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Posts Tagged ‘formigoni’

I punti

I pm: corruzione per forniture sanitarie, Guarischi era il mediatore “Il governatore accettò la promessa di 900 mila euro, poi ridotti”.

MILANO – Finito in carcere Pierangelo Daccò, ci ha pensato Massimo Guarischi a coprire le spese quotidiane e gli svaghi dell’attuale senatore dell’Ncd Roberto Formigoni. «Pranzi e cene in ristoranti», vacanze in Sud Africa o in barca nel mare croato, aerei privati e spostamenti in elicottero, magari per raggiungere Saint Moritz, come avvenuto nel dicembre 2011 (8030 euro il costo del volo).
L’ex governatore della Lombardia sembra aver avuto una vera e propria allergia al portafogli. Perché prima grazie a Daccò — detenuto dal novembre 2011 per il crac del San Raffaele e a processo insieme a Formigoni per corruzione per la Fondazione Maugeri — era abituato a farsi pagare ogni cosa. Arrestato Daccò, ecco entrare in scena Guarischi.

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Villa in sardegnaScandalo Formigoni sequestrati 50 milioni e la villa in Sardegna.

NON sono più solo accuse di un Pubblico ministero. Per la seconda volta in poche settimane è un giudice “terzo” che si occupa dell’ex quasi ventennale governatore della Lombardia Roberto Formigoni.

DELLE sue vacanze a spese d’altri, della torbida operazione d’acquisto della villa in Sardegna e soprattutto dei finanziamenti milionari generosamente elargiti dalla Regione presieduta dallo stesso Formigoni alla Fondazione Maugeri. E per la seconda volta il giudice per le indagini preliminari adotta un provvedimento — per quanto cautelare — durissimo nei confronti del senatore del Nuovo centrodestra: prima il rinvio a giudizio con il carico di accuse pesanti come la corruzione e l’associazione a delinquere, ora il sequestro di tutti i suoi beni, case, auto e conti correnti. (altro…)

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Maroni

“Scadenze a rischio, intervenga il premier”. Da oggi gli interrogatori.

MILANO — È una gara contro il tempo dopo la retata che ha decapitato i vertici di Infrastrutture lombarde, la società interamente posseduta dalla Regione cui è affidata la regia dei lavori sulla piastra espositiva dell’Expo. È finito in manette Antonio Rognoni, il responsabile di quei lavori, e oggi, in un clima difficile e contrassegnato da uno scontro neppure troppo sotterraneo tra i palazzi della politica milanese, verrà insediato il suo successore. Ma il nome ancora non c’è, Roberto Maroni (cui spetta la nomina) vista l’aria ha deciso di concordare la scelta con Giuseppe Sala, ad della società di gestione dell’Expo. (altro…)

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Maroni-FormigoniUNA MAIL SVELA CHE FORMIGONI E I SUOI SAPEVANO. E MARONI SCONSIGLIATO DA PISAPIA VOLEVA COME SUBCOMMISSARIO PROPRIO ROGNONI, ORA ARRESTATO.

Infrastrutture Lombarde: un appaltificio da 240 milioni a disposizione degli amici. La spa nasce nel 2003 per agevolare l’interventismo pubblico dei governi regionali guidati da Roberto Formigoni, il quale, secondo il tribunale di Milano, assieme ai suoi fedelissimi era a conoscenza del malaffare. Secondo il giudice, che giovedì ha firmato otto arresti, uno come Pierangelo Daccò, amico e pagatore dell’ex presidente, aveva “un certo ascendente” sulla società. Formigoni e formigoniani, dunque.  (altro…)

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FormigoniLA PROCURA DI MILANO CHIUDE LE INDAGINI SUI RIMBORSI DI 64 CONSIGLIERI REGIONALI. NUOVE SPESE DEL CELESTE.

Rimborsi pubblici incassati per spese che nulla avevano a che fare con l’attività politica. Coinvolti maggioranza e opposizione della Regione Lombardia: 64 consiglieri in totale che da ieri, dopo il deposito dell’avviso di chiusura indagine, corrono verso un processo per peculato. Valore delle spese illecite: tre milioni di euro. Una contabilità che mette a verbale nuove cene inedite anche dell’ex governatore Roberto Formigoni (non indagato). Tra queste 243 di euro di colazione con l’allora direttore del Giornale Vittorio Feltri per pianificare “un’intervista istituzionale”. E ancora: “Un menù degustazione e vini per 14 coperti”. Valore: 2.520. Commensali: oltre al Celeste gli architetti del Bureau International des Expositions. (altro…)

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Rognoni

ROBERTO MARONI HA PROPOSTO L’UOMO DI FORMIGONI COME SUBCOMMISSARIO DELLA SOCIETÀ A NOME DELLA REGIONE.

