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Posts Tagged ‘Ettore Livini’

Cosa succede

Il governo ellenico: “Non stiamo bleffando la liquidità in cassa è terminata e senza accordo non paghiamo 1,6 miliardi al Fondo monetario” Schaeuble:“Tsipras rispetti gli impegni al 100%”.

MILANO – Rien ne va plus. I soldi sono finiti. E la Grecia, per la seconda volta in pochi giorni, ribadisce che a giugno non sarà in grado di rimborsare il Fondo Monetario Internazionale.
«Non vogliamo il default e non stiamo bluffando — ha detto il ministro agli Interni, Nikos Voutsis — . Il problema è che di liquidità in cassa non ce n’è più. E senza un intesa con i creditori che ci dia un po’ d’ossigeno, non potremo pagare gli 1,6 miliardi che dobbiamo restituire al Fondo monetario il prossimo mese ». La prima rata da 305 milioni è in scadenza il 5 giugno. Se Atene non onorerà i suoi debiti, scatterà una procedura che entro un mese potrebbe portare alla dichiarazione di insolvenza, precipitando il Paese (e forse tutta l’area euro) nel caos. Grande preoccupazione per l’apertura dei mercati, stamattina.

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La scatola nera

Domande&Risposte
Otto minuti di silenzio assoluto sulla radio di bordo
Poi una discesa improvvisa ma regolare Infine lo schianto. Una tragedia “inspiegabile” Ecco le ipotesi sulle cause dell’incidente.

OTTO
minuti di silenzio assoluto sulla radio di bordo. Una discesa d’emergenza improvvisa, ma controllata e regolare. Finita però con lo schianto contro una montagna. La tragedia del volo Germanwings, dice Lufthansa, è “inspiegabile”.
Uno degli aerei più sicuri del mondo, controllato da una delle compagnie più blasonate del pianeta è caduto in un angolo di cielo controllato da decine di radar. Un mistero. Dove le domande, per ora, sono molte più delle risposte. Eccole.
UN PILOTA CHIUSO FUORI CABINA?
Secondo i primi estratti delle registrazioni della scatola nera, quella che registra i colloqui in cabina, si sente un pilota – all’esterno – bussare prima leggermente, poi con forza, tentando poi di abbattere la porta.

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I creditori
Il documento di sei pagine sarà consegnato oggi a Ue, Bce e Fmi Forse l’unica misura umanitaria sarà il blocco della confisca di case.
La Grecia di Alexis Tsipras, con buona pace delle promesse elettorali, riparte dalla Troika. «É un’istituzione che non riconosciamo e non metterà più piede ad Atene», aveva garantito il leader di Syriza la sera del 25 gennaio, dopo la vittoria alle elezioni. La realpolitik e la drammatica fuga di capitali dalle banche hanno però avuto la meglio. Il premier è stato costretto a raggiungere un compromesso al ribasso all’Eurogruppo («senza un accordo, da oggi avremmo dovuto imporre controlli alla circolazione di denaro e il paese sarebbe collassato », racconta uno dei negoziatori del Partenone).

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Atene
Senza accordo nell’Eurogruppo la Bce bloccherà i fondi Draghi: “Parlare di un’uscita dall’Unione non ha senso”.
MILANO – Ora o mai più. La Grecia e l’Europa si ritrovano oggi faccia a faccia per lo showdown finale. L’Eurogruppo esaminerà il lavoro fatto dai tecnici degli ultimi due giorni. Poi, dopo settimane di polemiche e di punture di spillo, avrà davanti a sè solo due strade e mezza: la prima — disastrosa per l’area euro — è prendere atto che tra Atene e i suoi creditori non è possibile arrivare a un compromesso. Ipotesi che bloccherebbe i finanziamenti al governo ellenico già dal 18 febbraio (quando la Bce dovrà valutare il rinnovo dei crediti d’emergenza) portando il paese al default. La seconda è un compromesso onorevole.

