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Poi parla del patto del Nazareno: “Non è segreto. Dovevo incontrare B. in streaming? Cultura della sinistra italiana è quella del sospetto”. A una contestatrice: “Se non vuole gli 80 euro me li renda”.

Lanci di uova e fischi contro Matteo Renzi. Il premier, ospite del festival della rivista Internazionale a Ferrara, è stato ‘colpito’ da alcuni contestatori mentre si trovava sul palco in piazza Municipale (foto da Twitter). “La prima cosa che ho imparato è il rispetto delle idee e delle persone – ha risposto dopo l”attacco’ – e credo che tante persone sono qui non per farsi una frittatina o una crepe ma per ragionare: a chi non ha altri argomenti che le uova, noi continuiamo a rispondere con un sorrisononostante i tentativi di tappare la bocca”. E a una donna che dalla piazza grida di non volere gli 80 euro ha ribattuto: “Me li renda signora, non si preoccupi qualcuno a cui darli si trova”. Ma oltre alla contestazione il presidente del Consiglio ha parlato di riforma del lavoro, preso le distanze dalle indiscrezioni sul patto del Nazareno e attaccato la “cultura del sospetto” e antiberlusconiana della sinistra.  (altro…)

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ESSENDO Mentana uno dei più abili e consumati giornalisti/conduttori, è da escludere che la sua idea di mettere a confronto Travaglio e Ferrara fosse “ingenua”: e cioè ignorasse che i due si odiano e hanno scritto, l’uno sull’altro, le più vivaci sconcezze; oppure si augurasse che una decennale e appassionata ostilità politica e umana potesse finalmente sciogliersi, chez Mentana, in un’argomentata discussione. Difatti i due, ciascuno con le sue armi verbali e secondo la propria indole (Travaglio sarcastico e sprezzante, Ferrara fuori controllo e sbraitante: gatto e cane in una delle più efficaci trasposizioni drammaturgiche mai viste), hanno quasi subito creato un clima ucraino, subito ritratto e amplificato dalla rete che di questi incidenti è appassionata consumatrice. (altro…)

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Non è necessario essere Giuliano Ferrara per capire che, nel brogliaccio giudiziario e politico che ruota attorno alle “cene eleganti”, c’è anche una componente di moralismo. Ma è indispensabile non essere Giuliano Ferrara per capire che non sono gli svaghi erotici di Berlusconi a interessare (anche giudiziariamente) la società italiana; è la complessiva, spaventevole dismisura nel suo rapporto con le leggi, con i limiti del potere, con i media, con le femmine, con i soldi, con le Questure, con la vecchiaia, con il calcio, con la calvizie e perfino con l’elemosina. (altro…)

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mentana_ferraraOsservando Giuliano Ferrara in tv o dal vivo, sorge sempre una curiosità: che mestiere farebbe in un paese normale? Leggendolo invece sul suo foglietto clandestino, lautamente foraggiato dai contribuenti e dalla famiglia B., la domanda è un’altra: che mestiere fa in Italia? I sottopancia televisivi (molto sotto e molto pancia) lo qualificano per comodità come “giornalista”, non essendovi spazio per aggiungere funzionario del Pci, consigliere comunale a Torino, manganellatore di lottatori continui (forse l’attività meno inutile della sua esistenza), raccomandato del Psi, europarlamentare assenteista, conduttore tv che usciva la sera da un cassonetto della monnezza, spia della Cia, ministro berlusconiano, candidato al Mugello spappolato da Di Pietro, fondatore di un giornale all’insaputa dei lettori, direttore di Panorama con crollo di vendite incorporato, conduttore di Radio Londra all’insaputa dei telespettatori, leader del partito NoAborto all’insaputa degli elettori, desertificatore di edicole, di share e di urne, indossatore di parrucche rosse à la Boccassinì per gare di burlesque online, rapper di superpompe a Mario Monti, bevitore e spacciatore delle più variopinte panzane raccontate dal suo signore e padrone: e tutto questo per tacere i suoi difetti. (altro…)

