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Posts Tagged ‘emergency’

Manifestazione

LA MANIFESTAZIONE indetta dalla Fiom partirà da piazza della Repubblica alle ore 14 per concludersi a piazza del Popolo. Ad aprire il corteo ci saranno i metalmeccanici della Fincantieri impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto. Lo slogan della manifestazione, “Unions!”, vuole essere un richiamo alle origini del movimento sindacale. Sul palco allestito in piazza del Popolo molto gli interventi che precederanno quello di Landini. Ci sarà Giuseppe De Marzo per la campagna di Libera sul reddito per la dignità, Domenico Maugeri del Tavolo Verde, Giacomo Zolezzi, studente della Rete della conoscenza, Giovanna Cavallo, del movimento per la casa, un rappresentante dello Strike Meeting. (altro…)

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EbolaNon credo di essere un eroe, ma so per certo di non essere un untore: sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato”. Sono queste le prime parole pronunciate dal medico italiano di Emergency colpito dal virus Ebola ed attualmente ricoverato in convalescenza all’istituto Spallanzani di Roma. Parole contenute in un messaggio che la ong Emergency ha deciso di rendere noto. Dal suo reparto di totale isolamento, il medico italiano racconta, per la prima volta, la sua esperienza: le sensazioni e la paura provate nei momenti bui, ma anche il senso di sollievo nel sentire che le sue condizioni stanno migliorando. (altro…)

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Emergency.itEMERGENCY, un’organizzazione laica che ogni giorno guarda in faccia l’orrore dei conflitti, non può che riconoscersi nelle ferme parole di Papa Francesco: “Mai più #guerra!”.

Sabato 7 settembre, EMERGENCY parteciperà alla giornata per la #pace. Lo faremo nel nostro modo, stando dalla parte delle vittime: in Iraq, dove ogni giorno restituiamo gambe, braccia e dignità ai mutilati di guerra; in Italia, dove i nostri medici prestano le prime cure ai profughi, tra cui molti siriani, che sbarcano sulle nostre coste; lo faremo in Afghanistan, dove quest’anno abbiamo ricevuto oltre il 50% di feriti in più rispetto all’anno scorso – se mai servisse un’altra prova del fatto che le guerre non portano mai la pace, ma aggravano lutti e violenze. (altro…)

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A Motta San Giovanni dopo il corteo del 18 prevale il pessimismo. Il comune di Firenze, l’Anci e la regione Calabria premono su Roma perché ottenga la liberazione del ragazzo. 18 GIORNI: esplode la preoccupazione per l’operatore di Emergency sequestrato il 14 agosto. La Farnesina chiede un «profilo basso» ma l’ong di Gino Strada prepara una mobilitazione. Troppo silenzio e alcuni misteri su ragioni e mandanti dello strano rapimento a Nyala.

Cosa ci ha spinto fin quassù, tra i fichi d’india e le montagne bruciate dal sole e dall’uomo che circondano Reggio Calabria? Una domanda facile facile: provare a capire il perché del silenzio attorno al caso di Francesco Azzarà, il volontario di Emergency rapito in Darfur il 14 agosto scorso. (altro…)

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Un operatore di EMERGENCY rapito in Darfur.

Il 14 agosto, alle ore 17.00 locali, un operatore di EMERGENCY è stato prelevato a Nyala, capitale del sud Darfur, mentre si trovava in auto diretto verso l’aeroporto della città. Francesco Azzarà, 34 anni, è alla sua seconda missione a Nyala come logista del Centro pediatrico che EMERGENCY ha aperto in città nel luglio del 2010.
EMERGENCY ha immediatamente attivato in Darfur e a Khartoum tutti i contatti a sua disposizione e ha altresì informato il ministero degli Affari Esteri italiano.
Un team di EMERGENCY sta seguendo gli sviluppi della situazione ed è in costante contatto con la famiglia, le autorità sudanesi e quelle italiane.

EMERGENCY chiede la liberazione immediata di Francesco Azzarà e auspica piena collaborazione di tutti coloro che possano aiutare ad arrivare a un esito positivo di questa vicenda.
EMERGENCY chiede ai cittadini, ai media e alle istituzioni italiane di mobilitarsi per la sua liberazione, esponendo la foto di Francesco sui palazzi delle istituzioni, partecipando e rilanciando le iniziative che EMERGENCY organizzerà.

EMERGENCY SITO

Da pasquinoweb.wordpress.com

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Comunicato di Emergency: “Il governo italiano continua a delinquere contro la Costituzione e sceglie la data del 25 aprile per precipitare il Paese in una nuova spirale di violenza.

Le bombe non sono uno strumento per proteggere i civili: infatti non sono servite a proteggere la popolazione di Misurata. La città di Misurata, assediata e bombardata da oltre due mesi, nelle ultime 24 ore ha vissuto sotto pesantissimi attacchi che hanno raso al suolo quartieri densamente popolati, anche per l’impiego di missili balistici a medio raggio. (altro…)

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Proteste contro quella che viene considerata una violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana. Moni Ovadia: “Quello stesso tiranno che ora si sta combattendo, l’avevano messo all’Onu nella Commissione diritti umani”.

