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Posts Tagged ‘facebook’

CHE una ragazza nuda faccia inferocire l’Is è da mettere nel conto; ma che sia Facebook, medium per eccellenza dell’Occidente mondialista e rotto ad ogni esperienza, a censurare un disegno di Milo Manara, fa davvero ridere. Si tratta di un manifesto disegnato per il glorioso Club Tenco in occasione di una rassegna dedicata all’eros nella canzone d’autore. Una manina pudica l’ha rimosso perché “viola le linee guida sulle pubblicità di Facebook; promuove prodotti o servizi per adulti, compresi giocattoli, video o prodotti per il miglioramento delle prestazioni sessuali”.
Che la matita di Manara possa “migliorare le prestazioni sessuali” è fuori di dubbio. Ma che un (eccellente) disegno erotico sia apparentato a “prodotti e servizi per adulti”, ovvero a materiali porno e adescamenti in rete, è cosa che rivela il catastrofico stato dello “sguardo” americano/puritano di Facebook sulle cose del mondo.

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Non si deve censurare la rete; non la si può irreggimentare; è reazionario pensare di applicare al web dinamiche di controllo nate in contesti precedenti. Lo scrive sul Post (e mi scuso per la brutalità della mia sintesi) Massimo Mantellini, che è, in materia, molto attento e autorevole. Lo stesso Mantellini, però, poco dopo si chiede se “è normale che un’azienda come Facebook possa avere milioni di profili in italiano e nessuno in Italia che si occupi di moderare contenuti pesantemente diffamatori”. Domando: come si fa a “moderare contenuti diffamatori” senza cancellarli, cioè censurarli? Il mito dell’“auto-moderazione” della rete non è per caso un eufemismo? (altro…)

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saviano-voto

Lo scrittore condivide su Facebook alcune segnalazioni sospette.

Segnalazioni che lo scrittore Roberto Saviano condivide su Facebook e che, di certo, non fanno piacere. Storie davvero tutte italiane. Ad esempio, “a Quarto due kili di mozzarella per un voto.” Poi “a Roma mi segnalano l’offerta di alcuni pusher di offrire 50 euro di coca in cambio della prova del voto”.

DA cadoinpiedi.it

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Vietato “negare l’esistenza della Padania”, vietato “insultare politici leghisti” e vietato “pubblicare la bandiera italiana”. Che altrimenti vi bannano. Ecco a voi le regole da rispettare nella pagina facebook di “Radio Padania Libera”, in queste ore letteralmente presa d’assalto dopo il salvataggio made in Lega di Nicola Cosentino. Pensavo ad uno scherzo, è tutto vero.

 

nonleggerlo.blogspot.com

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Dal profilo facebook ufficiale dell’Onorevole Berlusconi, roba di poco fa:

nonleggerlo.blogspot.com

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La proposta è questa: non scendete in strada a far danno, state in casa e bevetevi una tazza di tè. Lanciata da un ex concorrente del Grande Fratello britannico, e ripresa da una serie di celebrità, Operation Cup of Tea è dilagata su Facebook e su Twitter, dove è stata a lungo «top trend», l’argomento più seguito. «Stay In and Drink Tea» è un modo (ingenuo) in cui l’Inghilterra cerca di ricordare a se stessa chi è? Certo: ma dimostra come i social network non siano, in sé, buoni e cattivi. Dipende quale uso ne facciamo.
Non si capisce, quindi, perché David Cameron mediti «di impedire alle persone di comunicare attraverso questi siti e servizi quando sappiamo che stanno preparando violenze, disordini e atti criminali». L’uomo è giovane, conosce i nuovi strumenti (sa certamente che Google non si pronuncia Gogòl, per esempio). (altro…)

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ROMA  –  Il ritmo e’ impressionante, da vero recordman. L’Assange italiano, l’ex precario della Camera che su facebook ha messo in piedi la comunita’ ”I segreti della casta di Montecitorio”, ha gia’ sfondato in 24 ore quota 100 mila fan. La sua crescita e’ di circa 10-15 mila fan all’ora ed e’ ormai diventato un fenomeno che spopola su tutti i siti d’informazione.