Il Ciellino è  anche sotto inchiesta per aver pilotato una gara di 270 milioni. Si tratta del secondo cantiere assegnato per l’esposizione milanese.

Milano – Lega e Cl hanno trovato un nome comune su cui puntare per entrare nella partita milionaria dei lavori di Expo: Antonio Rognoni, da oltre vent’anni fedelissimo uomo di Roberto Formigoni e ora passepartout del Governatore Roberto Maroni che l’ha proposto come subcommissario della società a nome della Regione. Per l’esposizione internazionale 2015 le opere infrastrutturali da assegnare ammontano a 11,5 miliardi. E Rognoni conosce bene il settore opere pubbliche. Per dieci anni è stato presidente di Infrastrutture Lombarde (Ilspa) società pensata, voluta e creata da Formigoni nel 2004 per gestire tutte le opere regionali; società che gestisce appalti e strutture per cinque miliardi annui e macina ricavi compresi tra i 150 e i 200 milioni.   (altro…)

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L'era Formigoni

“Versai 600 mila euro per la campagna del governatore”.

MILANO — Dieci anni di mazzette a politici, a funzionari pubblici e faccendieri. Una storia che coinvolge la Fondazione Maugeri e i suoi manager, che racconta di un fiume di fondi pubblici — più di duecento milioni di euro — , su cui l’ente per la rieducazione pavese doveva pagare «pegno». Con il 25% dei fondi del Pirellone, che doveva tornare indietro, in parte a chi questo sistema — per la procura di Milano —, lo ha creato: l’attuale senatore del Ncd, Roberto Formigoni. (altro…)

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FormigoniDOPO LITIGI E TRADIMENTI, L’ESPOSIZIONE RIUNISCE IL MINISTRO, MAURO E IL SOLITO FORMIGONI.

Un miliardo 300 milioni di euro valgono una pace. Il clan politico di Comunione e liberazione si è ricompattato con un obiettivo chiaro: Expo 2015. Dimenticati gli attriti degli ultimi anni, le inchieste giudiziarie e le spaccature create in Cl, Roberto Formigoni, Mario Mauro e Maurizio Lupi sono tornati a lavorare come un sol uomo. Ciascuno ha il suo ruolo e gioca la sua parte. Formigoni, per dire, tiene ancora le redini del potere lombardo, ma con l’assenso suo e di Mauro è Lupi a mostrarsi in pubblico con il neogovernatore Roberto Maroni, intento a offrire un’immagine di spaccatura tra la sua Regione e quella un tempo guidata dal plurindagato Celeste.  (altro…)

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Superstiti e tramonti

COMUNIONE E LIBERAZIONE, AL VIA LA KERMESSE DELLE LARGHE INTESE OGGI A RIMINI VIDEOINTERVISTA DI NAPOLITANO, POI DIBATTITO COL PREMIER.

Il governo Letta è un golem costruito dalle alchimie del Quirinale, ma se proprio si vuole cercare un blocco sociale di riferimento, qualcuno che si senta rappresentato dalle “larghe intese”, bisogna andare al meeting di Comunione e liberazione, che si apre oggi a Rimini. Nella chiesa (molto laica) della politica estiva, l’inaugurazione è affidata alla benedizione di Giorgio Napolitano, con una videointervista, e poi a un dibattito proprio con Enrico Letta. Che ieri ha dato una lunga intervista al quotidiano ciellino ilsussidia  rio.net   densa di ottimismo, di Europa e di annunci: “Dobbiamo, prima di tutto, avere maggiore fiducia in noi stessi, uscire da quella cappa di sottovalutazione, autolesionismo, benaltrismo che troppo spesso ci toglie ossigeno”. Nessun accenno alla prospettiva di una crisi, causa condanna di Silvio Berlusconi.  (altro…)

