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Posts Tagged ‘Emilio Randacio’

Tangenti sanità, Mantovani si autosospende da vicepresidente: “Sono in questo inferno da innocente” Ma le opposizioni Pd-M5S presentano la mozione di sfiducia: “Maroni se ne deve andare”.

MILANO – Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, lo bolla come uno «sputtanamento mediatico per nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi ». Per spingersi a definire l’ordine d’arresto emesso due giorni fa dalla procura di Milano, come un «attacco della magistratura alla Regione meglio governata d’Italia». Per il suo compagno di partito, il governatore lombardo Roberto Maroni, invece, con l’arresto per tangenti del suo vice presidente, Mario Mantovani, «la mia giunta non è in pericolo. Si tratta di un attacco mediatico».

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Il PMMILANO . Soltanto e niente più di «una vita normale». Lontano dal clamore mediatico, «senza il pesantissimo fardello dell’infamante reputazione» dei suoi genitori. Ecco cosa si augura il pubblico ministero dei minori di Milano, Annamaria Fiorillo, per il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher. È un atto durissimo, senza eufemismi, quello che il magistrato ha firmato il giorno successivo alla nascita del piccolo, dopo aver ordinato il suo immediato allontanamento dalla madre, già in sala parto.
Il “ricorso per la dichiarazione di adottabilità” del neonato è un ritratto spietato delle personalità di quelli che lo stesso Pm non tarda a definire come gli «amanti diabolici dell’acido ».

Condannati a 14 anni in primo grado per aver sfigurato uno degli ex di Martina, Pietro Barbini, dopo averne colpiti altri due. Appena quattro giorni fa, la Fiorillo si augurava che i genitori, imputati e detenuti, non volessero manifestare l’intenzione di riconoscere il proprio figlio, interpretando questo gesto «come un atto di responsabilità e di vero rispetto». (altro…)

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berlusconiLa lettera di Risso per ottenere il rispetto degli accordi Dai pm richiesta a Strasburgo contro la Ronzulli.

MILANO. «Lei, presidente, si è dimenticato… ». Poco più di due pagine scritte al computer, ritrovate il 17 febbraio scorso in uno dei pc a disposizione di Luca Risso, ex fidanzato di Ruby, la marocchina al centro dello scandalo del “bunga bunga”. Se Risso sia riuscito a spedirla realmente all’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non è riscontrato dalle indagini. Ma tra le carte allegate all’inchiesta per corruzione giudiziaria proprio contro Berlusconi e altri 33 indagati – comprese Ruby e venti Olgettine – c’è questa sorta di elenco di “favori” fatti all’ex Cavaliere e degli impegni che – secondo Risso – lui non avrebbe mantenuto. (altro…)

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berlusconiLa procura .

Due milioni a Dubai, investimenti in Messico, vacanze pagate: stimato in 7 milioni il prezzo del silenzio della ragazza marocchina sui rapporti sessuali. Agli atti filmati di Karima mentre discute con l’ex Cavaliere. Le telefonate “minacciose” di altre ospiti delle cene.

Contestata la corruzione in atti giudiziari per le deposizioni sulle serate di Arcore. L’ex premier: invenzioni basate sul nulla.

MILANO. Per comprare il silenzio delle testimoni, Silvio Berlusconi non ha badato a spese. Per impedire che in un’aula di giustizia si scoprisse cosa davvero nascondessero le “cene eleganti” di Arcore, organizzate quando l’ex Cavaliere sedeva sulla poltrona di presidente del Consiglio, sono stati spesi “dieci milioni di euro”. A Ioana Amarghiolalei, modella di origini romene, sono “bastati” 88 mila euro , tra «bonifici, assegni circolari e contanti». La più esosa, in questa classifica di esborsi senza fine, è stata invece la protagonista di questa vicenda, la ventunenne marocchina Ruby El Karima.

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MaroniChiusa l’inchiesta, sotto accusa un soggiorno di lusso a Tokyo Il governatore lombardo rischia d’incappare nella legge Severino.

