenzo nel libro “La Napoli di Bellavista”.
Dopo le elezioni avevano vinto tutti.
È un vizio che è rimasto anche oggi, leggendo i commenti post elezioni regionali.
Ha vinto il PD che ha portato a casa il risultato calcistico del 5-2 (nel 2013 eravamo 6-6). E che per la sconfitta in Liguria se la prende con la sinistra masochista: certo, “se fai politiche di centrodestra e cerchi i voti del centrodestra, perché poi ti incazzi se non ti vota la sinistra?” (cit. Gilioli)?

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Grillo

“Ringraziamo tutti, gli attivisti, i parlamentari. E’ stata una campagna straordinaria fatta prevalentemente da loro in una maniera straordinaria, sempre in mezzo alla gente.
Abbiamo fatto di tutto per il Reddito di cittadinanza, per il microcredito alle PMI. Più di così non potevamo fare. Ringrazio veramente di cuore. Sono entusiasta delle persone che stanno andando avanti in questo senso, ringrazio tutti, dall’ultimo attivista al primo dei parlamentari. (altro…)

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renzi-urne

Il partito guidato da Matteo Renzi ha lasciato sul terreno più di 1 milione di consensi (-33,8%) anche rispetto alle politiche del 2013, quando il leader era Bersani. L’M5S ha ceduto 893mila preferenze dal 2014 a oggi e 1,9 milioni dall’exploit delle politiche di due anni fa. La Lega rispetto al 2014 triplica i consensi in Toscana e Umbria e diventa primo partito del centrodestra e della potenziale coalizione in tutte le regioni in cui ha presentato una propria lista

Oltre 2 milioni di voti in meno per il Partito democratico, 893mila consensi persi per il MoVimento 5 Stelle e 840mila lasciati per strada da Forza Italia. Sul fronte opposto la Lega, che ha riscosso 256mila preferenze in più. Sono i risultati del confronto fatto dall’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna tra i risultati elettorali dei maggiori partiti nelle sette regioni chiamate alle urne e quelli ottenuti alle elezioni Europee del 2014. L’analisi, che si concentra sul numero assoluto di voti, evidenzia un’emorragia per tutte le maggiori formazioni. (altro…)

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Beppe Grillo

I Cinquestelle tornano a percentuali che dopo l’exploit delle politiche non erano mai state toccate “Siamo il primo partito in tre regioni”. Ora possibili alleanze? “Solo con chi sposa il nostro programma”.

ROMA – Numeri altissimi. Percentuali che dopo l’exploit delle politiche, alle regionali degli ultimi due anni, non erano mai arrivate. Costringendo i 5 stelle a bagni di realtà sempre più crudi in Friuli, Calabria, Emilia Romagna. Così, subito dopo gli exit poll, nel quartier generale dei 5 stelle spostato per un giorno sulla collina di Posillipo si parla già di “rivoluzione”: «Se alle regionali prendiamo il 20 per cento di media – ragionano guardandosi in faccia Luigi Di Maio e Roberto Fico – significa che l’equilibrio politico nel Paese è definitivamente mutato grazie al Movimento. Perché il voto territoriale è stato finora molto più difficile, c’è bisogno di radicamento, di credibilità. Chi ti vota per la regione o per i comuni è più consapevole dei tuoi contenuti».

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De Luca

Il Veneto resta a Zaia che doppia la Moretti. Ai democratici Emiliano, Rossi e Ceriscioli la guida di Puglia, Toscana e Marche. Boom della Lega al centro con cifre tra il 14 e il 20 per cento. “M5s primo partito in Liguria, Campania e Puglia”.

Il Pd parla di 5-2, perché conferma le Regioni che già guidava alla vigilia delle elezioni, anche se in qualche caso con molta fatica, come in Umbria, e strappa la Campania dove – a scrutinio in corso – è in testa Vincenzo De Luca (due punti di vantaggio sul governatore uscente Caldoro a mille sezioni ancora da scrutinare). Ma a parte le conferme dei democratici in Toscana (Enrico Rossi), Puglia (Michele Emiliano), Marche (Luca Ceriscioli) e della Lega Nord in Veneto (Luca Zaia), la faccia-simbolo di questa tornata elettorale è quella di Giovanni Toti, nuovo presidente di Regione in Liguria. C’è da capire solo se il consigliere politico di Berlusconi avrà la maggioranza in consiglio: a spoglio quasi ultimato è al 34,6%, per governare serve il 35%. (altro…)

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Il voto

Dalle 7 alle 23, si svolgeranno le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia e dei sindaci e dei consigli di 512 comuni delle regioni a statuto ordinario.

Domenica 31 maggio 2015, dalle 7 alle 23, si svolgeranno le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia e dei sindaci e dei consigli di 512 comuni delle regioni a statuto ordinario di cui 12 capoluoghi di provincia (qui l’elenco).

