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Posts Tagged ‘feltri’

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Ma sì: visto che ce lo teniamo un altro anno e mezzo, almeno divertiamoci. Così non pensiamo allo spread e ad altre cose brutte. Ricapitolando. Il capo dello Stato non ha finito di monitare (“ciascuno si assuma le proprie responsabilità”; quando si dice cantarle chiare) e il ministro delle Riforme annuncia la secessione sotto lo sguardo compiaciuto del ministro dell’Interno che dovrebbe chiamare la forza pubblica e disperderlo con gli idranti. Intanto il presidente del Consiglio si gioca alla morra la seguente alternativa: mi sputtano di più se vado all’Onu o al processo Mills? Alla fine sceglie il secondo, dove non è prevista la Merkel né altre culone inchiavabili. Stiamo parlando dello stesso premier che fa nominare consulenti di Finmeccanica tali Lavitola, Tarantini e Debbie  Castaneda (già Miss Colombia). Che versa migliaia di euro a tal Juanino, domestico peruviano ed emissario di Lavitola. Che parla con Lavitola da una scheda intestata a tale Ceron Caceres, pure lui peruviano. (altro…)

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Doppio regalo di Natale per i lettori berlusconiani: a Libero, non bastando Belpietro, arriva pure Feltri; al Giornale, invece, resta Sallusti. Tutto a causa dell’eterna transumanza di Littorio, che non riesce mai a stare fermo. Nel ’90 lascia il Corriere per l’Europeo, dove si porta il suo dioscuro, Belpietro, conosciuto a Bergamo Oggi. Poi si rompe le palle e nel ’92 rifonda l’Indipendente con Belpietro. Nel ’94 si rompe le palle e va al Giornale con Belpietro. Nel ’97 il dioscuro lo tradisce e va al Tempo, intanto Feltri si rompe le palle e lascia il Giornale a Belpietro. Nel 2000, dopo un lungo girovagare, fonda Libero senza Belpietro. Ma nel 2009 si rompe le palle e torna al Giornale, rimpiazzato da Belpietro. Ora si rirompe le palle e torna a Libero, ma con Belpietro. L’altroieri saluta sul Giornale gli sventurati lettori, rimasti nelle mani di Sallusti: “Non lascio questa gloriosa testata per motivi polemici, anzi sono grato” eccetera. Poche ore dopo, dichiara in conferenza stampa: “Sono andato via da un giorno e già il Giornale mi sta sui coglioni”. Libero saluta il ricongiungimento familiare con un sobrio articolo di Francesco Borgonovo, che descrive i Jalisse del giornalismo nostrano come fossero Marx ed Engels: “Come nelle migliori telenovele (sic, ndr), la coppia si rinsalda, l’amore vince sull’invidia e sull’odio. Ed eccoli qua, trent’anni e varie testate (in tutti i sensi) dopo di nuovo insieme, dove meno ce li si aspettava, a Libero”. In effetti ce li si aspettava come minimo all’Economist. Azionisti (10% ciascuno) e direttori (l’uno editoriale, l’altro responsabile, si fa per dire), Littorio e Prettypeter annunciano subito un giornale “così tanto libero da permettersi di essere berlusconiano senza essere di Berlusconi”. Infatti è di Antonio Angelucci, senatore di Berlusconi. “Noi – aggiunge Feltri – potremo essere berlusconiani senza essere pagati da Berlusconi. E saremo gli unici, visto che in Italia tutti sono pagati da lui: chi scrive per Mondadori, chi fa film per Medusa…”. (altro…)

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Il Giornale, Feltri: “Firmate contro Saviano che dà del mafioso al Nord”.

Il direttore editoriale del quotidiano di via Negri chiama a raccolta i suoi lettori contro lo scrittore di Gomorra, “reo” di aver parlato delle collusioni tra ‘ndrangheta e Lega: “Sono fanfaronate, senzazioni che fanno guadagnare, non notizie”

Il giorno dopo l’arresto di Antonio Iovine, boss dei casalesi latitante da 14 anni, Il Giornale va alla guerra contro Roberto Saviano. In prima pagina, Vittorio Feltri, lancia l’iniziativa: “Una firma contro Saviano che dà del mafioso al Nord”. A fianco dell’editoriale al veleno dedicato allo scrittore, il quotidiano di via Negri mette a disposizione un indirizzo mail e numeri per fax ed sms invitando i lettori a scrivere chiaramente il proprio nome e cognome per dire al “signor Gomorra” che “Sondrio non è Casoria, Como non è torre Annunziata e Brescia non è Corleone”.

Lunedì sera, durante il suo monologo nel programma di Raitre “Vieni via con me”, Roberto Saviano aveva raccontato la risalita delle organizzazioni criminali lungo lo stivale accostando alcuni esponenti della Lega al fenomeno della ‘ndrangheta in Lombardia. Durissime le reazioni il giorno dopo da parte degli esponenti del Carroccio. Ad arrabbiarsi più di tutti, il ministro dell’Interno Maroni che ha immediatamente chiesto alla Rai di poter replicare alle accuse dello scrittore campano nella puntata di lunedì prossimo. Alla risposta negativa del capostruttura di Raitre Loris Mazzetti, il titolare del Viminale ha prima minacciato querela e chiesto l’intervento del Quirinale, poi ha proposto allo scrittore “di metterci una pietra sopra e lavorare insieme contro la criminalità”. Tutto questo, nel giorno in cui  la Direzione investigativa antimafia (Dia), lancia l’allarme sulle collusioni fra imprenditori e ‘ndrangheta in Lombardia. E in cui il Viminale mette a segno un gran colpo nella lotta alla criminalità organizzata: l’arresto di Antonio Iovine, superboss dei Casalesi latitante da 14 anni.

Non sotterra l’ascia di guerra però Il Giornale, che in un servizio di cinque pagine attacca l’autore di Gomorra e chiama a raccolta i lettori perché esprimano tutto il loro sdegno contro l’accostamento tra lombardi e criminali. In prima pagina, Feltri dopo aver ricordato che “questo governo, quanto nessun altro prima, si è distinto nelle botte alla mafia”, si chiede: “E un giovanotto campano letterariamente fortunato salta su a dire che la Lega fa affari con la cupola?” Scontata la conclusione: “Ma ci faccia il piacere”. Secondo l’editorialista de Il Giornale, quelle di Saviano, “più che riflessioni sono fanfaronate”. Esagerazioni che portano soldi: “Compilare cronache (con pretese di saggio) sulla mafia sia redditizio assai e dia titolo per avere accesso agli studi televisivi, con relativo compenso, tuttavia ciò non affranca dal dovere di non spacciare sensazioni per notizie”. Insomma, la’ndrangheta al Nord? Per Feltri una “senzazione” di Saviano. Ecco perché i lombardi “che nel loro piccolo si incazzano”, secondo il quotidiano di via Negri sommergeranno il giornale di mail, messaggi e fax di adesione alla campagna. (altro…)

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