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FINALE EMILIA (Modena) — Della piccola Vittoria, 5 anni, si sentivano solo i lamenti sempre più deboli, nel buio, tra le macerie. Il padre ha cominciato a scavare. A scavare e a gridare: «Mi senti, mi senti, bimba mia?». Prima l’ha raggiunta con una mano, le ha toccato il viso, riuscendo a creare tra i sassi e i mattoni un piccolo spazio per farla respirare. Non poteva muoverla, Vittoria era completamente sommersa dai detriti. Ma l’ha tenuta sveglia, le ha bagnato il viso con l’acqua, l’ha tranquillizzata, fino a quando non sono arrivati i vigili del fuoco, che l’hanno salvata. Una storia che alleggerisce il cuore in questa domenica bestiale. Una storia dai contorni piuttosto singolari: ad avvertire i pompieri di Finale Emilia del dramma che si stava consumando in quella casa è stato un medico, parente della famiglia, che vive negli Stati Uniti, a New York: appreso via internet del terremoto in Emilia, ha chiamato per avere rassicurazioni e, informato dalla madre della bimba del dramma in corso, ha lanciato l’allarme. (altro…)

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E’ con viva costernazione che apprendiamo dell’intenzione di Rai1 di spostare “Qui Radio Londra” di Giuliano Ferrara dalle 20.30, dopo il Tg1 di cena, alle 14, dopo il Tg1 di pranzo. Per carità, è apprezzabile il riguardo mostratogli dalla Rai, che lo associa comunque all’ora del desinare. Ma è inaccettabile che lo voglia degradare sul campo con la scusa del crollo degli ascolti(passati dal 20% delle primissime puntate all’attuale15 e qualcosa). Intanto perchè, se si dovesse punire chi fa perdere ascolti alla Rai, bisognerebbe cacciare quasi tutti i direttori di rete e di tg, cosa impossibile, sia perchè sono troppi, sia perché sono stati assunti apposta. Qualcuno, per dire, ha mai obiettato alcunchè a Bruno Vespa, che nelle recenti prime serate di “Porta a Porta” con quel che resta dei leader di partito ha desertificato Rai1,portandola al 13 e poi addirittura al 10%?Un’azienda normale licenzierebbe in tronco per scarso rendimento e giusta causa sia lui sia chi ha avuto la bella idea di mandarlo in prima serata (fra l’altro, pagato extracontratto). Invece c’è pure il caso che gli arrivi il cestino a Natale. Ma che s’aspettavano i dirigenti Rai quando affidarono a Ferrara il posto che fu di Enzo Biagi? Che facesse ascolti? Basta esaminare il successo delle sue numerose imprese editoriali, televisive e politiche:una serie di fiaschi mai visti neppure in una cantina sociale. (altro…)

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Alessandro Gilioli ha appena lanciato l’appello, qualcuno lo aiuti. Ecco cos’ha scritto Giuliano Ferrara sul Giornale di oggi, davvero:

Cavaliere, torni a stupire l’Italia! … Berlusconi potrebbe far correre una ventata di energia politica nuova, decisiva, necessaria. Dare un orizzonte alla politica democratica. Parlare, dire la verità. Impegnarsi per un patto di riforma serio del sistema, sollecitarlo, e costruire un orizzonte credibile e responsabile per la ripresa e il rilancio della democrazia offuscata. Berlusconi potrebbe fare del 2013 una scadenza felice, un’opportunità, potrebbe diventare il padre nobile della Repubblica a venire, e un coautore decisivo della salvezza nazionale e di una Europa della quale si possa pensare che non esiste solo per una astratta e punitiva disciplina fiscale …

In poche parole. La destra liberale italiana incarnata per tanti anni dall’anomalo leader Berlusconi potrebbe diventare una destra di governo per il futuro … Berlusconi può stupire gli italiani una seconda volta, diventare il padre nobile, e forte, di una nuova e definitiva stabilizzazione, proporre lui una fase di coesione nazionale, e praticarla in nome delle riforme di sistema e di un progetto per il futuro.

Da nonleggerlo.blogspot.com

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Da gennaio l’Elefantino sarà in onda il giovedì in prima serata sulla seconda rete. “E’ stata un’ispirazione, ho preso la cattedra di Enzo Biagi e ora il trono di Michele Santoro”.

Giuliano Ferrara è sportivo: “Che c’è? Sono impegnato. Ci sentiamo più tardi”. Richiama: “Volete sapere del mio nuovo programma? Bene, potete pure scrivere che sono cornuto, ma vi voglio dare una notizia”. Calma, prego: “Una mattina sfogliavo un giornale, leggevo gli ascolti di Rai 2 e di Gianluigi Paragone, stanco di manifestazioni, petizioni, appelli e un’ispirazione mi ha travolto”. (altro…)

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Ambasciata di Francia, piazza Farnese, Roma. Ecco Daniela Santanché e Giuliano Ferrara – in versione Sarko-Sandwich – microfonati e piazzati sul cassone di un camion dell’ortofrutta, alla presenza di qualche centinaio di pensionati. Sono lì per protestare contro le risate diplomatiche sbattute in faccia al Premier Berlusconi dall’accoppiata Merkel-Sarkozy. Vedrete come lo rispetteranno, d’ora in avanti.

