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Posts Tagged ‘fassina’

FassinaLa terza delle interviste che questo blog dedica alle elezioni romane.

Stefano Fassina, 50 anni da poche settimane, nato a Roma ma cresciuto a Nettuno (elementari, medie, liceo scientifico), poi l’iscrizione alla Fgci (1986) quindi laurea con 108 alla Bocconi di Milano in Discipline Economiche e Sociali con tesi sull’eretico marxista Claudio Napoleoni. Quindi responsabile degli studenti universitari della Sinistra Giovanile (ex Fgci), consigliere economico del sottosegretario Laura Pennacchi durante il primo governo Prodi, poi vince un concorso da dirigente nel Dipartimento Affari economici della presidenza del Consiglio ma poco dopo viene assunto al fondo Monetario Internazionale e si trasferisce a Washington dove resta cinque anni. (altro…)

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povero-e-fassina

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fassinaIl Tar del Lazioha confermato l’esclusione di Stefano Fassina, candidato sindaco di Roma per Sinistra Italiana, dalla corsa per il Campidoglio. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dall’ex viceministro dell’Economia. La Commissione elettorale del Campidoglio aveva rifiutato la candidatura di Fassina per vizi “non sanabili” nelle firme raccolte a sostegno delle sue due liste (in alcune mancava la data). I giudici scrivono: “La mancata indicazione rende invalida la sottoscrizione”. (altro…)

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fassinaEra quasi inevitabile che il magma che sta a sinistra di Renzi venisse subito messo di fronte al prossimo turno di elezioni amministrative, al dilemma “con chi stare”.

Non è un dibattito nuovo, anzi da mesi le diverse componenti del magma stanno bisticciando sul tema: Civati i suoi sono convinti che sia cosa sciocca uscire dal Pd renziano per allearsi con il Pd renziano – insomma fargli da stampella; quelli di Sel hanno idee meno decise in merito (“col Pd solo se c’è un candidato di sinistra”, ad esempio a Milano Majorino sì ma Sala no, a Cagliari Zedda sì, a Torino no perché c’è Airaudo, a Roma tendenzialmente no ma vedremo); Fassina infine è rapidamente cascato di fronte alle domande dei giornalisti dicendo che al ballottaggio «non preclude la possibilità di sostenere un candidato del Movimento 5 Stelle se sul piano programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città», salvo poi aggiungere ieri che per il piddino Walter Tocci a Roma andrebbe a fare campagna elettorale da domani. (altro…)

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Vauro

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I nomiROMA – Stefano Fassina pensa a “comitati per il lavoro”, dopo l’annunciata uscita dal Pd. Sergio Cofferati entro giugno battezzerà l’Associazione per la cultura e la politica, di cui è già pronto lo statuto e alla quale lavora da quando ha lasciato il partito di Renzi. La “coalizione sociale“ di Maurizio Landini tiene la sua convention a Roma il 6 e il 7 giugno. Ma soprattutto c’è la fuga in avanti di Pippo Civati, che alla sua associazione “Possibile” ha dato ora un simbolo e l’ha presentato, con il tempismo del buon marketing, all’indomani della vittoria di Podemos in Spagna. Peccato che abbia irritato Nichi Vendola. Il leader di Sel infatti puntava alla “condivisione”, avendo offerto sponda ai fuoriusciti dem già da tempo e dichiarandosi pronto a sciogliere il “suo” partito per «una nuova forza politica».
Eppur si muove qualcosa, nella sinistra italiana. Anche se molto dipenderà dal risultato delle regionali.

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RenziFASSINA ACCUSA IL SEGRETARIO.

