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Posts Tagged ‘forconi’

UNA spietata inchiesta dell’ Espresso in edicola rende nota la fine tragicomica di tutti o quasi i leader del movimento dei Forconi, che solo diciotto mesi fa infiammò i talk-show e le prime pagine e già pare un reperto dei secoli passati. Uno è in galera per spaccio di droga. Uno ha indetto un referendum on-line sull’uscita dall’euro raccogliendo tre voti in tutto (due pro, uno contro). Uno si è barricato in una chiesa chiedendo asilo politico al Vaticano. Parecchi si sono candidati al paesello prendendo lo zero virgola niente. L’impressione, più che di pericolosità sociale, è di una mesta mattia, di un protagonismo perdente che rende questi ex ossessi quasi teneri, come ogni looser che si rispetti, tal quali i venetissimi col “tanko” che si sono guadagnati più galera di quanta ne spetti ai veri delinquenti. (altro…)

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Forconi

Punto critico per la democrazia di un Paese impotente
Mappe.

IL “tempo dei Forconi” segna un altro passaggio della crisi della nostra democrazia rappresentativa. Tanto più esplicito ed evidente perché amplificato dal ri-sentimento sociale prodotto dalle crisi: economica e politica. I Forconi. Esprimono il senso di deprivazione relativa alimentato dalla percezione del declino.

NON si tratta solo di perdita del lavoro e del reddito. Ma dell’insicurezza pesante che pervade quanti, nel passato recente, erano saliti, faticosamente ai piani medi della scala sociale. I lavoratori autonomi. L’Italia dei lavori, appunto. Che non ha mai avuto una vera rappresentanza organizzata. I Forconi: colpiscono i punti nevralgici del Paese. Il sistema delle comunicazioni e della mobilità. Bloccano strade e autostrade. E generano grande disagio con uno sforzo, relativamente, limitato. I Forconi. Non sono un “movimento”, orientato da obiettivi comuni. Diversamente dal M5S, che è un non-partito organizzato, presente alle elezioni e in Parlamento. Dunque: un partito. I Forconi. (altro…)

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Siamo italianiMartedì 17. Un grande corteo Fiom sfila a Roma. Uomini e donne dignitosi e ordinati portano bandiere del sindacato, mostrano striscioni con il nome di fabbriche, scandiscono slogan che riguardano il lavoro (capisci subito: il lavoro di tutti, non il loro). E noti che, ai due lati del corteo, c’è chi vigila, senza apparire “servizio d’ordine”, in modo che i negozi restino aperti e i passanti rassicurati.

Mercoledì 18 dicembre. Corrono verso piazza del Popolo, lungo via del Corso, gruppi di ragazzi (gran parte maschi, quasi tutti in nero) dieci, venti per gruppo, si allargano, anche se in pochi, su strada e marciapiede in modo da intercettare i passanti e creare ingombro. Se necessario spintonano di spalle, senza voltarsi, lasciando il dubbio fra l’errore e il teppismo. Ognuno ha una piccola bandiera tricolore. Non la sventola, sarebbe un segno di festa. La impugna come identificazione, in un curioso processo rovesciato: la bandiera nazionale serve per notificare la spaccatura. Sono, come diranno fra poco a un migliaio di persone come loro, quelli di “Casa Pound”.  (altro…)

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Forconi.

IL CONTADINO CALVANI DAL PALCO: “MOLTI TRENI HANNO AVUTO GUASTI E IN PIÙ LA CRISI RENDE DIFFICILI GLI SPOSTAMENTI ALLE PERSONE” C’È CASAPOUND. INNO DI MAMELI, CORI PER IL PAPA E CONTRO NAPOLITANO.

Il palco è un furgone bianco dell’Iveco. Piazza del Popolo non è gremita come annunciato e gli organizzatori danno la colpa alla crisi che “nega alle persone di muoversi liberamente, chi il lavoro ancora ce l’ha non può permettersi di perderlo per venire qua e chi non ce l’ha non ha i soldi per venirci” e “ai treni in ritardo per i guasti, casualmente”. Prova a spiegarla così Danilo Calvani, che poi sottolinea: “Sono il solo leader del Comitato 9 dicembre a essere presente”. Ma “i presidi nelle varie città e paesi traboccano di gente”. Prendono il microfono operai, contadini, piccoli imprenditori e le loro parole sono identiche: “Non siamo né di destra né di sinistra, vogliamo che questi parassiti vadano a casa”. Con alcuni distinguo. “I giornalisti venduti vogliono dividerci, hanno scritto che ci sarebbe stata violenza, hanno impaurito le persone”.  (altro…)

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Giornata capitale

OGGI LA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL POPOLO, GUIDATA DAL “RIBELLE” CA LVA N I PRESENTI ANCHE I NEO-FASCISTI. MOBILITATI 2 MILA AGENTI, ATTESE 15 MILA PERSONE.

