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Posts Tagged ‘enrico letta’

Letta jr

Mazzette bipartisan. La cricca del Mose non avrebbe finanziato solo esponenti del centrodestra come Altero Matteoli, ma avrebbe contribuito anche all’attività di personaggi di primo piano del Partito democratico come Enrico Letta, aiutato attraverso un incarico fittizio di 150 mila euro. A parlare dell’ex premier è Roberto Pravatà, vicedirettore generale del Consorzio, per trenta anni fidatissima e silenziosa ombra di Giovanni Mazzacurati, il grande burattinaio del sistema che tra finanziamenti illeciti e consulenze ha trasformato la grande opera di Venezia in una tangentopoli a larghe intese: per ogni cinque euro, hanno calcolato gli inquirenti, uno è stato speso per favori. Il Mose costa allo Stato 5 miliardi. Il racconto di Pravatà è ritenuto dai pm non solo veritiero ma assolutamente affidabile perché le modalità con cui è stato raccolto sono state del tutto casuali: nel febbraio 2013 durante una perquisizione a casa di Pravatà viene rinvenuto una sorta di diario che l’uomo teneva costantemente aggiornato in cui annota ciò che da ombra di Mazzacurati vede e sente. (altro…)

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europa-leader

Alcune richieste sono vecchie di vent’anni, come quella sul salario minimo, datata 1992. Solo il nostro Paese e la Grecia non hanno mai provveduto. Altre si ripetono negli anni, sempre uguali. Come le raccomandazioni sui finanziamenti all’istruzione e sull’utilizzo dei fondi. Eppure i governi riescono sempre a eludere questi spunti e concentrarsi sulle manovre lacrime e sangue. Antologia degli impegni non rispettati. Nel nome di Bruxelles.

Non esita un attimo a varare manovre lacrime e sangue non appena l’Europa lo chiede, ma da tutto ciò che serve per sviluppare e modernizzare il paese la politica italiana si tiene a debita distanza. La Commissione Ue lo ha sancito ancora una volta il 5 marzo: l’Italia è affetta da “squilibri macroeconomici eccessivi” e il suo debito è così alto che la correzione dei conti pubblici non basta, servono riforme per far crescere l’economia. (altro…)

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BRUNETTA-alfano-berlusconi-schifani

Dopo la decisione della Cassazione sul processo a B, sospesi i lavori. Il Pd contrario a stop poi concede 24 ore di sospensione tra le proteste di Sel e M5S. Il segretario: “Destra irresponsabile”.

Sospensione dei lavori per un giorno alla Camera e al Senato. Ecco il primo bombardamento al governo delle larghe intese dopo che la Corte di Cassazione ha fissato l’udienza del processo Mediaset al 30 luglio. I lavori di Montecitorio e di Palazzo Madama slittano a domani. “Dobbiamo discutere di cosa sta accadendo”, ha chiesto il Pdl. “O si sospendono i lavori o cade il governo”, ha minacciato Daniela Santanchè. Una decisione che ha preso di sorpresa il resto della maggioranza e che ha spinto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini a recarsi subito dal presidente del Consiglio Enrico Letta, per una valutazione della situazione. Alla fine il punto d’equilibrio. Al primo no del Pd, la controproposta dei berlusconiani di sospensione dei lavori per un giorno per proseguire le proprie assemblee dei parlamentari che riprenderanno già nel pomeriggio. (altro…)

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pippo_civati

L’annuncio dell’ex rottamatore alla convention di Reggio Emilia e la promessa di una linea contro le larghe intese e i tentennamenti del dopo voto: patto con Sel, reddito di cittadinanza e Imu ai ricchi.

L’appoggio di Barca e la promessa di un cambiamento radicale di linea rispetto al dopo elezioni e al voto per il Quirinale.

È il primo degli sfidanti a venire ufficialmente allo scoperto e sembra fare sul serio: “Credo veramente in una vittoria, penso che la maggior parte del Partito democratico sia sulle mie posizioni o quanto meno si ponga le stesse domande che mi pongo io”. Pippo Civati lancia la sua campagna elettorale in vista del prossimo congresso del Pd e chiarisce i suoi punti fermi nella marcia verso il Nazareno: dialogo con il Movimento 5 stelle e recupero dei voti persi proprio in favore delle liste di Grillo, alleanza con Seldurata il più possibile limitata del governo di Enrico Letta; e poi ambiente, lavoro, reddito minimo di cittadinanza, matrimoni gay, riduzione delle tasse sul lavoro e Imu per le classi più benestanti. (altro…)

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sindacati

Il premier e il ministro del Welfare Enrico Giovannini annunciano ritocchi alla legge approvata dal governo Monti: “In una fase recessiva crea problemi”. Boldrini: “Il lavoro è l’emergenza che rende le vittime carnefici”. Camusso: “Senza occupazione il Paese muore”. A Torino lancio di uova contro corteo Pd e contestazioni a Fassino.

“L’emergenza delle emergenze”. Nel giorno del Primo maggio la presidente della Camera Laura Boldrini definisce così la situazione del lavoro, auspicando l’intervento del governo. E dal nuovo esecutivo arrivano le parole del premier Enrico Letta e del ministro del Lavoro Enrico Giovanniniche lasciano spazio a modifiche della riforma Fornero. “Una legge in cui ci sono alcuni punti che in una fase recessiva stanno creando dei problemi”, dice il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Parigi, dopo l’incontrato con il presidente francese François Hollande. “In un momento straordinario come questo è necessario un pochino meno di rigidità”, aggiunge facendo riferimento ai contratti a termine. (altro…)

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letta-alfano

Il segretario Pdl è anche ministro degli Interni. Mauro alla Difesa, Saccomanni all’Economia, Zanonato allo Sviluppo Economico, Lupi a Infrastrutture e Trasporti, l’Agricoltura alla Di Girolamo, l’Ambiente a Orlando. Il ministro del Lavoro sarà il presidente dell’Istat Giovannini. Alla Salute Beatrice Lorenzin.

