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Posts Tagged ‘f-35’

Paradossi – Secondo l’analisi della Corte dei Conti abbiamo investito troppo per ritirarci dal progetto.

Il programma F-35 è in ritardo “di almeno 5 anni” per le “molteplici problematiche tecniche (non ancora tutte risolte)” che hanno fatto anche sì che i costi del super-caccia siano “praticamente raddoppiati”. Pure le ricadute occupazionali e industriali per l’Italia “non si sono ancora concretizzate nella misura sperata”. È un giudizio severo quello della sezione di controllo della Corte dei Conti che ha effettuato un’analisi sul maxi-programma militare. Eppure, affermano i giudici, uscirne vanificherebbe gli investimenti che potrebbero produrre i primi frutti nei prossimi anni. (altro…)

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p2Il cantante Piero Pelù.

In vent’anni di palco al concerto del Primo maggio Piero Pelù ha urlato “contro il Vaticano, infilato un preservativo al microfono, declinato la carriera di Berlusconi in tutte le sue forme, mai amichevoli, bastonato il socio dell’ex Cavaliere, Marcello dell’Utri”, però “mai, e dico mai, ho ricevuto un trattamento come in questo caso. E solo per aver toccato Matteo Renzi”, racconta stupito il leader dei Litfiba. 

Prime pagine, telegiornali, discussioni sul web. 

Incredibile, non mi aspettavo tutto questo putiferio. E Renzi non mi ha denunciato. Evidentemente… 

Ha le prove che è un piduista?

No, la mia era una provocazione frutto di alcune riflessioni, di alcune evidenze. 

Quali, in particolare? 

Il padre del premier è un noto massone, inserito bene nel tessuto toscano, ha in mano molta informazione. Eppoi c’è Denis Verdini, lui è il collante, il personaggio centrale, colui che secondo Berlusconi doveva detoscanizzare l’Italia.   (altro…)

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Vauro

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Biani

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Caccia americani

RIDURRE LA SPESA DI 153 MILIONI SIGNIFICA RINUNCIARE A UN CACCIA USA SUI 90 TOTALI. È PROBABILE, PER DI PIÙ, CHE SIA SOLO UN RINVIO ALL’ANNO PROSSIMO.

Se di un taglio si tratta, è di entità assai modesta: 153 milioni di euro sono appena l’1 per cento circa rispetto ai 13 miliardi di spesa complessiva preventivati fino ad oggi per l’acquisto di 90 cacciabombardieri F 35, gli avveniristici e ultracostosi jet americani prodotti dalla Lockheed Martin. Per avere un ordine di grandezza concreto, 153 milioni equivalgono a un solo aereo (costo attuale stimato 135 milioni) più un pezzetto di motore. Ma non è affatto sicuro che di una riduzione vera e propria si possa parlare. È più verosimile che il governo di Matteo Renzi, nel Consiglio dei ministri di venerdì sera, abbia deciso un rinvio di spesa. (altro…)

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Staino

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IERI

Repubblica

OGGI

Bombardiere stai sereno

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Pinotti

DOPO LA VISITA DI OBAMA A ROMA E LA RICHIESTA DI MAGGIORI INVESTIMENTI MILITARI IL MINISTRO DELLA DIFESA PINOTTI RASSICURA LE TRUPPE: “NON FAREMO MARCIA INDIETRO”.

Tra Obama e Renzi sugli F 35 c’è un gigantesco gioco delle parti. Quando il presidente americano alla conferenza stampa con il capo del governo italiano dice “niente tagli alla difesa” è evidente che si riferisce all’Italia. Ma quelle parole non significano automaticamente “niente tagli ai cacciabombardieri della statunitense Lockheed Martin” che anche il nostro paese sta comprando. L’equivalenza non è così diretta, per tre ordini di motivi almeno. Primo e più importante: Obama sa che non può chiedere
ai partner, Italia compresa, di non tagliare gli F 35 quando lui stesso lo sta facendo. (altro…)

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Natangelo

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Obama“ALCUNI PAESI NATO SPENDONO POCO PER LA DIFESA, SCARICANDO IL PESO SU DI NOI”.

Abbracci, foto e slogan, il presidente americano Barack Obama era a Roma per il Papa, ma ne ha approfittato per chiarire alcuni punti molto concreti con l’Italia. L’interlocutore di Obama è soprattutto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con lui ha discusso negli ultimi sei anni e lo celebra pubblicamente come “un uomo di Stato forte, che aiuta il Paese in momenti così difficili”.