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Ma sì: visto che ce lo teniamo un altro anno e mezzo, almeno divertiamoci. Così non pensiamo allo spread e ad altre cose brutte. Ricapitolando. Il capo dello Stato non ha finito di monitare (“ciascuno si assuma le proprie responsabilità”; quando si dice cantarle chiare) e il ministro delle Riforme annuncia la secessione sotto lo sguardo compiaciuto del ministro dell’Interno che dovrebbe chiamare la forza pubblica e disperderlo con gli idranti. Intanto il presidente del Consiglio si gioca alla morra la seguente alternativa: mi sputtano di più se vado all’Onu o al processo Mills? Alla fine sceglie il secondo, dove non è prevista la Merkel né altre culone inchiavabili. Stiamo parlando dello stesso premier che fa nominare consulenti di Finmeccanica tali Lavitola, Tarantini e Debbie  Castaneda (già Miss Colombia). Che versa migliaia di euro a tal Juanino, domestico peruviano ed emissario di Lavitola. Che parla con Lavitola da una scheda intestata a tale Ceron Caceres, pure lui peruviano. (altro…)

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«Il problema non è nelle quattro fesserie che si sono detti al telefono gli attori dell’ultimo teatrino detto della P4. Il problema è che la politica è così debole e divisa da non riuscire a impedire lo scandalo infinito delle retate telefoniche». Sono vent’anni che Giuliano Ferrara scrive in ottimo italiano lo stesso articolo (le righe succitate sono apparse domenica sul Giornale). Vent’anni – in realtà molti di più, considerando il periodo comunista – che questo prete spretato del Potere, allergico alla spiritualità quanto affascinato dal carisma sgangherato dei leader, sostiene che lo scandalo non sono i maneggioni, ma il racconto dei loro maneggi. La politica non deve essere onesta. Deve essere forte. (altro…)

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L’autorità garante delle comunicazioni impone alla Gabanelli di parlar bene di Tremonti per par condicio. Ma Qui Radio Londra invece non va punito.

Lo aveva annunciato Milena Gabanelli durante l’ultima puntata di Report: l’Autorità Garante delle Comunicazione aveva “punito” la trasmissione di Rai Tre, per la puntata dedicata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, imponendogli di “parlare bene” di via XX Settembre. Ma soprattutto, ha perdonato Giuliano Ferrara per Qui Radio Londra. Ne parla Marco Lillo sul Fatto Quotidiano:

In attuazione del principio dello scodinzolo, la delibera dell’Ag com “dispone che la Rai è tenuta ad assicurare il diritto di replica ai fini del riequilibrio della trasmissione, in relazione al programma Report andato in onda il 24 ottobre del 2010 (una serrata critica alla manovra di luglio del ministro Giulio Tremonti, ndr) mediante la diffusione di una nuova puntata che dia spazio anche a voci e a testimonianze positive e/o internazionali, relative alla manovra economico-finanziaria del ministero dell’Economia, al fine dell’effettivo ripristino dei principi di obiettività, completezza e imparzialità dell’informazione”. (altro…)

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I consiglieri d’opposizione: una precisa strategia politica nei confronti di programmi molto redditizi. Il dg ha respinto la proposta di far proseguire Ballarò fino a tutto luglio. Corsie preferenziali invece per gli ingaggi di Ferrara e Sgarbi.

ROMA – La politica strangola la Rai. Pur di penalizzare Rai3, rete poco amata dal premier, viale Mazzini non avvia le trattative per rinnovare i contratti a Fabio Fazio, Giovanni Floris e Milena Gabanelli: in scadenza tra i mesi di giugno e agosto. Mentre il direttore generale Mauro Masi apre corsie preferenziali per Giuliano Ferrara (ingaggio-blitz per “Radio Londra”) e Vittorio Sgarbi (da fine aprile con “Al di là del bene e del male”: 200 mila euro lorde a puntata a Sgarbi) per alcuni conduttori la Rai è matrigna (Michele Santoro viene “tollerato” per gli ascolti, ma pur sempre osteggiato). A maggio la Sipra, concessionaria della pubblicità Rai, dovrà presentare agli inserzionisti pubblicitari i suoi gioielli tv, i programmi della stagione autunno-inverno: ma ad oggi Masi non prende decisioni, rischia di sfasciare programmi di Rai3 che (piacciano o no a Berlusconi) portano milioni di euro alle casse del servizio pubblico. (altro…)