Alfano al Viminale, Cancellieri alla Giustizia, Saccomanni all’Economia, Bonino agli Esteri. Era ed è l’unico governo possibile, ha spiegato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Enrico Letta (“il vero artefice di questo governo” l’ha definito il capo dello Stato) ha sciolto la riserva ed è il nuovo presidente del Consiglio. Domani alle 11,30 giurerà insieme al resto della squadra di ministri, mentre tra lunedì e martedì chiederà la fiducia alla Camera e al Senato. (altro…)

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Occorre un grande patto costituente tra progressisti e moderati che escluda dal governo i populismi di Grillo, Berlusconi e Di Pietro (26-6-12). Il governo si regge su un patto politico chiaro: il Pd si è assunto la responsabilità di stare in una maggioranza con chi ci ha ridotto così, a patto che l’interlocutore non fosse Berlusconi (3-7-12). L’ipotesi di una grande coalizione col Pdl dopo le elezioni è molto lontana. E la lontananza è data dal ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che rende questa ipotesi poco credibile” (22-8-12). Quella di una Grande Coalizione col Pdl è una prospettiva completamente affossata dal ritorno di Berlusconi, responsabile della situazione molto negativa nella quale il Paese si è ritrovato” (23-8-12). Nella prossima legislatura non possiamo governare con un patto politico con Berlusconi. Ha distrutto il lavoro di Alfano per rendere il Pdl un normale partito conservatore europeo e l’ha fatto tornare alla logica di Arcore, per noi inaccettabile (3-10-12). La prospettiva di un Berlusconi-5 la vendetta è una idea repellente rispetto alla buona politica (1-12-12). (altro…)

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MannelliLetta sono due. Non Gianni ed Enrico. Ci sono proprio due Enrico Letta. Come certi medicinali, uno è a uso esterno, da esibire agli elettori nelle campagne elettorali, tutto accaldato e tonitruante contro B. E l’altro a uso interno, tutto cerimonioso e ossequiente con B., da mandare alle trattative col Pdl (di solito con lo zio Gianni: più che trattative, ricongiungimenti familiari) e all’occorrenza da nominare capo del governo di larghe intese. Sul Letta modello A fanno fede le citazioni testuali che abbiamo raccolto qui a fianco nell’editoriale a sua firma. Sul Letta modello B è il caso di soffermarsi, per comprendere come abbia potuto fare ciò che lui stesso negava dinanzi agli elettori di voler fare e che persino Bersani, con lui alle spalle nel ruolo di vice, ha rifiutato di fare. Ma soprattutto perché B. si fida ciecamente di lui. (altro…)

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La candidatura di Giorgio Napolitano, 87 anni, alla presidenza della Repubblica certifica il comatoso delirio di onnipotenza in cui si trovano i partiti. Di fronte alla decomposizione economica e sociale del Paese una classe politica di nominati è capace solo di replicare lo status quo. In molti gridano al golpe. E non è difficile capire perchè.

I cittadini chiedevano il cambiamento: volevano nelle istituzioni uomini e idee nuove perché quelle vecchie avevano portato l’Italia alla deriva. Invece, dopo il Colle, ci sarà un governo con tutti dentro:seguendo il programma dei 10 saggi. Nessun taglio al finanziamento pubblico ai partiti, riforme contro giudici, stampa e intercettazioni. Niente colpi d’ala nell’economia. (altro…)

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Nel maggio del 2006 l’Unità decise di celebrare l’ascesa di Giorgio Napolitano al Quirinale con il titolo “Buongiorno Presidente”, che a me parve molto bello e augurale, anche perché all’epoca ero io a dirigere il giornale. Col senno di poi, forse avrei dovuto moderare l’entusiasmo. Del resto, poche settimane prima, nella notte dei famosi ventiquattromila voti di scarto fra l’Unione di Prodi e la destra, ne avevo combinata un’altra, sparando a tutta prima pagina: “Berlusconi Addio”, e si è visto poi come è finita. (altro…)

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Dopo anni di relazione clandestina, Enrico Letta ha trovato il coraggio per un liberatorio coming out sul Corriere: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Finalmente, era ora: B. è meglio di Grillo perché Grillo propone di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”. E pazienza se Grillo, diversamente da B., non ha mai proposto di uscire dall’euro e di non ripagare i debiti: quanto allo “ius soli”, il centrosinistra è talmente favorevole che ha governato 8 anni su 18 e non ha mai fatto la legge. Ieri molti elettori del Pd sono insorti sul web come dinanzi a chissà quale gaffe o novità. Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori. Perciò Grillo e Di Pietro li terrorizzano: non fan parte del giro, non inciuciano, non sono trattabili né ricattabili né controllabili, insomma hanno il guinzaglio lungo.
Infatti il Letta minor sogna “un’alleanza guidata da Bersani con ai lati Casini e Vendola” e non esclude nemmeno la “grande coalizione” col Pdl anche se ora “non è l’opzione principale”. Una cosa è certa: “Non vorrei che si tornasse alla logica dell’antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere”. Ecco, bravo. Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì: infatti oggi il Pd è in maggioranza con B., per giunta in posizione gregaria. (altro…)

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