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Posts Tagged ‘Ferruccio Sansa’

7-anniOtto anni dopo 23 colpevoli tra cui l’ex ad di Rti e 10 assolti. I parenti delle vittime: “Ora niente colpi di spugna”.

Dallo stridore del treno che deraglia alla campanella che in aula annuncia la sentenza per la strage di Viareggio, 33 morti: sono passati 2.770 giorni. Quasi otto anni. “Entra la corte”. Tra i parenti sospiri, mani che si stringono, abbracci, dita che martellano sulla sedia, occhi chiusi per non vedere. È il momento. Adesso. Mentre il giudice Gerardo Boragine comincia a leggere c’è un silenzio che sentiresti il respiro di ognuna delle trecento persone stipate nell’aula: “La Corte, in base all’articolo 533…”, l’avevano imparato a memoria tutti i parenti, significa condanna. Si alza un brusio. (altro…)

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Al Pacino

Bocciata la procedura d’urgenza sugli agenti sotto copertura per combattere i reati contro la Pa. Il dem Lo Giudice ammette: “Gli alleati centristi non sono entusiasti”.

L’infiltrato. L’ultima battaglia tra M5S e Pd si combatte sugli agenti sotto copertura nelle inchieste di corruzione. Ieri il Senato ha bocciato un disegno di legge del Movimento. Non ci sarà procedura di urgenza per affrontare la questione. Si farà, quando sarà possibile. Maurizio Buccarella (M5S), vicepresidente della Commissione Giustizia che ha presentato il testo, racconta: “L’infiltrato è essenziale contro la corruzione. A luglio 2015 abbiamo presentato una legge che lo prevede, ma è ferma alla Commissione Giustizia del Senato”. (altro…)

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Tre Mercedes in cinque anni. Con sconti di milioni di lire. Poi una passione per le banconote nuove. Il pm nel 2002 chiese e ottenne l’archiviazione. Ma per Giorgio Toschi, nuovo comandante della Finanza, il fascicolo della Procura di Pisa ha molti passaggi interessanti. Fu un’inchiesta che suscitò clamore, quella condotta dall’allora procuratore Enzo Iannelli e dalle stesse Fiamme Gialle. Esponenti di spicco della Guardia di Finanza furono condannati. Non fu invece processato Toschi che, negli anni precedenti, aveva guidato la Finanza pisana. La richiesta di archiviazione descrive un ambiente degradato. (altro…)

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PDGli onorevoli e la questione morale – Dal Lazio alla Calabria, le spese pazze hanno falcidiato la classe dirigente democratica.

Un viceministro, un sottosegretario, nove deputati e sette senatori. Il listino di indagati e imputati del Pd tra Parlamento e governo conta diciotto persone. Come nella hit parade ci sono delle new entry soprattutto in vetta alla classifica, per così dire, cioè tra viceministri e sottosegretari (ma anche tra gli onorevoli).

Gli ultimi nomi agli “onori” delle cronache sono quelli di Filippo Bubbico e Vito De Filippo. (altro…)

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Fo“Non dobbiamo restare spettatori, 20 anni fa saremmo scesi in piazza. Se vincesse il sì, vedo un Paese di gente inerte, silenziosa, servile”.

Se la battaglia sarà dura, bene. Allora combattiamola fino in fondo. Non facciamoci prendere dalla paura. È il momento di partecipare. Non solo: di essere decisi.

Dario Fo, che cosa deve fare chi vuole difendere la Costituzione… basta una firma?

Gli appelli sono importanti. Eccome. A volte mi prendono in giro perché li firmo, ma è mio dovere. Certo, è solo il primo passo. Poi dobbiamo farne altri: difendere la Costituzione nella realtà, nella nostra vita. Io ho la fortuna di parlare alla gente, di salire sul palcoscenico. Di provare ad aprire i pensieri. Non dobbiamo essere solo spettatori. Non basta conoscere il senso e il valore di una legge. Se non la difendi, tutto il lavoro dei nostri padri va a morire ammazzato. Ce ne rendiamo conto? (altro…)

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Furti

Il procuratore generale di Venezia Condorelli contro la nuova legge che limita la custodia cautelare.

È un disastro. I ladri, i rapinatori (se non ci sono aggravanti), tutti quei delinquenti insomma che suscitano tanto allarme tra i cittadini: siamo costretti a rilasciarli tutti e magari dopo mezz’ora sono di nuovo lì che commettono reati”. Antonino Condorelli, procuratore generale di Venezia, sfoglia il codice, poi alza bandiera bianca: “Sono troppi i reati per cui non possiamo applicare la custodia cautelare in carcere. La polizia può arrestare in flagranza i responsabili, ma poi dobbiamo rimetterli fuori”.