A poche ore dalla manifestazione di piazza del Popolo del Comitato 9 dicembre, organizzata da Danilo Calvani, “contadino” di Latina e soprattutto uno dei leader del Comitato, a Roma la tensione cresce. Il fondatore dei Forconi siciliani, Mariano Ferro, mette in guardia: “Il rischio di infiltrazioni è altissimo. Non so cosa potrebbe accadere oggi. Calvani continua a dire che terranno fuori gli estremisti, che CasaPound non ci sarà, ma io sono sicuro che andranno lo stesso”. Poi aggiusta il tiro per evitare la rottura definitiva (e per non perdere terreno): “Sono sicuro che Danilo lavorerà per garantire una manifestazione pacifica, siamo animati dalla stessa finalità: mandare tutti a casa. (altro…)

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FIN qui abbiamo visto come in uno specchio, in maniera confusa, l’impoverirsi italiano: lo leggevamo nella scienza triste delle statistiche, delle percentuali. Ora lo vediamo faccia a faccia: è l’insurrezione formidabile, generalizzata, di chi patisce ricette economiche che piagano invece di risanare.

Non è insurrezione pura, anzi il contrario. Non è collera di operai ma dei più svariati mestieri, perché tutti precipitano, anche il ceto medio che s’immaginava scampato e tanto più si sgomenta. In molte regioni il movimento è agguantato dalle mani predatrici della destra estrema, o berlusconiana, o leghista. (altro…)

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Proteste

SI TEMONO INFILTRAZIONI DEI PROFESSIONISTI DEL DISORDINE ORGANIZZATO, DAGLI ULTRÀ ALL’ESTREMA DESTRA. PREVISTO L’ARRIVO DI DIECIMILA PERSONE.

Gli allarmi dell’intelligence e quello dei “forconi dissidenti” (l’ala moderata) coincidono: la manifestazione di domani a Roma indetta dai duri del movimento è ad altissimo rischio. Il pericolo è quello dell’infiltrazione di gruppi e frange dell’estrema destra e dei professionisti del disordine organizzato, gli ultrà del calcio in primo luogo. (altro…)

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Forconi

Mercoledì nella capitale. La comunità ebraica contro il leader torinese: delira.
L’emergenza.

ROMA — Le frasi sugli ebrei del leader torinese del Coordinamento 9 dicembre, il contadino sufi e convertito all’Islam Andrea Zunino, affidate ieri a “Repubblica”, vengono respinte a sera anche da Enrico Letta. «Ho letto certe vergognose frasi antisemite», dice il premier, «e questo è un monito a tutti coloro che strumentalizzano questa protesta affinché si rendano conto». Andrea Zunino, ammiratore del leader nazionalista ungherese Orban, ieri aveva detto: «È curioso che cinque o sei tra i più ricchi al mondo siano ebrei, l’Italia è schiava dei banchieri ebrei». E ancora: «Non ho le prove, ma penso che Hitler, che probabilmente era pazzo, si sia vendicato con l’antisemitismo del voltafaccia dei suoi iniziali finanziatori americani». (altro…)

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Il codicillo

“SE MI ARRESTANO CI SARÀ LA RIVOLUZIONE”. OGGI NUOVO DISCORSO SULLA PERSECUZIONE ALLA FONDAZIONE CRAXI.

L’ultima del Condannato: invocare i forconi ad personam. Silvio Berlusconi soffia sul fuoco ribellistico di questi giorni e chiama tutti alla “rivoluzione” qualora dovesse finire in galera. Il suo incubo è il carcere, al punto che, come ha rivelato Repubblica , alcuni parlamentari azzurri hanno preparato un emendamento al ddl del Pd sulla carcerazione preventiva che impedisce agli over 75 (B. è del 1936) di andare in cella.

A spaventarlo sono altre inchieste in corso e così il Cavaliere si fa intervistare dalla radio francese Europe 1: “Possono controllarmi il telefono, mi hanno tolto il passaporto e possono arrestarmi quando vogliono. Ma non ho paura, se lo fanno ci sarà una rivoluzione in Italia”. Forconi ad personam, appunto. (altro…)

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LettaDALLA RIFORMA DELLA CORTE COSTITUZIONALE AL NO ALL’AUMENTO DELL’I VA FINO AL TAGLIO DELLE PROVINCE. RIFORME E MISURE RIMASTE SULLA CARTA.

