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Posts Tagged ‘fitto’

berlusconiLA VERA STORIA DELLA ROTTURA TRA IL RIBELLE “RAFFAELE” E “SILVIO” LE TELEFONATE DI GIANNI LETTA E LA CANDIDATURA DI POLI BORTONE CONTRO L’ERETICO SCHITTULLI. LA GUERRA PER ARRIVARE SECONDI, DIETRO EMILIANO.

L’epilogo del campionato di calcio di Serie A è perfetto per le Regionali della Puglia. Michele Emiliano, lo sceriffo del Pd che sogna di fare l’anti-Renzi, ha già vinto, come la Juventus. Resta da stabilire la percentuale, che potrebbe sfiorare il cinquanta per cento. Poi c’è il derby dell’odio nel fu centrodestra per il secondo posto, grillini permettendo. Da una parte l’ex missina Adriana Poli Bortone, candidata di Forza Italia e Noi con Salvini (l’esperimento sudista della Lega), dei redivivi liberali del Pli e di Puglia Nazionale. Dall’altra, lo Schittulli dello scandalo, inteso come Francesco, senologo di fama, rimbalzato da un fronte all’altro prima di ancorarsi ai ribelli di Raffaele Fitto, l’ex ragazzo mai stato prodigio del berlusconismo pugliese. (altro…)

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La scissioneIl Cavaliere: “Chi va via non fa mai una bella fine” L’eurodeputato lascia il Ppe, sceglie i Tories di Cameron.

ROMA – Via dal Ppe, via da Forza Italia. Raffaele Fitto compie il penultimo passo e sancisce di fatto la scissione costruita negli ultimi mesi. «Ho scritto una lettera al capogruppo del Ppe — annuncia a In mezz’ora il capo dei frondisti azzurri — per spiegare che esco. E ho mandato una richiesta di adesione al gruppo dei conservatori europei». Quello dei Tories di Cameron. Lo strappo a Strasburgo prelude all’addio al partito di Silvio Berlusconi. E infatti: «Per quanto mi riguarda è un capitolo chiuso. Non ci sono più le condizioni per restare. Più che Fitto fuori da Forza Italia, direi che è Forza Italia che non c’è più. Stiamo lavorando per una prospettiva diversa». Ufficialmente, la reazione dell’ex Cavaliere è di giubilo: «In passato qualcuno se n’è andato dal nostro partito e non è mai finito molto bene. Chi se ne va ci toglie un peso: siamo felici».
La battaglia del big pugliese è solo all’inizio.

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BerlusconiRaffaele Fitto, oggi, non mi serve a niente: ha voti soli in Puglia e la Puglia è una regione che abbiamo già perso. Insomma, meno diventa un caso nazionale, meno sta sulle pagine dei giornali è meglio è”. Silvio Berlusconi ha spiegato così, ormai 48 ore fa, ad amici e alleati la sua decisione di scaricare il suo ex ministro per gli Affari regionali indicandogli la porta d’uscita da Forza Italia o l’ingi – nocchiatoio da cui chiedere umilmente scusa: “Perso per perso, in regione è meglio avere 4 consiglieri di Forza Italia che 11 di Fitto”. IN BUONA sostanza, l’ex Cavaliere ha scelto lo schema con cui giocare e non contempla dissidenti di nessun genere. I pilastri sono due: cerchio magico e Matteo Salvini. Il resto discende di conseguenza. L’orizzonte non è lunghissimo, arriva per ora solo 31 maggio, data delle prossime regionali. Si vota in sette regioni, cinque governate dal centrosinistra, due dal centrodestra. (altro…)

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I puntiIn Puglia il leader azzurro lancia l’ex ministra ora in Fdi Il capo dei ribelli: mille firme per vietargli il simbolo.

ROMA – La Puglia come laboratorio di un esperimento: l’implosione di Forza Italia nelle aule dei tribunali. A tanto arriva l’estenuante braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. Il capo dei dissidenti studia con i suoi legali un ricorso per contendere l’uso del simbolo all’ex Cavaliere. Una gigantesca class action politica da far sottoscrivere a un migliaio di tesserati azzurri. «Vedrete nei prossimi giorni – promette – siamo solo all’inizio». Proverà ad anticipare le mosse del quartier generale di Arcore, bruciando sul tempo chi vuole metterlo alla porta. Comunque vada, il big bang azzurro sembra dietro l’angolo: «Se appoggia un candidato diverso dal nostro – mette in chiaro Giovanni Toti – si pone in una condizione di sostanziale esclusione da FI».