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Atene
La protesta
Centinaia di persone sui gradini del Parlamento liberati ormai da ogni protezione Doppio scoglio per il premier: la fiducia al governo e il candidato alla Presidenza.
MILANO – Atene – convocata via Facebook – scende in piazza per protestare contro la Bce. E Alexis Tsipras, rientrato in patria dopo il tour europeo, chiude la porta alla richiesta di rinnegare le promesse elettorali nel nome del compromesso con Bruxelles: «Siamo un Paese sovrano e democratico – ha detto ieri ai parlamentari di Syriza dopo il giuramento del nuovo Parlamento – Abbiamo un contratto con chi ci ha votato e onoreremo i nostri impegni ». Tradotto per i creditori: il programma di governo che verrà presentato da domenica in aula (un’altra partita delicatissima per il premier) dovrebbe contenere le misure – rialzo dello stipendio minimo e assistenza sanitaria universale su tutte – andate di traverso a Berlino.
I greci, almeno per il momento, sembrano ancora schierati al suo fianco. Lo schiaffo di Eurotower ha scatenato una rivolta social nel Paese. Poche ore dopo la decisione di Francoforte, un gruppo di ragazzi ha lanciato via Facebook l’idea di una manifestazione contro Mario Draghi (“No ai ricatti, non abbiamo paura” lo slogan) e di sostegno a Tsipras. Il tam tam virale ha funzionato e in un tramonto luminoso e tiepido – ad Atene ieri c’erano 21 gradi – piazza Syntagma ha ospitato il primo corteo digitale della storia.

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TsiprasIl personaggio
Dalle proteste studentesche alla battaglia di Atene fino ai duelli con la Merkel: l’ascesa di un politico atipico che ha fatto rinascere la sinistra in Grecia. Che ora intona “Bella Ciao”.
ATENE – Una cravatta per salvare la Grecia. In politica, a volte, bisogna saper far violenza a se stessi. E Alexis Tsipras, asso pigliatutto della notte elettorale di Atene, è pronto al sommo sacrificio. «Non l’ho mai messa, nemmeno per incontrare il Papa», scherzava la scorsa settimana con chi lo accusava di non averla mai indossata. Ora, per la salvezza di Atene, è pronto a tutto. «La speranza scrive la storia. È stata sconfitta la Grecia dell’élite e degli oligarchi. Ridiamo dignità al popolo», urla oggi dal palco del grande vincitore. I cambiamenti saranno tanti promette il leader di Syriza.

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TsiprasIl programma.
Ci sono cinque “circoletti rossi” tra le proposte di Syriza che hanno messo in allarme i funzionari della Ue, la Bce e le cancellerie dei falchi europei. Interventi fissati “senza aspettare il sì dei creditori”. E che per Bruxelles, potrebbero spingere il Paese al default e mandare in fibrillazione tutta la zona euro.
ATENE – C’È IL nodo del taglio al debito, ma non solo. A Francoforte e a Bruxelles l’allarme è già altissimo da giorni. Il destino della moneta unica — salvo clamorosi ribaltoni nelle urne — si giocherà da domani (e in pochissime settimane) in un braccio di ferro molto delicato con Alexis Tsipras. Eurotower e i funzionari della Ue hanno letto e riletto mille volte il programma economico di Syriza. Scoprendo e cerchiando in rosso cinque punti su cui le parti sono distanti anni luce e che rischiano di far saltare, qualcuno teme in tempi brevissimi, ogni ipotesi di accordo: il rialzo di stipendi e pensioni, gli interventi sullo stato sociale, i tagli alle tasse, i nuovi investimenti e, ovviamente, la richiesta di una sforbiciata all’esposizione del Paese.

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Tsipras
Il leader della sinistra alla vigilia del voto “Merkel solo uno dei tanti capi di governo” Schauble:“Così rinuncia all’aiuto della Bce”. La cancelliera:“Atene resti nell’euro”.
ATENE – La Grecia deve ancora votare. Ma il dopo-voto è già iniziato. E Alexis Tsipras, leader della sinistra di Syriza in largo vantaggio in tutti i sondaggi, lancia il suo guanto di sfida alla Germania e alla Troika. Il piano d’austerity concordato da Samaras? «Non lo riconosco. Rispetterò i nostri impegni con Bruxelles, ma l’austerità non fa parte dei trattati Ue», ha detto ieri. Angela Merkel? «Per me è solo uno dei 28 capi di governo europei. Io tratterò con Bruxelles e non permetterò che Atene sia governata dalle e-mail della Troika e dagli uomini inviati dalla Cancelliera». «La mia prima visita ufficiale? Non a Berlino ma a Cipro», tanto per solleticare un tema sensibile sotto il Partenone come il nazionalismo ellenico. Parole quasi da premier.

