Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘fiat’

marchionne

L’Epa ha accusato Fca di aver truccato i controlli sulle emissioni di migliaia di veicoli. Se vero, la multa potrebbe arrivare a 4,6 miliardi di dollari. Un quarto del valore di mercato di Fca. Che potrebbe non mantenere la promessa di nuovi posti di lavoro negli Usa. Da vedere se Trump lo permetterà.

Le accuse dell’Epa (Agenzia di protezione dell’ambiente) a Fca (Fiat Chrysler automobiles) sono pesanti: software su 104mila veicoli diesel per alterare il funzionamento dei sistemi di controllo delle emissioni. Tutte le automobili moderne utilizzano l’elettronica per ottimizzare la performance dei motori. Non è quindi semplice riuscire a dire se una casa automobilistica ha “truccato” le emissioni. Nel caso Volkswagen, l’azienda è stata accusata specificamente di aver montato un software che riduce le emissioni nelle condizioni tipiche in cui vengono testate. Dunque, in questo caso non ci sono dubbi che ci sia dolo. Ma esiste un’ampia zona d’ombra nella quale è più difficile stabilire se l’elettronica serve per migliorare le prestazioni del motore o piuttosto per aggirare i test sulle emissioni. La domanda da porsi è quindi se Fca abbia tentato deliberatamente di aggirare i controlli, violando gli standard di legge, o se operi nell’ambito discutibile, ma non ovviamente fraudolento di ottimizzazione della performance dei motori. (altro…)

Read Full Post »

Vauro

Read Full Post »

FiomSi tratta del compimento di quanto avviato a Pomigliano nel 2010: la fine del contratto nazionale”. La replica di Maurizio Landini alla nuova politica retributiva inaugurata dalla Fca di Sergio Marchionne, e sancita ieri con un verbale di intesa siglato con Fim, Uilm, Fismic e Ugl, è nettta. Il rischio è il ritorno agli anni 50, con l’aggravante di favorire il contratto aziendale e, di conseguenza, il sindacato aziendale. Ieri, i sindacati che sono d’accordo con Fca hanno commentato aspramente le posizioni del segretario Fiom, sostenendo che non è vero che gli aumenti legati ai risultati siano sostitutivi del salario di base. Perché l’accordo che propone Marchionne è per lei così negativo? Perché è la conferma che è definitivamente cancellato il contratto nazionale e i due livelli di contrattazione. Si completa il disegno cominciato nel 2010 e si sancisce che il salario è totalmente variabile e non incide, come avviene negli aumenti contrattati nazionalmente, sulla paga base, su Tfr, ferie, scatti. (altro…)

Read Full Post »

ORA che la fu Fiat è una multinazionale con sede legale in Olanda e fiscale a Londra, il Novecento italiano con le sue fabbriche, i suoi operai, i suoi padroni, le sue automobili che passavano ruggenti e luminose tra le stoppie, come nelle poesie di Roversi, è ufficialmente chiuso. Non è la nostalgia di un passato che fu vigoroso ma anche iniquo e sanguinoso, a turbarci. È il profilo indefinito del futuro, che non ha più gli spigoli duri ma nitidi della fabbrica, che non ha più la faccia riconoscibile di Padri e Nonni Fondatori col busto nell’atrio o di leader sindacali in maniche di camicia che guidano il corteo con l’autorevolezza del capo indiano. (altro…)

Read Full Post »

FiomLettera dell’amministratore delegato ai lavoratori “Le proteste rovinano l’immagine dell’Italia nel mondo”.

TORINO – Dura lettera di Sergio Marchionne contro gli scioperi alla Fiat. Ieri mattina l’ad del Lingotto ha inviato ai dipendenti di tutti gli stabilimenti italiani un testo in cui si denunciano «episodi recenti dovuti al comportamento di un’esigua minoranza che hanno causato perdite produttive in un momento delicato e che non vanno presi con leggerezza ». Il riferimento, mai esplicito, è all’ora di sciopero proclamata lunedì scorso dalla Fiom alla Maserati di Grugliasco. Secondo i comunicati Fiat, quello sciopero aveva causato perdite minime alla produzione: «Allo sciopero hanno aderito 209 persone su 2019 causando una perdita di 11 vetture ». (altro…)

Read Full Post »

FCAForse ricorderete certi giorni drammatici della crisi greca. Sembrava che non solo l’economia del Paese, ma lo Stato greco come istituzione fosse sul punto del fallimento senza ritorno. Spaventava una temuta analogia con l’Italia.

