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Posts Tagged ‘euro’

draghi

Il presidente della Bce, intervenuto al Parlamento europeo, ha smentito che la risposta data a metà gennaio a due europarlamentari italiani presupponesse la possibilità di tornare alla lira. E ha ancora una volta negato che le politiche dell’Eurotower favoriscano in qualche modo l’Italia: “Nessuna disuguaglianza” nel mettere in atto il programma di acquisto di titoli di Stato. (altro…)

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L’euro è irreversibile.
Dall’Euro non si esce.
Dall’Europa non si esce.

La Grecia nel 2015 aveva osato sfidare l’Europa e gli economisti (quelli col sedere al caldo) e tutti ripetevano le stesse cose: prima pagate tutti i debiti poi forse negoziamo. Non sono riusciti a pagare i debiti e stanno ancora peggio di prima. (altro…)

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Di MaioDa Creta a Santorini, da Mykonos a Salonicco, è ufficiale: quattordici aeroporti greci, tra i più redditizi, saranno ceduti alla Germania fino al 2055.
Prima le conquiste avvenivano con le guerre, oggi si fanno con l’Euro.

In Italia la Lamborghini, la Ducati, Italcementi e altri colossi sono in mani tedesche da oltre un anno.
Parmalat, Galbani, Eridania, Bulgari, Gucci, Buitoni, Sanpellegrino, Perugina, Motta sono tutte finite in mani francesi.
Tra il 2008 e il 2013, 437 tra i più famosi marchi italiani sono finiti in mani straniere. Ci hanno trasformato in un outlet, dove da tutto il mondo si viene a fare shopping senza che il governo batta ciglio.
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FarageDopo il referendum greco l’euro è definitivamente fallito? Secondo Nigel Farage al massimo entro 10 15 anni (ndr, il blog pensa molti meno) l’Italia e altri Paesi importanti della UE abbandoneranno la moneta unica. Il blog l’ha intervistato qualche giorno prima del referendum per approfondire il suo punto di vista.

Blog: Dopo due mesi di trattative, la Grecia ha deciso di non rimborsare l’FMI (Fondo Monetario Internazionale). Esiste un accordo verbale tra gentiluomini secondo cui i debiti vanno sempre onorati: perché in questo caso non vale?
Farage: La questione non è facile, perché la Grecia non rispetterà la scadenza del Fondo Monetario Internazionale e nelle prossime settimane l’aspetta un’altra scadenza con la BCE (Banca Centrale Europea). (altro…)

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ellekappa

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Uscita dall'euro
L’ipotesi dracma.
Si ricomincia a parlare di un eventuale ritorno alla moneta nazionale greca La Germania non ha più paura, convinta che per l’unione monetaria sarebbe solo uno shock di lieve entità Ma per altri sarebbe la dimostrazione che il patto si può disfare e che Italia e Spagna potrebbero seguire.
NEW YORK . É allarme Grexit. L’uscita della Grecia dall’euro torna ad essere possibile. Tutte le capitali, da Berlino a Washington, da Bruxelles a Roma, devono misurarsi con questo scenario. E quindi chiedersi cosa succederebbe: quali costi, quali benefici, chi ci guadagna, chi ci perde. Grexit è la crasi di “Greece exit”, indica appunto l’uscita dalla Grecia. Un evento senza precedenti: finora nell’unione monetaria si entrava soltanto. Una via d’uscita non è prevista nei trattati, è un percorso extra-costituzionale. Non basta chiedersi i pro e i contro per Atene. Quali gli effetti sugli altri Paesi? Si scontrano due dottrine. Una è la teoria della zavorra diffusa in Germania: la Grecia è un peso morto, se ci lascia la nave dell’euro procederà più leggera e veloce. La seconda è la dottrina del precedente: Grexit crea un precedente, dimostra che l’unione monetaria si può disfare, è un club da cui si esce; questo genera un’incertezza sulle possibili uscite di altri come Spagna o Italia; e di conseguenza i mercati esigono dai titoli del debito pubblico italiano o spagnolo rendimenti più alti per proteggersi dal rischio.

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Bucnic_euro

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Di MaioMovimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

Marine Le Pen è solo un’altra rappresentante della vecchia politica. Noi siamo altro: un movimento nato dal basso, e un freno alla deriva verso l’estrema destra”. Luigi Di Maio, deputato di Cinque Stelle e vicepresidente della Camera, chiude a possibili intese con il Front National. 

Le Pen afferma di non capire “l’odio di Grillo nei miei confronti”, e si mostra rammaricata “perché siamo d’accordo su molti punti, a partire dalla lotta all’euro”. Pare un appello. 