Nel bel mezzo di questo scontro furioso, intanto, si segnala pure l’ennesimo paradossale rilancio azzurro: l’investitura di Adriana Poli Bortone nella corsa alla regione. Senza il consenso, però, del partito della candidata in pectore.

Rintanato fino a ieri alla Certosa, Berlusconi assiste «schifato» alla telenovela pugliese. Non vuole neanche sentire pronunciare il nome di Fitto. Lo considera, brutalmente, «un lidericchio». Per risolvere il rebus, allora, è costretto ad alzare la cornetta per chiamare Poli Bortone. La stima, voleva candidarla già alle scorse Regionali, ma fu stoppato da Fitto che impose un suo uomo. «Stavolta tocca a te». Peccato che in Puglia Fratelli d’Italia non ami la collega di partito. E che Giorgia Meloni apprenda la novità solo dalle agenzie. «La proposta è motivo di orgoglio, ma se finisse con l’essere ulteriore motivo di divisione non sarebbe possibile ». Una frenata brusca, un duro colpo per le ambizioni di Poli Bortone. (altro…)

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Le tappe

Il leader di Forza Italia pronto a espellere i ribelli e chiede all’alleato leghista di correre nel Mezzogiorno.

ROMA – La Lega sbarca a Sud. Salvini con la sua lista in Puglia, a dar man forte a Berlusconi e alla sua Forza Italia saltata per aria sulla mina Fitto. L’ex Cavaliere è su tutte le furie per lo strappo consumato dal delfino di un tempo, ora a un passo dalla scissione: «Per me è già fuori». E chiama in giornata il leader del Carroccio per stringere l’intesa anche nella regione più turbolenta. Come avvenuto in Veneto, in Liguria, in Toscana. È l’abbraccio definitivo con la Lega, insomma, la svolta a destra che avvicina Forza Italia al modello francese Le Pen più che a Sarkozy. Col rischio — assai avvertito tra i parlamentari forzisti — che il Carroccio alla fine fagociti l’alleato riducendolo alla soglia del 10 per cento nazionale.
Intanto, da ieri mattina è ufficiale: Forza Italia non ha più un candidato in Puglia. Ne cerca uno, la rosa è ristretta a tre nomi, ma è il caos. Silvio Berlusconi non vuole più saperne di Fitto, si dice «disgustato» dal suo comportamento mirato fin dal primo momento «a rompere»: «Ha tirato la corda finché non l’ha rotta.

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FittoLa rottura nelle prossime ore con la candidatura di Schittulli. Berlusconi: “Se Raffaele non si fida più di me vada altrove”.

ROMA – La “cosa bianca” del dopo-Berlusconi prende già forma. Primo banco di prova le regionali, per strappare consiglieri e radicarsi, dal Veneto alla Puglia passando per la Campania. Per decollare subito dopo, quando i pezzi del centrodestra ormai recisi dal corpaccione berlusconiano tenteranno una qualche forma di federazione sotto le bandiere di un Ppe in salsa italiana. Angelino Alfano e i centristi (settanta parlamentari) dell’Area popolare con Flavio Tosi ormai “ex” del Carroccio di Salvini, per arrivare a Raffaele Fitto e ai suoi trenta tra deputati e senatori, a un soffio dalla scissione. È tutto un mondo in movimento, destinato a trasformarsi in calamita per le tante anime in pena dentro Forza Italia e tentate dal tagliare la corda dopo il probabile big bang del 31 maggio.
Un’operazione che, per compiersi, necessita però di alcuni passaggi. Uno dei principali è l’effettivo addio di Raffaele Fitto al suo partito. Condizione che potrebbe maturare già nelle prossime ore. (altro…)

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I voltiAnche il simbolo finisce nella lite tra leader e ribelli Il 23 l’ex Cavaliere al vertice Ppe per “riaccreditarsi”.