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7 – Fiato alle trombe e ai tromboni. Il 7 marzo torna Giuliano Ferrara. Il direttore generale della Rai gli ha offerto lo spazio che fu di Enzo Biagi. Ferrara ha rassicurato tutti: Non farò una cosa faziosa. Essendo amico di Berlusconi, esprimerò il mio giudizio sul modo disgustoso scelto per combattere Berlusconi.
Il nuovo menu serale di Rai1.
ore 20: il tg di Minzolini
ore 20.30: il monologo di Ferrara
20.40: i pacchi
*
6 – Siamo a Catanzaro, in una classe di terza media dove c’è un alunno con la sindrome di Down. Tutti in piedi, entra la preside. Ha appena comunicato agli insegnanti che non autorizzerà più la partecipazione del ragazzo Down alle gite di classe. Tanto, dice, lui non è in grado di capire niente. La preside si accerta che l’alunno non sia fra i banchi, poi raccomanda ai ragazzi di tacere al loro compagno la data della prossima gita di classe per evitare problemi alla scuola.
Ma una ragazzina alza la mano: Se lui non può più venire in gita con noi, allora non ci vado nemmeno io. I buoni esempi sono come quelli cattivi. Contagiosi. Uno dopo l’altro, tutti i compagni alzano la mano: nemmeno io… nemmeno io… nemmeno io… Vedi, esiste davvero una voce dentro ciascuno di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta. (altro…)

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Nel bellissimo ritratto di Gheddafi scritto da Robert Fisk, un ritratto comprensivo delle figure di contorno – i leader occidentali che negli anni sono stati a genuflettersi da lui – c’è un capoverso apparentemente di dettaglio, una di quelle pennellate di colore che illuminano il quadro. Riferisce un episodio di cronaca recentissimo, la Libia già in macerie. “Qualche giorno fa mentre faceva i conti con la collera della sua gente il colonnello Gheddafi ha incontrato una sua vecchia conoscenza. Il colloquio è durato quattro ore. Venti minuti li ha dedicati a chiedergli se conosceva un bravo chirurgo plastico perché voleva farsi un lifting al viso. Questo è l’uomo. C’è altro da aggiungere? Il giovincello ormai invecchiato aveva l’aria stanca, la faccia ingiallita e gonfia, un comico costretto a recitare una tragedia, un vecchio guitto che mentre il sipario sta per calare aspetta ancora la truccatrice”. (altro…)

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A furia di insistere, gli sconvolgenti scoop del Giornale e di Libero, uniti alle manifestazioni di Mutanda Ferrara e Crudelia Santanchè, sortiscono i primi effetti: secondo un sondaggio di Ilvo Diamanti per Repubblica, il 59% degli italiani è convinto che B. è colpevole, il 20 che è innocente e il restante 20 non sa. Ma gli sforzi dei signorini grandi firme convinceranno presto anche gli incerti. Un mese fa Belpietro rivelò che una escort era pronta a dimostrare di aver fatto sesso a pagamento con Fini; e che un supertestimone era pronto a giurare che ad Andria si stava organizzando un falso attentato a Fini per incolparne il solito B. Ora la escort è stata incriminata per essersi inventata tutto e il supertestimone ha confessato di essersi inventato tutto. Perché si fossero rivolti proprio a Belpietro, detto anche Bufala Bill dopo la storia tragicomica del presunto attentato sventato dal suo caposcorta, è inutile spiegarlo: si sa che a Libero non si butta via niente. Per non essere da meno, ieri il Giornale ha piazzato altri due colpi da maestro. (altro…)

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Il moralismo, i peccati, i libertini e i neopuritani non c’entrano niente. “Non c’è bisogno di essere puritani per capire che Berlusconi è unfit to lead”. Il copyright non è mio, rubo la frase dal Boston Globe di ieri, in un editoriale dal titolo “Crimini, non giochi”. Vogliamo quindi parlare di reati e non di peccati, terreno sul quale Ferrara, i neolibertini e compagnia vorrebbero spostare il discorso per gettare un po’ di fumo negli occhi. I peccati non ci interessano e anzi istintivamente tifiamo più per Maria Maddalena che per Maria Goretti. Inutile cercare di confondere le acque e sbandierare mutande in teatro. Chi scende in piazza lo fa per difendere non solo la dignità delle donne ma di un intero Paese sbertucciato da più di un mese su ogni giornale estero, con caricature, vignette e battute pecorecce dove si vedono ministre in autoreggenti e consigli dei ministri con le conigliette intorno al tavolo. (altro…)

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