NEL 2011, OBAMA e Napolitano hanno discusso più volte della crisi europea, della scarsa affidabilità di Silvio Berlusconi e di interessi americani molto più prosaici, come sottrarre alla giustizia italiana gli agenti segreti Usa coinvolti nel rapimento dell’ex imam Abu Omar nel 2003. Resta in sospeso il caso del capocentro Cia di Milano Bob Lady, condannato, che ha chiesto la grazia di Napolitano. (altro…)

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Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano

Repubblica

La Repubblica.

 

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Obama - RenziOBAMA PRIMA AMMIRA PAPA FRANCESCO, POI VEDE A QUATTR ’OCCHI IL “CARO AMICO” NAPOLITANO. INFINE DIALOGA CON IL PREMIER CHE SI APPROPRIA DELLO SLOGAN “YES WE CAN”.

Il Presidente Obama non è solo il presidente degli Usa, ma per me una fonte di ispirazione”. Cravatta rossa, abito scuro, aria decisamente emozionata, per non dire impacciata, Matteo Renzi introduce ai giornalisti italiani e americani nella sala di Villa Madama Barack Obama. Poche parole in un inglese scolastico che appare più stentato di altre volte. Il momento è solenne, l’impatto sul giovane premier è forte. Accanto a lui c’è il Mito. Quello dal quale ha cercato di copiare lo stile, il look, anche “il format” nelle campagne per le primarie. Stare vicino al mito che, magrissimo sembra alto il doppio di lui, non è facile. “Yes we can, oggi vale anche per noi”. (altro…)

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Vauro

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Pinotti

Dice ora Roberta Pinotti, il ministro della Difesa, che c’è stato un increscioso equivoco e lei non ha mai detto che intende ridurre F35: «Facevo un discorso più complessivo, non ho parlato di un singolo programma d’arma».

Intanto però il frainteso proposito di tagliare i cacciabombardieri è apparso non solo su tutti i giornali, ma anche – e con evidenza – sul sito del partito di cui Pinotti è esponente.

Credo che anche il meno smaliziato di voi sia consapevole che l’apparente cambio di rotta non è dovuto esattamente a una riflessione più approfondita del ministro. (altro…)

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PinottiDOMENICA POMERIGGIO nell’Intervista di Maria Latella su Sky, il ministro della Difesa Roberta Pinotti pareva categorica. Rispondendo a una domanda sulla riduzione degli F-35 aveva detto: “È lecito immaginare una razionalizzazione, si può ridurre e rivedere”, ma prima “c’è un impegno assunto dal governo, aspettiamo la fine dell’indagine conoscitiva per prendere le decisione”. Parole riprese in serata da Matteo Renzi che al tg confermava: “Il ministro ha ragione, risparmieremo molti soldi dalla Difesa. Tre miliardi di euro, anche se non tutti dagli F-35. (altro…)

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La GaribaldiTAGLI ALLA DIFESA: OLTRE AGLI F-35 E AL PROGRAMMA “FORZA NEC”, SI PREVEDE ANCHE LA DISMISSIONE DELLA PORTAEREI.

La portaerei Garibaldi in vendita. Tarpato in modo drastico il costosissimo programma per il soldato cibernetico. E infine dimezzato l’ordine di acquisto dei cacciabombardieri F-35, da 90 a 45. Il tutto per risparmiare 1 miliardo di euro l’anno. I parlamentari Pd, coordinati dal deputato sardo Gian Piero Scanu, hanno consegnato questa specie di spending review con le stellette alla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, e al capo del governo, Matteo Renzi. Entrambi hanno preso al volo la proposta. Renzi in particolare asseconda convinto la virata, impegnato com’è a reperire risorse per finanziare tutti gli impegni che si è preso con gli italiani, a cominciare dagli 80 euro in più in busta paga da maggio. Se il taglio proposto arrivasse fino in fondo, sarebbe una bella svolta sia nella sostanza sia da un punto di vista politico e istituzionale.  (altro…)

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Vauro

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F-35ENTRO IL 2015 SORGERÀ ANCHE IL PADIGLIONE DOVE I CACCIA VERRANNO RESI INVISIBILI. E LO STATO PAGA 680 MILIONI.

Viaggio a Cameri (Novara) nel mega impianto dove attualmente lavorano solo 150 persone La linea di montaggio dei caccia è in un’area grande quanto il quartiere di una città Poi l’Italia per comprare 90 di questi jet dovrà pagare alla Lockheed altri 13 miliardi di euro.