ROMA – La sgangherata marcia di avvicinamento di Forza Italia alle regionali si arricchisce di un nuovo miracolo alla rovescia: il patto tra due nemici giurati come Raffaele Fitto e Angelino Alfano per sostenere in Puglia Francesco Schittulli. Tutto in chiave antiberlusconiana, per isolare l’ex Cavaliere. Il quale intanto, dal rifugio sardo di Villa Certosa, cede alla rassegnazione. E si sfoga: «Le elezioni saranno un disastro, lo so. E d’altra parte cosa aspettarsi? Siamo in mano a gente come Fitto. Da giugno svecchiamo FI. E ricostruiamo il centrodestra».
Fosse facile. Manca ancora la sentenza di fine pena del Tribunale di sorveglianza, per dire. Senza, non si sente ancora pienamente libero di esprimersi, né può tornare in possesso del passaporto e volare in qualsiasi momento ad Antigua. A due o tre tappe elettorali, comunque, si concederà: in Liguria per Giovanni Toti, in Veneto, forse in Campania. Proprio lì Alfano rimanda l’accordo con Stefano Caldoro. Lo sottoscriverà entro l’11 aprile, a meno che il Pd non sostituisca De Luca per allearsi con il Ncd. (altro…)

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FIMillecinquecento fedelissimi al varo dei “Ricostruttori” “Errore cedere a Salvini. Combatto qui, nessuno mi caccerà”.
ROMA – La partenza non è proprio quella di una corazzata. L’inno nazionale che si inceppa un paio di volte, i video che non partono, l’audio è quello che è, Raffaele Fitto parla a braccio, il tono non proprio di chi sta dichiarando una guerra. Ma l’armata dei “Ricostruttori”, forse un po’ artigianale, parte comunque, a modo suo, all’arrembaggio del partito e di Silvio Berlusconi. La folla accorsa plaude quando il suo nuovo leader affonda il coltello: «L’ultimo anno di Forza Italia è sinceramente imbarazzante», votare le riforme «è stato un suicidio e noi abbiamo avuto il grande torto di avere ragione». L’aria è cambiata, è il sottinteso dell’intera manifestazione, dell’ex ministro pugliese, «inutile pensare che si possa fermare il cambiamento con un commissariamento regionale » e poi «sarebbe mortificante, un autogol lasciarci fuori dalle liste per le regionali». Berlusconi tace, ufficialmente lo ignora, in privato è un vulcano.

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BrunettaFitto attacca e prepara l’esordio dei “ricostruttori” e l’ex Cavaliere ordina di isolarlo: “È un traditore”.
ROMA – L’addio all’aula è l’ultimo guanto di sfida lanciato a Renzi, ma per Silvio Berlusconi diventa soprattutto la via d’uscita che in poche ore gli consente di tenere unito il partito e il gruppo parlamentare in procinto di deflagrare. Almeno per un pomeriggio, l’obiettivo è centrato. «Ma ci minaccia sul serio di andare al voto? E pensa di spaventarci? Ben vengano le elezioni col Consultellum, contento lui…».
L’ex Cavaliere è galvanizzato dall’aria di scontro, quasi da campagna elettorale, quando il capogruppo Brunetta, la Bergamini, la Gelmini lo sentono in viva voce poco prima che si riunisca il gruppo alla Camera per decidere l’Aventino con gli altri partiti d’opposizione.

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Fitto

L’EX CAVALIERE: “VALETE L’1,3%. DECIDETE O DENTRO O FUORI”. IL PUGLIESE: “SEI UN ABUSIVO”.

Alle otto di sera, i ribelli fittiani si spellano le mani sui tamburi di guerra. Battono a più non posso: “Ci caccia? Semmai siamo noi che cacciamo lui. Forza Italia è anche il nostro partito. Chi fa le espulsioni o le sospensioni? I probiviri? Ma chi sono, chi li nomina? Non abbiamo celebrato alcun congresso. Pure il presidente viene nominato dal congresso. E se il presidente è abusivo, senza dimenticare che nello statuto questa carica non può essere svolta da chi ha un impedimento?”. E se non c’è soluzione? “Faremo un partito conservatore”.   La scomunica in assemblea   e lo sherpa salvato   A un lustro dal fatidico “che fai mi cacci?” d’imperitura memoria finiana, Silvio Berlusconi torna a minacciare espulsioni e sospensioni. Stavolta tocca all’ex governatore bambino della Puglia, il democristiano Raffaele Fitto. (altro…)