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TsiprasATENE – «Oggi è una giornata storica. Il futuro è iniziato e grazie al voto dei greci presto manderemo in archivio la parola austerità». Cinque anni fa Alexis Tsipras militava in un partito che raccattava a stento il 4,9% dei consensi. Oggi la sinistra di Syriza è in testa a tutti i sondaggi con 3-6 punti di vantaggio su Nea Demokratia il centrodestra del premier Antonis Samaras. E il 40enne che vuole rivoltare l’Europa come un calzino ha lanciato ieri sera in un bagno di folla al teatro Keramikos il programma elettorale e le parole d’ordine che potrebbero cambiare davvero la storia della Grecia e del Vecchio continente.
«L’Europa deve mettersi in testa una cosa. Quello che conta in democrazia è il voto. E il futuro del mio paese lo decideranno i miei concittadini e non i falchi dell’euro », ha esordito. Compito dei greci è scegliere «tra nuovi tagli e la Troika o la speranza».

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I puntiOggi vertice tra l’Abi e i tecnici del governo Anche i Fondi pensione attendono chiarimenti.

MILANO – Le banche vogliono chiarimenti dal governo sul fronte Tfr prima di dare il via libera all’operazione. L’Associazione bancaria italiana (Abi) ha incontrato ieri i tecnici dell’esecutivo e oggi ci sarà il vertice ufficiale tra banche e governo per provare a sciogliere i dubbi sul provvedimento che porterà in busta paga la liquidazione dei lavoratori dipendenti. Un’iniziativa «volontaria», assicura la politica, che impegnerebbe però il credito ad anticipare solo nel 2014 fino a un massimo di 11 miliardi alle piccole e medie imprese tricolori. E che senza l’ok dell’Abi ben difficilmente potrebbe decollare.

Le bocche, come ovvio, sono cucite. Anche perché gli istituti aspettano di leggere un testo ufficiale. I testi circolati in questi giorni prevedono che a restituire il Tfr in busta paga ai dipendenti delle aziende con meno di 50 dipendenti — le uniche che lo trattengono in tesoreria — sia o un fondo compartecipato da Cassa depositi e dalle banche o gli istituti in prima persona. Un’intermediazione chiesta da Confindustria e necessaria per non creare problemi a realtà che utilizzano i soldi accantonati per il Tfr come riserva di liquidità a basso costo in un momento in cui il credito arrivacon il contagocce.

La formula prevista della bozze del governo non toccherebbe questo tesoretto. Le banche anticiperebbero i soldi in busta paga e solo al momento delle dimissioni del dipendente le aziende restituirebbero la liquidità accumulata agli istituti o al Fondo.
I nodi per l’Abi sono chiari: che ritorno garantiranno questi prestiti alle pmi? La liquidazione oggi ha un rendimento “automatico” (1,5% + il 175% dell’inflazione, in questo momento circa il 2,3%). Un tasso molto inferiore a quello medio praticato sui crediti alle imprese, il 2,89% a fine agosto, e molto basso soprattutto rispetto ai valori praticati a quelle più inaffidabili o a rischio. Il governo ha messo sul piatto la garanzia pubblica dell’Inps su questi fondi. E il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha in sostanza dato luce verde («le banche sono libere») all’utilizzo dei fondi raccolti con l’ultimo finanziamento Tltro della Bce — 23 miliardi chiesti dagli istituti italiani a un tasso agevolato dello 0,15% — per il finanziamento dell’operazione Tfr.

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VigilantesMILANO – Il “Troika fan club” – dopo aver passato cinque anni in trincea subissato dalle critiche dei nemici dell’austerity – inizia, un dato economico alla volta, a rialzare la testa. La cartella clinica dei grandi malati d’Europa finiti sotto alla tendina ad ossigeno di Ue, Bce e Fmi evidenzia qualche timido segnale di miglioramento: il Pil di Spagna e Portogallo ha ripreso a crescere, l’Irlanda rimborserà in anticipo i prestiti al Fondo Monetario. La Grecia, che molti davano per spacciata, è stata promossa da Standard & Poor’s e ha chiuso il bilancio 2013 con 1,3 miliardi di attivo. Nessuno, ovvio, canta ancora vittoria. Tra i falchi del Vecchio continente, però, il tam tam dell’ottimismo inizia a suonare con insistenza: «Avevamo ragione noi – è il mantra dei profeti del rigore –. La cura da cavallo imposta a questi Paesi ha funzionato». Sottointeso: Italia e Francia farebbero meglio ad alzare bandiera bianca e affidarsi alle cure delle istituzioni internazionali se vogliono davvero risolvere i loro problemi.

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Linne aeree

Risparmi di carburante e tasse da riscuotere per l’attraversamento: ecco perché le “no-fly zone” sono pochissime. Stop all’Ucraina solo ieri.

