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Posts Tagged ‘Fabio Scuto’

Il prezzoIl premier uscente lavora a una coalizione con più seggi del 2013 Gli Usa: “Noi sosteniamo ancora la soluzione dei due Stati”.

GERUSALEMME – L’avevano dato per spacciato perfino alla Casa Bianca e invece Benjamin Netanyahu ha dimostrato ancora una volta di essere “King Bibi”. Una formidabile ripresa, dovuta soprattutto al suo battersi come un leone fino all’ultimo secondo, ha consegnato al Likud una vittoria sorprendente al voto in Israele. Trenta deputati su 120 assicurano al premier uscente la certezza di essere il primo a cui il presidente Reuven Rivlin darà l’incarico di formare il nuovo governo. Nella ventesima Knesset siederanno 24 deputati dell’Unione sionista, l’alleanza di centro-sinistra guidata da Yitzhak Herzog che ieri di buon mattino ha riconosciuto la sconfitta augurando «buona fortuna» all’avversario. (altro…)

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I puttiDecine di morti, nella Striscia è crisi umanitaria Obama: “Fare di più per evitare vittime civili”.

GERUSALEMME – È durata meno di due ore la settima tregua umanitaria nella guerra di Gaza. Nei fatti non è mai entrata in vigore nonostante le promesse di Hamas e Israele a causa di raid, bombardamenti e missili fino a alle 8 locali e a un altro fiume di fuoco subito dopo, concentrato nella parte Sud della Striscia, a Rafah e nei pressi di Kerem Shalom, il valico merci da dove sarebbero dovuti transitare i primi aiuti umanitari e che invece è stato subito chiuso per i combattimenti in corso. Scende in una spirale incontrollabile la crisi, con un nuovo bagno di sangue a Rafah, la morte di altri due militari e la cattura da parte della Jihad islamica di un soldato israeliano. Obama e Ban Ki-moon accusano Hamas di essere responsabile della fine della tregua. E il presidente Usa aggiunge: «Bisogna fare di più per proteggere i civili, ma sarà difficile far rivivere la tregua se Hamas non controlla le altre fazioni palestinesi». (altro…)

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Gaza

Colpi di cannone contro le aule che ospitano i rifugiati e sulla folla in cerca di provviste: uccisi donne e bambini.

GAZA – ALEGGIA nelle strade, nei vicoli, nei mercati e nelle scuole dell’Unrwa, dove forse sarebbe meglio alzare la bandiera bianca invece di quella blu dell’Onu. Questa guerra non risparmia niente e nessuno, tutti sono ormai sono solo un bersaglio anche durante la “tregua umanitaria”. Due stragi di civili innocenti con quaranta morti sono il tragico segnale di una guerra che nessuno sembra in grado di poter fermare.
A Gaza City, dopo una notte di bombardamenti, all’alba l’ululato lacerava le strade di una città fantasma mentre il rumore cupo delle esplosioni andava avanti a ritmo continuo nei quartieri e nei rioni a nord, Shajaya, Jabalya, Rimal. Tutte le ambulanze ancora disponibili correvano verso la scuola elementare femminile di Jabalya dell’Unrwa, dove un’umanità di 3.300 persone aveva cercato scampo dall’avanzare dei combattimenti, ammassati nelle aule e nel cortile. (altro…)

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Gaza

Distrutta la centrale elettrica, Hamas e Fatah divisi sulla tregua Migliaia in fuga: “Non c’è più un posto dove nascondersi”.

GAZA – UNA pioggia di bombe la risposta. L’Olp, Hamas e la Jihad islamica propongono, assieme, una “tregua umanitaria di 24 ore”. Hamas, però, vuole una risposta da Israele. Che non arriva. Chiede anche la fine delle operazioni militari e del blocco su Gaza. Il fronte della tregua si sfalda. Gli abitanti di diverse zone a ridosso di Gaza City come Jabalya, Zeitun, Izbet Abed Rabbo fuggono dopo l’intimazione dell’esercito israeliano di sgombrare l’area.
Nella notte in decine di migliaia si erano messi in cammino al buio, i più fortunati con una pila tascabile in mano, per ottodieci chilometri spinti dal terrore, mentre dal cielo cadeva un diluvio di bombe e i bengala illuminavano per i tank gli “obiettivi” da colpire. Molte vittime sono state colpite durante questa fuga disperata verso il centro di Gaza City in cerca di un rifugio. La fuga disperata dalla morte ha portato il numero degli sfollati a oltre 300 mila e a Gaza non c’è più posto per nessuno, rimanere a casa per molti è l’unica alternativa. (altro…)

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GazaHamas e lo Stato ebraico si scambiamo accuse Raid nella Striscia. Netanyahu: “Sarà una lunga guerra”.

