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Posts Tagged ‘europa’

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VauroDa eccesatira.blogspot.it

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LA CITTADINANZA europea, il progetto politico più coraggioso di cui é stato capace il vecchio continente, subisce i colpi della crisi economica in due sensi: per gli effetti elefantiaci che le strutture euro-burocratiche hanno in tempi in cui ci sarebbe bisogno di coraggiose scelte politiche comunitarie; e per gli effetti regressivi causati dalla rinascita dei nazionalismi. La debolezza della politica comunitaria alimenta indirettamente la propaganda dei confini. A soffrire gli effetti di questa spirale perversa sará la cittadinanza europea, quel nucleo di diritti civili e politici che hanno aperto spazi enormi alla creativitá e alla libertá. Le grida ringhiose di Salvini e alcuni governatori delle regioni del Nord contro rifugiati e profughi avranno effetti perversi sulla cittadinanza europea. La quale si è sviluppata proprio sul diritto di movimento: diritto non solo di uscita, giá contemplato nelle costituzioni democratiche, ma di entrata, ovvero diritto di emigrare.

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NELLO straordinario discorso di papa Francesco a Strasburgo almeno un passaggio, in quel contesto, faceva sussultare: «L’Europa non deve ruotare intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana». In poco più di una riga c’era — mi si perdoni la metafora poco “papale” — tanto tritolo quanto ne bastava per far saltare in aria l’intero europarlamento, sedi staccate comprese. Tutti hanno applaudito. Ma ognuno, si spera, avrà colto in quella frase la più radicale delle critiche che possono essere mosse all’Europa così come ci tocca viverla: un luogo dove il dominio dell’economia è totale e incontrastato, e dove nessuna deroga viene concessa alla quadratura dei bilanci, al rispetto dei parametri, al culto dei numeri come unico paradigma di merito dei popoli e dei governi. (altro…)

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UEIl ritorno dell’economia italiana in recessione e la revisione delle stime di Moody’s sul Pil allarmano l’Unione che guarda preoccupata anche alle parole del premier Renzi su un indebitamento 2014 al 2,9 per cento Bruxelles si prepara allo scontro con Roma “Procedura per deficit ipotesi già sul tavolo”.

A BRUXELLES prendono nota con grande attenzione dei movimenti del governo italiano sul fronte economico. E non è sfuggita la frase che Renzi ha consegnato al Financial Times : «Speriamo di chiudere l’anno con un deficit al 2,9%».

PAROLE che viste dalle istituzioni europee suonano quasi come una dichiarazione di guerra. Si profila uno scontro tra Roma e Bruxelles. Già, perché pur restando sotto la soglia del 3%, senza sforzi aggiuntivi l’Italia comunque non manterrebbe gli impegni presi con l’Europa rischiando una procedura per deficit che manderebbe in tilt i rapporti con i vertici dell’Unione. (altro…)

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EllekappaDa eccesatira.blogspot.it

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Parlamento

Le tre formazioni politiche cercano mediazioni per riuscire a sedere in un gruppo comune. Oltre il dibattito e le strategie, ecco quali sono i punti programmatici di sintonia e quelli di divergenza. In ogni caso nessuno avrà l’obbligo di votare come i propri alleati.

Da una parte il Movimento Cinque Stelle, dall’altra i Verdi e l’Ukip. Il M5s cerca una casa, ma il matrimonio sembra più difficile del previsto. A rischiare di far discutere ancora prima di cominciare sono i programmiOgmnucleareimmigrazione. Ma anche euro e uscita dall’Unione. Il dibattito è aperto. Se Grillo assicura: “La nostra con Farage sarebbe un’unione strategica e non programmatica”, i Verdi chiedono garanzia di sintonia almeno sui principi. (altro…)