Io da piccolo volevo cambiare il mondo, non fare la moviola”. Assemblea Pd, Hotel Parco dei Principi a Roma. Matteo Renzi, in maniche di camicia (bianca ovviamente), conia la metafora che è insieme rivendicativa nei confronti delle minoranze. Ma anche amara. Perché più che a passo di marcia, gli tocca andare al rallentatore. E alla fine della giornata, all’attivo del segretario-premier, non ci sono espulsioni, né sanzioni, ne per i “ribelli”.Non c’è neanche la conta finale su una relazione, che dice poco.   DALL’ALTRA parte, non c’è né l’Aventino (D’Alema non è venuto per non farsi insultare, Bersani diserta a casa di un mal di schiena, ma gli altri sono presenti), né strappi espliciti e definitivi. Stefano Fassina si conquista applausi entusiasti della platea quando urla in faccia al leader: “È inaccettabile, non ti permetto più di fare caricature di chi non la pensa come te. (altro…)

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FassinaROMA . «Sono insostenibili i tagli che riguardano la spesa sociale. Vanno corretti». Per Stefano Fassina, ex vice ministro all’Economia, esponente della sinistra dem, nella legge di stabilità sono più le ombre che le luci.
Fassina, non è convinto dalla manovra di Renzi? Non crede ci siano novità positive?
«Ci sono molti aspetti da chiarire. E novità positive sono sul fronte della riduzione delle imposte. Ma il segno espansivo della manovra che già sulla carta era modesto rispetto alla gravità della situazione del paese e con i tagli pesanti alla spesa, viene cancellato ».
Alle Regioni si chiede un risparmio di 4 miliardi e 1,2 miliardi ai Comuni, 6 allo Stato. Una cura da cavallo?
«Sono tagli insostenibili, non si chiedono alle Regioni ma alle famiglie per le mense scolastiche; si chiedono ai pendolari che utilizzano il trasporto pubblico; alle persone che hanno bisogno di assistenza; agli studenti che avevano le borse di studio. Si chiedono alle mamme e ai papà per gli asili nido dei figli. Significano anche minori prestazioni nella sanità. E l’impatto recessivo degli interventi sui servizi sociali fondamentali supera l’impatto espansivo connesso alla minore tassazione».

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FassinaStefano Fassina.  Una questione di soldi.

Voglio prima di tutto sottolineare che non va fatta assolutamente una manovra correttiva del deficit, perché aggraverebbe la situazione. Si tratta di affrontare i problemi di sostenibilità del debito e riconoscere che gli obiettivi di deficit e debito che abbiamo assunto sono irrealizzabili. La spesa non va tagliata, ma riallocata, con la collaborazione della Commissione Europea”. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd nell’era Bersani, viceministro del Tesoro di Letta, prima di qualsiasi altra valutazione sulle risorse che vanno trovate per la legge di stabilità del 2015 ci tiene a fare questa premessa.   Onorevole Fassina, è vero che nel 2015 servono più di 20 miliardi?   Sì, secondo quanto indicato dal ministro Padoan alla Camera, la settimana scorsa, la manovra supera i 20 miliardi. Ne servono 4 o 5 per le spese obbligatorie, non previste ma necessarie, per la Cassa integrazione in deroga, per il 5 per 1000, per i fondi per non autosufficienza, 4 per la Finanziaria ereditata dal governo Letta, 7 per il bonus Irpef. 20 miliardi servono solo per adempiere e fare quanto già previsto, senza arrivare al pareggio di bilancio. (altro…)

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DeleghePOST FASSINA.

Per i renziani della prima e dell’ultima ora il suo obiettivo è chiaro: “Vuole fare il leader della minoranza interna”, dicono in coro – ad esempio – Angelo Rughetti e Debora Serracchiani. Non si sa se pensare che l’atteggiamento di indifferenza in privato e le mezze difese pubbliche degli esponenti politici che dovrebbero guidare siano da considerarsi una smentita o una conferma della cosa.

IN REALTÀ il gioco innescato dalle dimissioni di Stefano Fassina è ancora più complicato di così. Le linee di faglia sono tre: quella più ovvia è la tenuta del governo; poi ci sono le tensioni interne all’area d’appartenenza dell’ex viceministro (quella – per i distratti – che sosteneva Gianni Cuperlo alle primarie); infine c’è il problema del ruolo di Fassina al Tesoro e in particolare di un paio di deleghe parecchio rilevanti che ora rimangono scoperte. Partiamo da quest’ultima. (altro…)

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FassinaDOPO LE DIMISSIONI, I COLLEGHI FANNO FINTA DI NULLA. L’ESECUTIVO È PIÙ DEBOLE E IL RIMPASTO PIÙ VICINO. SOLO CUPERLO CRITICA IL SEGRETARIO: FRASE INFELICE.