La risposta rassicurante è sempre stata: ma in Grecia non c’è la Fiat. Da più di un un secolo, generazione dopo generazione, ci siamo abituati a essere una grande potenza industriale, perché intorno alla Fiat era cresciuta un fitta distesa di imprese. Non parlo solo dell’immenso indotto (che poi, a sua volta, creava altri indotti in settori simili quanto a materiali e lavorazioni ma per prodotti diversi, lontani dall’automobile).  (altro…)

Read Full Post »

FCA

Saccomanni: “Nulla di irregolare”. Befera: “Verificheremo”
L’auto.

MILANO— «Nulla di irregolare». È la voce del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, a rompere il silenzio sul trasferimento della Fiat all’estero, seguita da quella dello sceriffo delle tasse, Attilio Befera. «Verificheremo il pieno rispetto delle leggi fiscali italiane», ha ribadito più prudentemente il direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Il modello di partenza che Sergio Marchionne ha in mente per fondere la Fiat Auto con la Chrysler è lo stesso utilizzato per le controllate che operano nella produzione di trattori e camion, l’italiana Fiat Industrial spa e la olandese Cnh Nv: la sede fiscale sarà nel Regno Unito, quella legale in Olanda. Una fusione transfrontaliera, in cui una società italiana diventa olandese e stabilisce la sede fiscale in Inghilterra. (altro…)

Read Full Post »

In fuga fiscale

SEDE FISCALE A LONDRA, LEGALE IN OLANDA, QUOTAZIONE PRINCIPALE A WALL STREET. E NUOVO MARCHIO.

Ovunque tranne che in Italia. La nuova strategia Fiat potrebbe essere sintetizzata da questo slogan dopo che il Consiglio di amministrazione del Lingotto ha deciso di spostare all’estero sia la quotazione sia la sede legale e la sede fiscale della nuova società frutto della fusione con Chrysler. Si chiamera Fiat-Chrysler-Automobiles (Fca), un acronimo che sembra non aver pensato alle ironie italiane che già ieri circolavano sul web. La sede legale sarà in Olanda, quella fiscale in Gran Bretagna, dove si pagano le tasse più basse d’Europa. La quotazione del nuovo titolo, che Marchionne si augura avvenga entro il 1 ottobre di quest’anno, sarà nel mercato più liquido del mondo, a New York, mentre Milano resta per la seconda quotazione.  (altro…)

Read Full Post »

QUANDO le crisi sono devastanti non si può fare a meno dello Stato, perché solo quest’ultimo è in grado di metter fine alla devastazione, solo il pubblico sa scommettere sul futuro senza pretendere l’immediato profitto cercato da cerchie sempre più ristrette di privati. Parlando con Ezio Mauro, nell’intervista del 10 gennaio, Sergio Marchionne dice questo, in sostanza, e l’ammissione è importante. Lo dice raccontando una storia di successo — la fusione tra Fiat e Chrysler — e tutte le fiabe sul mercato che guarisce senza Stato si sbriciolano. (altro…)

Read Full Post »

Stabilimenti Fiat

Landini: assicurati dividendi agli Agnelli.

ROMA — «Non si può dire che non si capisca quello che pensa Marchionne ». Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha appena letto l’intervista a Repubblica del numero uno della Fiat-Chrysler.
E allora, con il senno di poi, non ritiene di aver perso un’occasione? Perché non condividere il piano di rilancio Fiat?
«No, anzi. Un’occasione persa? Non c’è stata alcuna occasione, purtroppo. A me rimangono tutte le preoccupazioni del caso: sul piano della forma e sul piano dei contenuti. Il giorno prima a Torino la Fiat ci ha detto che il piano industriale non sarebbe stato pubblico prima di aprile e che comunque non lo avrebbe discusso né con il governo né con i sindacati. (altro…)

Read Full Post »

Termini Imerese

PROTESTA DEGLI OPERAI DISPERATI DOPO LE PRIME LETTERE DI LICENZIAMENTO PER L’INDOTTO: “ALTRO CHE CONQUISTA DEGLI USA, MARCHIONNE CI CACCIA A CALCI IN CULO”.

