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Posts Tagged ‘Finanziamento ai partiti’

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Il 27 febbraio 2014 l’Italia diceva addio al finanziamento pubblico ai partiti. A tre anni esatti dall’entrata in vigore della legge si scopre però che tre decreti attuativi degli otto previsti non hanno mai visto la luce: 1157 giorni non sono bastati per emanare le disposizioni che limitavano il contributo dei privati oltre il tetto dei 100mila euro, così come quelle sui controlli dei mezzi di pagamento diversi dal contante. La Presidenza del Consiglio aveva 60 giorni di tempo per emanarle, ma ancora oggi nessuno le ha viste. Risultato: buona parte di quella “riforma epocale” rischia di rimanere lettera morta, a beneficio dei partiti che potranno abbondantemente rifarsi del finanziamento pubblico abolito con quello privato. E senza troppa cura della trasparenza. (altro…)

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Tutto nasce da una norma introdotta dai dem nel decreto Milleproroghe. Prevede una multa da 200 mila euro per le forze che non certificano la regolarità dei bilanci. Adempimento necessario per ottenere i finanziamenti pubblici ai partiti presenti nell’apposito Registro. Dove il movimento di Grillo non è però iscritto avendo rinunciato ai fondi elettorali. Toninelli (M5S): “Teatro dell’assurdo, presentati subemendamenti per cancellare l’ennesima porcata”. Boccadutri (Pd): “Questione di trasparenza, non è norma contro di loro”.

È un attacco frontale al Partito democratico. E arriva da uno dei parlamentari più conosciuti del Movimento 5 Stelle (M5S),Danilo Toninelli. “Ci sanzionano perché non vogliamo i soldi pubblici”, denuncia l’esponente ‘grillino’ su Facebook dopo aver letto un emendamento al decreto Milleproroghe presentato dai due deputati dem Ernesto Carbone e Sergio Boccadutri, l’ex tesoriere di Sinistra Ecologia Libertà (Sel) poi passato al Pd, da cui prende il nome la contestata legge che elargisce una tranche delfinanziamento pubblico ai partiti senza controlli sui bilanci. Provvedimento approvato in tempi record sia dalla Camera sia dal Senato fra settembre e ottobre dello scorso anno col parere contrario del M5S (e di Sel a Palazzo Madama). (altro…)

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Finanziamento

Chi l’avrebbe mai detto: indifferenti ai cosiddetti “costi della democrazia”, insensibili al presunto “primato della politica”, per nulla commossi dal grido di dolore dei partiti in bolletta che piangono miseria dopo l’abolizione del finanziamento pubblico diretto, anzi piuttosto scandalizzati dalle loro fonti di sostentamento alternative (rimborsi istituzionali per spese private, tangenti mascherate da donazioni a fondazioni e aziende vinicole, oltre – si capisce – alle vecchie care mazzette), gli italiani non hanno alcuna intenzione di foraggiare la Casta. (altro…)

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Soldi ai partiti

STRATEGIE.

Dal finanziamento pubblico fino allo svuotacarceri: i renziani vogliono azzerare tutto.

La voce arriva da fonti Pd prossime al segretario Matteo Renzi e riguarda i cinque decreti legge in scadenza (entro fine mese) tra Camera e Senato. “Per noi – spiega la voce – i decreti possono decadere tutti o quasi, a partire dal finanziamento pubblico. Su questo tema probabilmente ne faremo un altro. E lo faremo anche se sarà un problema per il Pd, che ha ancora una struttura costosa: Matteo Renzi è convinto che bisogna tagliare di più e fin dal 2014”.  (altro…)

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LettaDA ALFANO A LETTA: TUTTI CONTRO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO. A PAROLE.

È passato quasi un anno e non sembra. Perché era il 4 febbraio, dieci giorni prima delle elezioni, che Grillo sciorinava il suo proclama sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (“deve essere eliminato”) e Berlusconi gli scippava il tema solo due giorni dopo proclamando, a Porta a Porta: “E’ nostra intenzione – era il 6 febbraio – abolire il finanziamento pubblico ai partiti”. Bersani ci arrivò più tardi, quando pensava di essere a un passo da palazzo Chigi (17 marzo) ma lisciò clamorosamente il bersaglio: “Entro luglio avremo una nuova legge sul finanziamento ai partiti”. Oggi, insomma, sembra ieri.  (altro…)

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Stecca para pe tutti

“Questa legge è una presa in giro sfacciata e colossale. Passata sulla stampa di propaganda del governo come “Abolizione del finanziamento pubblico“, significa invece: “Continuerete a pagare, come prima e persino più di prima“.
Cosa ancora più grave, questa legge consegna ufficialmente la politica nelle mani dei grandi potentati economici, delle lobby e persino delle associazioni criminali che sono sempre alla ricerca di nuovi e più redditizi canali di riciclaggio del denaro sporco. Ecco come funziona:
1 – Non sono tutti uguali. Ci sono partiti che possono iscriversi nell’apposito registro e accedere al finanziamento e partiti o “movimenti politici” che non possono (indovinate chi? Per fortuna, dei soldi ce ne infischiamo). (altro…)

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I punti di rotturaLE LARGHE INTESE SALTANO SULLE DONAZIONI DEI PRIVATI, IN AULA SENZA ACCORDO, SI VA VERSO L’ENNESIMO RINVIO.

Stavolta, la colpa è di quello che ormai i deputati della Commissione Affari Costituzionali definiscono solo “il tetto”. E la rottura è plateale. La legge sul finanziamento ai partiti torna in Aula oggi, senza accordo. Ieri un vertice di maggioranza con i due capigruppo del Pdl, Renato Brunetta e Renato Schifani e Roberto Speranza, presenti i relatori del testo Emanuele Fiano (Pd) E Maria Stella Gelmini (Pdl) è finito proprio di fronte all’impossibilità di superare l’ostacolo: il Pdl non vuole che ci sia un tetto al finanziamento dei privati ai partiti, il Pd lo considera un punto irrinunciabile. Brunetta se n’è andato bruscamente, la Commissione ha alzato bandiera bianca, interrompendo i suoi lavori, e oggi si va in Aula al buio. Sono passati 4 mesi da quando il Parlamento ha cominciato a discutere (o forse meglio a cavillare) sulla proposta del governo di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, e si riparte da un muro contro muro. Che prelude a un ulteriore slittamento, magari con rinvio in Commissione.  (altro…)

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