Enrico Letta è stabile, non c’è che dire, ha appena preso la sua terza fiducia in Parlamento, s’è tolto dalle spalle l’imbarazzante patronage di Silvio Berlusconi, eppure guardando la sua azione di governo non si può non pensare – col Wall Street Journal – che la sua è “la stabilità di un cimitero”. Promesse e buoni propositi sparsi nei suoi discorsi pubblici, infatti, sono ben lontani dall’essere realizzati, al contrario l’immagine è di una realtà che pervicacemente si impegna a smentire il presidente del Consiglio. Ecco qualche esempio.  (altro…)

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Disordini al confine di Ventimiglia, bombe carta all’università La Sapienza, minacce di morte a una sindacalista che si rifiuta di aderire al movimento dei forconi. E poi il leader di un grande partito che chiede le dimissioni del Capo dello Stato e il leader di un altro che dichiara: se mi arrestano ci sarà la rivoluzione. Chiunque scorra lo scarno notiziario di giornata sarà portato a pensare che l’Italia sia seduta sull’orlo di una guerra civile. Chiunque, ma non un italiano. In lui prevale sempre la sensazione, e la tentazione, dell’accomodamento. Da noi le parole volano grosse ma pesano poco e le conseguenze dei gesti non sono mai inesorabili né tantomeno definitive.    (altro…)

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SAPEVAMO che la povertà si estendeva, che dilagavano le diseguaglianze, che la percentuale della fiducia dei cittadini nelle istituzioni era precipitata al 2%. Eppure questi dati venivano considerati come pure registrazioni statistiche.

Valutate alla stregua di variazioni di sondaggi e non come lo specchio di una situazione reale che rivelava quanto la coesione sociale fosse a rischio. Ora quel momento è arrivato, e bisogna chiedersi come una situazione così difficile possa essere governata democraticamente. È problema capitale per le istituzioni, che non possono ridurlo ad affare di ordine pubblico. Ma è compito pure delle forze politiche che non possono trasformare le critiche legittime nella tentazione di raccogliere consensi nella logica della spallata al sistema, della tolleranza di metodi violenti. (altro…)

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Studenti

BOMBE CARTA ALLA SAPIENZA DI ROMA, GLI AGENTI FANNO IRRUZIONE. I MANIFESTANTI: “OGGI NON VI LEVATE I CASCHI?”.

I fumogeni e le bombe carta, le cariche della polizia e i fermi, i feriti e le accuse incrociate. Campo di battaglia, il più affollato ateneo d’Europa. Nel Paese che ormai è tutto un corteo, i segni e l’aria da rivolta invadono anche l’università La Sapienza di Roma, con scontri come non se ne vedevano da molti anni da quelle parti. Il bollettino ufficiale parla di due agenti con ferite lievi e due manifestanti denunciati. La sensazione è quella di una rabbia alimentata anche da scene viste altrove, in questi giorni di tensioni continue. Sempre ieri, e sempre a Roma, la polizia ha caricato davanti al ministero della Pubblica Istruzione, dove manifestavano i lavoratori dei servizi di appalto alle scuole. Un pomeriggio lunghissimo, quello in viale Trastevere, con falò accesi dai manifestanti e un cassonetto dato alle fiamme. L’involontaria miccia del caos alla Sapienza è stata la conferenza sulla green economy “La natura dell’Italia”, nel Rettorato. (altro…)

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Forconi

MANIFESTAZIONI, CORTEI E BLOCCHI OVUNQUE. CHIUSA PER ORE LA FRONTIERA CON LA FRANCIA A VENTIMIGLIA. SCONTRI E ARRESTI A TORINO. I SERVIZI SEGRETI: “IN PIAZZA C’È ANCHE LA MAFIA”.