MA CHI decide dove e come si può volare? E come mai Eurocontrol, il “vigile” del traffico aereo europeo (compreso quello di Kiev) ha autorizzato fino alle 17 di ieri — con l’ok delle autorità dell’aviazione civile locali — decine di voli quotidiani oltre quota 9mila metri sull’Ucraina?
Vediamo.
BIANCO O NERO
Vie di mezzo non ce ne sono. Su un paese o si vola o non si vola. A dare l’autorizzazione al sorvolo sono sempre gli enti di sicurezza nazionali. L’Icao, l’agenzia del settore dell’Onu, le affianca con un’energica opera di moral suasion quando ci sono rischi evidenti per la sicurezza dei passeggeri. Oggi le no flyzone globali sono poche. Buona parte dei cieli dell’Afghanistan sono ancora considerati off-limits. (altro…)

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AlitaliaImprenditori e banche hanno svalutato le partecipazioni e ora ripuntano sul nuovo salvataggio della compagnia.

MILANO – Il pozzo senza fondo di Alitalia, alla fine, si è mangiato pure i soldi dei “patrioti”. Cinque anni fa la cordata messa assieme da Silvio Berlusconi ha staccato tra le fanfare un assegno da un miliardo (debiti compresi) per salvare dal crac l’excompagnia di bandiera. Oggi buona parte di quei soldi sono andati in fumo. E tra contabilizzazioni in perdita e svalutazioni, i nuovi soci hanno già bruciato in questa avventura più di mezzo miliardo di euro.
I numeri, come succede spesso quando c’è di mezzo Alitalia, non tornano per nessuno. I contribuenti italiani hanno pagato di tasca loro nel 2008 qualcosa come 4 miliardi per calare la saracinesca sulla vecchia aerolinea e riconsegnarla – ripulita di debiti e in versione “light” (meno dipendenti e meno rotte) – a Roberto Colaninno & C. Sembrava la volta buona, l’occasione giusta per voltare pagina e dimenticare gli anni neri del controllo statale. (altro…)

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In mutande

Risparmi per 50 miliardi in due anni ecco la spending review delle famiglie
Case, mutui, auto, cibo: per la crisi gli italiani hanno tagliato su tutto.

MILANO  E LA REPUBBLICA delle formiche colpisce ancora. Il Pil batte in testa? Le tasse aumentano? La politica fatica a fare la sua parte? No problem. A metterci una pezza nel 2013 — tanto per cambiare — sono state ancora una volta le famiglie tricolori.  (altro…)

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Solo a Roma ci sono 23mila tra terreni e fabbricati. Cresce la protesta per l’esclusione delle proprietà ecclesiastiche dall’Ici. Che potrebbe fruttare fino a tre miliardi l’anno. Ieri una ventina di deputati del Pd ha presentato una proposta di legge per estendere la tassazione ai beni di oltre Tevere. Ma riscuotere è quasi impossibile. 

QUASI 160mila persone in fila su Facebook nel gruppo “Vaticano pagaci tu la manovra”. Un fiume di messaggi (venti al minuto ieri sera) su Twitter alla voce Ici-Chiesa.

IL TESTO DELLA MANOVRA 1 / DOSSIER LE MISURE 2

La manovra Salva-Italia ha riaperto una ferita mai chiusa: quella delle esenzioni fiscali della Santa Sede Spa. Il loro valore reale è materia di discussione accademica: 3 miliardi l’anno dicono i Radicali (che nel mazzo infilano anche il miliardo dell’8 per mille). Poche centinaia di milioni  –  rispondono oltreTevere  –  meritatissimi da chi tra oratori, mense e servizi di assistenza finisce per tappare (gratis) i buchi del welfare pubblico.

Guida alla manovra, 24 pagine da sfogliare 3

Unica certezza: la Ue ha aperto un’indagine per aiuti di stato sulle leggi salva-Vaticano: l’esenzione-Ici per le realtà no profit (laiche e cattoliche) e lo sconto del 50% sull’Ires per associazioni di assistenza e beneficenza. Una norma utilizzata in qualche caso da suore e preti  –  sospetta la Ue  –  per far funzionare ospedali, scuole e hotel facendo concorrenza ai privati. Il capitolo più delicato, come testimonia il dibattito in rete, è quello dell’Ici-Imu. La stangata sulla casa costerà 11 miliardi agli italiani. E in molti chiedono che anche la Chiesa faccia la sua parte: ieri lo hanno fatto con una proposta di legge venti deputati Pd. (altro…)

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