Nelle regioni a statuto ordinario, in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna le elezioni si terranno domenica 31 maggio mentre l’eventuale turno di ballottaggio è fissato per il 14 giugno. In Sicilia, invece, si vota sia il 31 maggio che il 1° giugno.

I primi a recarsi alle urne sono stati i cittadini di Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta, per i quali la data delle elezioni è stata anticipata al 10 maggio. (altro…)

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precedenti

Centrodestra e centrosinistra già valutano gli effetti dell’eventuale scarsa affluenza al voto M5S: non andare alle urne significa favorire il sistema. D’Alimonte: probabile che si scenderà sotto il 60%.

ROMA – Tutti la evocano, tutti la temono. È l’astensione, grande incognita delle Regionali di oggi. Quanto crescerà? E su quale partito si accanirà? Nel dubbio, i leader si sgolano per chiamare gli elettori alle urne. Sperando di limitare i danni. Il grillino Alessandro Di Battista, ad esempio, ne fa una questione antropologica: «Chi si astiene fa un favore al sistema perché i collusi con il sistema – ahimè – votano sempre». Pino Pisicchio, capogruppo del gruppo misto, invece, si lascia guidare dal suo fiuto da decano: «Come meravigliarci del fatto che una quantità di elettori potrebbe decidere di non andare alle urne? Questa campagna si è nutrita solo di veleni». Nessuno, naturalmente, può prevedere la portata del fenomeno. Peseranno mille fattori, tra loro indipendenti: «Prima di tutto l’effetto vacanze, perché è iniziato il primo ponte della stagione – elenca Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita da Silvio Berlusconi – E poi ancora il meteo, che pare sia molto buono, e il fatto che si voti solo di domenica. (altro…)

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Bindi

Bagnasco: “Gli impresentabili sono una questione seria” Speranza: De Luca non c’entra niente con l’Antimafia.

ROMA – A poche ore dai risultati delle regionali, Matteo Renzi allontana l’idea di un referendum su di lui e sul suo governo. «Francamente non è così. Questa può essere stata una lettura che si è data sulle elezioni europee, lettura che anche in quel caso non condividevo, ma le elezioni locali servono per le elezioni locali, non c’è nessuna conseguenza, sono elezioni regionali», dice il premier a Trento. Comunque non crede a sorprese negative. «Io sono ottimista, lo sono sempre».
Ci sono tante partite nel voto di oggi che coinvolge Toscana, Veneto, Marche, Umbria, Puglia, Liguria e Campania oltre un certo numero di comuni. Quella di un giudizio sul primo anno di esecutivo Renzi, sul Pd tantopiù dopo il durissimo scontro sugli impresentabili, sul futuro della legislatura.

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De-Luca-Boschi

De Luca-Boschi

Il candidato del centrosinistra in Campania, sulla cui candidatura pende la spada di Damocle della legge Severino: “Denuncio la Bindi per diffamazione”. C’è anche Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministro Clemente Mastella. “Sono stati inseriti nelle liste – ha spiegato la presidente della Commissione Bindi – perché portano voti, forse proprio perché sono impresentabili”. Il premier minimizzava: “Dibattito lontano dalla realtà”. Caldoro chiede un passo indietro al suo candidato.

Lista con sorpresa per il Partito Democratico. Nell’elenco dei 16 nomi la lista dei candidati “impresentabili” alle elezioni regionali del 31 maggio, resa nota dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi, c’è anche quello diVincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campania sul quale pende anche la spada di Damocle dellalegge Severino. Una sorpresa per il Pd, e in primis per Matteo Renzi che nei giorni scorsi prevedeva all’unisono con il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Nessuno del Pd tra gli impresentabili”. “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà – scriveva il premier nella sua Enews – nessuno di loro verrà eletto”. (altro…)

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Virus

Il premier a “Virus”: «È stato un sindaco straordinario, scelgano i campani».

«La legge Severino è stata applicata due volte, una per De Magistris e una per il consigliere regionale della Puglia, Amati, e in entrambi i casi un tribunale, uno amministrativo e uno civile, li ha rimessi in ruolo. È normale che De Luca dica “se vinco avrò lo stesso trattamento”. De Luca è candidabile e eleggibile dopo di che sono i campani a dover decidere. De Luca è stato un sindaco straordinario». Poche frasi bastano al premier, intervenuto giovedì sera alla trasmissione “Virus”, per ribadire la linea del Pd sul tanto contestato candidato del partito in Campania, linea ribadita anche del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi,: l’ex sindaco di Salerno non è un impresentabile, non cambia nulla nella campagna elettorale, giunta ormai alle sue battute finali, anche perché saranno i campani a scegliere, alla fine. (altro…)

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Vauro

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RenziIl leader del Pd corregge il precedente pronostico del 6-1 Alfano attacca il capo della Lega: inadatto a guidare il Paese.