GAZA – NON hanno avuto nemmeno il tempo di avere paura, la morte li ha presi in un piccolo parco giochi alle porte del miserabile campo profughi di Shati, alla periferia nord di Gaza City. Giocavano, inconsapevoli dei rischi di una guerra dove nessuno e nessun posto è più sicuro, nemmeno un parco giochi. Orgogliosi delle scarpe nuove e della maglietta ricevuta come dono per l’Eid Al Fitr, piccoli doni sono la tradizione di questa festa, i bambini giocavano non lontano dalle loro case. Adesso stampate sul macadam restano solo le impronte del loro sangue, le due altalene accartocciate, le bustine di patatine fritte e di marshmallow, resti di vestiti e stracci. Dieci i morti di questa strage, otto bambini e due adulti che guardavano i loro figli giocare felici, un attimo di svago da una tragedia umana che stringe il petto. Queste dieci vittime allungano il bilancio ogni ora più drammatico di questa guerra di Gaza, che tocca i 1200 morti. La disperata corsa di auto e ambulanze verso il vicino Shifa Hospital per molti è stata vana, gli otto ragazzini sono tutti morti sul colpo, trafitti dalle schegge della bomba che si è schiantata perforando corpi, sfigurando volti e tranciando arti come una falce impazzita. (altro…)

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Gaza

Tre litri a testa dall’Onu per evitare quella salata e infestata da colibatteri.

GAZA – La quinta tregua di questa guerra di Gaza è durata solo mezz’ora. È questo il tempo che è passato dal sì di Hamas alla “tregua umanitaria” al lancio del primo razzo contro Israele, anzi una salva di cinque diretti verso le città israeliane della costa, ma anche a quelle dell’interno come Beersheva, mettendo nel gelo la popolazione civile della Striscia che alla terza settimana di bombardamenti a tappeto è provata, violentata e annichilita. La vita a Gaza resta sospesa e la morte resta dietro l’angolo, perché nessun luogo è sicuro nemmeno le scuole con la bandiera blu dell’Onu. (altro…)

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Gaza

GERUSALEMME – CREDEVANO che la bandiera blu dell’Onu che sventolava sulla Kaa Albir, la scuola dell’Unrwa di Beit Hanoun dove si erano rifugiati, li avrebbe protetti dalle bombe che cadevano da giorni tutt’attorno. Pigiati in più di 1500, erano accampati ovunque: nelle aule, negli uffici, in palestra, nel cortile invaso da famiglie che si accontentavano di dormire per terra su una coperta lurida, ma al sicuro. Di questa umanità ieri pomeriggio restavano le pozze di sangue, i banchi macchiati di rosso, stracci sporchi, libri e oggetti disseminati ovunque. Gli schizzi di terra e fango sui muri bianchi e blu. Un colpo di cannone è arrivato nel cortile della Kaa Albir portandosi via almeno 17 vite di donne e bambini palestinesi sfollati. Duecento i feriti nell’esplosione che a ondate sono stati portati via per ore dalle ambulanze della Mezzaluna Rossa e della Croce Rossa internazionale, che hanno sfidato i combattimenti in corso in tutta la zona. Sono stati trasferiti in tre diversi ospedali, perché nessuna struttura sanitaria della Striscia può sostenere una simile emergenza dopo 18 giorni di guerra. (altro…)

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L'ospedale

Obama e Ban Ki-moon chiedono il cessate il fuoco Kerry al Cairo. Proteste in Cisgiordania e a Gerusalemme.

Il presidente Usa Barack Obama chiede un cessate-ilfuoco immediato, il segretario dell’Onu Ban Ki-moon chiede l’immediata cessazione delle ostilità, ma nella Striscia di Gaza si combatte, si muore. Israele e Hamas non sembrano intenzionati per ora a deporre le armi e consentire così l’ingresso di aiuti alla popolazione civile stremata da 14 giorni di bombardamenti che hanno raso al suolo interi quartieri, distrutto le condotte dell’acqua e i piloni dell’elettricità: un milione di persone è al buio e alla sete, oltre centomila i rifugiati in 50 scuole dell’Onu. Ma le armi non si fermano, ieri l’operazione “Protective Edge” ha conosciuto un’ulteriore escalation, i bombardamenti sono stati continui, così come i lanci dei razzi contro le città israeliane della costa, intercettati dal sistema Iron Dome. (altro…)

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Gaza

Gaza affonda nel sangue un quartiere raso al suolo cento palestinesi uccisi cadono 13 soldati israeliani

Quattordici ore di bombe sul rione di Shajaya. Morti 18 bambini Hamas dà battaglia con i missili: “Abbiamo rapito un militare”.

