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Posts Tagged ‘fabbrica’

sette-minuti-di-stefano-massiniChe cosa sono, sette minuti di intervallo in meno, in una fabbrica tessile che è appena passata di proprietà e mentre tante altre aziende concorrenti chiudono, licenziano, diminuiscono i salari?

Niente, non sono niente. Infatti quando la sessantenne delegata sindacale Blanche torna con questa notizia dalla trattativa, sembra scontato che tutte le lavoratrici approvino, piene di sollievo. Temevano peggio, molto peggio.

Ma perché, perché bisogna regalare – tutte insieme – seicento ore di lavoro al padrone? E soprattutto: la resa di fronte a questa richiesta non aprirà la strada poi a molte altre, fino alla riduzione dei salari o dei turni, o addirittura fino ai liberi licenziamenti? Così, a fronte dell’entusiasmo delle colleghe per non aver perso il lavoro, Blanche si chiede: «E se il lavoro lo perdessimo proprio per aver votato sì?» . (altro…)

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Dai lavoratori Fiat Mirafiori,
Agli studenti e alle studentesse dell’Università e a tutto il mondo della formazione,

Viviamo in un periodo in cui il ceto politico e la classe dominante, anche
attraverso un uso cinico della crisi economica, stanno ulteriormente
peggiorando le condizioni di vita, di studio e di lavoro di tutti i
settori più deboli della società.
Vorremmo farvi partecipi della nostra condizione.
Noi operai della Fiat circa trent’anni fa ambivamo e sceglievamo di
entrare a lavorare in fabbrica con la prospettiva di un, seppur basso ma
sicuro, salario mensile che ci consentisse un futuro dignitoso per noi e
per la nostra famiglia: questa piccola sicurezza ci ha concesso, nel
tempo, di poterci permettere il consumo di beni materiali in cambio del
nostro lavoro fisico.
Alle prime autovetture comprate a rate, andava a sommarsi il mutuo della
casa e magari la rata del prestito per sostenere lo studio dei nostri
figli, per assicurargli, illudendoci, un futuro migliore del nostro.
Per anni abbiamo continuato ad ingurgitare e defecare beni materiali,
producendo humus che concimava la pianta del sistema capitalistico. In
fabbrica parlavamo (e magari qualcuno stupidamente investiva) di azioni,
di borsa, di bolle di mercato…ed intanto quotidianamente i lavoratori
morivano sui luoghi di lavoro.
Ora in fabbrica si usa come arma psicologica la cassa integrazione, in
questo modo non guadagni, non spendi e quindi non sei nessuno, non esisti. (altro…)

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