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marione

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Di Maio

Il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s all’attacco del presidente del Consiglio: “Fa ridere il suo appello all’unità. L’unità dovrebbe esserci sulle scelte. Fa sorridere se non incazzare”. Contro l’ex governatore anche Fi e Lega. I democratici: “E’ persona onesta e competente”. Anche Maroni ribadisce il suo apprezzamento.

Renzisfrutta la tragedia per ricucire il Pd“. Per questo “fa ridere l’appello all’unità”. Errani non può fare il commissarioper la ricostruzione nel Lazio e nelle Marche perché ora “serve un profilo al di fuori del sistema dei partiti”, mentre l’ex presidente di Regione “è in politica dal 1983, è stato governatore dell’Emilia Romagna per ben 3 volte ed è già stato commissario” in Emilia per il post-sisma 2012. Insomma, Renzi ha “già perso la prima occasione di fare le cose per bene”. (altro…)

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vasco-erraniIl ri-sindaco di Bologna Virginio Merola (Pd) ha voluto comunicarci il suo illuminato parere sulla recente assoluzione dell’ex presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani (Pd) perché – ha spiegato – “non voglio più fare il Tartufo”. Cioè il personaggio di Molière assurto a simbolo dell’ipocrisia e della bugia. Il guaio è che, per non fare il Tartufo, Merola ha fatto proprio il Tartufo, raccontando balle. A suo dire, Errani merita “un risarcimento collettivo” per un’inchiesta giudiziaria che “forse non si doveva aprire”, il che ripropone “un tema grande come una casa che riguarda i rapporti fra politica e pm”. Agli alti lai si aggiungono quelli del suo giornale preferito, Repubblica, che lacrima a sua volta in un incredibile articolo sull’“inutile calvario di un leader storico” e sulle “irreparabili conseguenze politiche”. Errani martire, Errani come Enzo Tortora. (altro…)

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Errani

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ErraniDubbi nel partito: così sono due pesi e due misure Casson: “Si rispetti il senso civico e istituzionale di Vasco”.

ROMA – Giustizialismo addio. Il tam tam nel Pd parte subito, appena dopo la notizia della sentenza che condanna Vasco Errani per avere favorito il fratello. «Vasco, resta »: è l’appello via tweet, mail e con un sms di Matteo Renzi al “governatore” dell’Emilia Romagna. Che invece si dimette. Ma il premier-segretario impone una linea garantista. Non è solo mozione degli affetti. Con una nota Palazzo Chigi ricorda che «la Costituzione dice che un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato ». Perciò anche al Nazareno, la sede del Pd, spiegano che «in questo caso, come per tutti gli altri», Matteo si atterrà alla Costituzione che prevede il terzo grado di giudizio cioè la Cassazione prima di definire qualcuno colpevole. Ed è il vicesegretario Lorenzo Guerini a diffondere un comunicato — e non è passata un’ora dalla decisione «irrevocabile » di Errani — :«Invitiamo Vasco Errani a riconsiderare le sue dimissioni da presidente della regione Emilia Romagna. (altro…)

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Errani

Vasco Errani, governatore Pd dell’Emilia Romagna al terzo mandato, viene condannato in appello a un anno con la condizionale per falso ideologico: secondo l’accusa, dopo aver finanziato con fondi pubblici la coop del fratello con un milione di euro per la creazione di una cantina non completata nei termini previsti dal bando, avrebbe indotto due funzionari regionali a certificare la correttezza dell’operazione. Appresa la sentenza, Errani si dichiara innocente, ma rassegna le dimissioni e dice: “Davanti a tutto, l’onore della Regione”. La vicenda potrebbe chiudersi qui, dimostrando una volta tanto che il nesso tra causa ed effetto e tra condanna e dimissioni vale anche per la casta della politica. Non sia mai. (altro…)

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Errani: l´Emilia Romagna adotterà misure più eque nella sanità. Da Roma avremo 30 milioni in meno. Spero ancora che il governo discuta e ritiri questa misura sbagliata. Il presidente dell´Emilia Romagna Vasco Errani guida il fronte del no dei governatori al nuovo ticket sanitario che entrerà in vigore oggi. «Questa misura crea un doppio danno: ai cittadini e al servizio sanitario nazionale» avverte il presidente della conferenza delle regioni. Un danno alle persone, perché le obbliga a una maggior spesa anche per esami di base. Ma anche un danno al servizio sanitario, perché «rischia di far scivolare verso i privati una serie di prestazioni». Porta ancora aperta alla trattativa col governo, «perché non rinuncio al confronto e lavoro per il ritiro di questo provvedimento iniquo e unilaterale». Ma nel frattempo si studiano misure alternative per coprire il “buco” che si apre per la mancata applicazione del ticket, che in Emilia Romagna pesa per 30 milioni di euro. (altro…)

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