Sono operai disperati, traditi e soli. Con loro davanti ai cancelli della fabbrica non c’è nessuno. Deputati regionali, senatori e parlamentari di Roma, quelli che a ogni elezione, puntualmente, bussano alle porte delle loro case per chiedere voti, quelli che nei salottini delle tv sicule, la bocca a culo di gallina e lo sguardo perso nel vuoto, discettano di Mediterraneo e sviluppo, non si vedono. La Fiat chiude, arrivano le prime lettere di licenziamento, a Termini Imerese esplode la rabbia. (altro…)

Read Full Post »

I numeri

PROSPETTIVE.

Passata l’euforia del primo momento per il successo di Marchionne, la vicenda Fiat-Chrysler lascia spazio alla riflessione. Sui principali giornali si leggono ancora cronache entusiastiche, ma i giudizi più interessanti provengono da ex manager Fiat come Paolo Fresco, intervistato da Repubblica e Cesare Romiti, sentito da Dagospia. L’ex presidente della Fiat non lesina i complimenti a Sergio Marchionne. La sua intervista al quotidiano di Ezio Mauro, però, permette di ricordare un capitolo dell’avventura americana del Lingotto, quella dell’accordo con la General Motors. “Per la Fiat – ricorda Paolo Fresco – fu molto proficuo. Incassammo in tutto quasi 5 miliardi di dollari”. (altro…)

Read Full Post »

LandiniIl segretario Fiom Maurizio Landini.

Solo gli sciocchi stappano bottiglie”. Maurizio Landini, segretario della Fiom, probabilmente l’avversario numero uno di Sergio Marchionne, fedele al proprio ruolo non si accoda agli entusiasmi per l’operazione Chrysler. Ma non si limita a criticare. Anzi. Alla Fiat manda a dire che “si è chiusa una fase” e che è ora di riprendere una trattativa con tutti i sindacati dicendosi disposto a incontrare Marchionne in qualsiasi momento. Poi chiama in causa il grande assente, il governo Letta: “Deve convocare la Fiat immediatamente, a gennaio”.  (altro…)

Read Full Post »

Classifica

LA CHRYSLER DI FATTO INGLOBERÀ L’AZIENDA DI MARCHIONNE. OPERAZIONE RESA POSSIBILE ANCHE DAI PESANTI PEGGIORAMENTI PER LE TUTE BLU DI DETROIT.

Il vecchio Gianni Agnelli è rimasto celebre per questa affermazione: “Quello che va bene per la Fiat va bene per l’Italia”. Difficile capire se la frase sia ancora valida. Certamente, a giudicare da quanto avvenuto ieri in Borsa, quello che va bene per la Fiat va bene per i suoi azionisti. Dopo l’accordo di capodanno tra l’azienda e il sindacato americano Uaw sull’acquisizione del 100% della Chrysler, il titolo del Lingotto è letteralmente schizzato segnando un più 16%. (altro…)

Read Full Post »

Fiat

Un colpo da maestro che lascia stupite le Borse e ammirati i manager. Gli azionisti della Fiat di Torino (Italia) hanno l’intero pacchetto azionario della Chrysler di Detroit (Stati Uniti d’America), dopo avere acquistato dal Fondo pensioni dei sindacati americani ciò che mancava e averlo pagato, per due terzi, con i soldi della Chrysler e per il resto con liquido Fiat, senza avventure bancarie e senza aumenti di capitale. Da questo momento, la terza industria automobilistica americana è italiana. O è avvenuto il contrario? O è accaduto che la Fiat sia diventata la parte minore ed estera di una grande azienda americana? Naturalmente il discorso non riguarda la proprietà, saldamente controllata dagli azionisti italiani (in passato un simbolo importante come una bandiera). (altro…)

Read Full Post »

AgnelliLA FIAT CONQUISTA IL 100% DELLA SOCIETÀ DOPO L’ACCORDO CON IL SINDACATO. PAGATI 4,35 MILIARDI DI DOLLARI MA OLTRE LA METÀ SONO SOLDI DELLA STESSA AZIENDA USA.