GAZA – LEPORTEd ell’inferno per gli abitanti di Shajaya si sono aperte sabato notte alle dieci. Un diluvio di fuoco ha colpito questa propaggine del campo profughi di Jabalya che dista solo trecento metri dal confine israeliano. Un termitaio dove vivevano cinquantamila abitanti e che adesso è spettrale, nelle strade strette e nei vicoli solo cumuli di rovine fumanti, l’odore del fuoco e della morte. (altro…)

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Gaza

Il volto rigato di lacrime di Safah, due anni, i genitori sotto le macerie Decine di migliaia si affollano nelle scuole “protette” dalla bandiera Onu I boss del movimento islamista sono al sicuro nei loro bunker I portavoce raccontano menzogne sulle perdite inflitte al nemico dai razzi.

GAZA – CORRE scalza sull’asfalto bollente di mezzogiorno, una bimbetta di due-tre anni. Il viso impolverato, rigato dalle lacrime, è sola in questa stradina deserta di Sharjah che è un tappeto di detriti, vetri, immondizia e schegge di bomba ancora fumanti. Non piange. Non urla. Non è ferita, non sanguina ma ha gli occhi sbarrati e trema come una foglia. La sua casa era una di quelle lungo questa strada, che adesso sono accartocciate come uno straccio, da dove sale un odore di plastica bruciata, di fogna, di sangue e di morte. Sotto ci sono i suoi genitori, di cui forse non sapremo mai il nome. Lei invece si chiama Safah e si fa prendere in braccio da uno sconosciuto e si fa portare via, al riparo contro l’unico muro rimasto ancora in piedi. (altro…)

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AltanUccisi altri 5 bambini: un neonato la prima vittima dell’offensiva “È un’operazione anti-terrorismo”. Hamas: “La pagherete cara”.

GAZA ALLE undici di sera il cameriere bussa violentemente alla porta e urla: abbiamo solo dieci minuti per evacuare l’albergo, è iniziato l’attacco di terra. Nella notte dell’undicesimo giorno di bombardamenti, Benjamin Netanyahu ha ordinato dunque l’invasione di Gaza. I lampi delle cannonate nel nord della Striscia si vedono dal centro della città, avvolta nel buio dopo l’interruzione della corrente. Ci raccontano che il porto è stato preso di mira subito. E poi le notizie dei tank penetrati in profondità in molte zone. La gente di Gaza è in trappola sotto le bombe. Tra le prime vittime c’è anche un neonato. (altro…)

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Guerra

Dentro Hamas è sfida tra pragmatici e falchi.

GERUSALEMME – MESSI all’angolo dal mondo arabo, derisi dalle tv egiziane per la loro ossessione per la jihad, per lo sfruttamento della popolazione civile di Gaza che, come avviene in questi giorni, è solo un utile strumento di propaganda. È l’ora più buia per la leadership di Hamas, nella Striscia e all’estero. «Se Hamas pensa di trascinare il mondo arabo nella sua inutile guerra contro Israele che è costata solo sangue dei civili palestinesi sbaglia i suoi calcoli», ha detto ieri pomeriggio lo speaker ufficiale della tv di Stato egiziana, incarnando quel sentimento di fastidio con il quale anche la Lega Araba ha discusso della crisi nella Striscia. Hamas non ha un vero leader con cui trattare e discutere e nasconde le sue divisioni nella “dirigenza collettiva“, perché ci sono troppe anime da mettere d’accordo e il vuoto di una proposta politica vera lascia spazio ai duri dell’ala militare. (altro…)

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La fuga

La testimonianza
A decine di migliaia hanno lasciato le case dopo gli avvertimenti pre-raid.

