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Posts Tagged ‘flessibilità’

GiannelliDa eccesatira.blogspot.it

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Renzi-Merkel

Il premier a Berlino archivia lo scontro frontale sui 17 miliardi di deficit aggiuntivo previsti dalla legge di Stabilità. E si concentra sullo scorporo dai vincoli del patto di stabilità dei soldi che Roma deve mettere sul piatto per la Turchia. Soldi che Padoan, neanche due settimane fa, chiedeva fossero presi dal bilancio Ue. La Cancelliera gela il leader Pd: “E’ compito della Commissione decidere”.

Matteo Renzi cerca la sponda di Angela Merkel sullaflessibilità di bilancio. Ma ottiene solo di essere ancora una volta rimbalzato. “E’ compito della Commissione decidere”, lo gela la Cancelliera. Così il vertice tra “Angela” e “Matteo” a Berlino, al di là della cordialità ostentata in conferenza stampa, si chiude con un nulla di fatto su tutti i fronti. Anche perché è lo stesso premier italiano a ridimensionare il perimetro delle richieste, limitandosi a rivolgere a Bruxelles una frecciatina e archiviando lo scontro frontale andato in scena nelle scorse settimane. Scontro che aveva al centro la partita più importante: i quasi 17 miliardi di deficit aggiuntivo (un punto di Pil) previsti dalla legge di Stabilità, che viene considerata a rischio di non conformità e su cui l’esecutivo Ue darà il proprio verdetto a maggio. (altro…)

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DraghiTRE LEVE POSSONO SCUOTERE L’ECONOMIA: DEROGHE SUI CONTI, STIMOLO MONETARIO, INVESTIMENTI PUBBLICI A LIVELLO EUROPEO. MA I BENEFICI SAREBBERO MINORI DELLE ATTESE.

Il clima è cambiato in Europa, l’austerità non è più un’ossessione. Ma quali sono i margini per i Paesi come l’Italia che annaspano tra bassa crescita, prezzi stagnanti e rigore contabile? Non è facile orientarsi tra il dibattito sulla flessibilità, quello sulle misure straordinarie e le promesse di piani straordinari di interventi pubblici.   La flessibilità sul debito   che serve all’Italia   Il governo Renzi chiede “flessibilità” alla Commissione europea, se ne parlerà nel vertice dei ministri economici a Milano l’11 settembre. Non si tratta di cambiare le regole, ma di interpretare quelle esistenti in modo da permettere ai Paesi di sostenere il costo di riforme strutturali senza rischiare sanzioni se violano gli obblighi di riduzione del debito e del deficit. (altro…)

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La RepubblicaLa Repubblica del 18/08/2014.

Il fatto

Il Fatto Quotidiano del 18/08/2014.

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NatangeloTRAUMATICO DEBUTTO DEL SEMESTRE EUROPEO. LUI: “NON PRENDO LEZIONI”.

 Il semestre di presidenza dell’Unione europea da parte dell’Italia non poteva cominciare peggio, con il premier Matteo Renzi sotto attacco dei tedeschi e la grande coalizione europea tra socialisti e popolari che vacilla, mettendo a rischio la conferma di Jean Claude Juncker alla guida della nuova Commissione europea. Il premier Matteo Renzi arriva a Strasburgo per la seduta inaugurale della legislatura e per presentare il programma dell’Italia dei prossimi sei mesi. Dodici minuti di intervento che saranno ricordati per l’espressione “generazione Telemaco”, quella dei figli (il padre di Telemaco era Ulisse) che deve “meritarsi il peso dell’eredità”. Un discorso che ottiene applausi, ma prudente: nessun riferimento esplicito alla necessità di rivedere i trattati sul rigore, nessuna rivendicazione del (presunto) successo ottenuto al Consiglio europeo della settimana scorsa, riforme in cambio di flessibilità, nessuna denuncia delle inadempienze europee nelle tragedie dei migranti.   (altro…)

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Romaniello

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È UNA flessibilità… molto rigida quella che ci è stata concessa dal vertice europeo. Quantificabile in circa 2-3 miliardi in più a disposizione nel 2015 e in un processo di riduzione del debito più lento negli anni successivi, a condizione però di attuare riforme importanti del lavoro, della pubblica amministrazione o dell’istruzione.

PER fortuna le prime due riforme sono nell’agenda del governo Renzi, sebbene ancora molto lontane dal traguardo. Speriamo che negli accordi presi a Bruxelles ci sia di più di quanto scritto nei comunicati ufficiali. Perché l’Europa, non solo l’Italia, ha bisogno di politiche espansive della Germania, di programmi infrastrutturali da finanziare in comune, a livello europeo, e di un accordo per lasciare svalutare la moneta comune. In ogni caso, invece di cantar vittoria, il governo italiano farebbe bene ad usare la condizionalità di Bruxelles per completare entro l’anno almeno una delle riforme in programma, rendendola pienamente operativa, con il varo dei rilevanti decreti attuativi. (altro…)

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SordiIL PIANO DEL LAVORO STA COMINCIANDO A PRENDERE FORMA. TRA LE NOVITÀ IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE ULTRA-FLESSIBILE E LA RETRIBUZIONE ORARIA PER LEGGE. MA ALLA FINE SARÀ IL PREMIER A DECIDERE TUTTO.

Matteo Renzi è al lavoro sul Jobs Act. Lo ha fatto sapere lui stesso, di nuovo via Twitter, ieri mattina alle 6,45. Sul piano del lavoro si gioca molto, per questo ha deciso di mantenere saldamente la regia di tutta l’operazione. Lo hanno capito nei giorni scorsi i sindacati quando sono stati convocati dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale ha dovuto ammettere di non sapere nulla su quanto si sta discutendo nell’entourage del primo ministro.  (altro…)

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TORINO. C’ è chi li chiama bamboccioni, chi, citando una commedia francese di qualche anno fa su una famiglia che non riesce a cacciare il figlio trentenne inchiodato a casa, Tanguy. La verità è che se in Italia milioni di giovani hanno un problema a costruirsi un’esistenza fuori dalla famiglia, i motivi sono solo in parte antropologici. E più che a indolenti ragazzoni che preferiscono farsi lavare i calzoni dalle madri a quarant’anni, in mancanza di politiche pubbliche che li tutelino, i giovani somigliano sempre di più a funamboli senza rete. E la recessione ha avuto solamente l’effetto di rendere evidenti i difetti del sistema che stanno condannando ormai quasi due generazioni a stare peggio delle precedenti. (altro…)

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L’Italia nasconde una bomba sociale destinata a esplodere. Quella dei lavoratori ‘parasubordinati’ e ‘flessibili’, che quando saranno in età da pensione prenderanno 500 euro al mese. Lo rivela uno studio della Sapienza.

Generazione mille euro, pensione a cinquecento. È una vecchiaia da poveri, quella che attende diverse centinaia di migliaia di lavoratori precari con contratto di collaborazione esclusiva. Quelli che, oltre al rinnovo del contratto e a un lavoro migliore, sognano la “busta arancione” che i loro colleghi svedesi ricevono dallo Stato, con su scritta la probabile pensione futura. Mentre da noi a stento riescono a sapere dall’Inps qual è il montante dei loro contributi: il nostro istituto di previdenza sociale non dà stime sulla pensione di quelli che sono nella “gestione separata”, attualmente 800 mila persone. (altro…)

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