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Posts Tagged ‘fornero’

La piazzaIl premier: “Lui crea lavoro in Italia ed esporta”.

Cento piazze italiane per dire che la riforma delle pensioni va cambiata e che va introdotta più flessibilità in uscita, perché «41 anni di contributi bastano» e «bisogna lasciare il posto ai giovani e non restare al lavoro fino a 67 anni». Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi radicali sulla riforma Fornero e già lanciano il prossimo appuntamento: il 19 maggio ci sarà un’altra manifestazione unitaria a Roma su rivalutazione degli assegni, welfare e non autosufficienza. Ma ieri, dal corteo di biciclette di Torino, al sindaco Orlando in piazza a Palermo, la richiesta è stata la stessa: riaprire il tavolo sulla previdenza.
Le proposte non mancano, da quella del presidente dell’Inps Tito Boeri a quella di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio , alla piattaforma che le tre sigle sindacali hanno presentato al governo lo scorso dicembre.

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Tesoretto

LA CORTE COSTITUZIONALE CANCELLA IL BLOCCO ALLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI. E ADESSO ALTRO CHE “TESORETTO”.

La voragine è enorme: 5 miliardi di euro da trovare subito, ma è anche di più. Inghiotte parte di un’intera, austera stagione. Passo indietro. L’anno è il 2011. Il mese è dicembre e il giorno è il 4. Il “rigore” chiesto a gran voce al governo tecnico guidato da Mario Monti si delinea in concreto. Elsa Fornero, ministro del Welfare da 18 giorni, si prende l’incombenza di annunciare alcuni spinosi, per usare un eufemismo, capitoli della manovra finanziaria, quella chiamata “Salva Italia”. La docente prende la parola, parla dell’età pensionistica che salirà progressivamente. Impassibile. Poi respira e spiega che qualsiasi intervento sulle pensioni produce risparmi in tempi troppo lunghi. Per cui serve un intervento in più per chi è già in pensione, un “sacrificio”. Ma non riesce a dirlo. Si ferma, fa una smorfia, poi sgorgano le lacrime. A quel punto Mario Monti, sotto un diluvio di flash, prende la parola, conferma sorridendo che sì, stava per dire “sacrifici”, e annuncia per il biennio successivo il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, eccetto quelle tre volte il minimo. (altro…)

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Pensioni

Tito Boeri.

Intervista al nuovo presidente dell’Inps. Ecco quali sono le proposte che saranno presentate al governo. Le scelte toccheranno al Parlamento ma l’obiettivo principale è evitare interventi sui trattamenti già definiti.

ROMA – Un reddito minimo garantito per gli over 55 in condizioni di povertà, una maggiore flessibilità di uscita dal lavoro per cambiare la legge Fornero, l’armonizzazione delle regole previdenziali per tagliare quelli che sono soltanto privilegi e per recuperare, all’interno del sistema, le risorse per rendere più equo il nostro welfare state. Da Princeton dove è stato invitato dall’Università (già da prima di aver accettato il suo attuale ruolo) a tenere una conferenza sul nuovo contratto di lavoro italiano a tutele crescenti, Tito Boeri, presidente dell’Inps, anticipa le linee del pacchetto di proposte che l’istituto presenterà al governo a giugno. «Ma prima – dice – vogliamo realizzare un’operazione socialmente importante».

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Disoccupazione giovanileGiovannini annuncia modifiche alla riforma Fornero.

ROMA— Parla di uno «straordinario risultato» e di una «strategia vincente messa in campo dall’Italia», il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Su un’azione europea per affrontare la disoccupazione giovanile aveva scommesso, insieme al premier Letta, fin dal seminario del mese di maggio nell’abbazia di Spineto. E ora annuncia che a settembre si aprirà il nuovo cantiere previdenziale: pensionamento flessibile e introduzione della staffetta tra lavoratori anziani e giovani nel posto di lavoro.
Ma, in concreto, dopo l’accordo di Bruxelles cosa cambiare dal 2014 per i giovani in cerca di un’occupazione?
«Intanto — spiega il ministro in un videoforum a Repubblica Tv—
va detto che ci sono due fonti di finanziamento possibili. È stata rafforzata la Garanzia per i giovani per al quale l’Italia ha lavorato in queste settimane per far sì che i fondi si concentrassero sul 2014 e 2015, anziché spalmati su sette anni. L’altro canale di finanziamento sono i fondi strutturali 2014-2020. Questa è davvero una vittoria italiana».
Dunque cosa cambierà per un giovane in cerca di lavoro?
«Entro ottobre dobbiamo fare il piano di come spendere esattamente questi soldi in modo di essere operativi dal primo gennaio 2014. (altro…)