ROMA – Sei giorni al voto e la strategia del rush finale si gioca anche sul filo della prudenza. Matteo Renzi che l’altro giorno in Veneto aveva parlato di un rotondo 6-1 da quasi cappotto nelle sette regioni, ora ridimensiona le previsioni. Forse per scaramanzia, ma parla di un 4-3 che presupporrebbe la temuta sconfitta del Pd in Liguria, in cui la renziana Paita è alle prese con il candidato civatiano Pastorino: derby a sinistra che potrebbe beneficiare il forzista Toti. Quel ko è proprio il risultato che il premier vuole scongiurare a tutti i costi. L’altro fronte che preoccupa è la Campania, mentre vengono ritenute più probabili le vittorie in Toscana, Umbria, Puglia e Marche.

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De LucaAlzi la mano chi, quando Renzi lanciò il guanto di sfida alla vecchia ditta del Pd, immaginava di vederlo un giorno avvinto come l’edera a Vincenzo De Luca: un vecchio arnese di partito che sta in politica da quasi mezzo secolo e da 10 anni si divide fra le aule di Comune, Parlamento e governo (spesso contemporaneamente) e quelle di tribunale, per giunta ineleggibile. Uno che quattro anni fa fu trombato alle elezioni regionali e, anziché ritirarsi a vita privata come avviene in tutte le democrazie, si ricandida come se niente fosse e, come le cozze, succhia tutta la schiuma della politica campana pur di agguantare un incarico che la legge gli vieta di assumere, in quanto è decaduto due volte (per l’incompatibilità fra i ruoli di viceministro di Letta e di sindaco di Salerno e per la condanna in primo grado per abuso d’ufficio) e decadrà di nuovo non appena poggerà le terga sulla poltrona di presidente della Regione. (altro…)

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Impresentabili

IL COMICO GENOVESE LUCA BIZZARRI SI SFOGA: PESSIMI NOMI E PROGRAMMI TUTTI UGUALI   Pubblichiamo l’intervento postato in Rete ieri da Luca Bizzarri (del duo Luca e Paolo) elettore in Liguria.

Questa è una sincera richiesta di aiuto. La democrazia è quella cosa per cui tra un po’ a Genova si vota e dai, finalmente possiamo scegliere tra:   Raffaella Paita: una signora che rappresenta la continuità con la giunta Burlando e in più… ci vuole qualcosa in più per non votarla? Comunque, proprio a volerla cercare, qualcosa in più c’è: non tanto l’iscrizione sul registro degli indagati che tra i candidati è ormai come il telefonino (tutti ne hanno uno e qualcuno anche due o tre) quanto il fatto che, in caso di vittoria, la sera a cena nella cucina di casa Paita ci sarebbero le due persone più potenti della Regione. Lei e il marito. (altro…)

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Elezioni regionali

IL LEADER PD CONFESSA ALLA SEGRETERIA: “SONO IN BILICO” LE VITTORIE DI NAPOLI E GENOVA OGGI IL PREMIER VA A SALERNO. E PREPARA LO SHOW PRE-ELETTORALE CON MARCHIONNE.

La Liguria e la Campania sono in bilico”. Davanti a una delle (rare) riunioni della segreteria del Pd, Matteo Renzi lo dice a chiare lettere. “Farò un giro, domani (oggi, ndr) vado a Salerno. Poi andrò in Liguria”. Da lì a un paio d’ore, peraltro il segretario-premier sarà a Vicenza, per un comizio elettorale, con la candidata alla Presidenza del Veneto, Alessandra Moretti. Qualcuno dei presenti gli fa notare che “lì non siamo messi bene”. “Vado lo stesso”, dice lui. Anche perché, come afferma en passant un altro membro della segreteria “i sondaggi qualche volta sbagliano”.   Il rush finale per le Regionali è tutto uno stop&go. (altro…)

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Renzi

IN UN VIDEO GIANNI FILOMENO, IN UNA LISTA PER L’EX SINDACO DEL PD, SPIEGA: “VI DIAMO UN RIMBORSO SPESE”. LA COLLABORATRICE: “CERCHIAMO RAPPRESENTANTI DI LISTA, RETRIBUITI”.

La donna che recluta ragazzi “per sostenere il nostro candidato” lo dice al telefono: “Portati la tessera elettorale, abbiamo bisogno del riscontro del tuo voto”. Lui, Gianni (o Giovanni) Filomeno, candidato a Bari per la lista civica “La Puglia con Emiliano”, parla davanti alla telecamera (nascosta): “Sono 30 euro. Ma non è voto di scambio, è un rimborso spese”. Parole e scene da un video in possesso dei Cinque Stelle pugliesi, che settimane fa hanno lanciato il sito http://www.votolibero.it   proprio per raccogliere denunce su tentativi di compravendite elettorali. (altro…)

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