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Formigoni

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La Procura di Milano ha chiuso le indagini a carico del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del segretario generale della presidenza, Nicola Sanese, del direttore generale della sanità lombarda, Carlo Lucchina e dei mediatori degli ospedali privati Maugeri e San Raffaele, Pierangelo Daccò e Antonio Simone. L’ipotesi è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Nell’inchiesta ci sono altri 12 indagati. Se vorranno, gli indagati potranno farsi interrogare e opporre i propri argomenti. Tra 20 giorni i pm decideranno se chiedere il rinvio a giudizio MILANO – Un incontro «molto riservato» tra il presidente di Comunione e Liberazione, don Juliàn Carròn, e il braccio destro di Formigoni e più alto burocrate in Regione Lombardia, Nicola Sanese, segretario generale della Presidenza: il 2 giugno 2012 l’inchiesta ne coglie i preparativi sui telefoni del direttore generale della Sanità, Carlo Lucchina (che all’ultimo non ci va «adducendo che una vecchia zia si è fatta male»), secondo quanto si ricava dalla richiesta di proroga l’11 giugno 2012 delle intercettazioni a carico di Lucchina, «invitato su indicazione di Sanese da Marco Carabelli». (altro…)

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vignetta-ellekappa-repubblica-193626_tnEcco perché Roberto Forchettoni, con tutte le accuse che gli piovono sul groppone, dalla corruzione all’associazione a delinquere, sfoggia sempre in tv quel faccino sorridente e levigato come il culetto di un bimbo, quell’espressione serafica da “che-cazzo-volete-da-me”: è questione di creme facciali. Mica creme normali per facce normali. Creme speciali per facce speciali. Ne discuteva animatamente, con ammirevole competenza, con il segretario tuttofare Mauro “Willy” Villa, che poi provvedeva all’acquisto in centri specializzati, a botte di 50-200 euro a tubetto e in quantità industriali perché “Roberto la crema la usa come la colla per i manifesti”. Ci vorrebbero degli stuccatori armati di scalpelli e raschietti per riportare il volto del Celeste alle condizioni naturali, asportando le maschere di crema ormai cementificate. Forse ne emergerebbe un’espressione un po’ meno serafica e impunita. Magari affiorerebbe financo qualche accenno di rossore per tutte le balle raccontate in questi mesi. Come quando assicurò, in una memorabile conferenza stampa: “Sono limpido come acqua di fonte” e si paragonò a Gesù (“anche lui sbagliò nella scelta di uno dei collaboratori”, che poi era il celebre Giuda Iscariota, noto faccendiere dell’Asl Galilea-1). Mettendo di buonumore il fido Willy: “Non è stata una bella situazione in conferenza stampa: quella di Gesù se la poteva risparmiare, anche perché sta dando del Giuda a quell’altro (Daccò, arrestato al posto suo, ndr). (altro…)

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FormigoniPRATICAMENTE SENZA PORTAFOGLI IL PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA CONDUCE UN’ESISTENZA TRA AGI E PASTI PAGATI: LA PROCURA CHE INDAGA SUGLI ACCREDITAMENTI ALLA SANITÀ STUPITA DAL TROPPO “CONTANTE”.

Ville, resort da sogno, maxi-yacht. E ancora viaggi, vacanze, cene. Tutto pagato e spesato. Anni di esistenza senza tirare fuori un euro. Così ha vissuto Roberto Formigoni. Da imperatore. E senza lesinare in richieste, anche le più banali come la crema per il viso Genescience. Roba da 200 euro a confezione. Che però il Celeste usa “come fosse colla per i manifesti”. Parola di Mauro Villa, alias Willy, primo collaboratore dell’ex presidente della Regione Lombardia. Sul punto gli investigatori intercettano e annotano: “Queste conversazioni rivelano in senso più ampio l’esistenza di una quotidianità, in termini finanziari, a cui non può dirsi estraneo nemmeno Formigoni”. Vita di tutti i giorni, dunque. (altro…)

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Mentre gli esperti si arrovellano alla ricerca di una soluzione della crisi, qualcuno sembra averla già trovata e ne ha mostrato l’efficacia con la testimonianza personale. Questo qualcuno è un autodidatta appassionato di giacche a fiori, Roberto Formigoni. Secondo gli atti dell’inchiesta che lo riguarda (istruita, immagino, dalla commissione del Nobel), l’economista italo-hawaiano ha scoperto un sistema per ovviare alla ormai cronica carenza di denaro. Non pagare. Come diceva Einstein, le idee geniali sono sempre le più semplici.

Al pari di tanti suoi connazionali, Formigoni si è posto il problema di mettere insieme il pranzo con la cena. E lo ha risolto individuando un ristorante di lusso di Milano come sede dei suoi esperimenti. Lo studioso vi si è recato per anni, talvolta da solo, più spesso in comitiva. Ordinava ostriche e champagne, mangiava con appetito, ringraziava il cuoco e i camerieri, poi infilava il soprabito sopra i bermuda e andava a digerire altrove. E il conto?, direte voi. (altro…)

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CHE quello tra Pdl e Lega Nord, sul piano nazionale e ancor più in Lombardia, sia un (altro) matrimonio di convenienza è risultato fin dal principio chiaro a tutti.
È perfino esplicito nelle varie occasioni in cui i nuovi dirigenti del Carroccio lo hanno speso come il motivo per cui l’alleanza – indigesta alla base del partito – andava necessariamente rimessa insieme, come il mezzo che giustifica il fine supremo della conquista, con la Lombardia, dell’intero fronte del Nord. Ma ciò che questa campagna elettorale ha progressivamente dispiegato è qualcosa di più e di peggio: quella tra la Lega e il Pdl, tra Maroni e Formigoni, cioè il “pezzo” del Pdl che in Lombardia ha governato per oltre tre lustri, è più di un’alleanza elettorale: è un patto indecente.
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Maramotti

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Il rapporto della polizia: nessun prelievo in banca, convocava i funzionari in ufficio per consegnargli grosse somme cash. Champagne e creme per il viso ma dal conto di Formigoni non usciva neanche un euro. Lo scandalo. I pm: contanti affidati ai bancari. “Daccò pagava i lussi”.

MILANO — Una vita senza il bisogno del portafoglio. Come un nobile del secolo scorso. Questo è Roberto Formigoni nel film che girano su di lui gli investigatori della polizia giudiziaria di Milano, tra champagne a scrocco nel ristorante e funzionari di banca «a disposizione», che vengono convocati spesso e volentieri al Pirellone — si legge nel rapporto — per chiacchiere «che avvenivano sempre in maniera riservata a “tu per tu”, “a quattrocchi”». E in questi incontri riservati in un ufficio pubblico, di cui parlano gli stessi dirigenti bancari, «Formigoni consegnava loro denaro contante per importi compresi tra i 5 e i 20 mila euro… raccomandandosi di non farli transitare sul proprio contro corrente affinché non vi fosse evidenza degli importi». Soldi cash che servivano per finanziare il suo tenore di vita tra vacanze ai Caraibi e soggiorni in Sardegna. Basta questo dato per ripiombare in un clima che sa di Tangentopoli, vent’anni dopo. (altro…)

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Ieri mi sono dovuto sorbire le famose “reazioni politiche” sulle cronache giudiziarie.
La sanità in Lombardia dove i giudici hanno inviato anche a Formigoni gli avvisi di fine indagine.
La sentenza di condanna per l’ex governatore Fitto.
La condanna all’ex capo del Sismi Niccolò Pollari.
L’arresto del manager (di nomina leghista, almeno così dicono le intercettazioni) di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. (altro…)

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Giustizia a orologeria? Macché, Formigoni s’è dato la zappa sui piedi da solo. Giunge a due settimane dal voto lombardo la richiesta di rinvio a giudizio in quanto “promotore e organizzatore” di un’associazione a delinquere. Ma solo perché da oltre un anno il Celeste inventa una scusa dopo l’altra per evitare di presentarsi davanti agli inquirenti a spiegare quel lucrare potere e denaro dal suo incarico pubblico. Voleva assicurarsi l’immunità parlamentare, e difatti lo troviamo candidato nella lista Pdl al Senato, degno numero due subito dietro al pluri-imputato Berlusconi. Così, a furia di temporeggiare, si ritrova cucito addosso nel momento peggiore il capo d’imputazione che sintetizza plasticamente la natura del suo malgoverno, peraltro già ben nota ai cittadini: drenaggio di risorse pubbliche elargite con discrezionalità a favore di strutture sanitarie private, utilizzando delibere regionali scritte da funzionari sleali sotto dettatura dei suoi amici consulenti, che appartengono alla medesima consorteria. (altro…)

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