MILANO – Sembra essere stata una vera ossessione. Una volta occupate tutte le caselle del “suo staff”, Roberto Maroni da governatore della Lombardia, voleva “piazzare” in tutti i modi due donne all’interno dell’istituzione che presiede. C’erano da garantire alla bionda romana Maria Grazia Paturzo, 5400 euro al mese, per due anni, «per un contratto di temporary manager , figura di collegamento tra la Regione Lombardia ed Expo ». E a Mara Carluccio, invece, nel 2014 un contratto di consulenza da 29500 euro annui, «sotto i 30 mila giusto per non avere eccessivi problemi con il fisco», come emerge dai telefoni intercettati.
Da cosa nasce questa premura per la Paturzo? Perché avendola conosciuta quando era ministro dell’Interno, Maroni ne aveva apprezzato le sue doti professionali? È possibile, ma per la procura di Milano, la ragazza soprattutto era «legata da una relazione affettiva» allo stesso Maroni. Eccolo il dettaglio — suffragato da numerose intercettazioni — che il pubblico ministero milanese, Eugenio Fusco, ha tenuto fino a ieri nel cassetto.

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BossiA giudizio per truffa e peculato 56 ex componenti del Consiglio lombardo. Già condannati i pd Spreafico e Costanzo.

MILANO – È stata una grande abbuffata. Tra il 2008 e il 2012, quasi tre milioni di euro di rimborsi erogati ai gruppi consiliari lombardi, sono stati usati per fini diversi da quelli politici.
Così ha stabilito, ieri mattina, il gup di Milano Fabrizio D’Arcangelo, rinviando a giudizio 56 consiglieri — 5 ancora in carica — , condannandone 3 a pene fino a due anni con il giudizio abbreviato, assolvendone cinque nel merito. Truffa e peculato le accuse per politici e assessori dell’allora maggioranza del governatore Roberto Formigoni (coinvolto anche il cognato, Giulio Boscagli). Compreso Renzo “Trota”, indicato dal padre Umberto Bossi come suo erede.

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Le tappeCadono tutti i vincoli, restituito anche il passaporto ma l’ex premier non potrà ricandidarsi fino al 2019.

MILANO – Il destino giudiziario di Silvio Berlusconi è contenuto in una pagina prestampata. A penna i suoi dati anagrafici, in fondo il succo del provvedimento: pena estinta. In soldoni, da ieri mattina, l’ex Cavaliere Berlusconi è un uomo libero.
Così ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, riunito in camera di consiglio lunedì pomeriggio sotto la direzione del presidente, Pasquale Nobili De Santis, che ha accolto le conclusioni a cui era arrivato il giudice Beatrice Crosti. I dieci mesi e mezzo di affidamento ai servizi sociali nel centro riservato a pazienti affetti da patologie degenerative di Cesano Boscone, si sono conclusi positivamente. Lo ha accertato il funzionario dei servizi sociali che ha seguito direttamente l’affidamento, lo hanno confermato i responsabili del centro medico vicino alla Curia milanese.

Da questa mattina, Berlusconi potrà riottenere il passaporto che era stato ritirato poco dopo la condanna Mediaset nell’agosto del 2013. Quattro anni di carcere — tre coperti da indulto — più due di interdizione dai pubblici uffici, vengono cancellati con il provvedimento reso noto ieri. (altro…)

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Milioni alle ragazzeI pm: ragazze senza altri redditi. Dopo la condanna lettera di “congedo”. L’interprete: Mubarak non sapeva.

MILANO – Solo nel 2010, tra buste piene di banconote, regali, auto di lusso e cadeau vari, Silvio Berlusconi per mantenere il «Bunga bunga» e soprattutto le sue ospiti, aveva sborsato due milioni e mezzo di euro, centesimo più, centesimo meno. Questo emergeva dalle carte raccolte dalla procura di Milano nel primo processo Ruby. E una cifra del tutto simile, l’ex Cavaliere ha continuato a spenderla anche quando era sotto processo.
I SOLDI ALLE RAGAZZE
Dall’ottobre 2012, fino a tutto il 2013, Berlusconi ha destinato altri 2 milioni e 150 mila euro alle più assidue frequentatrici delle sue cene eleganti. Denaro distribuito con una predilezione per le ex soubrette Alessandra Sorcinelli o Barbara Guerra, evidentemente le «elette» dell’ex presidente del Consiglio. Perché oltre a una villa di 400 metri quadri in Brianza, sono riuscite a ottenere in poco più di un anno la prima 380 mila euro, la seconda 200 mila.

