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Posts Tagged ‘ENRICO FRANCESCHINI’

Così la tragica morte di Diana ha finito per rafforzare la monarchia.

L’OMAGGIO 20 ANNI DOPO.

I PROTAGONISTI

Sono passati vent’anni dalla scomparsa della “principessa del popolo”, tra teorie complottiste, verità scottanti, implicazioni politiche. Eppure la Casa Reale oggi è più forte che mai.

LONDRA – La telefonata che avrebbe potuto distruggere la monarchia arrivò al castello reale di Balmoral, in Scozia, all’una di notte. Rispose Robin Janvrin, vice segretario privato della regina: «C’è stato un incidente d’auto, Diana è gravemente ferita, il fidanzato Dodi al Fayed è morto », comunicò da Parigi l’ambasciatore britannico. Il segretario svegliò Sua Maestà e Carlo, che dormivano in camere adiacenti. La sovrana non ritenne necessario andare a confortare il figlio, né che per il momento fossero avvertiti i nipoti, William e Harry.

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Londra avvia il distacco dall’Ue May già “ricatta” sulla sicurezza.

LONDRA – «Questo è un momento storico, da cui non si torna indietro », avverte solenne Theresa May. «Questo non è un avvenimento felice, ci mancate già», risponde mestamente Donald Tusk. Non si erano mai molto amate, Gran Bretagna e Unione Europea: ma lasciarsi è lo stesso emozionante, come per ogni matrimonio che finisca con un divorzio. Alle tredici e trenta ora del continente, l’ambasciatore britannico Tim Barrow consegna di persona al presidente del Consiglio europeo Tusk la lettera che attiva l’articolo 50 e mette in moto la secessione del Regno Unito dalla Ue, da completare in due anni a partire da ieri.

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Lord e deputati messi al sicuro L’attentatore freddato dalla sicurezza La premier in un bunker: “Volevano colpire la democrazia. Falliranno”.

Auto sui passanti e coltellate: 4 uccisi davanti al Parlamento.

LONDRA – Come in un film fantapolitico, il terrore arriva fin sotto il Big Ben, dentro la madre di tutti i Parlamenti. Bastano un’auto lanciata a gran velocità su un marciapiede e un coltello, nelle mani di un singolo fanatico, a scatenare un giorno di guerra nel cuore di Londra: il bilancio finale è di 5 morti, fra cui l’assalitore e un poliziotto, e 40 feriti, una decina dei quali in gravi condizioni.

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EllekappaAl consiglio dei ministri degli Esteri di Bruxelles debutta Boris Johnson: “Vogliamo rimanere amici”.

LONDRA – L’Europa ammonisce la Turchia: se vuole entrare nella Ue, «niente pena di morte», «rispetto dello stato di diritto » e basta clima di «vendetta» per il tentato golpe militare. E’ l’avvertimento che i leader europei lanciano al presidente turco Erdogan dal Consiglio Affari Esteri di Bruxelles, a cui partecipa anche il segretario di Stato americano John Kerry. Un appuntamento che segna l’esordio di Boris Johnson, nuovo ministro degli Esteri britannico, sulla scena internazionale: come entrare nella tana del lupo, commentano i media, per il leader della campagna per Brexit nel referendum del mese scorso. «Uscire dalla Ue non significa lasciare l’Europa», dice diplomaticamente l’ex-sindaco di Londra, affermando che il suo paese vorrà continuare ad avere uno stretto rapporto con il continente a cui appartiene geograficamente, anche se i legami non saranno gli stessi.