L’Italia è nel caos all’ombra dei forconi. Da Ventimiglia a Palermo, apparentemente senza un’unica regia, la protesta attraversa il Paese. Che il livello di allerta sia alto lo rivela il capo degli 007, il generale Arturo Esposito, ieri ascoltato dai parlamentari del Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti: “Rivolgiamo la massima attenzione ai forconi, presentano tratti inediti e preoccupanti”. Ad allarmare il direttore dell’Aisi c’è la mancanza di una “testa” della protesta e “la saldatura di elementi così diversi”: dagli ultrà, a Torino fianco a fianco granata e juventini, ai neofascisti, dagli antagonisti fino alle mafie nelle piazze del sud con le loro manovalanze. (altro…)

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Fanno paura, i forconi, a partire da quel nome truce e autodenigratorio che un leader intelligente cambierebbe da subito, diffidando i media dal suo uso. Ma fa paura anche che Enrico Letta definisca quanto sta accadendo “un attacco al principio di rappresentanza”. Perché non è un attacco. È una presa d’atto. È la diretta conseguenza del fatto che la rappresentanza politica non copre, oramai, che una parte (non so neanche dire se maggioritaria) della società italiana. Questo avevano detto le ultime politiche: che i non rappresentati sono una impressionante moltitudine. (altro…)

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Italia della rabbia

L’Uomo dell’Anno si chiama Thamsanqa Jantjie e fa l’interprete per sordomuti: martedì troneggiava alla commemorazione di Mandela allo stadio di Johannesburg dietro il presidente Zuma e a due passi da Obama e dagli altri grandi e grandicelli del mondo per tradurre i loro discorsi nella lingua dei segni. Invece gesticolava a caso, col risultato di tradurre le frasi dei leader con supercazzole insensate e incomprensibili, in mondovisione. Una scena degna di Amici miei. “Avevo le allucinazioni”, si è giustificato, “vedevo angeli entrare nello stadio. È la prima volta che mi accade, ho fatto da interprete a molte conferenze e mai nessuno si era lamentato”. (altro…)

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Proteste in piazzaSalta l’incontro coi camionisti, Santanchè sotto accusa. Pronte le nomine nel partito.
Forza Italia.

ROMA— Il presidente è «troppo stanco», fanno sapere da Palazzo Grazioli, vertici e incontri con i big rimandati, forse a oggi. Congelato il battesimo del Comitato di presidenza forzista. La giornata è stata di quelle nere e non tanto per la scontata fiducia al governo Letta. Silvio Berlusconi è costretto a una sonora retromarcia sull’incontro già fissato alle 17 a San Lorenzo in Lucina con la delegazione di autotrasportatori aderente al movimento dei Forconi.
In mattinata rinvia di qualche ora, poi annulla del tutto il confronto che tante polemiche aveva suscitato. Per «evitare strumentalizzazioni » spiegherà in una nota pomeridiana il Cavaliere, invitando il governo però a farsi carico delle proteste e delle istanze. Il fatto è che era bastato l’annuncio dell’incontro con la sigla degli autotrasportatori per scatenare in 12 ore una tempesta interna. (altro…)

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Le proteste

ANCORA CORTEI E QUATTRO ARRESTI. LA PROCURA APRE UN FASCICOLO PER DEVASTAZIONE. NEL COMUNE DI NICHELINO SINDACO ASSEDIATO.

Torino

Da Torino ieri è partito l’ordine: “Tutti a Roma”. Danilo Calvani, 51 anni, contadino di Pontinia in provincia di Latina, fondatore del movimento “9 dicembre”, lo ha gridato più volte dal palco improvvisato in piazza Castello. Il leader dei Forconi è sceso da una Jaguar scura. Arrivato per dire che “i politici sono degli assassini” che “Equitalia uccide i cittadini”, che l’obiettivo finale “è cacciare quei parassiti che ci governano” che “hanno violentato la Costituzione”. Pochi minuti, niente di più: giusto il tempo di annunciare la grande manifestazione romana (con data ancora da fissare) garantendo “pendolino rosso pagato per tutti”. (altro…)

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Se un esponente della famigerata Kasta, dopo avere arringato la folla contro le tasse del governo affamatore, si fosse allontanato dal luogo del comizio sul sedile posteriore di una Jaguar, avrebbe firmato la sua condanna alla lapidazione mediatica. Stormi di pernacchie si sarebbero alzati in volo da ogni tinello, l’indignazione avrebbe lubrificato i polpastrelli ai tastieristi dei social network e al meschino jaguarato non sarebbe restata altra scelta che rottamare il bolide e inginocchiarsi su un tapis roulant di ceci. (altro…)

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I poliziotti si tolgono il casco

>>> Non ho mai invitato i manifestanti Notav a picchiare i poliziotti, comeafferma Renzie a Ballarò. E’ un’affermazione irresponsabile e assolutamente falsa. Renzie prima di parlare del M5S si sciacqui la bocca <<<

Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano.

“Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l’Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso.Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E’ indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo è il comune sentire della nazione.  (altro…)

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