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Maramotti

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Come un detenuto nel braccio della morte, l’euro ha ottenuto, all’ultimo minuto, l’ennesimo rinvio dell’esecuzione. Sopravviverà. I mercati hanno festeggiato, come hanno fatto dopo ognuno dei precedenti vertici “anticrisi”, salvo poi accorgersi, immancabilmente, che i problemi di fondo non erano stati affrontati.
I leader europei hanno finalmente capito che il metodo fai da te, con l’Europa che presta denaro alle banche per salvare gli Stati e agli Stati per salvare le banche, non funziona. E si sono anche resi conto che i prestiti di emergenza che danno al nuovo prestatore diritto di priorità per il rimborso del debito aggravano la posizione degli investitori privati, che reagiranno, molto semplicemente, chiedendo tassi di interesse ancora più alti. (altro…)

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SONO solo parole. Ma le parole pesano. Le parole sono importanti. Tanto più quando la posta in gioco è il destino della moneta unica e il futuro dell’Italia nella comunità internazionale. Dunque, non si può più sorridere di fronte all’ennesima sfuriata di Silvio Berlusconi contro l’euro. Non si può più irridere il Cavaliere, quando ripete che uscire da Eurolandia, per il nostro come per gli altri Paesi, «non è una bestemmia ». C’è del metodo, nella disperata follia del Cavaliere. L’idea, cinica e provinciale, di lucrare una rendita elettorale cavalcando l’onda dell’antieuropeismo. L’intenzione, miope e strumentale, di sfruttare il disagio dei popoli riaggregando l’orda del populismo. (altro…)

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Maggioranza assoluta composta da Nuova democrazia (30.2%) e dal Pasok (12,7%). Trionfa il partito
pro-euro. Battuta la sinistra radicale (26,3%). I leader annunciano: adesso esecutivo in tempi brevi
SODDISFAZIONE DALL’EUROGRUPPO: “FORTE SOSTEGNO PER GLI SFORZI DI ATENE”.

Impasse o biscotto? Le (seconde) elezioni in Grecia su cui tutto il mondo ha messo gli occhi potrebbero non avere un esito scontato. Primo partito i conservatori di Nea Dimokratia con circa il 30%, che al momento porta quattro punti percentuali di vantaggio rispetto alla coalizione delle sinistre radicali del Syriza, guidate dal giovane Alexis Tsipras. E che ha annunciato di essere intenzionato a formare in tempi rapidi un esecutivo. In base al premio di maggioranza infatti potrebbe farlo con il Pasok: avrebbe almeno 130 seggi in Parlamento, a cui ne mancherebbero solo venti per “sfondare” quota 150. Ovvero proprio i 33 dei socialisti, il cui leader Evangelos Venizelos ha però dichiarato che al momento tocca al Syriza “fare il governo” assieme a ND. (altro…)

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È possibile che si possa guadagnare ancora un po’ di tempo: forse grazie agli elettori greci che potrebbero anche non scegliere un governo anti-austerità, ma piuttosto uno che sostenga ancora il corso attuale; e forse, anche già questo fine settimana, grazie a un accordo a sostegno delle banche spagnole, che eliminerebbe uno dei più grandi timori su ciò che potrebbe accadere se i greci votassero per il partito di estrema sinistra Syriza e finissero per non onorare i loro debiti. La Spagna, almeno, non collasserebbe. (altro…)

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La rinuncia dei partiti politici greci a formare un nuovo governo è, nei fatti, un «no» al piano di rientro dal debito preparato a Bruxelles e proposto ad Atene dall’Unione Europea. Mentre il rifiuto veniva pronunciato, un Presidente francese appena insediato si preparava a incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel, uno dei pochissimi leader sopravvissuti al terremoto politico che, negli ultimi tre anni, ha fatto crollare pressoché tutti i governanti europei coinvolti nel tentativo, finora sostanzialmente fallito, di trovare una via d’uscita dalla crisi. (altro…)

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Sui documenti riservati di Berlino: L’Italia non aveva i requisiti per entrare nella moneta unica.
Documenti di fonte governativa tedesca appena resi noti rivelano che molti in seno alla Cancelleria di Helmut Kohl nutrivano seri dubbi sulla moneta comune europea quando nel 1998 si prese la decisione di introdurla. Helmut Kohl disse che tutti avrebbero avvertito il “peso della storia”, la decisione di introdurre la moneta unica”. Il 2 maggio 1998, a Bruxelles, Kohl e i suoi colleghi presero una decisione di enorme importanza. Undici Paesi – tra i quali la Germania, la Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo e l’Italia – sarebbero entrati a far parte della nuova moneta unica europea.

Il peso della storia
A 14 anni di distanza “il peso della storia” si fa sentire più che mai. Per ragioni politiche furono accolti nell’euro Paesi che all’epoca non erano pronti. Il governo tedesco ha messo a disposizione centinaia di documenti che vanno dal 1994 al 1998 e riguardano l’introduzione dell’euro e la decisione di accogliere l’Italia nell’Eurozona. (altro…)

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L’acquisto deciso dalla Bce di Btp italiani ha portato a un ridimensionamento dello spread con i Bund tedeschi. Ma potrebbero essere necessari nuovi interventi.

La giornata di ieri, campale per le Borse di tutto il mondo, Milano compresa, ha comunque portato una boccata di ossigeno sul fronte dei bond nostrani. Rendimenti e spread nei confronti dei Bund tedeschi si sono ridimensionati per i titoli di Stato più a rischio negli ultimi tempi in Europa, gli spagnoli e soprattutto quelli italiani. Hanno funzionato da una parte gli acquisti di Btp e Bonos da parte della Bce, varati, dopo aver vinto tante reticenze, da Francoforte. Non solo: la promessa di nuovi piani di austerità di Roma e di Madrid hanno rassicurato per il momento i mercati. (altro…)

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