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Vauro

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Fazio-Berlusconi

TUTTO IL REPERTORIO.

Silvio Berlusconi da Fabio Fazio riesce quasi a non far toccare palla al conduttore, anche se stanco e appesantito dagli anni, si guadagna anche tre applausi del pubblico in studio e fa andare in onda su Rai3 una sorta di “il meglio di…” con la storia vista da Arcore già sentita mille volte. Neppure una domanda di Fazio sull’origine poco chiara di Forza Italia nel ’94, su Marcello Dell’Utri e la mafia. Tutto liscio come l’olio, invece, un vecchio conduttore che intervista un vecchio politico.   PER IL GRAN FINALE Fazio chiede: “In questi giorni ha postato foto con il suo cane, Dudù che ormai è più famoso di Rex, per alcuni sono foto di un uomo solo, ma lei si sente felice?”. (altro…)

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OMBRELLO

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Alcune parole, alcuni racconti, dalla seconda puntata.

Il linguaggio della mafia, spiegato da Saviano: “togliere il mascheramento alle parole: per rompere il mascheramento al potere criminale serve tornare a chiamare le cose come sono”. (altro…)

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Il nome del programma è cambiato, ma il format e i conduttori sono gli stessi: quelli che hanno portato al successo della trasmissione l’anno scorso e di cui la Rai ha deciso di fare a meno (in favore di qualche fiction nazionalpopolare, di qualche pacco e paccottiglia ..).

Dagli elenchi di parole, alle parole scelte per indicare il presente, quello che c’è e che non vorremmo vedere più e quello che non vediamo più e vorremmo avere ancora.
Favino, che a breve diventerà padre e che augura alla figlia un mondo fatto di strade, case, nuvole, prosciutto ..
Fazio che invece si augura che nel mondo in cui crescerà non si trovino più“Burlesque, faccendiere, escort, spread, briffare, esclusivo, tele-voto, tempistica, padania, movida”. 
Ma la puntata inizia con Saviano che si toglie un sassolino dalla scarpa: con la parola interloquire. La ndrangheta che al nord interloquisce con tutte le forze politiche, lega compresa. Lo dice l’inchiesta che ha coinvolto l’ex tesoriere Belsito, che si era rivolto ai broker del clan De Stefano per investire i soldi. (altro…)

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Dire non dire: parlare delle mosse del governo ma senza fare promesse nè scendere nei dettagli.
Nell’intervista con Fabio Fazio, il premier Monti ha parlato a tutto campo: evasione, lavoro, liberalizzazioni, della Rai e persino della maggioranza che appoggia questo strano “governo”.
Abbiamo appreso che l’Italia appoggerà finalmente l’introduzione della Tobin Tax, a livello europeo e che intende andare avanti con l’eliminazione dei privilegi, i cartelli e i monopoli che impediscono la libera concorrenza e il mercato.
Che l’accordo con la Svizzera forse non si farà perchè potrebbe sembrare un condono, mentre nella riforma del lavoro non si acceteranno tabù (come pare si intenda l’articolo 18) “non abbiamo bisogno di simboli ma di lavoro non precario”.
Molto pedagogico, molto professore, lontano anni luce dallo stile del predecessore (nessun contratto con gli italiani). Non capisci mai se le frecciatine che tira fuori ogni tanto siano volute o gli vengano fuori così, naturalmente (il riferimento alla cena di capodanno). (altro…)

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Piero Fassino, il 23 giugno 2005, denunciava l’“incomprensibile puzza sotto il naso” verso speculatori come Gnutti, Ricucci e Coppola, impegnati nelle scalate bancarie di Fiorani e Consorte. E il 7 luglio spiegava: “È tanto nobile costruire automobili o essere concessionario di telefonia quanto operare nel settore finanziario o immobiliare”. D’Alema domandava: “Cos’ha che non va Gnutti?”. Poi partirono le inchieste. Fassino parlò di “aggressione contro i Ds e la sinistra” orchestrata da “settori del mondo economico, finanziario, giornalistico” per “discriminare il movimento cooperativo” come “figlio di un dio minore”. D’Alema denunciava la “campagna razzista contro Unipol” ordita da “certi interessi e salotti” e assicurava: “Le coop sono una riserva di etica protestante”, ergo “sono convinto che alla fine Consorte uscirà pulito”. Bersani elogiava Fiorani (“molto dinamico, capace, sveglio, attivo”) e Ricucci (vittima di presunti “razzismi”), ma soprattutto Fazio, invitandolo a non lasciare Bankitalia e a non “cedere a una confusa canea”. Sappiamo com’è finita, almeno in primo grado. Fazio, Ricucci, Fiorani, Gnutti, Consorte & C. condannati. (altro…)

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