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Le tappeMILANO – Primo Greganti si vantava «di andare al Nazareno, che è la sede del Pd». Gianstefano Frigerio, a detta degli altri componenti della «Cupola» Expo, spaziava tra Arcore e l’assessorato alla Sanità della Regione, guidato da Mario Mantovani. Per spingere un buon manager nella scala più alta delle società di Stato, poteva presentare banchieri (Ubaldo Livolsi e l’ex numero uno dello Ior, Angelo Caloia), o manager di Stato come il vicepresidente dell’Autority dei contratti pubblici, Berarducci, o il segretario generale dei Trasporti Scino. Visto che gli appoggi servivano da tutte le parti, l’ex centrista Sergio Cattozzo aveva il compito di garantire le coperture nell’Ncd, direttamente con Vito Bonsignore o comunque dialogando con la Lega attraverso «Maroni e il sindaco di Verona Tosi». Chiamarla cupola sembra riduttivo. Perché grazie all’agenda del pregiudicato, ma riverito, «professor» Frigerio, fino all’8 maggio scorso — momento del suo arresto — tanti politici o manager pubblici avevano garantiti incontri, attenzioni, e soprattutto appoggi.
Il nuovo elenco emerge dalle carte depositate nell’inchiesta Expo, il cui processo prenderà il via il prossimo 2 dicembre.
GLI APPOGGI A SINISTRA
L’ex «compagno G», Greganti, oltre a essere accorto nel parlare al telefono, era riluttante a raccontare quelle che erano le sue frequentazioni politiche. Ma qualcosa ogni tanto gli scappava. Così, lo scorso 18 giugno, davanti ai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, il faccendiere Sergio Cattozzo, sui «contatti» politici del compagno G, risponde: «Non mi ha mai detto con chi parlava… Lui diceva di andare al Nazareno, che è la sede del Pd».

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La schedaTra le spese quelle per le bollette di Gemonio e per la laurea del “Trota”
MILANO – Lega contro Lega. Vecchia guardia sul banco degli imputati, e il nuovo corso maroniano pronto a chiedere i danni d’immagine. Quello che si aprirà il 10 ottobre davanti al gup di Milano Carlo De Marchi, rischia di essere una vera e propria resa dei conti. Sul banco degli imputati il fondatore del Carroccio, Umberto Bossi, i figli Riccardo e Renzo, ma anche gli ex tesorieri di via Bellerio, a partire da Francesco Belsito. Accuse che parlano di anni di ruberie, spese folli, fondi del partito utilizzati come il conto personale della famiglia Bossi.
E dal decreto che fissa l’udienza, si scopre che la nuova gestione del Carroccio, sarà della partita. «Persona offesa: Movimento politico Lega Nord, nella persona del legale rappresentante Matteo Salvini ». Il legale prescelto, Domenico Aiello, lo storico difensore di Roberto Maroni, colui che lo assiste nell’ultima inchiesta che coinvolge a Busto Arsizio il governatore lombardo. La stessa mossa si era concretizzata poco dopo l’insediamento di Maroni al Pirellone. (altro…)

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ExpoI pm: da un manager di una società vicentina soldi in cambio di soffiate sugli appalti.

MILANO – Anche sul principale appalto di Expo 2015 cala l’ombra della corruzione. Con un atto formale notificato quattro giorni fa, la procura di Milano scopre solo una parte delle nuove carte che ha in mano e svela che un manager di una società collegata all’appalto sulla cosiddetta Piastra — una spianata lunga circa due chilometri intorno a cui si svilupperà la cittadella espositiva — , risulta indagato per corruzione. Il decreto di perquisizione porta la firma dei pubblici ministeri Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi. A loro, agli inizi di giugno, il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, ha delegato la responsabilità dell’indagine sulla Piastra.
Il manager coinvolto, legato a una società vicentina, è accusato di aver stretto un patto occulto con l’ex responsabile acquisti Expo, Angelo Paris e la sua segretaria, Giuseppina Iannicolli — nel decreto emerge il suo nome con un ruolo attivo, anche se non è chiaro se sia tra i nuovi indagati — . «Paris — si legge nel documento della procura che reca la data del 15 luglio scorso — sarebbe stato d’accordo a ricevere metà del valore degli ordini delle commesse». (altro…)

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MaroniI pm di Busto Arsizio: dal presidente pressioni su due società. La replica: “Sorpreso ma sereno”.