 

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mafiacapitale2014

La legge del 1991, Sono 261 i Comuni, oltre alle Asl, commissariati in 25 anni: 88 in Campania, 76 in Calabria e 62 in Sicilia; il primo al Nord fu Bardonecchia in Piemonte.

La par condicio è rispettata. Anche nei comuni sciolti per mafia. Nei primi undici mesi del 2015 sono state sette le amministrazioni rispedite a casa (sei Comuni più il Municipio romano di Ostia): quattro erano riferibili al centrosinistra, tre al centrodestra (fonte Avviso Pubblico, rete dei Comuni contro le mafie). In un caso, ad Arzano, il Comune commissariato nel 2008 quando era guidato dal centrodestra, è passato a una giunta di centrosinistra. Oggi commissariata a sua volta. (altro…)

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DavigoPiercamillo Davigo L’ex pm di Mani Pulite: “Sequestro dei beni a chi evade Il capo della Gdf l’ha proposto alla Camera, l’hanno preso per un marziano”.

Non è credibile. Dare un impulso all’economia alzando le soglie di punibilità per gli evasori o aumentando l’uso del contante non è credibile. Semplicemente perché finora nessuno ha spiegato come. Piuttosto sono evidenti gli effetti negativi”. Parla Piercamillo Davigo, negli anni 90 nel pool Mani Pulite e oggi magistrato di Cassazione.   Ma quali effetti negativi   possono produrre?   Partiamo dall’innalzamento dei limiti per l’uso del contante e dalla sicurezza, di cui si fa un gran parlare. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché si debba andare in giro pieni di contante, favorendo gli scippatori. E non dimentichiamo che l’uso senza controlli del contante agevola anche il riciclaggio.   Il governo assicura:alzare le   soglie di punibilità e consentire un maggiore uso del contante dà impulso all’economia. Non sarete dei “gufi”?   Incentivare l’evasione non fa ripartirel’economia,trasferisce una parte di economia dal bianco al nero. Non basta. (altro…)

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evasione libera

LE FURBIADI Al macero un fascicolo su tre   L’innalzamento dei limiti di punibilità: 3.500 archiviazioni solo a Milano.

Abbiamo chiesto l’archiviazione di 1.200 fascicoli solo per l’omesso versamento dell’Iva.Contestazioni relative agli ultimi quindici mesi”. In Procura a Milano sono questi i primi risultati della nuova disciplina sull’evasione che prevede l’innalzamento dei tetti di non punibilità: da 50 a 150mila euro per l’omesso versamento delle ritenute, da 150mila a 250mila per l’Iva. In Procura non si sono fatti cogliere impreparati: “Da mesi avevamo smesso di trasmettere le carte all’ufficio gip”, raccontano i pm. Così in un attimo sono stati cancellati 1.200 fascicoli solo per l’Iva. (altro…)

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tronca

OLTRE EXPO Il commissario sbarca a Roma   Ha gestito la prefettura di Milano dopo lo scandalo di Ruby e ha approvato 70 interdittive antimafia.

Non so se vedrò Ignazio Marino.La prima cosa che farò quando arriverò a Roma sarà incontrare il prefetto Gabrielli.Io terrò una linea di rapporti estremamente istituzionali”. Francesco Paolo Tronca dice addio alla poltrona di prefetto di Milano chiudendo l’Expo e inaugura la sua esperienza di commissario del Comune di Roma. Lo fa con una frase che potrebbe essere estremamente istituzionale. O fortemente politica. Comunque pare l’ennesimo schiaffo a Marino. DI SICURO è un passaggio delicato per i rapporti Milano-Roma. Prima ci aveva pensato Raffaele Cantone: “Milano si è riappropriata del ruolo di Capitale morale d’Italia”. E Roma? “Non sta dimostrando di avere gli anticorpi morali di cui ha bisogno”. Poi era toccato al ministro Maria Elena Boschi:“PerilGiubileovogliamo il modello Expo”. Infine, ecco che a guidare il Campidoglio arriva il prefetto di Milano. Una sfilza di colpi all’autostima dei romani. La Capitale messa sotto tutela dalla Lombardia. Il volto che rappresenta la svolta è quello di Tronca, 63 anni. (altro…)

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cota-formigoniENTI DANNOSI.

Negli ultimi anni le Regioni hanno prodotto soprattutto scandali e arrestati.

Un Senato delle Regioni.Quegli enti travolti dagli scandali più clamorosi. Eppure la riforma renziana prevede che i nuovi senatori siano proprio consiglieri regionali,74, assieme a 21 sindaci e 5 “personalità” scelte dal Quirinale.   MAFIA E CRIMINALITÀ   Lombardia Un ex assessore di Formigoni, Domenico Zambetti è sotto processo per voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il suo arresto nel 2012 accelerò la caduta del Governatore (14 inquisiti tra assessori e consiglieri).   (altro…)

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TirrenoChi ha aiutato la Tirreno Power, da De Vincenti a Burlando: “Sono posti di lavoro”.

