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Posts Tagged ‘Emiliano Liuzzi’

Canone raiLa sopravvivenza La tassa e la pubblicità garantiscono. Il nuovo dg non muove una foglia, ma è evidente dove tagliare: dai talent alla grande ammucchiata di RaiNews.

Nel firmamento degli annunci renziani, resta tra quelli più improponibili e complicati da attuare. Il presidente del Consiglio continua a dire che, come avviene in Bulgaria, il canone verrà pagato nella bolletta elettrica. Nella sostanza non è più una tassa sulla detenzione dell’apparecchio televisivo, come avvenuto fino a oggi, ma un supplemento per avere la casa illuminata. “Nessun problema per chi non ha televisore”, dicono da Palazzo Chigi, “farà l’esenzione. Basterà un’autocertificazione”. In pratica uno strumento in più per non pagare. Non solo: come ricollocherà Renzi le 400 opersone che oggi operano, dislocati nelle sedi regionali, nel contrasto all’evasione del canone? Nebbia fitta.   (altro…)

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PrivilegiRIVALUTATI A OGGI   I rappresentanti dell’Assemblea Costituente nel 1946 percepivano (per loro volontà) poco più di un operaio e di un impiegato. Poi i balzi in avanti coi governi Moro, Craxi e Dini.

Furono i deputati dell’assemblea costituente, in particolare Pietro Longo, Luigi Einaudi, Pietro Calamandrei, ma anche Alcide De Gasperi, a volere che il loro stipendio fosse di poco superiore a quello di un operaio e di un impiegato. “In questo momento la gente ha sfiducia nella politica e nello svolgere il nostro mandato non possiamo lasciare che qualcuno sospetti che ci sia un interesse personale nostro”. Parole sentite più volte. Eravamo nel 1946, l’Italia usciva da un ventennio mussoliniano e malconcia per la guerra. (altro…)

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Nardi

FALSI&ELEZIONI

”CON ME 20MILA NUOVI OCCUPATI”, L’OSCAR DELLE BOUTADE ELETTORALI RECENTI VA A DE LUCA. L’ANNUNCIO A EFFETTO, PERÒ, HA UNA LUNGA STORIA: DAL MILIONE DI POSTI DI LAVORO AL SUD FLORIDA D’ITALIA

La madre di tutte le promesse elettorali è datata 24 febbraio 1994. È Silvio Berlusconi che promette un milione di posti di lavoro. Siamo alla discesa in campo, la prima campagna elettorale della seconda repubblica. Berlusconi vince e il sogno della gioiosa macchina da guerra messa in piedi dal Pds di Achille Occhetto naufraga. Ad aprile corregge il tiro: per il primo anno saranno 100 mila i posti di lavoro. Qualche giorno dopo, preso dall’entusiasmo, esagera: due milioni di posti di lavoro in quattro anni. Epica anche la promessa del ponte sullo stresso di Messina. La prima volta nel 1994, per la penna di Vittorio Feltri: “Se Berlusconi vincerà, realizzerà il ponte sullo Stretto”. Lo stesso Berlusconi dal 1994 al 2012 lo annuncerà 17 volte. L’ultima il 23 giugno 2010: “Il ponte sullo stretto di Messina è un’opera epocale che si farà”. Tra le promesse, anche quella di ritirarsi dalla politica, fatta più volte. L’ultima a dicembre del 2012: “Il 16 primarie per il mio successore”.   (altro…)

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GassmannL’attore Gassmann e la lite su Twitter.

Ero d’accordo con quello che Matteo Renzi diceva da sindaco di Firenze, non condivido niente di quello che fa da presidente del Consiglio”. Alessandro Gassmann, professione attore, si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Ma non perché sia diretto interessato: “Non faccio politica, la leggo e l’ascolto”. L’occasione è una lite via Twitter con la sottosegretaria Francesca Barracciu, indagata per peculato. (altro…)

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IL MILIARDO DI EURO CHE RENZI AVEVA PREVENTIVATO DI RISPARMIARE IN REALTÀ HA PROVOCATO CAOS E INCERTEZZA. ALLA FINE PORTERÀ A UN ESBORSO PIÙ ALTO.

Province

La riforma piena di annunci inattuabili.

Il problema più grave è come e dove ricollocare i dipendenti provinciali, schiacciati in un palleggio tra Comuni e governo centrale. Inoltre la quotidianità impone di confrontarsi coi servizi sospesi, l’assistenza ai disabili cancellata, la manutenzione delle strade bloccate, i trasferimenti di personale impossibili per via di norme contraddittorie e inattuabili. Il passaggio più facile è stato quello di abolirle, le Province. Una medaglia sul petto di questo governo, sbandierata da Graziano Delrio ogni volta che le telecamere e i giornali glielo permettono. (altro…)

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La lista nera

VA BENE ALLONTANARE CHI SBAGLIA, MA IL PREMIER USA IL SUO METRO: QUELLO DEI DUE PESI E DUE MISURE.

Lui, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, appena può, ripete la frase da talk show: “Sono garantista”. E ha anche un buon motivo: nel suo governo di indagati ce ne sono in abbondanza. Un ministro, Stefania Giannini, è stata citata a giudizio dalla Corte dei conti per un danno erariale stimato in 420 mila euro, relativo ai tempi in cui ricopriva la carica di rettore dell’Università per stranieri di Perugia. C’è poi un caso conclamato: Francesca Barracciu, sottosegretario del ministero dei Beni Culturali, era la candidata del Pd alle elezioni regionali in Sardegna, un anno fa. Aveva vinto le primarie, ma il giorno stesso l’avvisarono anche dell’indagine per peculato che aveva avviato la Procura di Cagliari nei suoi confronti. (altro…)

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Ore di volo

Il regolamento imporrebbe trasparenza e l’uso per chi subisce minaccia In realtà le informazioni filtrano a fatica. E chi controlla Renzi è lo stesso Renzi.

Un dato sensibile, come se fosse nascosto da segreto di Stato. A poco sono servite le interrogazioni parlamentari, le richieste di chiarimento, gli appelli alla cosiddetta trasparenza: i taxi con le ali restano coperti da un grande segreto. E non si capisce quali siano i motivi di sicurezza, visto che per quello che riguarda alcuni ministri, successivamente, l’ufficio voli provvede a pubblicare l’elenco. Ma solo per alcuni di loro. Poco si può sapere, anche a volo avvenuto, su dove, quando e perché si sia recato il presidente del Consiglio dei ministri o quello della Repubblica. Questione di sicurezza. E di interpretazione del regolamento. (altro…)

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