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Posts Tagged ‘Enrico Marro’

Non riescono neanche a fermare l'IVA.

Le meravigliose promesse del discorso d’insediamento si scontrano contro i bilanci: blocco dell’Imu, incentivi alle assunzioni dei giovani, taglio al cuneo fiscale? Ma se non si riesce neanche a fermare l’IVA, che a fine mese passerà dal 21 al 22% – L’impennata spread fa capire che non siamo affatto fuori dal mirino della speculazione…

Governo pessimista sul blocco dell’aumento Iva. Servirebbero almeno 6 miliardi. Il summit tra Letta, Tesoro e Ragioneria.

ROMA – Il tempo stringe. Per evitare che l’Iva aumenti dal 21% al 22% dal prossimo primo luglio restano solo tre settimane. Ma il governo non ha ancora trovato una soluzione e a Palazzo Chigi prevale il «pessimismo». Il rischio che l’aumento dell’Iva, e quindi dei prezzi, scatti è a questo punto concreto. Cancellare la decisione presa dal precedente esecutivo costa infatti due miliardi quest’anno e quattro a partire dal prossimo. Ma per la copertura finanziaria di un intervento del genere il governo non sa come fare. Anche perché altre necessità incombono. (altro…)

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Lavoro, legge elettorale e costi della politica le priorità. Sgravi per le Pmi.

ROMA — È la mancanza di lavoro la prima emergenza del programma al quale sta lavorando il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta. Nel giorno in cui l’Istat ha certificato la disoccupazione giovanile record al 35,3% e il persistente calo dei consumi (-4,8% in un anno, le vendite al dettaglio) la questione economico-sociale diventa centrale. Ma accanto al capitolo economia, che si inserisce in quello più ampio del cambio della linea europea improntata a un eccesso di austerity, sul quale Letta intende impegnarsi, ci sarà anche il capitolo delle riforme istituzionali e della legge elettorale, anche questa un’emergenza, ma che richiede tempi più lunghi. Il programma sarà essenziale e punterà sui punti di convergenza possibili tra centrodestra e centrosinistra, evitando i temi sui quali c’è un chiaro disaccordo. Alcuni nodi saranno però inevitabili, come per esempio la sorte dell’Imu, e difficili da sciogliere. (altro…)

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I conti della recessione: 53 miliardi per sussidi e ammortizzatori.

ROMA — Quattrocentottanta occupati in meno al giorno. Tanto ci è costata la recessione più grave del Dopoguerra. I conti li ha fatti l’ufficio studi della Confartigianato in uno studio sul mercato del lavoro dal 2007 a oggi di prossima pubblicazione. Gli occupati erano 23 milioni e 541 mila ad aprile 2008. Allora, giustamente, si diceva che una delle priorità dell’Italia era di aumentare il numero di persone che lavorano. L’aggiornamento degli obiettivi di Lisbona (Europa 2020) prevede infatti per l’Italia un target del 67-69% di occupati nella fascia d’età 20-64 anni da raggiungere entro il 2020. Eravamo al 63% nel 2008, cioè a meno quattro dall’obiettivo. Purtroppo la crisi mondiale ha cambiato il corso delle cose e la priorità è diventata un’altra: evitare la falcidia di posti di lavoro. Che purtroppo c’è stata. A dicembre 2012 gli occupati sono stati calcolati dall’Istat in 22 milioni e 723 mila: 818 mila in meno rispetto a quattro anni e mezzo prima, 480 posti persi al giorno, appunto. E il tasso di occupazione (20-64 anni) è sceso al 61%: il traguardo di «Europa 2020» si allontana. Ed è praticamente impossibile da raggiungere, secondo Confartigianato. (altro…)

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Proposta Ichino-Morando su esodati e lavoratori anziani.

ROMA — «Si può tornare sulla riforma delle pensioni, ma non per depotenziare la legge Fornero, bensì per completarla con opportunità aggiuntive di lavoro», dice Pietro Ichino. Alla riapertura del Parlamento, il senatore del Pd presenterà insieme con altri colleghi di partito (tra i quali Enrico Morando) un disegno di legge che segue una linea del tutto diversa dal testo già passato in modo bipartisan in commissione Lavoro alla Camera e che fondamentalmente nasce da una proposta dell’ex ministro Cesare Damiano (Pd). Un testo che tra l’altro reintrodurrebbe la pensione a 58 anni (con 35 di contributi) con l’assegno però più leggero perché calcolato col contributivo.  (altro…)

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Critiche anche dal Pdl. La replica: spiegherò tutto in Aula.