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Cameron
LONDRA – «Non posso essere io il capitano che guida il nostro paese verso la sua prossima destinazione», dice David Cameron, sul portone di Downing street, la voce rotta dall’emozione, annunciando le dimissioni. «Questa è una gloriosa occasione per riprendere il controllo del nostro destino e riaffermare la voce britannica nel mondo», gli fa eco Boris Johnson, sulla porta della sua abitazione londinese. Il primo ministro dimissionario stringe i denti perché non escano le lacrime. Il suo più probabile successore accelera il passo per sfuggire ai fischi dei dimostranti. «Schifoso razzista», gli gridano. La polizia lo protegge facendolo salire in auto, ma un gruppetto di contestatori in bicicletta circonda la vettura. «La sterlina precipita», urlano. «Sei contento, Boris, adesso?». Sono per lo più giovani: il 75% degli elettori al di sotto dei 25 anni ha votato per Remain.

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Il reportage.

Aveva appena incontrato gli elettori a Leeds: “Gli immigrati non sono un motivo per uscire dall’Europa”. Il marito: “Combatteva l’odio”.

LEEDS – Ci sono agenti con il dito sul grilletto, fuori dall’ospedale, ma non servono più a nulla. Dentro il Leeds Infirmary Hospital, Brendan Cox fa circolare il primo epitaffio di sua moglie: «Jo era una donna che credeva in un mondo migliore e lottava per questo scopo ogni giorno. Ora vorrebbe una sola cosa: che lottassimo tutti uniti contro l’odio che l’ha uccisa. Perché l’odio non ha credo, razza o religione. L’odio è velenoso».

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Allarme a Downing street a undici giorni dal referendum Cameron cambia strategia: “Più attacchi personali a Johnson”.

LONDRA – «Panico a Downing street», titola in prima pagina il
Daily Telegraph:
a poco più di dieci giorni dal referendum, un sondaggio che assegna 10 punti di vantaggio a Brexit, cioè all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, avrebbe scatenato l’allarme nello staff di David Cameron, schierato per il sì alla Ue. Secondo le indiscrezioni, il premier ha reagito ordinando di aumentare gli attacchi personali contro il compagno di partito Boris Johnson, l’ex-sindaco di Londra, leader del no all’Europa, accusato pubblicamente da un ministro di anteporre le sue ambizioni personali, ovvero il progetto di diventare premier al posto di Cameron, agli interessi nazionali.

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Il bimbo

L’immagine drammatica di un piccolo siriano trovato sulla spiaggia turca di Bodrum fa il giro del mondo I siti dei giornali inglesi la pubblicano per attaccare la linea anti-migranti di Cameron. E scoppia la polemica.

LONDRA- Una foto può cambiare la politica dell’Europa sulla tragedia dei migranti? Forse sì. Mentre l’ondata dei disperati del mondo povero si riversa sulle rive di quello ricco, dalle coste del Mediterraneo alla stazione ferroviaria di Budapest fino al tunnel sotto la Manica invaso di clandestini che danno l’assalto ai treni a Calais, l’immagine di un bambino siriano affogato su una spiaggia della Turchia sciocca i media, l’opinione pubblica e i suoi leader. Di immagini atroci, certo, questa storia ne ha già prodotte altre, tante da suscitare un senso di deja vu e produrre, se non indifferenza, apatia. Ma i fotogrammi che mostrano un bambino di circa due anni sulla sabbia di Bodrum, poi fra le braccia di un poliziotto che raccoglie il suo corpicino inerte, producono una scossa.

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Manifestanti

Il Financial Times: “Juncker non ha voluto parlare con Tsipras”. Atene smentisce. Ombre su Germania 2006.

SALVO colpi di cena, le ombre greche che pendono sul vertice del G7 che si apre oggi al castello di Elmau in Baviera rischiano di farsi ancora più oscure: scrive infatti il Financial Times che il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker si sarebbe rifiutato di accettare una telefonata di Alexis Tsipras, colpevole di non aver ancora consegnato le proposte di riforma annunciate. Atene per la verità smentisce con veemenza, ma il nervosismo tra le parti è palpabile. Ed è in questo clima che entra con prepotenza nell’agenda del summit la lotta alla corruzione, con in primo piano lo scandalo che ha travolto il mondo del calcio. Ce la porta David Cameron, e forse non è un caso, perché l’Inghilterra non ha dimenticato la delusione per la mancata assegnazione dei Mondiali del 2018, adesso diventati parte dell’inchiesta dell’Fbi finora risultata nell’arresto di una decina di dirigenti dell’organismo che governa il football internazionale.