Genova – Ciao Claudio, a noi ci viene da lì, a livello istituzionale, ma anche di rappresentanze parlamentari, di collegi… intendo dire nostre… cioè Pd… una richiesta molto forte di un segnale da parte del Governo… del tipo che si stanno muovendo sulla strada giusta”. Ecco la frase che costituisce lo snodo, per lo meno politico, dell’inchiesta sulla centrale Tirreno Power. A parlare è Andrea Mangoni. All’epoca ad di Sorgenia e nel cda di Tirreno Power. Un manager vicino al centrosinistra che sostenne la sua nomina ai vertici Acea e Fincantieri. Una persona che arriva a parlare in prima persona del Pd. All’altro capo del filo Claudio De Vincenti (non indagato), allora vice-ministro dello Sviluppo Economico, poi voluto come suo sotto segretario da Matteo Renzi.

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Domani sciopero per il nuovo contratto.

PediatraPediatri, i bambini non vanno in piazza.

In due settimane due proteste che riguardano entrambe i bambini. Prima la scuola, domani i pediatri. Forse si pensa poco al futuro. Forse è più facile fare le riforme sulla pelle di chi non ha voce e non vota.

Fanno un po’ paura e insieme rassicurano. I pediatri. Ognuno ricorda il proprio: la voce tonante che all’arrivo ti faceva venire una voglia fisica di scappare. Poi quel maledetto cucchiaio in gola. L’odore di alcol e magari la puntura. Le manone sulla tua schiena a sentire i polmoni e il timore che trovasse qualcosa, il male, anche se non ne sapevi esattamente il significato. Infine la mamma che ritrovava il sorriso, e il timore che si scioglieva in sollievo. La febbre che da brivido si trasformava in tepore. Il pediatra che per consolazione con lo stetoscopio ti faceva ascoltare quei battiti misteriosi: il tuo cuore. (altro…)

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In fondo Raffaella Paita non ha rubato. Questo, in sostanza, dicono molti pezzi grossi del Partito democratico: è indagata “solo” per omicidio e disastro colposi, mica per corruzione. Vero, ma visto che si è candidata per governare una Regione devastata dalle alluvioni, una terra che ti si sgretola sotto i piedi, ti viene una domanda paradossale: scusate, ma non sarebbe meglio un vecchio marpione di partito che sappia almeno affrontare una pioggia? L’accusa che i magistrati rivolgono a Paita – non saper affrontare l’emergenza – non è la più grave possibile in Liguria? Soprattutto per chi era assessore alla difesa del suolo in carica? Ma c’è di più. Paita si candida senza vantare un curriculum particolare. (altro…)

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PaitaRaffaella Paita indagata per l’alluvione di Genova del 9 ottobre 2014. È accusata per la mancata allerta che lasciò la città in balia del Bisagno: le ipotesi sarebbero omicidio colposo in concorso e disastro colposo. Una brutta tegola per la candidata Pd alle elezioni regionali liguri che già arranca nei sondaggi. Soprattutto perché la notizia arriva il giorno dopo la visita istituzionale-elettorale di Renzi a Genova, gli scambi di sorrisi e le decine di fotografie accanto al Presidente del Consiglio (che domenica dovrebbe tornare a Sanremo per sostenerla). Paita è assessore regionale con delega alla Protezione Civile. Una poltrona chiamata a coordinare prevenzione e soccorsi. Paita è indagata per il mancato allarme alla città che alle 23,30 del 9 ottobre si ritrovò impreparata quando il Bisagno ancora una volta esondò. Uccise un uomo di 57 anni. (altro…)

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Renzi

IL PREMIER SVENTOLA IN LIGURIA L’ASSEGNO PER GLI ALLUVIONATI: SCENA BLINDATA,
VICINO A LUI SOLO LA CANDIDATA DEMOCRATICA E GLI IMPRENDITORI AMICI.

Propaganda elettorale per le regionali. Sul Bisagno dove sono morti uomini e donne. Durante una visita “istituzionale”. Questo è avvenuto a Genova, anche se Matteo Renzi i genovesi non hanno potuto vederlo, tenuti lontani per timore di contestazioni. TANTI avevano atteso il premier nei giorni del fango. È giunto ieri, sei mesi dopo, promettendo – a favore di telecamere – 380 milioni che dovrebbero arrivare nei prossimi anni (ma gli scettici non mancano). Con i soldi dello Stato e con quelli già procurati dal Comune si potrebbero realizzare due lotti dei lavori sul Bisagno (manca il terzo) e si lavorerà allo scolmatore del Fereggiano. La promessa: tutto pronto entro il 2021. (altro…)

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A colpi di vernice

OGGI IN CITTÀ CON UNA PIOGGIA DI MILIONI: SERVONO
A SBLOCCARE I CANTIERI E RILANCIARE LA SUA CANDIDATA.