La fabbrica dei cacciabombardieri F-35 che il Fatto Quotidiano ha visitato è come un gigantesco sepolcro imbiancato, di una bellezza esteriore che copre le brutture. Nei campi del vecchio aeroporto militare di Cameri in provincia di Novara, su un’area di 550 mila metri quadrati, grande come un quartiere di città, dentro un hangar tirato a lucido hanno piazzato il meglio del meglio della tecnologia aeronautica organizzando una linea di montaggio dove operai dalle divise impeccabili lavorano intorno a scheletri di ali contrassegnate da bandierine a stelle e strisce essendo destinate agli Stati Uniti. Nei piazzali c’è fango e le betoniere vanno avanti e indietro sulla stradina che divide lo scalo da un bosco perché il grosso dello stabilimento deve ancora essere costruito. Entro il 2015, assicurano, qui ci saranno altri hangar, altre linee di montaggio e il padiglione dove i cacciabombardieri saranno resi stealth, invisibili.  (altro…)

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LA LOBBY DEL JET BIDONE L’AFFARE È NON COMPRARLO
Ma il ministro difende l’F35: “È una caccia all’untore”.
I più arrabbiati sono i parlamentari norvegesi. Quando si sono accorti che il governo aveva fornito stime e dati fasulli per convincerli a dare il via libera definitivo all’acquisto del cacciabombardiere F35 Joint Strike Fighter, hanno reagito in modo severo: l’acquisto non è stato autorizzato e il
programma di partecipazione al più costoso aereo della storia è stato sospeso. Forse ne riparleranno nel 2014 sulla base di analisi più rigorose. I norvegesi non sono soli sulla linea del ripensamento.

Quelli che si sfilano
Molti degli otto paesi che partecipano al megaprogetto dei 3.200 caccia (2.443 solo per gli Usa) stanno riflettendo se il gioco valga la candela. In Italia, invece, sembra che l’acquisto di 131 velivoli con un costo vivo di almeno 15 miliardi di euro fino al 2023 (metà della manovra Monti), debba procedere quasi per forza d’inerzia nonostante molte cose siano cambiate, e non in meglio, da quando l’idea del cacciabombardiere fu lanciata 16 anni fa. Da allora sono mutate in peggio soprattutto le disponibilità economiche del bilancio pubblico e quello che allora poteva sembrare un impegno finanziario grave, ma tutto sommato affrontabile, oggi rischia di apparire uno sforzo intollerabile. Quasi uno spreco, considerato che nello stesso momento agli italiani vengono chiesti sacrifici durissimi proprio per il risanamento delle finanze pubbliche. (altro…)

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Andrebbe ritagliato e appeso in tutte le aule scolastiche del Paese – ma anche nei bar, in metropolitana, negli autogrill etc – il dossier sulle spese miltari firmato oggi da Giampaolo Cadalanu su Repubblica.

Dal quale tra l’altro emerge che:

1) La portaerei Cavour, costata un miliardo e mezzo, succhia ogni giorno centomila euro di soldi pubblici se sta ferma in porto a Civitavecchia e duecentomila se è in navigazione. Del tutto ignota la sua utilità in termini di difesa – l’Italia per sua fortuna è di per sé una grande portaerei – ha quindi solo funzioni offensive. Insomma, andare a fare la guerra lontano dalle nostre coste. E’ stata fortemente voluta dall’attuale ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, quando era ammiraglio di Marina ai vertici dello Stato Maggiore.

2) In termini strategici, la medesima portarei ha come scopo principale ospitare i famosi cacciabombardieri F-35 da 15 e più miliardi di euro, il cui acquisto è stato voluto sempre dall’attuale ministro Di Paola, quando era ai vertici dello Stato Maggiore.

3) Mentre in America il repubblicano John McCain si è opposto al finanziamento del progetto F-35 (definendolo poche settimane fa uno «scandalo» e una «tragedia») e perfino in Israele non mancano generali e analisti militari che lo considerano uno spreco, l’ammiraglio Di Paola è rimasto un entusiasta fan degli aeroplanini supercostosi da piazzare sulla sua portaerei supercostosa.

4) Siccome la Cavour con gli F-35 non gli bastava, Di Paola ha ordinato anche dieci fregate Fremm per sei miliardi di euro di spesa complessiva.

Ora, questo è sicuramente un governo di «tecnici», cioè competenti e neutrali. Quanto vi sia di competente e soprattutto di neutrale nella scelta di tagliare redditi e pensioni spendendo miliardi per questi giocattoli da guerra d’attacco, bah, vedetelo un po’ voi.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli

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