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Anni 80
Abusi e violenze negli anni ’80, le nuove rivelazioni “L’Intelligence insabbiò la verità sui politici coinvolti”.
LONDRA – IN AUTUNNO inoltrato la sera scende precoce a queste latitudini, avvolgendo le rive del Tamigi in una fitta oscurità già alle quattro del pomeriggio. Sulla città cala un’atmosfera tenebrosa, da romanzo gotico, clima con cui del resto l’Inghilterra ha dimestichezza: da Jack lo Squartatore al dottor Jekyll e mister Hyde, l’ horror story sembra scritta nel suo dna. Ma forse gli inglesi non avevano mai sentito, neanche nei romanzi di Robert Louis Stevenson, una storia spaventosa come quella raccontata negli ultimi giorni dalla stampa locale. Una rete di pedofili a cui appartenevano deputati, ministri, generali delle forze armate e potenti uomini d’affari avrebbe stuprato per anni decine di ragazzini in una lussuosa magione vicino al parlamento di Westminster, uccidendo poi, a seconda delle versioni, una, tre o addirittura diciassette delle giovani vittime, verosimilmente per chiuderne per sempre la bocca. «È solo la punta dell’iceberg », ammette il ministro degli Interni Theresa May. E adesso sul banco degli imputati salgono perfino i servizi segreti britannici, accusati di avere dapprima messo a tacere i giornali che volevano indagare sulla torbida vicenda, quindi di avere fatto scomparire ogni prova dai propri archivi.

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Premio NobelAmartya Sen.
L’economista indiano Nobel nel ’98: “Il premio a lei e a Satyarthi ispira anche noi scienziati Grazie al loro coraggio abbiamo capito qual è la via per uscire dalla miseria: il mondo deve finanziare l’istruzione”.
LONDRA – «QUESTO Nobel ci ricorda che la scuola è il mezzo principale per combattere ignoranza, miseria e sopraffazione». Così Amartya Sen, l’economista e filosofo indiano che ha vinto il Nobel per l’Economia nel 1998, reagisce al premio per la Pace assegnato venerdì a Malala Youssafzay e a Kailash Satyarthi. «È un Nobel in difesa dei bambini e, speriamo, anche un gesto per spingere India e Pakistan al riavvicinamento», dice il cattedrattico di Harvard.
Professor Sen, come ha saputo del Nobel a Malala e a Satyarthi?
«Ero a una conferenza all’università di Ginevra, mi hanno dato la notizia e chiesto a caldo le reazioni. Ho provato una grande felicità. A freddo dico che sono deliziato dalla scelta. Si tratta di due persone che non soltanto esprimono valori altamente positivi, ma hanno anche avuto il coraggio di correre grandi rischi per portare avanti le proprie idee.

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La vittima
Il video dell’esecuzione, “John il boia” accusa Obama e Londra Mostrato un nuovo prigioniero Usa, Peter Kassig. “Pagherà per i raid”.
LONDRA – Ne hanno decapitato un altro. Alan Henning, ex tassista di Manchester che a 47 anni si era messo in testa di cambiare vita e andare a fare il volontario con le organizzazioni umanitarie in Medio Oriente, è il quarto ostaggio occidentale ucciso dai boia dello Stato Islamico. Il video in cui gli tagliano la gola è stato messo online ieri sera. Lo scenario è lo stesso delle precedenti esecuzioni da parte del Califfato. Un estremista islamico con il volto incappucciato e un lungo coltello in mano parla mentre la vittima designata è in ginocchio al suo fianco. La lingua è l’inglese, l’accento britannico, sembra trattarsi di “Jihadi John”, come l’hanno soprannominato i media di Londra, anche se l’Fbi sostiene di averlo identificato, cioè di avergli dato un nome e cognome: scoperta che tuttavia non permette, almeno non ancora, ai commandos delle Sas di andare a catturarlo o eliminarlo nella roccaforte del territorio nemico.

