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Posts Tagged ‘Etruria’

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Due settimane dopo – Nessuna traccia di denunce, ma il libro che rivela la richiesta di salvare la banca di papà è in testa alle classifiche.

Maria Elena Boschi aveva promesso di ricorrere alle vie legali per difendere la propria reputazione. Ma dopo due settimane, della querela contro Ferruccio de Bortoli non c’è traccia. Secondo quanto risulta al Fatto, il gruppo di legali che segue il sottosegretario a Palazzo Chigi sta ancora approfondendo la questione e non ha depositato alcun atto. Qui non si tratta di analizzare le carte, perché l’unico documento al centro della questione è di poche righe, la pagina 209 di Poteri forti (o quasi), il libro appena pubblicato da De Bortoli dove si legge: “L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. (altro…)

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Lei smentisce: querelerò. L’ex ad tace. Gentiloni ha sempre cercato di arginare la pupilla di Renzi. Chieste le dimissioni.

Questa volta Maria Elena Boschi si deve difendere da sola e non può contare sullo scudo di Palazzo Chigi, perché l’inquilino oggi è Paolo Gentiloni e non più Matteo Renzi. Appena iniziano a circolare le pagine del nuovo libro di Ferruccio de Bortoli nei corridoi del governo capiscono la gravità della situazione: l’ex direttore del Corriere della Sera scrive che l’allora ministro delle Riforme chiese all’ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, di intervenire a sostegno della banca Popolare dell’Etruria, di cui Pier Luigi Boschi, il papà, era vicepresidente. Si capirà presto se questo ritorno della maledizione di Etruria sarà l’origine dell’incidente – forse auspicato da Renzi – che può segnare la fine anticipata del governo Gentiloni. Di sicuro è destinato a ridimensionare il ruolo della Boschi, messa da Renzi a presidiare la macchina amministrativa del governo Gentiloni come sottosegretario alla presidenza. (altro…)

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EtruriaSalvataggio – Arrivate offerte per meno di 400 milioni. Mps, rischio pasticcio.

Lo sgangherato salvataggio delle 4 banche deciso dal governo a novembre costerà caro al sistema. Il Fondo di risoluzione, cioè la Banca d’Italia deve vendere entro fine settembre le “good bank” nate dalle ceneri dei vecchi istituti (Etruria, Marche, Ferrara e Chieti) e affidate a Roberto Nicastro per recuperare gli 1,8 miliardi con cui le ha ricapitalizzate. Ma – come anticipato dal Fatto a maggio – si arriverà a meno di 300-400 milioni: a tanto ammontano le ultime offerte rimaste dopo che quasi tutti gli interessati si sono sfilati visto che gli istituti non vanno a gonfie vele. Il settore bancario, chiamato a finanziare il Fondo di risoluzione, si appresta dunque a perdere quasi 1,4 miliardi che nelle rosee ipotesi iniziali dovevano tornare indietro.

 

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BoschiBanca Etruria: “Furono i vertici a ordinare di vendere bond subordinati ai risparmiatori con profili di rischio bassi”. I “risparmiatori con profilo di rischio basso”, per intendersi, sono (anche) i pensionati. Di fatto li facevano passare per speculatori e gli dicevano che quelle azioni (carta straccia) non erano per nulla rischiose: idoli. Secondo le indagini della Finanza, coordinate dal procuratore capo Roberto Rossi nell’ambito del fascicolo per truffa, il management aveva prescritto che quegli strumenti venissero presentati come sicuri, analoghi a Btp. Vamos. (altro…)

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renzi-padoan

Il premier Renzi: “Fossi uno di quelli che aveva i soldi lì andrei ad abbracciare Padoan”. Codacons: “Decreto irricevibile, crea inaccettabili discriminazioni tra risparmiatori danneggiati. Lo impugneremo per ottenere l’annullamento dalla Corte costituzionale”. Il consiglio dei ministri ha approvato anche misure per accelerare il recupero crediti: in pegno alla banca i beni dell’azienda.

Il provvedimento approvato venerdì sera dal consiglio dei ministri punta a ”risolvere definitivamente tutti i problemi del mondo bancario”. Così il premier Matteo Renzi, con notevole ottimismo, ha commentato il via libera al decreto banche che contiene tra il resto le norme sui rimborsi per gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara eCarichieti, “risolte” a novembre azzerando i risparmi di migliaia di clienti. (altro…)

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EtruriaGli ispettori della Banca d’Italia avevano scoperto tanto, ma non tutto. Dai primi accertamenti dei finanzieri che indagano sulla vecchia Banca Etruria per bancarotta fraudolenta, saltano fuori almeno 45 milioni di euro di fidi concessi dai consiglieri di amministrazione in conflitto di interessi non dichiarato e, soprattutto, mai restituiti. Si tratterebbe di linee di credito aperte con aziende “amiche” in palese difficoltà finanziaria che hanno presentato, come garanzia, terreni inesistenti, modesti immobili valutati come castelli, fidejussioni inconsistenti. Non è l’unica novità, questa.

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EtruriaLettera del commissario liquidatore agli ex amministratori indagati per il fallimento: “Avete 30 giorni di tempo” Contestate “condotte illecite e cattiva gestione”. Nell’elenco gli ex presidenti e il padre del ministro Boschi.

ROMA – Hanno trenta giorni di tempo per trovare 300 milioni di euro, né uno di più né uno di meno. Altrimenti cominceranno le azioni legali che potrebbero portare al pignoramento di case, automobili, titoli obbligazionari, terreni, proprietà.
La doccia più fredda per ex amministratori di Banca Etruria è arrivata ieri, quando nella casella di posta elettronica si sono ritrovati una comunicazione del commissario liquidatore Giuseppe Santoni. L’uomo che dopo aver studiato i bilanci si è visto costretto a chiedere nel dicembre scorso, e ottenere dal giudice, il fallimento della Popolare.

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Banche

L’Associazione Vittime del Salva-Banche torna in piazza, a Roma, con una manifestazione-dibattito chiamando a raccolta i sindacati, associazioni di categoria, economisti e politici, per capire cosa accadrà ai cittadini che hanno perso i loro risparmi nelle quattro banche “salvate” da un decreto del Governo (Carichieti, Banca Marche, CariFerrara e Banca Etruria). Sul palco sono intervenuti Claudio Borghi della Lega: “Dobbiamo tornare indietro sul bail in e se l’Euorpa non vuole a me non interessa”. (altro…)

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Banche-banchieri-I titoli di studio taroccati per alzare il profilo di rischio E il Csm assolve il pm Rossi: nessuna incompatibilità.

AREZZO – Pur di vendere le obbligazioni subordinate, i funzionari di Banca Etruria taroccavano i titoli di studio dei clienti. Quindi la signora Pina F., che ha quasi 90 anni e nella sua vita scolastica non è andata oltre la terza elementare, nel questionario Mifid che le ha permesso di investire 40.000 euro in subordinate, risulta possedere un “diploma superiore”. Anche Giancarlo C., 47 anni, operaio edile che ha comprato obbligazioni ad alto rischio per 20.000 euro, ha visto la sua licenza media diventare “diploma di scuola superiore”.

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etrubank

“Il governo, con decreto n.183/2015 approvato in pochi minuti domenica 22 novembre 2015, ha espropriato azionisti ed obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Cari Chieti e Cari Ferrara, azzerando con un colpo di penna, sudore e sacrifici di 130.000 famiglie, costrette in molti casi a diventare azionisti per accedere a prestiti o fidi o indotti ad acquistare obbligazioni bancarie subordinate, la cui solidità era stata propagandata e garantita per decenni dalla Banca d’Italia. Bankitalia, responsabile infatti della vigilanza sull’operato delle banche e CONSOB, garante della correttezza e trasparenza dei prospetti informativi dei prodotti venduti ai risparmiatori, hanno iniziato lo scaricabarile addossando sull’altra precise responsabilità di ciascuna: la Banca d’Italia non ha alcun potere di “vietare la vendita di obbligazioni subordinate agli sportelli”, è la CONSOB “a vigilare sulla sollecitazione al risparmio”. “È la Banca d’Italia che doveva provvedere”: come i due compari nel gioco delle tre carte! (altro…)

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banca_etruriaNo a rimborsi anticipati e selettivi. L’unica strada percorribile per il risarcimento dei risparmiatori truffati nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara è l’arbitrato. La precisazione arriva da fonti del Mef, che definisconoinfondata l’ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche: nessun rimborso è possibile prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati.

Il Tesoro, assicurano le stesse fonti, è già al lavoro sui decreti ed è già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel più breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Ma prima del varo di questi decreti, si ribadisce, non può essere ipotizzato alcun intervento. (altro…)

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etruria

L’ipotesi, riportata dal quotidiano La Repubblica, è la soluzione al vaglio di ministero dell’Economia e Bankitalia e che riguarderebbe a coloro che a causa del crac dell’istituto di credito hanno perso quasi tutto. Le associazioni dei consumatori: “Espediente”. Il ministero: “Ipotesi infondata finché non” saranno “chiari i criteri per i risarcimenti”.

Sono 683 i risparmiatori che potrebbero ricevere subito, ovvero primo del varo dei decreti che faranno partire l’arbitrato e il fondo di solidarietà di 100 milioni,  un anticipo di indennizzo dopo il fallimento/salvataggio di Banca Etruria. Operazione del governo che però ha azzerato i conti di molti risparmiatori e portato al suicidio un pensionato di 68 anni. (altro…)

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renzi-boschi
Il ruolo del Colle Mattarella si oppone a un’ulteriore delegittimazione di Bankitalia

Quella che era decollata come “la” mossa di Natale per uscire dal caso Boschi-Etruria rischia di atterrare nel pantano dei veti e dei veleni incrociati.Da una parte i senatori Pd che hanno raccolto le firme per l’arma della controffensiva: la commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche annunciata in pompa magna da Renzi (“si indaghi, ma sugli ultimi 20 anni”, era l’avvertimento del premier).   DALL’ALTRA – anche nelle stesse file dem – una serie di distinguo, dubbi, intralci. Che finiscono per coinvolgere pure il Quirinale. (altro…)

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banche
ROMA – In piazza per chiedere ancora una volta «quello che ci spetta, i risparmi che ci avete rubato»: il Comitato delle Vittime del salva-banche ha indetto per stamattina dalle 8.30 alle 16.30 un presidio ad Arezzo davanti alla sede di Banca Etruria. I risparmiatori contestano «l’indolenza della nuova Banca Etruria nel trovare una soluzione per le vittime di questa criminale manovra», e non accettano i paletti posti dal governo alla normativa sui risarcimenti. Infatti le quattro “good banks” hanno fatto sapere che non potranno essere oggetto di richieste di risarcimento da parte degli azionisti e dei titolari di obbligazioni subordinate delle quattro “vecchie” banche, che dovranno quindi rivalersi, come prevede la legge di Stabilità, solo sul Fondo di solidarietà, attraverso gli arbitrati.

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risparmiatori

Il rapporto.

Nelle carte Bankitalia i metodi usati dalla cerchia di Rosi e Boschi per comandare alle spalle del cda. Impedita la discussione sulla fusione con Vicenza.

AREZZO – Banca Etruria è stata governata nell’ombra. Negli ultimi quattro anni le mani di pochi hanno mosso le leve del comando, con la complicità colpevole di tutto il consiglio di amministrazione. “Un consesso – per dirla con le parole degli ispettori di Bankitalia – che si è limitato a ratificare scelte e decisioni assunte in altre sedi”. Sedi che a volte si chiamano “Commissione consiliare informale”, a volte “Alta direzione”, a volte portano solo il nome del direttore generale Luca Bronchi.

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incarichi esterniVertice degli investigatori, rimane l’ipotesi truffa. Il procuratore Rossi convocato dal Csm.

AREZZO – Tutto si può dire di Banca Etruria tranne che non sia stata una generosa greppia. Affari immobiliari, incarichi, consulenze. Nella relazione dell’ultima ispezione di Bankitalia (11 novembre 2014 – 27 febbraio 2015), acquisita settimane fa dalla procura di Arezzo (quello che ancora non è stato depositato è il verbale con la richiesta di sanzioni, che però non ha elementi di novità in termini di contestazioni ai manager), sono elencati una serie di “favori”. O, per usare il gergo dei tecnici di Palazzo Koch, «indirizzi strategici e interventi gestionali non in linea con la realtà aziendale».

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banche

Arezzo – Dopo gli esposti dei risparmiatori, configurato un nuovo reato. Le attività di controllo sotto esame: il dubbio è che ci siano state omissioni. Nel dossier di Via Nazionale la pioggia di consulenze milionarie.

AREZZO – Nella storia recente di Banca Etruria c’è un anno, il 2013, che è più importante degli altri. Perché in quei dodici mesi accadono due cose, l’aumento di capitale per 100 milioni di euro e l’emissione di circa 120 milioni di euro di obbligazioni subordinate, che stanno portando la procura di Arezzo a valutare il ruolo di chi quelle operazioni doveva controllare e vigilare. Bankitalia e Consob. Non solo. Se l’esposto di Federconsumatori porterà, come ogni evidenza lascia presumere, all’apertura di una quarta indagine, il reato da cui si partirà è quello di truffa ai danni dei clienti della banca. Un passo indietro.

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Etruria

La storia.

L’istituto nato nel 1882 è da lustri il crocevia tra massoneria e finanza cattolica ed è franato per finanziamenti e acquisti dissennati.

ROMA – “Come è umano lei!” Se non ci fosse già la mestizia per un morto suicida, verrebbe da usare le parole di Giandomenico Fracchia ne “La belva umana” per giudicare “le misure di tipo umanitario” annunciate dal ministro Pier Carlo Padoan a favore dei risparmiatori più poveri, il parco buoi che con le obbligazioni “subordinate” di quattro banche ha perso tutto.
Ruggisce la Chimera di Arezzo verso i 13 ricchi ex amministratori e 5 ex sindaci di Banca Etruria che invece probabilmente non restituiranno mai i 185 milioni che si sono auto-concessi con 198 posizioni di fido finiti in “ sofferenza” e in “incaglio”, settore che in banca curava Emanuele Boschi, fratello del super-ministro Maria Elena.

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