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Posts Tagged ‘evasori’

Le misureIl provvedimento sul rientro dei capitali all’estero regolarizzerà la posizione di chi ha nascosto capitali in Italia La maggioranza: non è un condono. Le imposte e gli interessi si pagano per intero, ma le sanzioni sono ridotte.

ROMA – Sanare, oltre al rientro dei capitali dall’estero, anche le posizioni, indirettamente connesse all’operazione, di chi ha evaso esclusivamente redditi in Italia. E’ questa l’ultima novità del disegno di legge sul rientro dei capitali, prevista da un accordo della maggioranza, contestato da grillini e Sel, pronta oggi alla ripresa dell’iter del provvedimento in Commissione Finanze della Camera. Il meccanismo farà perno sul nuovo istituto del «ravvedimento speciale»: si tratterà di una norma ad hoc che utilizza lo schema del «ravvedimento operoso», già in vigore nel nostro ordinamento e in base al quale ci si può ravvedere con sanzioni ridotte entro un anno dall’evasione. Il «ravvedimento speciale», che consentirà di sanare le posizioni dei contribuenti che hanno evaso esclusivamente redditi prodotti in Italia, avrà invece un arco temporale più ampio e consentirà di regolarizzare più annualità.

Un varco per un nuovo condono? Dalla maggioranza si assicura di no. L’emersione non sarà anonima e per sanare si pagherà l’intera imposta anche se con sanzioni fortemente ridotte. Inoltre la regolarizzazione dell’evasione, i cui proventi sono rimasti in Italia, dovrà avere un collegamento indiretto con l’esportazione di capitali. La misura, del resto, è stata pensata per non creare disparità tra i contribuenti e favorire l’adesione. In molti casi, i vari soci di aziende o componenti di una stessa famiglia, dopo la costituzione della provvista di denaro evaso, potrebbero aver fatto scelte diverse: dirottare le risorse all’estero o mantenerle in patria. In questa ipotesi chi denuncia l’estero denuncia anche il partner che ha mantenuto il denaro in Italia, che si troverebbe senza protezione.
L’arrivo della volontary disclosure è imminente e si dà per certa l’approvazione entro i primi giorni di luglio. Non è un condono perché le imposte evase si pagano interamente, ma certo di sanatoria si tratta. Anche se i paletti sono rigidi: le imposte non versate e gli interessi si pagano per intero, le sanzioni invece vengono ridotte (e l’atteso emendamento del governo dovrebbe alleggerirne ancora di più il peso). Naturalmente, per consentire l’emersione, le sanzioni penali vengono o cancellate o alleggerite. Viene stabilita la non punibilità per omessa dichiarazione e il dimezzamento della pena per frode fiscale: l’emendamento del governo potrebbe estendere la non punibilità anche ai casi di omesso versamento Iva e alle ritenute non operate come sostituto d’imposta. Per incoraggiare gli imprenditori, ci saranno anche benefici fiscali per chi impiega i capitali rientrati nell’azienda collegando le misure alla nuova tassazione Ace sugli utili reinvestiti. (altro…)

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Senza frettaLA DENUNCIA.

Secondo voi perché ci stanno mettendo così tanto tempo ad approvare le norme sul rientro dei capitali? Perché così chi vuole mettersi al riparo ha modo di riuscirci, per un italiano che vuole continuare a sottrarsi al fisco basta prendere la cittadinanza svizzera o meglio ancora di Panama”, racconta al Fatto Quotidiano un banchiere svizzero che da Lugano osserva il dibattito parlamentare che si trascina da oltre un anno sul rimpatrio dei capitali dai paradisi fiscali. Prima la norma sulla voluntary disclosure, cioè sull’autodenuncia di chi rivela al fisco i soldi custoditi all’estero prima che scattino i nuovi accordi che spingeranno le banche a dare tutte le informazioni, era in un decreto legge del governo Letta. Poi è stata stralciata, ufficialmente perché il decreto rischiava di decadere senza approvazione. E allora si ricomincia come disegno di legge alla Camera, in commissione Finanze, qualche emendamento lo migliora, qualche altro (del Pd e avallato dal governo) cerca di trasformare una misura concepita per sanzionare gli evasori in un condono. (altro…)

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Se l’obiettivo è trovare subito quei miliardi che servono per non alzare l’IVA, allora anche la strada delle tasse o dei tagli lineari piò andare.
Se invece si vuole riflettere con calma sul come  spendere bene i nostri soldi, allora qualche consiglio.
A cominciare dalle elezioni: come mai in Francia votano in un giorno solo mentre da noi su due giorni e non si accorpano mai referendum con le amministrative (l’anno scorso Maroni ci ha fatto perdere 300 ml di euro)?
Visto che non ci possiamo più permettere questo stato sociale, queste tutele a chi lavora, come mai non tagliamo anche le missioni all’estero?
Perchè non si taglia un pò anche le spese correnti alla Camera e al Senato (le famose agende in pelle umana)?

Poi ci sono i soldi spesi per i caccia F35, i miliardi degli evasori in Svizzera..
E le province: vediamo se questa volta le accorpiamo, ora che lo chiede la BCE.

Da unoenessuno.blogspot.it

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LA TASSA DEGLI EVASORI.
Sarkozy e Merkel a Monti: “Se crollate voi crolla l’euro” Stanno per chiederci sacrifici “impressionanti”, ma a farla franca sono sempre quelli che non hanno mai pagato. Perché?Il ministero dell’Economia stima che ci costano 270 miliardi di euro l’anno (il 18% del Pil).
La secessione, in Italia, c’è già stata. Senza ricorrere a miti celtici e ampolle salvifiche, una parte del “Paese che produce”, non connotata geograficamente nel nord o nel sud della Penisola, ha deciso da tempo di eclissarsi al fisco, collocandosi nella schiera degli evasori totali.


Negli ultimi dieci anni, la Guardia di Finanza ne ha scoperti 81 mila. Vale a dire che c’era una città (di banditi) popolata grossomodo come Varese o Caserta, che prima degli accertamenti delle Fiamme Gialle, era sconosciuta all’erario.
Questi imprenditori venuti su dal nulla e lì rimasti, liberi professionisti con partite Iva di comodo, nullatenenti solo sulla carta che non hanno mai versato un centesimo alla cassa comune del Paese, finiscono per produrre almeno tre danni a tutti noi. (altro…)

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