“La guerra non si può umanizzare. Si può solo abolire”. I pacifisti si appropriano della frase detta dal fisico Albert Einstein e scendono in piazza a Roma per protestare contro la guerra in Libia. Sono alcune centinaia le persone radunate a piazza Navona che hanno raccolto l’invito lanciato da Emergency per una manifestazione nazionale. In mano, bandiere arcobaleno della pace e bianche con le tre strisce rosse che formano la “E” di Emergency, della Fiom Cgil, di Sel. Tutti uniti contro ogni forma di violenza e di violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana. (altro…)

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Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. (altro…)

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Intervista a Gino Strada di Emergency:

“Sono Gino Strada di Emergency, era necessario attaccare la Libia? Io credo proprio di no, io credo che la scelta della guerra avvenga casualmente e non credo che la guerra sia una necessità, non lo è mai, è sempre una scelta per tanti ragioni che possono essere anche diverse.”

La guerra è sempre una scelta

“La guerra è sempre una scelta, questa in particolare, bastava avere voglia di evitarla, ma insomma c’era già chi si era abbondantemente preparato. Il triste è che si continua a pensare a questo strumento come risoluzione dei problemi e questo è tipico di cervelli meno che mediocri tra i politici e i militari governanti.I danni dell’intervento saranno dei danni umani e dei danni politici. Il danno umano sarà un carico presumibilmente ancora una volta enorme di sofferenze per una popolazione, al di là di quale sia l’appartenenza tribale o le connessioni politiche, le preferenze, sarà il popolo della Libia che pagherà un carico di sofferenze disastroso. (altro…)

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Roma-Bandiere azzurre con su scritto ‘Due si’ per l’acqua bene comune’ e striscioni arcobaleno. In piazza della Repubblica stanno affluendo manifestanti per che nel pomeriggio sfileranno in corteo per dire ‘No alla privatizzazione dell’acqua’ e sostenere il si’ al referendum del 12 e 13 giugno.
Tante le bandiere che gia’ sventolano nella piazza capitolina, da quelle del WWF a Emergency, da Legambiente ai Cobas.

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Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta criminale e assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”. (altro…)

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In Sudan, al Centro “Salam” di cardiochirurgia di Emergency, lo festeggiano così.

pasquinoweb.wordpress.com

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TRISKEL182 ADERISCE ALLA

CAMPAGNA DI  SOSTEGNO

DI EMERGENCY

E TU?

 

Fino a domenica 31 ottobre sarà attiva la nuova campagna SMS Solidale di Emergency: una raccolta fondi tramite SMS a favore dell ampliamento del complesso ospedaliero di Emergency a Goderich, in Sierra Leone.

Il Centro chirurgico a Goderich, un villaggio alla periferia di Freetown, è stato aperto da Emergency nel 2001, ora abbiamo bisogno di aiuto per il suo ampliamento.
L obiettivo della campagna è ampliare ulteriormente il Centro chirurgico per garantire ai bambini della Sierra Leone tutte le cure di cui hanno bisogno.
Aderire alla campagna SMS solidale e sostenere Emergency è molto semplice: basta inviare un SMS al numero 45506 da qualsiasi operatore per donare 2 euro.

ORA ABBIAMO I NUMERI PER FARLO..

 

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EMERGENCY: CENTINAIA
DI FERITI A LASHKAR GAH

“Non chiediamo il ritiro
delle truppe italiane.
Non siamo degli scia –
calli, per riprendere le
parole del ministro La Russa.
Sappiamo quanto sia complessa
la situazione”. Cecilia Strada,
presidente di Emergency, è rientrata da pochi giorni da Kabul
“una città inquinata, caotica, contraddittoria. Schermi al plasma nelle strade, Suv, carretti trainati da asini, donne con il burqa. Ma sono le province a essere nel caos. Emergency è consapevole della difficoltà della situazione e non sposa una posizione ideologica. Però vuole che le cose cambino”.
Cosa chiedete al governo?
Di pretendere chiarezza da parte dei propri alleati e di fare un’analisi di realtà. Sul primo punto, Frattini deve chiedere spiegazioni dettagliate sulle
trattative in corso tra Karzai e i talebani. Sul secondo punto, chiediamo all’Italia di investire in maniera diversa i milioni di euro spesi per una missione militare che non sta risolvendo nulla. Parlare semplicemente di
ritiro non ha senso, ma analizzare la realtà è fondamentale per capire come uscirne. Tanto più che anche ieri mattina quattro madri si sono svegliate con un figlio morto.
Come andrebbero investiti i soldi?
Per migliorare la vita della popolazione. Gli americani hanno detto che bisogna “c o n q u i s t a re le menti e il cuore degli afghani”. Non sta accadendo. La vita dei civili non migliora. Nei primi sei mesi del 2010 l’Italia ha speso 306 milioni di euro per il mantenimento della missione.
Nel secondo ne spenderà 390: siamo sicuri che investire sull’istruzione, sul lavoro o per la cooperazione non darebbe risultati più costruttivi? Molti afghani sostengono i talebani perché danno loro sostentamento.
Ci sono soldati afghani che guadagnano così poco da “af fidarsi”
ai talebani, facendo il doppio gioco. Conosco giovani medici che fanno lavoretti per gli occidentali perché guadagnano di più. Ma aiutare quei ragazzi a fare i medici significherebbe aiutare veramente quel Paese.
Ma ormai cosa significa rendere “stabile” l’Afghanistan?
Liberarlo dai talebani? Realizzare una piena democrazia? (altro…)

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pasquinoweb

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