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Posts Tagged ‘fisco’

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Dal primo documento congiunto di Entrate e Caf emerge che per l’asilo nido, per esempio, le famiglie possono detrarre il 19% di una cifra massima pari a 632 euro. Esclusi dagli sgravi “libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari”. Elio Lannutti, presidente Adusbef: “Agevolazioni misere rispetto al resto dell’Unione”. Vantaggi molto più consistenti per ristrutturazioni immobiliari e erogazioni alla politica.

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L’Agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento che istituisce l’agevolazione introdotta dall’ultima legge di Bilancio per incentivare lo spostamento di capitali in Italia.

Al via la flat tax per attirare i miliardari residenti all’estero. Italiani o stranieri. L’Agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento che istituisce l’agevolazione introdotta dall’ultima legge di Bilancio per incentivare lo spostamento di capitali in Italia. A chi intende trasferire la residenza fiscale nella Penisola viene infatti offerta un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero con un forfait di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta per cui viene esercitata, al fine di attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio. (altro…)

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i-numeriROMA – Rottamare le cause tributarie pendenti per abbattere un arretrato che pesa come un macigno. I processi pendenti sono infatti 468.839, per un valore di 32 miliardi di euro nel 2016. La proposta viene lanciata dal viceministro dell’Economia Luigi Casero, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario in Cassazione, in risposta alla richiesta di «provvedimenti emergenziali » da parte del primo presidente di Cassazione, Giovanni Canzio.

«Nell’ottica dell’abbattimento dell’arretrato — ha affermato Casero — stiamo pensando alla definizione delle liti pendenti basata sui principi della rottamazione delle cartelle esattoriali che possa consentire di abbattere il contenzioso pendente in tutti i gradi di giudizio». Il viceministro fa riferimento a un progetto di riforma che al momento è all’esame del Senato, e che però è ancora in corso di definizione. (altro…)

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LA CAMERA APPROVA IL DECRETO FISCALE CHE PREVEDE LA FINE DI EQUITALIA
ROMA – Tre contribuenti indebitati per 10 mila euro con il Fisco. Nessuno dei tre paga nei termini, né quando viene sollecitato a farlo. Il debito finisce in una cartella esattoriale. Che ora i tre possono rottamare, sfruttando la chance offerta dal decreto fiscale, approvato ieri in prima lettura alla Camera (272 voti a favore, 137 contrari, 2 astenuti). Così fanno. E alla fine risparmiano sanzioni e interessi, versando tutti la stessa cifra: 11.600 euro, a cui sommare l’aggio di Equitalia. Ma chi ci guadagna di più? Lo smemorato, il furbo o l’evasore totale?

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i-casi

Il retroscena.

Le agenzie di riscossione temono il crollo delle entrate a partire dal 2018. “Segnaleremo i capitali opachi alla Banca d’Italia”.

ROMA – Dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia prima è arrivato un vociare perplesso e scontento. Poi il malessere, visti i provvedimenti annunciati e in seguito entrati nella legge di bilancio, è diventato un vero e proprio atto di accusa: «Il governo ha varato l’ennesimo condono fiscale, una sanatoria che avrà effetti devastanti sul gettito atteso per i prossimi anni e che aprirà la porta a decine di contenziosi tra autorità e contribuenti, in quanto vìola i principi costituzionali di eguaglianza di fronte alle leggi».

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BattagliaNON ALLINEATA Il sottosegretario all’Economia Zanetti chiede la cacciata del capo dell’Agenzia delle Entrate voluta un anno fa da Renzi. Dopo ore di silenzio, difesa obbligata del Tesoro. È solo l’inizio.