GERUSALEMME – NON c’è stato tempo né lo spazio per prendere né qualche libro di scuola né un ricordo, un oggetto caro, la foto del matrimonio o quella vecchia del nonno in uniforme egiziana, quando Gaza apparteneva a un altro mondo. Si sono trovati in strada in pochi minuti Salem Abu Halima con la moglie Farida e i due bambini. Il vecchio somarello bianco attaccato al carretto, hanno percorso i dieci chilometri per arrivare alla “Gaza Beach Primary School” dell’Onu, alla periferia della città, uniti nel destino alle altre decine di migliaia che per tutta la mattinata hanno abbandonato Beit Lahiya e Beit Hanun, le due cittadine nel nord della Striscia dove — annunciati da volantini e telefonate — i caccia F-16 israeliani hanno cominciato a bombardare a raso, con metodo, per distruggere le basi di lancio dei missili che anche ieri sono arrivati numerosi nei cieli israeliani. Tutti intercettati dall’Iron Dome, il “totem” della Difesa aerea israeliana. (altro…)

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I media

Spot, musica e disinformazione è guerra anche di propaganda.

GERUSALEMME – LA PRIMA battaglia è quella che si vince sul teleschermo». Hanno imparato la lezione gli islamisti di Hamas, diventati abilissimi nelle strategie e tecniche di manipolazione dell’informazione perché la guerra delle parole non è meno importante di quella con le armi. Per questo Hamas ha avviato una propaganda per mandare i suoi proclami al “nemico” israeliano, direttamente nella sua lingua: l’ebraico. (altro…)

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Vittime

Raid a tappeto sulla Striscia 500 tonnellate di esplosivi I morti sono più di 50 Abu Mazen: “È genocidio”.

 

IMPIANTI ATOMICI NEL MIRINO. OLTRE 50 VITTIME IN DUE GIORNI DI RAID AEREI ISRAELIANI. 
GERUSALEMME – SIAMO a un passo dalla guerra. Se il lancio di razzi da Gaza non cesserà Israele estenderà l’intervento e l’operazione terrestre potrebbe essere inevitabile.

ILPRIMO ministro Benjamin Netanyahu, così come il presidente Shimon Peres, non nascondono i drammatici risvolti di questa crisi. Perché si fanno ogni giorno più precisi gli artiglieri di Hamas. La pioggia di razzi da Gaza ha colpito il nord, in centro e il sud di Israele fin nel cuore del deserto del Negev, dove ieri sera due M-75 si sono schiantati nella sabbia non distanti dalla centrale nucleare di Dimona. Una bordata di sette razzi ha lasciato la sua scia luminosa nel cielo buio traversando tutta la regione di Eshkol, diretti nel cuore energetico di Israele. (altro…)

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Egitto

I Fratelli musulmani: “Avanti fino al martirio”. Arrestato il numero due El-Shater.
Gli scontri.

IL CAIRO — «In nome di Dio, io li maledico… e a voi giuro che il vostro sangue non sarà versato invano», urla ai suoi l’imam della moschea di Gaza Square alla testa di un corteo di qualche migliaio di persone diretto al Comando della Guardia Repubblicana per liberare il presidente Mohammed Morsi arrestato «dai militari golpisti». A decine di migliaia hanno raccolto l’ordine della Fratellanza musulmana per il “venerdì del rifiuto”, contro il colpo di mano che meno di 48 ore fa ha visto del ritorno dei militari sulla scena politica egiziana l’Esercito, pronti a offrire il loro sangue per il ritorno del presidente islamista nel palazzo di Heliopolis che dista pochi chilometri. Un primo tentativo di assalto è respinto da una salva di lacrimogeni e da diversi colpi di fucile, quattro “martiri” sono pianti dai loro colleghi della Confraternita e oltre cento i feriti soltanto in questo scontro. In migliaia con le bandiere egiziane in una mano e il manico di piccone nell’altra si sono poi diretti davanti alla Moschea di Rabaa al-Adawiya, dove da giorni va avanti il sit-in della Fratellanza. Qui nel palco si sono succeduti diversi leader della Confraternita prima del grande colpo di scena. (altro…)

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Egitto

Morsi, no all’ultimatum dei militari discorso in tv: difenderò la democrazia notte di scontri in piazza e all’università.
A Giza 7 morti. Obama chiama il presidente: ascolta il tuo popolo.
L’ Egitto nel caos.

IL CAIRO— L’Egitto scende in piazza, a Giza sette i morti durante i disordini. Nella notte decine di manifestanti sono stati feriti dalle forze di sicurezza all’Università del Cairo. Morsi in un discorso alla nazione ammette gli errori, ma resta arroccato sulla sua posizione: non intende dimettersi come richiestogli dai militari che gli hanno intimato l’ultimatum per oggi alle 5.
Al Cairo la tensione è altissima. Casco bianco, manico di piccone in mano. C’è filo spinato steso davanti alle file delle “milizie di autodifesa islamiche” che controllano l’accesso al grande viale di Nasr City dove nel mezzo svetta la Moschea al-Rabia Adawiya. La piazza scelta al Cairo dagli uomini della Confraternita, sembra l’ultima trincea degli islamisti del presidente Mohammed Morsi che in un anno hanno bruciato il credito che generalmente si accorda in un Paese musulmano ai partiti religiosi, esasperando gli egiziani al punto da spingerne decine di milioni a scendere in piazza e dire basta. (altro…)

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Egitto

I militari: risponda al popolo. E gli elicotteri sorvolano piazza Tahrir
Le proteste.

IL CAIRO— I fuochi d’artificio che nella notte illuminano il cielo sopra Piazza Tahrir sono il segno più evidente della festa di popolo che si è scatenata dopo l’ultimatum dell’Esercito al presidente islamista Mohammed Morsi: 48 ore per trovare una via d’uscita onorevole prima che i generali mettano fine alla sua permanenza nel Palazzo presidenziale di Heliopolis. La festa è andata avanti per ore, caroselli di auto dappertutto in un’orgia di bandiere, canti e slogan. Persino la polizia, che era scomparsa dalle strade da giorni, è tornata in servizio ieri sera, perché le vie del Cairo sono tornate al loro volto abituale in un caos di auto, clacson e ingorghi giganteschi. Hanno riaperto le botteghe, i negozi, i ristoranti, da giorni sprangati per il timore di nuovi gravi disordini. I battelli sul Nilo, anche se vuoti di turisti, solcavano le tranquille acque del fiume illuminati a festa con gli altoparlanti al massimo volume. (altro…)

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Egitto

Milioni in piazza. Il presidente Morsi: non lascio.

Egitto in marcia: “Morsi vattene” scontri e vittime, esercito in allerta.
Milioni in piazza per mostrare il “cartellino rosso” al nuovo raìs
La protesta.

IL CAIRO-IN MILIONI hanno marciato da un capo all’altro dell’Egitto, dalle città del Delta fino a Luxor.

UNO solo slogan diretto al primo presidente islamista eletto appena un anno fa: «Erhal!», Vattene. È stata la più grande manifestazione di protesta nella storia dell’Egitto, stimeranno in serata i vertici dell’esercito. Le proteste più imponenti nella capitale, dove Piazza Tahrir ieri sera era colma come durante la rivoluzione, il palazzo presidenziale – che fu di Hosni Mubarak e che oggi è del “nuovo raìs islamico” Mohammed Morsi – era pacificamente assediato da decine di migliaia di manifestanti. Una folla quasi festosa fatta di famiglie, di uomini, di donne col velo e senza, di bambini che sventolavano il tricolore egiziano, in un caos di campanelli, tamburi e “vuvuzelas”, ha risposto con entusiasmo all’appello di Tamarod – la Rivolta – di scendere in piazza per il “giorno del giudizio” sul presidente Morsi, forti degli oltre 22 milioni di firme raccolti con la petizione che ne chiede le dimissioni immediate. (altro…)

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Gaza sotto le bombe piange i suoi 100 morti.
Israele colpisce il media center e lo stadio. Dalla Striscia pioggia di razzi.

GAZA. JAMAL, il patriarca della famiglia Al Dalou, con il volto gonfio di pianto abbraccia i parenti e i vicini di casa che sono venuti a porgergli le condoglianze per il lutto che lo ha colpito. È rimasto solo.
LA SUA famiglia — la moglie, il figlio, la nuora, la sorella e cinque nipoti — sono morti nel crollo della palazzina centrata da un missile domenica scorsa nel quartiere Nasser. In silenzio, stanno seduti sulle delle sedie di plastica bianca prestate da un vicino; a pochi metri di distanza un bulldozer sta scavando fra le rovine. Al tragico appello manca ancora Yara, l’altra figlia. Poi in un clima di grande commozione, una piccola folla sfida i droni armati di missili e i caccia F-16, che come calabroni volano incessantemente, e per la strade deserte di Gaza City lo accompagna nel cimitero di Sheikh Radwan. (altro…)

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