MILANO – Troppi controlli — della Corte dei Conti — troppi rischi di perdere mediaticamente la faccia. E allora, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, anziché rimpinguare la schiera di uomini di fiducia del suo staff, decide di ricollocare altre due fedelissime su società controllate dalla stessa Regione, per incarichi professionali — se veri o presunti lo accerterà un’indagine — per circa 200 mila euro.
Un escamotage quello usato dall’ex segretario del Carroccio, che da ieri mattina risulta indagato dalla procura di Busto Arsizio per «induzione indebita a dare o promettere utilità» (pena massima fino a tre anni). Un modo per assicurare a due persone a lui molto vicine, un’assunzione che altrimenti sarebbe stata troppo sospetta. (altro…)

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BerlusconiIl magistrato di sorveglianza: “Basta accuse, non è un gioco”. L’ex premier rischia i domiciliari, e si scusa.

MILANO  – In termini calcistici, rappresenta un cartellino giallo. Ancora un’irregolarità, ed esce quello rosso. In ambito giuridico, si tratta di una «diffida formale» che farà parte del fascicolo giudiziario intestato a Silvio Berlusconi. Alla prossima esternazione irrispettosa nei confronti delle istituzioni, addio affidamento in prova ai servizi sociali. E i restanti otto mesi di detenzione per la frode fiscale Mediaset — sui complessivi 4 anni, ma tre coperti da indulto —, l’ex Cavaliere li passerà agli arresti domiciliari ad Arcore, senza più «agibilità politica» e trasferte romane.
Il blitz di ieri sera alle 18 nel tribunale di Milano, era stato concordato una settimana fa. Quando da Napoli erano arrivate le «trascrizioni» del processo a Valter Lavitola. Interrogato come teste, l’ex Cavaliere era sbottato di fronte alle domande del presidente del Tribunale partenopeo. «La magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’immunità piena», l’esatto virgolettato.  (altro…)

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RubyLe mosse dell’ex Cavaliere sulle riforme condizionate anche dall’avvio del secondo grado domani a Milano Se la condanna a 7 anni sarà confermata, pure in Cassazione, l’ex Cavaliere rischia 10 anni di arresti.

MILANO – Primo processo senza immunità. Peggio. Da condannato che sta scontando la pena «residua» di dodici mesi per frode fiscale, «affidato» ai servizi sociali, al fianco di malati di Alzheimer in un centro alle porte di Milano. È l’appello che prende il via domani mattina: unico imputato Silvio Berlusconi. Non uno scherzo. Il Cavaliere decaduto dovrà difendersi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. In pratica: sette anni inflitti dal Tribunale lo scorso giugno. Il Rubygate. Pressioni da presidente di Consiglio in carica sulla questura milanese — la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 — per fare rilasciare la minorenne marocchina Ruby El Marough. Una delle custodi — è il filone dell’accusa — dei segreti delle cene eleganti di Arcore, testimone e protagonista del bunga bunga presidenziale. (altro…)

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Expo

MILANO  – Ma cos’è la «cupola»? Cosa avevano messo in piedi i «tre vecchietti al bar» (versione di Gianstefano Frigerio a verbale), per controllare gli appalti pubblici di Expo e infrastrutture da decine di milioni? Semplice: nientemeno che un’organizzazione che ha dimostrato «una formidabile efficienza». Ma anche una «ramificazione», o «capacità di infiltrazione negli appalti di estrema pericolosità».
È impietosa, ma soprattutto allarmante, la disamina che i pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio fanno di quello che si nascondeva dietro al circolo culturale «Tommaso Moro» di Milano, il punto decisionale della «cricca». «Siamo in presenza — scrivono nel loro ricorso al Riesame contro la bocciatura della richiesta d’arresto per 12 indagati non accolta dal gip Fabio Antezza — , di un’associazione a delinquere che anche nel momento in cui questo Ufficio (la procura, ndr) sta scrivendo queste righe sta condizionando in modo illecito e continua a “inquinare” appalti di fondamentale rilievo per la vita economica del Paese». (altro…)

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L'appunto sequestratoIl regista della Cupola cita contatti con l’allora ministro e con Lupi “Una tangente di 20 mila euro pagata fino a poche settimane fa”.