To c c h e r à a M a t t e o Renzi sbrogliare il pasticcio, se di questo si tratta: lo scontro tra un pezzo del governo e il vertice del Fisco è divampato ieri allo scoperto. Per oltre sei ore Rossella Orlandi rimane in attesa di un chiarimento alle parole del sottosegretario all’Economia (e segretario di Scelta Civica) Enrico Zanetti, che in mattinata l’accompagna alla porta a mezzo stampa: “Se continua a esternare il suo malessere-spiega a Repubblica-e a dire che l’Agenzia muore, le dimissioni diventano inevitabili. Sono convinto che la mia posizione sia assolutamente condivisa da Palazzo Chigi”. A quel punto, dagli uffici di via Cristoforo Colombo parte la raffica di chiamate al dicastero di Pier Carlo Padoan e per diverse ore si resta in attesa di una smentita. Alla fine, una telefonata col ministro sblocca tutto. Per ora.   (altro…)

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Il pattoRenzi ha colto di sorpresa i suoi tecnici, che ora inseguono. Abolire la Tasi costa 6,5 miliardi. La spending review vale al massimo 7-8, già impegnati.

Le coperture si troveranno, dice Matteo Renzi: “Sono sei mesi che ci lavoriamo”. Non è vero.“Sarà un miracolo se arriviamo a 10 miliardi a gennaio”,ammette chi invece ha in mano i dossier. Plaudono l’Anci, Confindustria e i sindacati (non la Cgil).In Borsa le società del mattone volano.   L’abolizione della tassa sulla prima casa, parte prima del “patto con gli italiani (via la Tasi nel 2016, sforbiciata a Ires e Irap nel 2017, e taglio dell’Irpef nel 2018, ndr)” fa felici quasi tutti, e arriverà nella legge di stabilità. È la prima certezza. L’altra è che l’uscita milanese del premier ha colto di sorpresa perfino chi da mesi lavorava per consegnarli un ventaglio di possibilità, e ora è costretto a inseguire. (altro…)

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PadoanSorpresa nelle bozze dei decreti: gli sconti sulle tasse andranno confermati ogni anno.

Ormai l’impressione di déjà vu è continua. Sembra di stare ai tempi in cui al Tesoro c’era il buon Giulio Tremonti,se non fosse per la svolta a destra in tema di diritto del lavoro e politica fiscale. La spending review-in attesa dei miracoli a venire,sempre a venire – prende la forma dei tagli lineari su sanità, regioni e comuni; la “clausola di salvaguardia”se i numeri del bilancio si rivelassero sbagliati – e sempre è successo negli ultimi anni-è una revisione(leggi taglio)delle cosiddette“spese fiscali”, vale a dire detrazioni, deduzioni e agevolazioni. (altro…)

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fiscoRenzi: “Non prendo impegni sul taglio delle tasse sulla casa” Nel Pubblico impiego scatta il pensionamento obbligatorio.
ROMA – Sì al Jobs act, mentre slitta ancora l’appuntamento con le attese deleghe fiscali rinviate al prossimo consiglio dei ministri. Sul tavolo dell’esecutivo si riduce la carne al fuoco: il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dopo un colloquio con Renzi (con telefonata congiunta a Juncker e Tsipras), ha deciso di non poter mancare all’Eurogruppo sulla Grecia. Ma vista la delicatezza delle questioni fiscali, e le passate polemiche, si è preferito attendere la presenza del titolare di Via Venti Settembre. E sempre in materia di tasse, il premier Renzi ha detto di «non essere in grado di prendere un impegno in tempi certi» sull’abbassamento di quelle sulla casa.
Il Consiglio dei ministri deve comunque varare definitivamente i due decreti attuativi del Jobs act che riguardano il contratto a tutele economiche crescenti (due mensilità per ogni anno di servizio fino al massimo di 24) con la riforma dell’articolo 18 e i nuovi ammortizzatori sociali.

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“Renzi è giovane, pieno di energia, lasciamolo lavorare e aspettiamo per giudicare ..”.
Come per Berlusconi prima e anche per Renzi valgono tutte le attenuanti del caso: peccato che dopo averlo sentito parlare a Che tempo che fa, la sensazione che si stia continuando a fare le solite promesse agli italiani, è forte.
La strategia, per tenere alta l’attenzione della platea, è quella di rilanciare ogni volta: ieri sera di promesse ne sono state fatte tante e ha anche tirato fuori qualche nome ad effetto (Renzo Piano, Raffaele Cantone). Se andiamo a fargli le pulci non è perché siamo cinici e godiamo nel vederlo cadere.
Caro Renzi, non se tu in bilico sulla corda, ma l’intero paese.
Anzi, qualcuno è più in bilico degli altri. (altro…)