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I Bombardamenti
Caccia della Raf già oggi in azione “Oltre tremila jihadisti occidentali combattono con lo Stato Islamico”.
LONDRA – Bisogna attaccare e distruggere lo Stato Islamico perché «è una minaccia alle strade della Gran Bretagna», che perciò ha “il dovere” di combatterlo. Così dice David Cameron alla Camera dei Comuni, chiedendo e ottenendo l’approvazione (524 voti a 43) di un intervento militare che segnal’entrata in guerra del Regno Unito a fianco degli Stati Uniti, della Francia e di mezza dozzina di paesi arabi. E a sottolineare che la minaccia «alle nostre strade» è reale giungono undici arresti in 24 ore a Londra e dintorni di estremisti islamici sospettati di terrorismo, tra cui un noto predicatore fondamentalista che incitava online alla guerra santa “contro i cristiani” pochi minuti prima che gli mettessero le manette. Quasi nelle stesse ore anche la Spagna arresta una cellula di nove uomini legati all’Is: alcuni arruolavano miliziani, altri sono combattenti pronti a partire o di ritorno dal territorio del “califfato” in Iraq e Siria.

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Scozia
Trionfa il no all’indipendenza, la regina: “Avanti insieme” Il premier Salmond lascia: “Londra mantenga gli impegni”.
EDIMBURGO – Rovesciando la celebre massima del “Gattopardo”, il no all’indipendenza della Scozia nel referendum di giovedì sembra non cambiare niente per cambiare invece tutto, o almeno molto. Il Regno Unito non si disunisce, ma avvia una super devolution che promette di trasformarne l’assetto costituzionale. La Scozia non diventa indipendente, ma conquista più autonomia di quanta ne abbia mai avuta in 300 anni e il suo primo ministro Alex Salmond si dimette a sorpresa, convinto che occorra un altro leader per «continuare il sogno e arrivare in cima alla montagna ». David Cameron salva l’unità nazionale e il proprio posto di premier britannico, che avrebbe quasi sicuramente perso in caso di sconfitta, ma viene travolto da accuse da ogni parte, inclusi i propri compagni di partito.

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CameronLONDRA – «Se Jean-Claude Juncker fosse eletto alla presidenza della Commissione Europea, la Gran Bretagna non potrebbe garantire la propria permanenza nella Ue». Così avrebbe detto giovedì David Cameron in un colloquio con Angela Merkel al vertice europeo a Bruxelles, alzando la posta della disputa sulle nomine al vertice dell’Unione. Lo rivela l’edizione online del settimanale tedesco Der Spiegel , affermando che secondo il primo ministro britannico la scelta di Juncker «destabilizzerebbe il governo del Regno Unito», costringendolo ad anticipare il referendum sull’appartenenza di Londra all’Unione Europea, per il momento fissato da Cameron al 2017, e a votare per lasciare la Ue. «Un uomo degli
anni Ottanta», sono state le parole del leader conservatore alla cancelliera tedesca, «non può risolvere i problemi dei prossimi cinque anni», alludendo alla lunga esperienza di Juncker come capo di governo del Lussemburgo. (altro…)

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MollyCorsa contro il tempo per i desideri della bimba inglese Sul web raccolti oltre 40 mila euro per farla viaggiare
“Le Piramidi e lo zoo” la lista di Molly che diventerà cieca.

MOLLY Bent, 6 anni, di Manchester, è affetta da una malattia che causa la perdita della vista: ha stilato così un elenco di luoghi da vedere prima che il male avanzi. E la storia commuove la Gran Bretagna.