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Monti

Questa mattina su Agorà (Raitre) il ministro uscente Elsa Fornero ha affermato, ancora una volta, che non si può conoscere il vero numero degli Esodati. Ma non è vero: i numeri ci sono, dal 5 ottobre 2012, sono 314.576 persone (fonte Ragioneria di Stato). Cifra non troppo lontana dalla stima Inps, che il ministro aveva tanto criticato. Il vero problema, che Fornero non dice, è che nessuno dei 130mila salvaguardati ad oggi ha ricevuto la pensione, tra iter legislativi infiniti e graduatorie ancora in corso.

Ricapitoliamo: dopo un anno di grande confusione il 5 ottobre 2012 la Ragioneria di Stato mette nero su bianco la cifra esatta degli Esodati314.576. Di questi, ad oggi, sono salvaguardati solo 130.130 persone, e già questo sarebbe un dato allarmante perché parliamo di 184.500 persone non salvaguardate. Ma la cosa drammatica, e che nessuno dice, è che dei 130mila salvaguardati, dopo due anni, ancora nessuno ha iniziato a prendere la pensione. La tanto sbandierata “soluzione legislativa”, insomma, che attraverso tre diversi provvedimenti di legge doveva risolvere parte del problema, finora è stata una soluzione solo sulla carta. (altro…)

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presadiretta

“Faremo il pelo e contropelo alla riforma Fornero: aumentano i disoccupati e i precari. Eppure a parlare con gli imprenditori le ricette ci sono. Politica sveglia!”

Con queste parole, Riccardo Iacona introduceva la puntata che ha parlato del mondo del lavoro: lavoro sfruttato, pagato sempre meno, svalorizzato.
Un mondo, quello del lavoro, che sempre di più si appoggia ai precari, alle partite Iva, ai contratti a progetto.
Eppure la riforma Fornero doveva stabilizzare i precari, doveva mantenere solo la flessiiblità buona, creare posti di lavoro con la parziale abolizione dell’art 19 dello statuto.
Eppure i numeri parlano chiaro: 3 ml di contratti atipici; disoccupazione giovanile al 40% (era al 29% nel 2012) e la disoccupazione in generale è salita da 10 a 11%. (altro…)

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Ovvero, La repubblica fondata sul lavoro sfruttato.
Questa sera Presa diretta si occupa della riforma Fornero sul lavoro che, assieme alla riforma delle pensioni, è ricordata come una delle riforme strutturali fatte del governo dei tecnici.
Doveva portare nuovi investimenti in Italia, perché avrebbe favorito gli investimenti delle imprese e degli imprenditori bloccati per colpa dell’articolo 18.
Quella parte dello statuto che, come ci ha ben spiegato Monti dall’alto della sua cattedra, sarà anche ispirata da buoni principi “Che alcuni articoli dello Statuto dei lavoratori, ispirati da nobili principi, abbiano reso più difficile costruire posti di lavoro”. (altro…)

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Presadiretta (Rai3 domenica 21,30) dedica la puntata al tema del lavoro. La controriforma nata per abbassare il tasso di precariato, ha portato per ora allo sfondamento del tetto di 3 milioni di lavoratori atipici. Potete inviare domande e commenti al sito e ai social network del Fatto. Per Twitter gli hashtag sono: #FattoTv #Iacona #Lavoro

A nove mesi dal varo della riforma Fornero sul lavoro, quale è lo stato dell’occupazione nel nostro Paese? Chi ne ha beneficiato tra le categorie e chi invece i più penalizzati? Una riforma nata per abbassare il tasso di precariato e facilitare così l’assunzione a tempo indeterminato. Le cose, però, stanno andando diversamente. I contratti precari, infatti, non sono diminuiti, ma sono aumentati, sfondando il tetto di tre milioni di lavoratori atipici.  (altro…)

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Bisognerebbe iniziare a raccogliere i segnali che arrivano dal territorio, anzichè ignorarli o rispondere solo con i cordini delle forze dell’ordine.