ROMA — La questione degli esodati esplode in Parlamento. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, riferirà in aula alla Senato martedì e, nella stessa giornata o mercoledì, alla Camera. Ieri, intanto, la Lega e l’Idv hanno presentato una mozione di sfiducia contro la stessa Fornero. Ma gli attacchi dei quali forse il ministro deve preoccuparsi di più sono quelli arrivati dal Pdl. La titolare del Lavoro sembra abbastanza isolata, dopo che due giorni fa è stata diffusa dall’agenzia di stampa Ansa la relazione dell’Inps che stima in 390.200 il totale dei lavoratori che nei prossimi anni potrebbero restare senza stipendio e senza pensione, mentre il decreto interministeriale Fornero-Monti ne salvaguarda solo i primi 65 mila, concedendo loro di andare in pensione con le vecchie regole. (altro…)

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La domanda è semplice: le nuove regole sui licenziamenti devono essere valide per tutti i lavoratori dipendenti oppure a quelli pubblici deve essere riservato un trattamento diverso e in sostanza più favorevole? Il quesito ce lo trasciniamo dietro da quando il governo ha approvato in consiglio dei ministri la riforma del mercato del lavoro, il 23 marzo. Nel governo ci sono due scuole di pensiero. Quella del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, favorevole a regole il più possibile uniformi. Quella del collega della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, deciso invece a difendere la specificità dei dipendenti pubblici. Al punto da aver firmato, il 4 maggio, un accordo con i sindacati che sui licenziamenti illegittimi per motivi disciplinari non prevede la possibilità che il giudice disponga l’indennizzo, come dice invece la riforma Fornero, ma lascia immutato il diritto al reintegro. (altro…)

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ROMA — Sono circa 325 mila i lavoratori iscritti all’Inps che maturano nel corso del 2011 i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità. La maggior parte ha già presentato domanda di pensione. Gli altri lo stanno facendo o lo faranno nelle prossime settimane. Ultimi giorni, insomma, per la fuga dal lavoro. Nel settore privato, come nel pubblico, l’impennata di domande si era già registrata negli ultimi mesi. Ma se qualcuno ci stava ancora pensando su, è chiaro che adesso si precipiterà agli sportelli per andare in pensione con le regole attuali, che scadono il 31 dicembre.  (altro…)

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Le pensioni contribuiranno pesantemente alla manovra. Circa metà dei pensionati, quelli che prendono un assegno superiore a due volte il minimo (circa 960 euro, ha detto il premier Mario Monti) non avranno per i prossimi due anni l’adeguamento all’inflazione, perdendo così potere d’acquisto. È una misura imposta dalla necessità di far cassa: il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, non lo ha nascosto. Non voleva chiedere questo sacrificio, ma alla fine si è dovuta piegare alle urgenze di bilancio ed è solo riuscita a escludere dal taglio le pensioni più basse.  (altro…)

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Allo studio interventi su pensioni, Ici e casa. Irap più leggera per la crescita.

ROMA — La verifica tecnica sui conti pubblici (due diligence) che il presidente del Consiglio, Mario Monti, conduce a tappe forzate insieme col direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, sta facendo emergere un quadro preoccupante, a causa dell’aggravarsi della crisi economica. Tutti i principali analisti economici e le banche d’affari danno ormai il Prodotto interno lordo italiano in calo nel 2012, minimo dello 0,3-0,4%, contro il +0,1% previsto dalle ultime stime della Commissione europea. Anche la Confindustria sta aggiornando le proprie stime e mentre a settembre prevedeva un Pil in aumento dello 0,2% il prossimo anno, adesso correggerà il dato, nel segno della recessione. Pure a Bruxelles, riservatamente, si stanno rifacendo i conti, con la conseguenza che la distanza per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, come Monti si è impegnato a fare, aumenta. (altro…)

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L’agenda economica del neopremier, servono 25 miliardi per azzerare il deficit.

ROMA — La crisi di governo presenterà presto il conto al nuovo presidente del Consiglio. Mario Monti, che oggi dovrebbe presentare al presidente della Repubblica la sua squadra di ministri, dovrà immediatamente affrontare l’emergenza del bilancio pubblico. I conti infatti non tornano. Il governo Berlusconi ha lasciato una previsione di crescita dell’economia per quest’anno e per il prossimo che è maggiore delle ultime stime dell’Unione europea. E a questo si aggiunge una spesa per interessi sui titoli del debito pubblico anche questa superiore al previsto. Alla fine, potrebbero essere necessari altri 25 miliardi di euro.  (altro…)

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Il ripensamento nella maggioranza sul conteggio dei 40 anni di contributi.

ROMA – Un pasticcio. Difficile definire altrimenti la manovra del governo sul riscatto del corso di laurea e del servizio militare ai fini della pensione. Per venirne fuori si incontreranno questa mattina il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, quello della Semplificazione, Roberto Calderoli, con i loro tecnici e quelli del ministero dell’Economia. Sul tavolo la controversa norma sui riscatti appunto, e più in generale il capitolo previdenza. Ma vediamo come si è arrivati a questo punto. (altro…)

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Reversibilità e accompagnamento: 40 miliardi di spesa. L’equità e gli sprechi.

ROMA — Indennità di accompagnamento e pensioni di reversibilità. Se proprio si deve tagliare la spesa previdenziale, dice adesso la Lega con Roberto Calderoli, allora si guardi a queste due voci, perché qui ci sono sprechi e abusi. Vediamo più da vicino come stanno le cose. Per gli assegni di accompagnamento e di reversibilità si spendono più di 40 miliardi di euro l’anno e dunque si tratta di una cifra importante, ma che va a coprire prestazioni delicate, che riguardano circa 5 milioni di persone (ipotizzando che una parte riceva entrambe le prestazioni), spesso in condizione di grave bisogno.
Indennità di accompagnamento. (altro…)

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