Ogni bambino ha in testa una lista dei desideri da realizzare, ma per Molly Bent, una scolaretta inglese di 6 anni di Manchester, l’elenco ha un’urgenza particolare: affetta da una malattia che causa la progressiva perdita della vista, lei spera di poter vivere i suoi sogni, almeno in parte, prima di diventare cieca. Con l’entusiasmo dei più piccoli, che non giudicano le cose realizzabili o meno con il pragmatico metro degli adulti, ha perciò preso carta e penna e stilato un catalogo di cose che vorrebbe fare e soprattutto luoghi su cui desidera posare gli occhi: da Disneyworld allo zoo, dalle piramidi d’Egitto all’Australia, dal «palazzo in cui abita la regina» all’Aquarium. «È un elenco lungo come il suo braccino e anche se so che io e mio marito Chris non riusciremo a darle la metà di quello che chiede, abbiamo deciso comunque di provarci», ha raccontato la sua mamma Eve al Daily Mail. (altro…)

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Il livello di sorveglianza

Così Snowden ha svelato la portata dello scandalo. Allarme per i diritti.
L’inchiesta.

«Nel mondo dello spionaggio tutti spiano tutti, solo gli ingenui o gli ipocriti se ne meravigliano », dice una fonte dei servizi segreti britannici alla Bbc.
«Ma la gravità delle rivelazioni di questi giorni dipende da tre fattori: le prove circostanziate di attività di spionaggio americano ai danni degli alleati europei, poiché un conto è immaginare che attività del genere esistano, un altro leggerle nero su bianco; la vastità delle dimensioni di tale attività; e la delicatezza politica del momento, con il negoziato Usa-Ue sul libero scambio commerciale in corso». Lo scandalo, concordano gli esperti di intelligence a Londra, ha fatto venire alla luce una «macchina dello spionaggio elettronico» così estesa e ramificata all’interno dei servizi segreti americani da giustificare l’allarme dei paesi che se ne sentono il bersaglio e delle associazioni per la difesa delle libertà civili. (altro…)

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LONDRA — La lunga marcia dei gay per la parità dei diritti compie un altro passo avanti. Dopo Olanda e Belgio, dopo Spagna e Scandinavia, dopo Sud Africa e Argentina, dopo la Francia socialista di Francois Hollande, anche la Gran Bretagna del conservatore David Cameron ha approvato con un voto della camera dei Comuni, 400 sì e 175 no, il matrimonio omosessuale, sia con rito civile che con rito religioso, perlomeno per le confessioni che lo accetteranno. Un sì non ancora definitivo, perché serve l’approvazione della camera dei Lord, che voterà in maggio. Una decisione che spacca il governo, con la rivolta di più di cento Tories che votano contro, affermando scandalizzati che il provvedimento porta le relazioni umane «in una dimensione orwelliana». Ma la svolta è compiuta e non si torna indietro. L’Europa intera volta pagina, con un percorso iniziato più di dieci anni fa in Olanda, primo paese a dare alle coppie gay gli stessi diritti di quelle etero, adozione compresa, già nel 2001, poi proseguito passando per paesi cattolici come Spagna (nel 2005) e Portogallo (2010), un viaggio accompagnato da polemiche e proteste e che però ormai sembra accettato, benvenuto dai più. (altro…)

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John Prideaux, autore del servizio sul capo del governo. Le copie del settimanale bloccate per ore a Fiumicino. Quando Silvio se ne andrà basteranno poche riforme per rimettere in sesto il Paese.

LONDRA – Laurea a Cambridge, ex-corrispondente da India e Brasile, ora responsabile delle pagine internet dell´Economist, il 32enne John Prideaux è l´autore del rapporto speciale sull´Italia del settimanale britannico che ha fatto scalpore per i pesanti giudizi su Berlusconi, «la sua era è stata un disastro» e per il titolo di copertina, «L´uomo che ha fottuto un intero paese». Ma lui ribadisce l´obiettività sua e del suo giornale, la cui distribuzione ieri a Roma è stata bloccata – sarà una coincidenza? – da un´ispezione dei container all´aeroporto di Fiumicino, secondo quanto riporta Wanted in Rome, giornale della comunità anglosassone nella capitale italiana. (altro…)

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