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I numeri
IL RETROSCENA.
ROMA – Ieri sera la cena di Raffaele Fitto con i suoi parlamentari. Lunedì a porte chiuse Massimo D’Alema riunisce i fedelissimi alla fondazione Italianieuropei. Gli ex democristiani del Pd si sono già contati martedì sera vicino al Pantheon con qualche ora di anticipo sulle dimissioni di Giorgio Napolitano. Erano 57. «Ma ne mancavano 4 o 5», aggiunge Beppe Fioroni. Come dire: non facciamo nomi ma siamo una sessantina abbondante, Renzi dovrà fare i conti anche con noi. È un calendario dell’avvento molto particolare. La data finale non è quella di Natale ma il giorno della prima seduta per l’elezione del capo dello Stato, il 29 gennaio. È il calendario delle cene, degli incontri segreti, delle riunioni di corrente. Per contare di più al momento della scelta, per sedersi al tavolo di chi decide un protagonista assoluto della politica. Per ben 7 anni.

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Al vertice di Fi l’eurodeputato insiste per discutere, ma l’ex premier lo fulmina, correggendosi in serata. Lite anche tra Verdini e Capezzone.
Berlusconi-fittoROMA – «Presidente, voglio solo discutere ma continui a interrompermi. E sono ancora alla premessa…». Gli occhi di Silvio Berlusconi fulminano Raffaele Fitto. Il capo si sente preso in giro. «Ora basta – urla devi smetterla!». Vorrebbe zittirlo. Nel parlamentino azzurro cala il gelo, a molti torna in mente la cacciata di Fini. Con un balzo felino l’ex premier abbandona lo scranno della Presidenza e si para di fronte al banco del dissidente. «Vai via, oppure convoco i probiviri e ti faccio cacciare. Vai a fare il parroco a Lecce. Tu sei figlio di un vecchio democristiano, qui non c’è spazio per certe cose». È troppo, soprattutto per chi ha perso il padre in un drammatico incidente stradale. Eppure non reagisce di pancia. E mentre l’ex premier lascia la sala infuriato, le sue parole lo raggiungono taglienti: «Tu non cacci nessuno, vedrai…».

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Berlusconi - FittoLA RESA DEI CONTI IL PROSSIMO 10 GIUGNO NELL’UFFICIO DI PRESIDENZA DI FORZA ITALIA: BERLUSCONI NON MOLLERÀ.

GUERRE DI CLAN.

A Maglie, che è anche il paese di Aldo Moro, alle Europee Forza Italia ha avuto una percentuale renziana, quasi a toccare il 40 per cento. Ha raccolto, per la precisione, il 37,91 per cento che equivale a 2.745 voti. Di queste schede, la bellezza di 2.343 sono uscite dalle urne con scritto su il nome di Raffaele Fitto, la nuova bestia nera del Condannato dopo la tragica stagione dello scissionista Angelino Alfano. La famiglia di Fitto è di Maglie e ha un dna indelebilmente democristiano. E se “Angelino” è l’ex delfino di B., sicuramente “Raffaele” è l’ex “protesi”. Silvio Berlusconi dixit nel 2001: “Fitto è bravo, intelligente e concreto. È una mia protesi”. Quasi un profezia multitasking. Le protesi, in Puglia, rimandano non solo a Fitto ma pure a Tarantini, alle tangenti sanitarie, alle escort.  (altro…)

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Giannelli

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Berlusconi

Tajani e Toti lo avvisano: il Ppe non tollera patti con la Lega. E salta la foto insieme a Salvini.

ROMA – Fallisce ogni tentativo di far rientrare la fronda di Fitto, e di tutti quelli che con lui invocano primarie. Silvio Berlusconi dopo l’ufficio di presidenza ad alta tensione di mercoledì tiene a rapporto la cerchia più stretta dei fedelissimi e prima di rientrare a Milano si abbandona allo sfogo più amaro. L’eurodeputato pugliese da 284 mila voti finisce sotto accusa. «Lui e gli altri non hanno avuto alcun rispetto per la mia storia, per il mio ruolo » è una delle considerazioni affidate ai suoi ospiti, Maria Rosaria Rossi e la Pascale, Giovanni Toti e Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Renato Brunetta.
Quella magra figura davanti a decine di coordinatori regionali, oltre ai dirigenti e ai parlamentari riuniti nella direzione di San Lorenzo in Lucina, l’ex Cavaliere se la sarebbe volentieri risparmiata. (altro…)

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