Il primo risultato della segreteria Renzi sono le dimissioni del viceministro dell’Economia, Stefano Fassina. Anche lui membro autorevole del Pd sia pure in versione bersaniana. “Fassina chi?” ha detto il segretario democratico, ieri, rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa seguita alla lunga segreteria del partito. La solita “guasconata” renziana che però non è andata giù al viceministro. E così ha chiamato il presidente del Consiglio e gli ha comunicato le proprie “dimissioni irrevocabili”. (altro…)

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Persino Romano Prodi (uomo che non stimo per i suoi dubbi rapporti con il regime Nazarbaev, per aver dato il via alle privatizzazioni selvagge che hanno smantellato lo Stato italiano e per essere stato membro dell’Aspen Istitute, un’organizzazione americana finanziata anche dai Rockefeller) ha capito, come sosteniamo da mesi, che il partito del quale era Presidente è un partito indecente, morto,“derogatico” in quanto deroga a qualsiasi principio di etica e buon senso (paracadutati, quattrini sborsati per candidarsi, tessere false e sostegno al condannato Berlusconi). Lui stesso decide di non votare alla primarie e di non rinnovare la tessera. Cioè, chi conosce bene il PD è il primo a fuggirne lontano. Peccato che Stefano “Fessina” ancora non lo abbia compreso. (altro…)

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Fassina-LettaDi fronte alla proposta di reddito di cittadinanza avanzata dal M5S, Fassina ha risposto con toni molto irati e con la più classica delle repliche: non c’è copertura.

Un reddito minimo e/o di cittadinanza, in varie forme, esiste in quasi tutta Europa ed è proprio una di quelle cose che ci chiede l’Europa: con una raccomandazione del 1992 e con una risoluzione del 2010.

Bersani l’aveva promesso in campagna elettorale, a fine gennaio. Di recente anche Sel ne ha fatto una proposta di legge, non diversissima da quella del M5S.

Tra gli altri, si è detto favorevole a forme di sostegno di questo tipo l’ex direttore di Confindustria Innocenzo Cipolletta (non proprio Che Guevara) come misura per rilanciare i consumi e la crescita. Ah, anche il nuovo sindaco di New York è da sempre fra chi propone un ‘living wage’. (altro…)

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Infografica_Reddito_Cittadinanza

Scontro tra Beppe Grillo e il viceministro dell’Economia, il democratico Stefano Fassina, sul reddito di cittadinanza proposto dal Movimento Cinque Stelle. Si tratta di una proposta scritta ed elaborata dei parlamentari del Movimento ma che sarà il primo esperimento di proposta di legge discussa in rete con i cittadini. “Sarà la prima legge al Mondo che approderà in un Parlamento dopo essere stata discussa in Rete da migliaia di cittadini”, esultano i Cinque Stelle. La proposta è molto onerosa: costerebbe 19 miliardi l’anno (fonti M5s) ma coprirebbe una platea molto ampia di cittadini in difficoltà. Ben 9 milioni di persone, giovani, donne, disoccupati. Con un reddito garantito di 600 euro al mese, percepibile solo a patto di impegnarsi a rendersi disponibile per un lavoro presso i centri di impiego. (altro…)

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Cuperlo: ma il sindaco vuole cambiare il Porcellum?
Le reazioni.

ROMA— «Il primo requisito di Renzi, che si candida a ricostruire il paese, deve essere la serietà… invece fa una operazione culturalmente ambigua». Stefano Fassina, vice ministro all’Economia, non risparmia attacchi al “rottamatore”. Come del resto Gianni Cuperlo, lo sfidante del sindaco di Firenze che Fassina sostiene. Cuperlo accusa Renzi di non volere davvero cambiare la legge elettorale: «Il Porcellum lo cancelliamo o no? Non l’ho capito dal discorso alla Leopolda». E Fassina rincara. Un “caterpillar cappottato” che fa “proposte pari a zero sulla legge si stabilità” sono le sue bordate contro Renzi. Il disaccordo tra voi è sempre più profondo, Fassina? «Il primo requisito di una classe dirigente che si candida a ricostruire il paese deve essere la serietà, ripeto. (altro…)

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Fassina

Subito dopo l’uscita di Franceschini sul governo che «sta facendo molte cose di sinistra», si è saputo dove prenderanno i soldi per coprire il mancato introito dell’Imu nel 2013.