Quando c’era il fango di Renzi manco l’ombra. Adesso che ci sono le elezioni va sul Bisagno”. Le parole di Anna Pietri e di tanti altri abitanti della Val Bisagno: oggi la visita di Renzi a Genova non sarà una passeggiata. Non basterà quella manina anonima, stile Ventennio, che ha cancellato dai muri le scritte di contestazione al premier. I sondaggi delle regionali non sono rassicuranti se Renzi ha deciso di venire due volte in una settimana per sostenere Raffaella Paita. Che dai manifesti sorride sempre, ma non ha conquistato i liguri. Addirittura c’è chi, come il politologo Pierfranco Pellizzetti, ipotizza un arrivo al fotofinish tra quattro concorrenti: Paita, Giovanni Toti (centrodestra), Alice Salvatore (M5S) e Luca Pastorino (civatiano fuoriuscito dal Pd). (altro…)

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Dove vai Italia con i vari Laboccetta.

Una storia simbolo di un Paese che non può cambiare.

Laboccetta. Che parola perfetta, che suono tondo. E invece è un nome proprio. Leggi le intercettazioni dell’ennesima inchiesta napoletana e te lo ritrovi davanti: Amedeo Laboccetta, ex An, amico dei signori delle slot. Simbolo che questa Italia non cambierà mai. Laboccetta. Che parola perfetta, che suono tondo. E invece è un nome proprio. Leggi le intercettazioni dell’ennesima inchiesta napoletana sugli appalti e te lo ritrovi davanti (con Francesco Simone di Cpl Concordia): Amedeo Laboccetta – stavolta non indagato –nominato dalla Regione Campania presidente della Gori (Gestione Ottimale delle Risorse Idriche, che già con quell’aggettivo, ottimale, ti fa sorridere), accanto a Ranieri Mamalchi già capo segreteria di Gianni Alemanno. Subito ti ritorna in mente la canzone di Battisti: ancora tu, ma non dovevamo vederci più. Già, Laboccetta merita più di quel tanto che ha già avuto. Dovrebbe diventare davvero una definizione, un tipo umano, il prototipo dell’Italia che non cambierà mai. Basta leggere il suo curriculum: una gioventù nella destra campana, nel Fuan, fedelissimo di Gianfranco Fini. (altro…)

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Il Caso Meredith, l’Airbus e i giudizi sugli altri popoli.

Un popolo di trogloditi. Leggi il reportage di Nina Burleigh che il settimanale americano Newsweek dedica al caso Meredith e questo ti sembrano gli italiani: poliziotti usciti da un film di Ciccio e Franco, una giustizia tribale, una stampa tipo il Papersera di Topolino. Quasi un’enclave di uomini di Neanderthal sopravvissuta in mezzo al mondo civile.

“Ho passato dieci mesi a Perugia”, ricorda l’autrice e ti stupisci come in tanto tempo sia riuscita a preservare una tale quantità di pregiudizi e luoghi comuni. Leggi stizzito e ripensi al mito del giornalismo americano modello di obiettività. Ti domandi se sia meglio la giustizia americana che ha rinchiuso nelle carceri la più alta percentuale di individui della storia (più dell’impero romano). Che non può rimediare ai propri errori perché nel frattempo l’innocente è stato fritto sulla sedia elettrica. (altro…)

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Ministri, onorevoli e dirigenti Pd e la paura di dissentire.

Ministri, onorevoli, dirigenti. Tanti nel Pd dissentono. Ma non agiscono. Conta, però, più la fedeltà al partito o ai propri ideali e ai programmi?

Il Pd non è solo un partito di potere, ci sono tanti uomini e donne che ci credono”. Vero, ha ragione l’alto dirigente democratico che ti agita davanti una copia del Fatto Quotidiano. Ma ha anche torto. E la colpa non è solo di Matteo Renzi e della sua corte selezionata premiando l’ossequio più che i meriti.   No, la deriva del maggiore partito italiano – sempre più simile al Psi craxiano, ma forse ancora più insidioso – è responsabilità soprattutto di quella zona grigia di dirigenti e onorevoli che nasconde il proprio dissenso, che ha il coraggio di manifestarlo soltanto nel chiuso di stanze e corridoi. Non intendiamo i D’Alema che vorrebbero scalzare Renzi per riproporre il loro decrepito sistema di potere. (altro…)

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