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Posts Tagged ‘espulsioni’

regolamento5stelleIl M5S è obbligato a depositare un Regolamento che ne attesti alcune modalità operative in particolare con riferimento alla cosiddetta democrazia interna (molte già esistenti) entro il 28 dicembre 2014. Non ottemperarvi potrebbe portare a contestazioni sulla possibile partecipazione a elezioni politiche.Il Regolamento è leggibile nella sua interezza qui.
Nel Regolamento è prevista la creazione di un comitato di appello sul quale gli iscritti al M5S dovranno pronunciarsi.
Dal punto 5) del Regolamento: “Il comitato d’appello è composto di tre membri, due nominati dall’assemblea mediante votazione in rete tra una rosa di cinque nominativi proposti dal consiglio direttivo dell’associazione MoVimento 5 Stelle ed uno dal consiglio direttivo dell’associazione medesima.
I componenti del comitato d’appello sono nominati tra iscritti.
Il comitato d’appello dura in carica cinque anni.
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DeputatiNon ci sono più parole per descrivere il lento e inesorabile, ma tutt’altro che inevitabile, suicidio del Movimento 5Stelle. Un suicidio di massa che ricorda, per dimensioni e follia, quello dei 912 adepti della setta “Tempio del Popolo”, che il 18 novembre 1978 obbedirono all’ultimo ordine del guru, il reverendo Jim Jones, e si tolsero la vita tutti insieme nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro. L’ultima mattana del Tempio del Grillo è l’avviso di sfratto per i deputati Artini e Pinna, accusati di violare da mesi l’impegno – a suo tempo sottoscritto da tutti i candidati – di restituire parte dello stipendio e rendicontare tutto sul blog. I due sostengono che non è vero ed esibiscono ricevute, ma la loro difesa non appare nella requisitoria pubblicata sul blog di Grillo che ieri ha chiamato gli iscritti a votare per l’espulsione. (altro…)

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Palco«Visita medica per i clandestini». Espulsi 4 attivisti romani dello staff di sicurezza che avevano protestato. Loro: «Grillo non ci fa né caldo né freddo». Renzi: «Imbarazzante».

È la giornata del pugno duro per Grillo che prima espelle i contestatori del Circo Massimo, ovvero coloro che hanno protestato durante il raduno pentastellato, a Roma, la scorsa settimana. E poi dal blog va a testa bassa contro i migranti: «Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano. Chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la sua salute e quelle degli italiani che dovessero venirne a contatto», sostiene il leader del M5S facendo paventare un pericolo di contagio da Ebola.

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dissidenti-pd

Chissà dove sono i franceschimerli e gli altri volatili della penna che fino all’altroieri, appena Grillo sfanculava un dissenziente, agitavano lo spettro della tirannide e spiegavano il pericolo mortale del modello populista, dittatoriale, naturalmente “di destra” del M5S. Dalle loro voliere brandivano la durlindana dell’articolo 67 contestato da Grillo (“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”). Evocavano “purghe” ed “epurazioni” in dotte articolesse corredate dalle effigie dei progenitori del Dottor Gribbels (copyright di Giuliano Ferrara, il noto democratico che ha leccato gli stivali al Pci togliattiano, poi a Craxi, poi a B., poi a Monti, ora a Renzi): Stalin, Lenin, Pol Pot, Hitler, Mussolini. Poi arrivò Renzi e si misero tutti a cuccia. Le Camicie Bianche e i loro pit bull cacciavano Mi-neo dalla commissione Affari costituzionali perché dissentiva dalla controriforma del Senato, mai vista nel programma Pd e mai sottoposta agli elettori, per rimpiazzarlo con un Fantozzi à la carte. Silenzio di tomba. Renzi usava il premio di maggioranza incostituzionale del Porcellum per stravolgere la Costituzione insieme a B. Tutti zitti. (altro…)

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Di Battista

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Angelica SaggeseA dimostrazione che le espulsioni dei dissidenti non sono un’esclusiva del M5S, la federazione provinciale del Pd di Salerno ha avviato l’iter per cacciare la senatrice Angelica Saggese, il segretario salernitano dei giovani democratici Vincenzo Pedace e coloro che insieme al deputato Guglielmo Vaccaro, candidato sconfitto alle primarie per la segreteria regionale, nei giorni scorsi hanno occupato la sede del partito per contestare i presunti brogli del voto e i risultati bulgari ottenuti dalla candidata di Vincenzo De Luca, la vincente renziana Assunta Tartaglione.  (altro…)

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TensioniI (NUOVI) VERTICI DEL PARTITO MINACCIANO: FUORI DAL GRUPPO CHI DICE NO.

Chi non vota la fiducia è fuori dal Pd”. Francesco Boccia ci mette la faccia, davanti ai microfoni di SkyTg24. E dunque, se qualcuno non se la sente di dire sì al governo di Enrico Letta e alle larghe intese col Pdl, il Pd che fa, li caccia? Sì, li caccia. Per dirla alla democratica, però, con il capogruppo a Montecitorio, Roberto Speranza: “Il voto di fiducia a un governo non è un voto di coscienza, ma è una scelta identitaria che sancisce l’appartenenza a un partito. Quindi chi non la vota è automaticamente fuori”. Aveva messo il dito sulla piaga Laura Puppato: “Se ci fosse un governo di Letta con Alfano vice premier, alla Giustizia magari Brunetta, la Gelmini all’Istruzione, Schifani all’Interno allora davvero io ho un problema di coscienza… e non lo voto”. Pronta la replica di Boccia: “Nessuno può anteporre personalismi a interessi collettivi così importanti”. E lei: “Niente minacce: di minacce non si vive e non si lavora”. Allora, Boccia prova a metterla in un altro modo: “Mica stiamo parlando dell’eutanasia, del testamento biologico o dell’aborto: la fiducia si vota secondo le indicazioni del gruppo. Non è un voto di coscienza”. Non è esattamente d’accordo, Pippo Civati. “Io la fiducia non la voto. E mi fa piacere che Letta debba mandare il suo secondo, Boccia, a metterci la faccia per parlare di espulsioni. Non fa che accrescere il consenso intorno a me.E dimostra che non riesce a fare le larghe intese neanche nel Pd”.  (altro…)

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Espulsioni

Cacciati a Padova 35 militanti. Bossi: “Non spaccherò il partito”.

MILANO — È finita a spintoni, ceffoni e bandiere listate a lutto la riunione del Consiglio nazionale della Liga Veneta che a Noventa Padovana ha deciso a maggioranza l’espulsione di 35 militanti “bossiani” che una settimana fa, al tradizionale raduno di Pontida, avevano contestato il leader del Carroccio. Da Trieste Roberto Maroni ha ribadito: «Fuori chi disfa ». Mentre in Veneto prevale la linea dura, il fondatore della Lega Umberto Bossi ribadisce il suo no allo strappo: «Non sarò io a rompere il partito». (altro…)

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