Allora:

300 milioni saranno tagliati alla manutenzione delle ferrovie.
250 milioni saranno tagliati al fondo per l’occupazione, cioè ai disoccupati.
300 milioni saranno tagliati allo sviluppo delle energie rinnovabili.
55 milioni saranno tagliati alle assunzioni nelle Forze dell’ordine.
30 milioni saranno tagliati all’attività dell’Agenzia delle entrate e al controllo sul lavoro nero.

Ancora incerti invece i 600 milioni che dovrebbero arrivare dal condono per i boss dell’azzardo: i re delle slot non vogliono pagare nemmeno quelli. (altro…)

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DAL sommerso come ammortizzatore sociale teorizzato dal governo di Silvio Berlusconi, siamo passati al sommerso come regola di sopravvivenza del vice-ministro Stefano Fassina.

Per fortuna che questa volta, al posto di Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, ci sono Fabrizio Saccomanni ed Enrico Giovannini a gestire la politica economica e quella del lavoro. Altrimenti non ci stupiremmo di leggere nei prossimi giorni circolari come quelle del 2009, che chiedevano esplicitamente agli ispettori del lavoro di ridurre i controlli nelle aziende perché «la criticità del momento contingente rafforza la scelta di investire su di un’azione di vigilanza selettiva e qualitativa, diretta a limitare ostacoli al sistema produttivo ». In altre parole, lo Stato che decide consapevolmente di abdicare dalla lotta all’evasione per garantire una sopravvivenza nell’ombra a molte piccole imprese che altrimenti sarebbero costrette a chiudere i battenti, gonfiando le file della disoccupazione. (altro…)

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Moralmente giustificatoBrrr che paura: Enrico Letta minaccia lotta dura senza paura, “con forza e determinazione”, contro l’evasione fiscale: “Gli italiani che hanno portato i soldi fuori dall’Italia devono sapere che non è più come 5 o 10 anni fa: conviene anche a loro riportare i soldi in Italia e pagare il dovuto”. E questo perché “il clima è cambiato” e “non ci sono più le coperture di qualche anno fa”. Quindi gli evasori verranno inseguiti e catturati ovunque siano, “nei paradisi fiscali o in Svizzera”. Non è meraviglioso? Il clima è talmente cambiato che B., dopo aver perso le elezioni, è di nuovo al governo. Pare incredibile, ma ha lo stesso nome e lo stesso cognome di quello che nel 2001, nel 2003 e nel 2009 varò tre scudi fiscali per consentire a chi aveva portato i soldi fuori di rimpatriarli clandestinamente, anonimamente, impunemente e pressoché gratuitamente (il terzo scudo passò anche grazie alle assenze di 59 deputati Pd). Anche il presidente della Repubblica è cambiato, anche se per un’altra curiosa combinazione si chiama esattamente come quello che promulgò il terzo scudo e, quando un cittadino lo fermò per la strada e gli domandò il perché di quella firma vergognosa, lo redarguì severamente.C’è poi un’ultima, prodigiosa coincidenza: un certo S. B. fra quattro giorni comparirà al processo Mediaset in Cassazione dopo la condanna in primo e secondo grado a 4 anni per frode fiscale. I giudici d’appello hanno sottolineato il suo indefesso impegno antievasione: “Con una strategia originata in anni in cui Silvio Berlusconi era incontestabilmente il gestore diretto di tutte le attività, il gruppo Fininvest, e più precisamente il suo fondatore e dominus, con l’aiuto dell’avvocato Mills ha costituito una galassia di società estere, alcune delle quali occulte, che occulte dovevano restare, tanto da corrompere la Guardia di Finanza che rischiava di scoprirle. (altro…)

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