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A raffica

L’immagine è verace, e pure fresca di stagione: “Troppo comodo votare l’Italicum in direzione Pd con 111 voti a favore e poi scarciofarlo (fare come con i carciofi, rimangiarselo foglia dopo foglia), perché i gruppi parlamentari non ci stanno: troppo comodo e troppo facile. Ieri il Senato, oggi le quote rosa, domani le preferenze e dopodomani le soglie. Noi non ci stiamo”. Firmato Il Mattinale, la velina di Forza Italia che ieri all’alba ha dettato la linea al socio Renzi: niente scherzetti o qua salta tutto.

E Renzi ieri sera ha risposto, ospite di Fabio Fazio su Rai3: “Spero, anzi credo, che entro martedì mattina la legge passerà alla Camera. Ed è una rivoluzione, perché avremo finalmente un sistema capace di decidere chi governa. Vede, gli italiani sceglieranno: Fazio o Renzi?”. Fazio non perde il colpo: “Vince lei, l’ho già capito”.  (altro…)

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La flotta del fisco
Genova – La flotta del Fisco. Roba da fare invidia agli oligarchi russi o agli sceicchi arabi. Eccola, bestioni da sessanta metri dove una volta prendeva il sole Naomi Campbell. Alcuni sono stati confiscati, sono cioè diventati proprietà dello Stato. Altri (quelli sequestrati) se le accuse saranno confermate, potrebbero esserlo molto presto. Un tesoro da centinaia di milioni di euro.

Sanjir sulla rotta del Quirinale

“L’ultimo acquisto dello Stato è il Sanjir, uno yacht sequestrato nel 2009 al miliardario russo Alexander Besputin. L’accusa? Sempre la stessa: mancato pagamento dell’Iva”, racconta il generale Rosario Lorusso, comandante regionale della Guardia di Finanza ligure. Non parliamo di spiccioli: su un pieno da 90mila euro, si riesce a evadere 45mila. (altro…)

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FCA

Saccomanni: “Nulla di irregolare”. Befera: “Verificheremo”
L’auto.

MILANO— «Nulla di irregolare». È la voce del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, a rompere il silenzio sul trasferimento della Fiat all’estero, seguita da quella dello sceriffo delle tasse, Attilio Befera. «Verificheremo il pieno rispetto delle leggi fiscali italiane», ha ribadito più prudentemente il direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Il modello di partenza che Sergio Marchionne ha in mente per fondere la Fiat Auto con la Chrysler è lo stesso utilizzato per le controllate che operano nella produzione di trattori e camion, l’italiana Fiat Industrial spa e la olandese Cnh Nv: la sede fiscale sarà nel Regno Unito, quella legale in Olanda. Una fusione transfrontaliera, in cui una società italiana diventa olandese e stabilisce la sede fiscale in Inghilterra. (altro…)

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Le detrazioni

Dieci giorni per evitare che i tagli colpiscano tutti gli italiani
Il fisco.

ROMA— Mancano poco più di dieci giorni per evitare l’ennesimo aumento di tasse. Non è una sorpresa, visto che lo prevede la legge di Stabilità entrata in vigore il 27 dicembre scorso. Ma l’effetto sarà depressivo e paradossale. Depressivo perché penalizzerà i redditi bassi. Paradossale perché questa nuova scure è stata pensata per consentire il taglio del cuneo fiscale. Se dunque con una mano il governo mette più soldi nelle tasche dei lavoratori (in media 191 euro quest’anno), dall’altro li toglie. In parte o anche fin quasi a depotenziare quell’aiuto. (altro…)

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NatangeloLA PRIMA CONDANNA PER LE TASSE NON PAGATE QUANDO GIOCAVA NEL NAPOLI È DI 12 ANNI FA, MA LUI MANDA A QUEL PAESE EQUITALIA IN PRIMA SERATA TV.