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No tav

Completo, segreto, silenzioso dietrofront. Oltre ad avere quasi dimezzare i finanziamenti alla Tav Torino-Lione, l’Unione Europea ha messo nero su bianco di non farci passare le merci e di utilizzare invece per queste lo storico traforo del Frejus. Ma proprio il trasporto delle merci doveva essere la pietra angolare della Tav. E’ stupefacente venire a conoscenza di informazioni ufficiali così importanti e che riguardano così da vicino la spesa pubblica italiana con oltre un anno diritardo e solo perchè le ha rese disponibili on line qualche giorno fa la testata francese Reporterre. Eppure…

Antefatto. Il traforo ferroviario del Frejus fra Italia e Francia (per i francesi: traforo del Mont Cenis) risalirà pure ai tempi di Cavour, ma è stato ammodernato due anni fa ed è in grado di trasportare anche gli autocarri caricandoli a bordo dei vagoni ferroviari; è usato ben al di sotto delle sue potenzialità; il traffico merci fra Italia e Francia attraverso il Frejus è in netto calo dal 1997 circa, mentre sembrava in aumento all’inizio degli Anni 90, quando l’Unione Europea ha cominciato a parlare della necessità di costruire un nuovo corridoio ferroviario. (altro…)

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Le PenMARINE LE PEN CHIAMA AL PATTO GLI EUROSCETTICI. POLEMICA CON GRILLO: “PROGRAMMI SIMILI, MA MI ODIA”. IL LEADER M5S: “NESSUN ACCORDO CON IL FN”.

In mente ha già il voto europeo di maggio, dove l’estrema destra euroscettica è accreditata da diversi sondaggi come primo o secondo partito. Marine Le Pen assapora la vittoria di domenica scorsa al primo turno delle amministrative in Francia e prepara già il terreno per la prossima sfida: “Chiedo a tutte le forze euroscettiche d’Europa di allearsi in difesa degli Stati nazione, del ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e delle identità nazionali”, ha detto la leader del Front Nazional, includendo nel suo appello l’austriaco Fpo di Strache, il Pvv dell’olandese Wilders, nonché il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e la Lega Nord (con cui la Le Pen ha già stretto un accordo che sarà messo per iscritto, a Strasburgo, a metà aprile).

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marine_le_penUna buona immagine della vittoria di Le Pen in Francia potrebbe essere quel costone siciliano che, in una diretta televisiva, si muoveva verso il basso, spostando case che sembravano intatte, spaccando strade che apparivano nuove, rendendo impossibile avvicinarsi e salvare, benché tutto fosse lì a un passo, e il disastro era calmo e si vedeva bene. Ma troppo tardi. Voglio dire che quasi nessuno al mondo può desiderare il programma odioso e fascista di Le Pen e votarlo se non come rivolta e vendetta. Purtroppo la storia conosce questo tipo di rappresaglia. È un modo pazzesco di dire basta. A questo punto, ci si accorge di brancolare in una paurosa mancanza di realismo da cui le spacconate di un giovane leader, in vena di stare in scena, non ci salveranno. Manca la comprensione, prima che il giudizio sui fatti.

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Alcune richieste sono vecchie di vent’anni, come quella sul salario minimo, datata 1992. Solo il nostro Paese e la Grecia non hanno mai provveduto. Altre si ripetono negli anni, sempre uguali. Come le raccomandazioni sui finanziamenti all’istruzione e sull’utilizzo dei fondi. Eppure i governi riescono sempre a eludere questi spunti e concentrarsi sulle manovre lacrime e sangue. Antologia degli impegni non rispettati. Nel nome di Bruxelles.

Non esita un attimo a varare manovre lacrime e sangue non appena l’Europa lo chiede, ma da tutto ciò che serve per sviluppare e modernizzare il paese la politica italiana si tiene a debita distanza. La Commissione Ue lo ha sancito ancora una volta il 5 marzo: l’Italia è affetta da “squilibri macroeconomici eccessivi” e il suo debito è così alto che la correzione dei conti pubblici non basta, servono riforme per far crescere l’economia. (altro…)

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IL DOLORE sta producendo risultati»: fa impressione, proprio ora che è divenuto ministro dell’Economia, rileggere quel che Pier Carlo Padoan disse il 29 aprile 2013 al Wall Street Journal, quando era vice segretario generale dell’Ocse.