MILANO IL «professore» è in cella da quattro giorni con l’accusa di essere il registra dello scandalo Expo. Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione la principale accusa. E l’ex segretario provinciale della Dc, nonostante le disavventure e le condanne di Tangentopoli, continua a professare la sua innocenza. Esattamente come vent’anni fa. Nonostante le microspie posizionate all’interno del centro culturale Tommaso Moro di Milano, abbiano per mesi registrato passaggio di tangenti, accordi sottobanco, turbative d’asta per favorire soprattutto la società Maltauro di Vicenza, colosso nel mondo delle costruzioni — 1800 dipendenti — interessata soprattutto a mettere le mani sulla torta Expo.
Nessun favore, giura ora il professore, difeso dall’avvocato Manola Murdolo. Maltauro era un amico che, al massimo, «mi ha fatto un prestito (mai restituito, ndr) ». E spiega anche come è nata questa amicizia. (altro…)

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GregantiNuovo verbale dell’imprenditore arrestato per tangenti “L’ex funzionario del Pci consultava Bersani e Fassino”.

MILANO – «Primo Greganti, all’interno della “Cupola” di Expo, rappresentava gli interessi della vecchia guardia del Pd». Con queste dichiarazioni rese dall’imprenditore vicentino Enrico Maltauro, il fronte giudiziario dell’inchiesta Expo registra nuovi particolari sul ruolo del «compagno G» tra la cerchia di faccendieri ed ex politici che gravitava su Expo, sulla sanità lombarda e sui relativi appalti. Mentre sul piano politico — proprio in conseguenza del terremoto provocato dall’inchiesta sull’Esposizione del 2015 — si registra il faccia a faccia di un’ora e mezza, a Palazzo Chigi, tra il premier Matteo Renzi e il numero uno di Expo, Giuseppe Sala, durante il quale si è discusso proprio degli strumenti da utilizzare per escludere dai lavori la Maltauro, cioè l’azienda coinvolta nelle indagini. (altro…)

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Le mazzette

MILANO – Lo «sportello tangenti » aveva un indirizzo preciso: viale Andrea Doria, civico 7. Pochi passi dalla Stazione Centrale, in un palazzo stile Ventennio, dal 2008 era un viavai di auto di lusso in seconda fila, colletti bianchi, valigie gonfie di banconote. Sotto l’insegna un po’ enigmatica di «Tommaso Moro » e l’editrice «La Bussola», si facevano gli accordi. Quelli che contano. Il soldo che gira, gli appalti milionari che si assegnano. Sanità, ma anche Expo, Città della Salute e altri già pronti in cantiere. Come quelli della Metropolitana milanese, su cui l’artiglio del professore e della Cupola, era già ben affondato. Le tariffe della Tangentopoli versione 2014, variano. Il deus ex machina si nasconde dietro gli occhiali spessi del settantaquattrenne Gian Stefano Frigerio. Il «capo», secondo l’ordinanza d’arresto dei magistrati Ilda Boccassini, Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio. Semplicemente il «professore», o l’«onorevole» – per il suo passato nella Dc e poi in Forza Italia -, per i clienti habitué di viale Doria. (altro…)

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BerlusconiProposta al Tribunale, domani si decide Impegno di mezza giornata a settimana.

MILANO-Una struttura per anziani disabili, a pochi chilometri da Arcore. Con un impegno piuttosto ridotto: mezza giornata di servizio alla settimana. Sarebbe questa la “sistemazione” che spetterà a Silvio Berlusconi per i prossimi dieci mesi.
La notizia, rilanciata da Avvenire. it, non è stata confermata o smentita dal Tribunale di Sorveglianza. A questa conclusione sarebbe arrivato l’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) nel rapporto inviato al giudice relatore Beatrice Crosti. L’Uepe ha il compito di individuare le strutture compatibili con i condannati che chiedono l’affidamento in prova. (altro…)

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Gli avvocatiMILANO – Apparentemente, è uno dei tanti casi. La pratica a carico di «Berlusconi Silvio», spiegano al Tribunale di Sorveglianza di Milano, sarà trattata come tutti i procedimenti che a migliaia intasano gli uffici. Un primo indizio, lo conferma. Il collegio difensivo dell’ (ex) Cavaliere, da alcune settimane attende la visita dell’assistente sociale ad Arcore. Un primo «contatto», necessario per allegare alla pratica una relazione con un parere sulle condizioni dell’indagato e la predisposizione verso un percorso di recupero. Questo ostacolo, Berlusconi lo ha evitato.
L’organizzazione della Sorveglianza, per smaltire l’arretrato, impone che per i condannati a pene inferiori ai dodici mesi, non si debbano attivare gli assistenti sociali.

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