Diego Armando Maradona trova inconcepibile che il fisco italiano gli chieda le tasse non pagate. E sfoga la sua incredulità snocciolando argomenti che sembrano copiati pari pari dal repertorio berlusconiano. Tipo: “Io che ho dato felicità ai napoletani…”. E così replica al vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina, che ha giudicato “da miserabile” il suo spottone anti Agenzia delle Entrate: “Non lo conosco e non so che cosa abbia fatto per la gente”. Dunque tra un governo che chiede di pagare le tasse dovute e un contribuente che si rifiuta ha ragione chi ha più consenso popolare. E questa sembra davvero di averla già sentita.  (altro…)

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DA DOMANI CONTROLLO DIRETTO SU CONTI CORRENTI E INVESTIMENTI. I GRANDI GRUPPI, PERÒ, EVADERANNO ANCORA.

Non è il caso di parafrasare Neil Armstrong, che mettendo piede sulla Luna consegnò alla storia la seguente frase: “Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. La possibilità per il fisco italiano di mettere da domani mattina il naso nei movimenti e nei saldi dei conti correnti bancari e delle Poste, negli investimenti finanziari nelle fiduciarie e assicurazioni, nelle società di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare, è un importantissimo e significativo passo in avanti nella lotta all’evasione fiscale e come tale va registrato. Ma senza eccessivi entusiasmi e illusioni, perché non sarà un gigantesco balzo risolutivo. Non occorre essere profeti per prevedere che la novità difficilmente potrà sradicare il vizio italiano dell’evasione, soprattutto quella in grande stile dei grandi gruppi economici. (altro…)

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Grado di evasione

La Corte dei Conti accusa: politica anti-evasione ondivaga e contraddittoria.
Le misure.

ROMA— La Corte dei Conti punta l’indice contro l’evasione fiscale e, mentre la maggioranza si divide sul doppio nodo estivo dell’aumento di Iva e Imu, richiama l’attenzione sulla straordinaria pressione fiscale che pesa sugli italiani. Per il presidente dei magistrati contabili Luigi Giampaolino, che ha parlato durante una audizione alla Camera, la questione dell’evasione «continua ad essere per il nostro paese un problema molto grave» e costituisce una delle cause dello «squilibrio dei conti pubblici, del malessere sociale e delle difficoltà del sistema produttivo».
L’analisi della Corte dei Conti ufficializza il dato della «pressione fiscale effettiva », quella che sostanzialmente pesa sugli italiani onesti che pagano regolarmente le tasse: è salita al 53 per cento, molti punti in più rispetto alla pressione fiscale normalmente registrata dai documenti del governo che nel 2013 è comunque del 45,3. (altro…)

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Stangata IMU

Dall’imposta sulla casa entrate su del 4%. Nei comuni giungla di aliquote e detrazioni. Tassa legata a redditi e handicap. Si paga anche alle Poste. Imu, giungla di aliquote e detrazioni e il saldo supera l’acconto del 50%.

In vista della scadenza del 17 dicembre le amministrazioni hanno diversificato il tributo secondo i criteri più disparati
Comuni leghisti i più esosi, Buddusò (Sardegna) non fa pagare. Grazie all’imposta sulla casa entrate +4%
IL DOSSIER. Le misure del governo.

NON solo sgradita e salata, ma anche complicata. L’Imu si conferma l’imposta meno amata dagli italiani. E ora che il saldo si avvicina – 17 dicembre, nessuna proroga – emergono dubbi e confusioni. La buona notizia è che si potrà pagare non solo con l’F24, ma anche tramite bollettino postale ad hoc. La cattiva è che il conguaglio in media supera di almeno il 50% l’acconto. In pratica, se a giugno ho versato 100 euro, ora 150. (altro…)

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Il governo Monti dice addio alla riforma fiscale immaginata da Berlusconi e Tremonti, a cominciare dalla riduzione del numero delle aliquote fiscali. Nei 17 articoli della bozza di riforma che oggi approderà in preconsiglio in vista del varo atteso venerdì al Cdm, si parla di un piano definito all’inglese «growth-friendly», che altro non è se non «l’orientamento alla crescita» invocato da tutte le parti sociali e dagli economisti. (altro…)

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