Già allora i dati sull’economia reale smentivano una così impudente glorificazione dell’austerità — e addirittura dei patimenti sociali che infliggeva — ma l’ultimo numero di Lancet, dedicato alla sanità pubblica in Grecia dopo sei anni di Grande Depressione, va oltre la semplice smentita. Più che correggersi, il ministro farebbe bene a scusarsi di una frase atroce che irresistibilmente ricorda Pangloss, quando imperterrito rassicura Candide mentre Lisbona è inghiottita dal terremoto raccontato da Voltaire: «Queste cose sono il meglio che possa accadere. La caduta dell’uomo e la maledizione entrano necessariamente nel migliore dei mondi possibili». (altro…)

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ANCORA non sappiamo come reagiranno i cittadini europei e italiani, il 22-25 maggio quando si voterà per il nuovo Parlamento dell’Unione — se diserteranno le urne, se si interesseranno ai propri rappresentanti in Europa — ma sin da ora sappiamo una cosa: per la prima volta, nella crisi che ci assilla, parlano e decidono i popoli, e non più solo le troike, la Banca centrale, ancor peggio il Fondo monetario.

Sarà la prima occasione, per loro, di respingere oppure approvare quel che è stato fatto sinora, di mandare in Parlamento deputati in cui credere. A governare la crisi ci sono anche i cittadini. (altro…)

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La disoccupazione in Europa

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SEI anni sono passati dall’inizio della crisi, e tre sono gli stati d’animo di chi in Europa governa lo squasso o lo patisce. C’è chi si complimenta con se stesso, convinto che il peggio sia alle spalle: nei Paesi debitori le bilance di pagamento tornano in pareggio, l’intervento lobotomizzatore è riuscito, anche se il paziente intanto è stramazzato. Ci sono i catastrofisti, che ritengono euro e Unione un fiasco.

Di qui l’appello a riprendersi la sovranità monetaria sconsideratamente immolata. Infine ci sono gli europeisti insubordinati: essendo la crisi non finanziaria ma politica, è l’Unione che urge cambiare, subito e radicalmente. (altro…)

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BerlusconiPRONTE LE BOZZE PER GLI SPOT: NONOSTANTE DA PREMIER ABBIA FIRMATO IL FISCAL COMPACT, PER TROVARE ELETTORI BERLUSCONI È PRONTO A SPOSARE IL DISSENSO ANTI-GERMANIA.

Silvio Berlusconi è uno straordinario venditore, si sa, e a breve tornerà al lavoro: gli tocca vendere se stesso e il suo partito per le elezioni europee di primavera senza però essere in lista. L’avventura, in realtà, è iniziata domenica a Roma con il primo happening pubblico della rinata Forza Italia e la fondazione dei club Forza Silvio, ma il processo aveva già preso avvio qualche mese fa, quando il Cavaliere ha individuato uno spazio semivergine nel mercato elettorale che ha deciso di cavalcare senza tentennamenti.  (altro…)

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SONO d’accordo con l’auspicio espresso domenica da Eugenio Scalfari: che l’Europa federale nasca, e la moneta unica si salvi.
In caso contrario avremo, al posto dell’Unione, tanti staterelli senza lode ma non senza infamia, non amici ma più che mai vassalli della potenza Usa. Torneremo alla casella di partenza: vinti dai nostri nazionalismi come nelle guerre mondiali del ’900.

Sono meno d’accordo con il giudizio severo sui movimenti di protesta che ovunque nascono contro l’Europa come oggi è fatta, e ho un’opinione assai meno perentoria su 5 Stelle. Chi ascolti Grillo con cura sarà certo colpito dalle sue incongruenze; specie quando indulge alla xenofobia, procacciatrice di voti. Ma non s’imbatterà nel nazionalismo, né in vero antieuropeismo. Populismo è un’ingiuriosa parola acchiappatutto che non spiega nulla. (altro…)

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