I COSTI DELLA CASTA SU FACEBOOK – Spunta sul web un ”Julian Assange” anti casta italiana. “Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta”: si presenta così l’anonimo che su Facebook ha creato la comunità ‘I segreti della casta di Montecitorio’. Pur essendo in piedi da pochissimo, la pagina ha già raggiunto oltre 36 mila fan – forse spinta anche dalla notizia che è riportata oggi da la Repubblica -, in crescita costante. (altro…)

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Da Facebook a Google, da Groupon a Zynga tutti in soccorso del sol levante.

Il Web si mobilita. Ma questa volta non tanto per una rivoluzione o una manifestazione contro un regime. Questa volta i big della silicon valley si sono messi in prima linea per aiutare il Giappone, colpito da un terremoto di 8,9 gradi della scala Richter e un conseguente tsunamiche ha messo in ginocchio il paese nipponico.

E’ il caso di Google che ha lanciato online Google Crisis Response, mettendo così a disposizione il proprio Google Checkout per versare fondi direttamente alla Japanese Red Cross Society. Ma non solo. Il gigante di Mountain View ha sviluppato online un cerca persone per chi – e sono a migliaia – ha perso contatto con i propri cari. Si chiama Person Finder ed è raggiungibile alla pagina: http://japan.person-finder.appspot.com/.

Dal canto suo Facebook Causes ha permesso, tramite Facebook Causes, di donare da 10 a 500 dollari in favore dalla Croce Rossa statunitense. La raccolta è già oltre i 50 mila dollari. (altro…)

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Quella di Valigia Blu è una lotta, una battaglia che da mesi cerca porre al centro dell’attenzione pubblica diversi argomenti caldi. Partiti con l’intento di far correggere al Tg1 minzoliniano la notizia per cui Mills fosse stato assolto mentre, come sappiamo, l’accusa era stata prescritta, l’ultima battaglia del collettivo guidato dalla tenace Arianna Ciccone assieme a Libertà e Giustizia è quello di spostare l’attenzione sulla legge elettorale, il famoso Porcellum, col quale saremmo costretti a votare se la situazione politica italiana dovesse precipitare definitivamente e si andasse a nuove elezioni. Un sistema, come ormai tutti sanno, voluto da Calderoli – che poco dopo lo definì una porcata – e che non permette ai cittadini di votare il proprio candidato, ma una selezione di nomi, una lista chiusa di nomi decisa a tavolino nelle stanze dei bottoni della politica italiana.
 
Come è scritto sul sito di Libertà e Giustizia “i punti fondamentali della campagna, secondo il presidente onorario di LeG, Gustavo Zagrebelsky sono:
 
1) dire un forte NO “alla spoliazione del diritto di scegliere il Parlamento”
2) “abolire l’assurdo premio di maggioranza col quale si cerca di riformare il sistema politico forzando il sistema elettorale””
 
Una delle caratteristiche di Valigia Blu è l’attivismo online, che però, appena possibile, si trasforma da virtuale in pratico, portando le persone a protestare e confrontarsi in piazze reali. Ma di principio è il web il primo motore delle varie mobilitazioni e, oltre al sito, è con Facebook, in particolare, che il gruppo tesse relazioni e si confronta sui temi più caldi della cronaca quotidiana.
 
Ma proprio un paio di giorni fa Facebook ha privato gli amministratori della pagina Ridateci la nostra democrazia dell’accesso. Quello dello stop alle pagine del più popolare social network al mondo è un problema di cui in rete si discute da tempo. Tante le segnalazioni e le accuse di stop senza motivazioni. Facebook, infatti, non è obbligata a dare spiegazioni del perché una pagina viene chiusa, basta quindi una segnalazione per rischiare di vedersi privati dell’accesso. Spesso, però, si è notato un accanimento verso pagine “sgradite al Governo” come segnala anche Vittorio Zambardino in questo post. (altro…)

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