Gli Agnelli mettono a segno il colpo grosso. Rilevando l’intero capitale della Chrysler, infatti, completano l’avventura americana con un successo. L’accordo con il sindacato americano Uaw, che deteneva, tramite il fondo sanitario Veba, il 41,5% dell’azienda automobilistica salvata da Obama e ceduta alla Fiat, è stato raggiunto ieri. La casa torinese, ora, possiede il 100% dell’azienda di Detroit con un esborso tutto sommato minimo, 4,35 miliardi di dollari la maggior parte dei quali provengono dalle stesse casse della Chrysler.  (altro…)

Read Full Post »

Maramotti

Read Full Post »

Landini“Con un solo suv via metà degli operai”.

TORINO— Premette che «ogni investimento è una buona notizia per i lavoratori». Aggiunge però che «Il suv da solo garantisce solo la metà degli occupati di Mirafiori ». E conclude con l’allarme sul futuro: «La Fiat sta praticando una strategia di lento spegnimento della fabbrica torinese». Il giorno dopo l’annuncio dell’investimento da un miliardo per realizzare il suv della Maserati nella fabbrica
simbolo dell’industria automobilistica italiana, Maurizio Landini arriva a Torino e commenta con toni critici la mossa di Marchionne. Non solo per il merito: «La Fiat non ha messo nulla nero su bianco. Si è limitata ad annunci verbali e abbiamo imparato che non li rispetta ». Ma anche per il metodo: «Ancora una volta, nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale che ci ha dato ragione, la Fiom viene esclusa dai tavoli di confronto». (altro…)

Read Full Post »

marchionne

MARCHIONNE PROMETTE UN MILIARDO. CASSA INTEGRAZIONE ANCORA PER UN ANNO.

Sergio Marchionne spiazza anche se stesso e dopo aver minacciato l’addio all’Italia decide di rilanciare gli investimenti per Mirafiori. Lo ha comunicato ieri ai sindacati firmatari del contratto Fiat, Cisl, Uil, Fismic e Ugl, ma soprattutto lo ha scritto direttamente ai lavoratori torinesi. Definendo quello attuale come “uno di quei momenti importanti nella vita di un’azienda e delle sue persone”, l’ad del Lingotto ha spiegato che “la Fiat ha deciso di proseguire nel programma di investimenti in Italia malgrado le precarie condizioni del contesto economico e politico in cui ci troviamo a operare”. “Un atto di coraggio – scrive Marchionne – contro il declino, l’impegno a voltare pagina e chiudere con una lunga storia di sfiducia nelle relazioni industriali”. (altro…)

Read Full Post »

Fiom

MARCHIONNE MINACCIA: “UNA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA IN AZIENDA VA FATTA, ALTRIMENTI LASCIAMO L’ITALIA”.

Rientriamo in fabbrica dalla porta principale”. La dichiarazione con cui Maurizio Landini, accoglie la lettera in cui la Fiat accetta la nomina dei suoi rappresentanti sindacali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso, descrive l’importanza di quanto accaduto ieri sul fronte sindacale.

Una dura vertenza, cominciata nel luglio del 2010 a Pomigliano d’Arco, con il primo accordo separato tra la Fiat e Cisl, Uil, Fismic e Ugl, trova un primo epilogo nel rispetto della Costituzione. La Fiat, infatti, decide di “rispondere in maniera definitiva ad ogni ulteriore strumentale polemica in relazione all’applicazione della decisione della Suprema Corte”. L’azienda di Sergio Marchionne non ci sta a passare per colei che viola le regole e prova quindi a fare le cose per bene. La Fiom potrà eleggere le proprie rappresentanze, avere diritto a permessi, sale riunioni, bacheche e trattenute sindacali.  (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »