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Posts Tagged ‘fabbriche’

ORA che la fu Fiat è una multinazionale con sede legale in Olanda e fiscale a Londra, il Novecento italiano con le sue fabbriche, i suoi operai, i suoi padroni, le sue automobili che passavano ruggenti e luminose tra le stoppie, come nelle poesie di Roversi, è ufficialmente chiuso. Non è la nostalgia di un passato che fu vigoroso ma anche iniquo e sanguinoso, a turbarci. È il profilo indefinito del futuro, che non ha più gli spigoli duri ma nitidi della fabbrica, che non ha più la faccia riconoscibile di Padri e Nonni Fondatori col busto nell’atrio o di leader sindacali in maniche di camicia che guidano il corteo con l’autorevolezza del capo indiano. (altro…)

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morti_lavoro

Per eliminare il problema della disoccupazione e della mancanza di lavoro, il governo ce la sta mettendo tutta. La soluzione è semplice, è sufficiente eliminare i lavoratori. In questi giorni il bollettino delle morti sul lavoro (chiamiamole omicidi annunciati per mancanza di applicazione delle norme di sicurezza) è diventato un bollettino di guerra. E’ uno dei pochi successi di Renzie, un bel +7.1% di morti rispetto all’analogo periodo del 2013. 489 morti ad oggi e lui pensa all’abolizione dell’articolo 18… Fabbriche trasformate in cimiteri, diritti in carta straccia. Evviva i salottini buoni e i consulenti alla Marchionne e alla sinistra che la trionferà.

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Non licenziare il mio papà

“Papà, non piangere di nascosto” quei disegni dei bambini per difendere i genitori licenziati

Torino, l’appello dei figli degli operai alla fabbrica che vuol chiudere.

TORINO -TUTTA la famiglia ha la bocca all’ingiù, così fanno i bambini quando devono disegnare la tristezza, così ha fatto anche Laura con la sua matita. Ed è triste pure il sole, là nel cielo spento. Sono tristi i papà che hanno perso il lavoro, sono tristi le mamme, i fratelli, le sorelle, la città, tutti. (altro…)

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Reati moderniREATO MODERNO.

Qualcuno ricorda l’abigeato? Voleva dire rubare a un contadino e a tutta la sua famiglia il bestiame, cioè la vita. Le pene erano severe, e la sanzione sociale durissima: espulsione dalla comunità, perché in quel reato si coglieva disprezzo e crudeltà: intaccavano il legame umano e i doveri fondamentali del vivere accanto. Il furto della fabbrica è più grave. Lo è perché è fondato sull’inganno e perpetrato da persone che restano rispettabili. Torni dalle ferie e trovi un lucchetto ai cancelli, non c’è più il nome della ditta o della persona. Se riesci a entrare, trovi i capannoni vuoti. Tutte le macchine sono state portate via. A volte accade che qualcuno si trovi a passare davanti alla sua fabbrica mentre dovrebbe essere “in ferie”, e scopra il furto in corso, veda con stupore incredulo che stanno caricando le macchine del suo lavoro su camion senza identificazione, forse vendute, forse in trasferta, per un altrove sconosciuto. Succede che si possano radunare altri operai e bloccare il trasloco, ma quando te ne accorgi non sei mai in tempo.  (altro…)

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beppe grilloIl tuo capo vota Grillo. Il muro che separa operai e imprenditori, Germano Emendatori lo ha distrutto il giorno prima delle elezioni politiche, quando sul maxischermo della sua fabbrica ha proiettato una scritta in grassetto nero: “Io voto Movimento 5 Stelle”. Anni di battaglie, scioperi e proteste di fabbrica sciolti in pochi minuti, discutendo di politica alla mensa della fabbrica Mec3 di San Clemente a Rimini. Emendatori è nato cameriere ed è diventato imprenditore, ora produce ingredienti per gelati. Il suo stabilimento l’ha voluto giallo, verde e blu. Una musica all’ingresso suona il benvenuto. Sorrisi e facce distese, nessun sindacato all’interno perché un giorno ha detto: “Scegliete o me o loro”. Alla Mec3 lavorano 300 operai, e oltre la metà ha votato il Movimento di Beppe Grillo.Con il padrone, quello da temere e maledire, si trovano a parlare dell’Italia nelle pause pranzo, dicono che “li vogliono tutti a casa” e desiderano avere, finalmente “cambiamenti concreti”. (altro…)

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Modello di sviluppo, qualità del lavoro (e della vita delle persone), futuro industriale.
Veramente il futuro di questo paese sta nella competizione (al ribasso per salari e tutele) con le economie in crescita (Cina, India, Serbia, ..), perchè altrimenti i grandi gruppi sono costretti a spostare all’estero la produzione perchè lì conviene di più?
Veramente non esiste altra via allo sfruttamento della manodopera, se vogliamo essere competitivi?
E cosa sta facendo lo Stato: sta aiutando le imprese in crisi, sta dando una sua linea guida per lo sviluppo industriale, sta tenendo unito il paese in cui le crisi sociali (per il lavoro che non c’è) si uniscono fra loro (pastori sardi, autotrasportatori, pescatori) portando a proteste sempre più vaste? Si sta mobilitando con la necessaria urgenza per aiutare le imprese alle prese con ritardi di pagamenti, con le nuove tasse con le linee di credito chiuse dalle stesse banche che invece hanno preso all’1% più di 100 miliardi di euro? (altro…)

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Nota a margine: i momenti di gloria sono effimeri, ma le idee che ne sono alla base possono essere eterne.

La gloria è il risultato dell’adattamento di uno spirito alla stupidità nazionale. (Charles Baudelaire)

Latina, Tacconi Sud, 11-02-2011

Abbiamo avuto il nostro momento di gloria. Forse di più di quello che 29 sprovvedute potevano immaginare. La mia immensa ammirazione va allo staff di Anno Zero e a Michele Santoro per aver puntato per qualche istante i riflettori sul Paese Reale. La dicotomia che Anno Zero ha mostrato è una prova tangibile della dissociazione cognitiva tra la politica e la gente e tra la gente stessa. (altro…)

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