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Posts Tagged ‘Federico Pontiggia’

Il registaI VERDETTI.

Zero premi zero agli italiani, ha vinto il francese Jacques Audiard, ha vinto il suo dramma franco-cingalese Deephan. Non era il film migliore di Cannes 68, ma solo il migliore dei cinque d’Oltralpe in lizza per la Palma d’Oro: è bastato, e avanzato, per sbancare un festival, si direbbe, nazionalistico, piuttosto che internazionale. Fosse uscito a Venezia, un verdetto simile, il direttore Alberto Barbera sarebbe stato crocifisso in sala mensa, o Sala Grande, viceversa, il nostro Fantozzi è rimbalzato su Twitter via Croisette per scherzare Vincent Lindon, l’unico galletto meritoriamente premiato per La loi du marché, ma prolisso nei ringraziamenti: non i filologici 92 minuti di applausi, dunque, ma di discorso. C’est la France. (altro…)

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AnitaIL GHIACCIO BOLLENTE DI FELLINI.

Anita come here! Hurry up!”. Piace pensare che Marcello Mastroianni e Federico Fellini infine abbiano contraccambiato l’invito, e l’abbiano voluta chiamare a sé. Dimenticate la Fontana di Trevi, archiviate la Dolce Vita, oggi anche l’ultima protagonista di quella scena icastica non c’è più: addio Anitona, come l’apostrofava ammirato il maestro riminese, addio Sylvia, addio pelle diafana in vestito da sera e bianco e nero d’artista.   Statuaria, prosperosa, simbolica, con un décolleté antigravitazionale, i seni che erano subito Boom, carnale ipoteca sull’immaginario collettivo. Se oggi per noi significa Ikea, c’è stato un tempo, remoto ma non immemore, in cui la Svezia era Anita Ekberg: non la trovavi sugli scaffali, ma la vedevi e la desideravi ovunque. (altro…)

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