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Posts Tagged ‘Ferruccio Sansa e Davide Vecchi’

matteo-tiziano-renziNelle carte dei pm di Genova   Il padre Tiziano cercava “di allontanare la ditta di famiglia dal loro cognome, considerata l’intrapresa carriera politica del figlio”.

Liberarsi dell’azienda che aveva trascorsi negativi ed era quindi“da allontanare dalla Toscana e soprattutto dal nome Renzi, considerata l’intrapresa carriera politica del figlio Matteo”. Per questo, annotano gli investigatori della Procura di Genova,il papà del premier nel 2010 avrebbe affidato a un amico, Gianfranco Massone,l’ormai malmessa azienda di famiglia Chil Post: per portarla a morire lontano da Rignano. Preoccupandosi però di “salvare la parte sana” trasferendola alla Eventi 6,società delle donne di famiglia: Laura Bovoli, Matilde e Benedetta Renzi, rispettivamente madre e sorelle del premier. (altro…)

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Tiziano RenziI MAGISTRATI HANNO SENTITO L’IMPRENDITORE INDAGATO A GENOVA.

Follow the money. Seguono i soldi gli inquirenti genovesi Marco Airoldi e Nicola Piacente che hanno indagato Tiziano Renzi per bancarotta fraudolenta. Il padre del premier nei giorni scorsi è stato sentito dai magistrati e l’interrogatorio si è concentrato proprio sulle movimentazioni della Chil Post, mentre la Guardia di Finanza ha acquisito la documentazione bancaria della società, in particolare quella relativa ai prestiti ricevuti, alcuni dei quali senza garanzie come il mutuo, stipulato poco prima del fallimento, con il Credito cooperativo di Pontassieve guidato da Matteo Spanò, da sempre fedelissimo uomo di Matteo Renzi. Il premier dal 1999 al 2004 era tra i soci, con il padre e le sorelle Matilde e Benedetta della Chil Post, per poi lasciare la proprietà e venire assunto come dirigente poche settimane prima di essere candidato alla presidenza della Provincia di Firenze.   (altro…)

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Tiziano RenziLA PROCURA DI GENOVA È INTERESSATA NON SOLO ALLA FINE DELLA SOCIETÀ “CHIL” MA PURE A QUELLA DELLA “MAIL SERVICE SRL” NEL 2011. PER LA “EVENTI 6” ORA RISCHIA ANCHE LA MADRE.

Genova – Non è soltanto per un fallimento di tre anni fa, come lamenta Tiziano Renzi. Gli accertamenti della Procura di Genova stanno ricostruendo l’intera vita imprenditoriale del padre del premier. Tutte le società nate nella casa di Rignano sull’Arno, i passaggi di proprietà, i rapporti tra i singoli soci, la rete di contatti, gli scambi commerciali. Tutto. Un lavoro che porta almeno fino al 2006. E alla Mail Service Srl, una società di cui il padre del premier era socio di maggioranza, con il 60% del capitale, e che nel 2011 è stata dichiarata fallita. Proprio come la Chil Post che, secondo l’accusa, è stata svuotata del ramo aziendale sano, e poi accompagnata al cimitero finanziario da Gian Franco Massone con debiti per 1 milione 150 mila euro. La Mail Service potrebbe rappresentare un precedente utile al fine delle indagini perché sembra attuare uno schema poi ripetuto.

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Indagato Tiziano Renzi

INDAGINE SULLE AZIENDE DEL “BABBO”: “MI DIMETTO DA SEGRETARIO DEL PD DI RIGNANO SULL’ARNO”.

Genova   Tiziano Renzi è indagato per bancarotta fraudolenta dalla Procura di Genova. Secondo i pm, il padre del premier avrebbe svuotato un’azienda attraverso una vendita ritenuta fittizia, che avrebbe consentito alla famiglia di sottrarre ai creditori le attività più redditizie. Alla società, così divenuta poco più di una scatola vuota affidata a un ex socio che l’ha portata al fallimento, sarebbe invece rimasto un passivo di oltre un milione di euro. I pm genovesi Marco Airoldi e Nicola Piacente vogliono accertare se si sia verificato lo schema tipico di tante bancarotte fraudolente: cioè un debitore che attraverso vendite più o meno fasulle lascia a bocca asciutta i creditori.   A INSOSPETTIRE i magistrati e gli investigatori il prezzo di vendita della società in questione: 3.878,67 euro. Pochi, apparentemente. (altro…)

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BOSSI VA ALL’OPPOSIZIONE. LA VAL SERIANA NON CI CREDE.

Troppo tardi. “Non si può scendere dal treno quando è deragliato”. Con il buio in Val Seriana c’è un freddo che fa male. Dai monti scende un vento scuro e la vita si rifugia nelle case con le finestre illuminate di chiaro e di violetto: la televisione. Si guarda il telegiornale dopo cena – perché qui ci si alza all’alba per lavorare – e si commenta in dialetto. Soprattutto quando sul video passano loro, Umberto Bossi, Roberto Maroni. Siamo nel cuore del Nord leghista, nella valle bergamasca dove il Carroccio sfiorò l’80 per cento: addio alla vecchia Dc, la svolta che prometteva di cambiare l’Italia partiva da queste valli dimenticate da Dio. Qui nel 1990 il Senatùr e i suoi conquistarono il loro primo sindaco, Franco Bortolotti di Cene. (altro…)

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