La Fornero, che ovunque si sposta, porta con sè cortei e manifestazioni di precari, esodati, gente senza lavoro. Perché non basta essere disponibili al dialogo (magari senza giornalisti che poi scrivono titoli ..): oltre ad evitare ulteriori gaffes (che aumentano le tensioni quando non ne avremmo bisogno) bisogna dare alle persone delle risposte.

Ieri i ministri Passera e Barca costretti alla fuga in elicottero dal Sulcis, per evitare le barricate e la guerriglia. Anche qui, per l’ex distretto industriale, si prevedono tempi difficili: trovare un’alternativa all’Alcoa? Da quello che si capisce (dalle parole dei ministri) non è compito della politica, almeno non di questa politica di tecnici, professori e banchieri. (altro…)

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ROMA — Stallo in commissione Bilancio della Camera sulla questione degli esodati mentre per la scuola e gli insegnanti si è trovata la soluzione per bloccare l’aumento delle ore di lavoro. I conti sugli esodati (secondo la Ragioneria dello Stato) non tornano e la palla torna a rimbalzare nel campo dei parlamentari che non accettano il nuovo stop. Per superare l’impasse, i vertici del ministero del Lavoro e del ministero dell’Economia si incontreranno oggi alle 8.30. Si cerca una soluzione condivisa per approvare nelle prossime ore gli emendamenti pro-esodati al ddl Stabilità. La partita si gioca tutta sull’esile filo dei numeri, di quanto è (realmente) ampia la platea dei lavoratori sospesi prima della pensione; e di quante risorse occorrano per salvarli senza mandare in tilt i conti. Fino ad oggi, per poco meno di 130mila persone, si pensava ad una somma-paracadute di circa 9,1 miliardi. Secondo la Ragioneria questi dati sono parziali, e rischiano di mandare fuori controllo la spesa: le stime fatte in commissione non tornerebbero perché da qui al 2025, bisognerà prevedere una spesa ben più elevata e prossima ai 20 miliardi visto che i lavoratori tutelati dal fondo di salvaguardia da 9,1 miliardi sarebbero 315 mila – come sostenuto dall’Inps – e non 130 mila. (altro…)

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Già, che idee politiche avranno Passera e Fornero?

Difficilissimo da capire, davvero. Serve un loro outing, da soli non lo capiamo, no. Passera e Fornero infatti non hanno fatto i ministri, in questo anno. Non hanno avuto modo di praticare politica, di prendere decisioni su precari, lavoratori, pensionati, banche. Non hanno avuto modo di esternare il loro pensiero sui giovani, sulla finanza, sul capitalismo.

Che idee politiche avranno, Passera e Fornero?

Credo che in questi mesi l’abbiano capito tutti gli italiani, davvero tutti.

Tranne Bersani.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Questa è una cosa che può capitare solo in Italia: il ministero che fa le leggi sul lavoro le viola per vent’anni, poi è costretto ad accorgersi che qualcosa non va e la reazione è quella di metterci una pezza scaricando, se possibile, il costo sui lavoratori. Questa è la storia che verrà raccontata stamattina nell’assemblea dei lavoratori Isfol a Roma chiamata “Lavoro nero a casa Fornero” e organizzata da tutte le sigle sindacali interne con l’unica eccezione della Cisl. I FATTI. L’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori nasce nel 1974 e si occupa non tanto di fare ricerca pura, quanto di trasformare ricerche, analisi e sondaggi sul mercato del lavoro in dati e pratiche applicabili dalla Pubblica amministrazione tanto a livello nazionale che regionale: il suo status è quello di un ente di ricerca pubblico con finanziamenti autonomi, ma sotto la vigilanza del ministero del Lavoro, che ne nomina anche i vertici. (altro…)

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Da biagioraucci.com

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Da eccesatira.blogspot.it

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Questa mattina (9 ottobre) il ragioniere ha mandato a dire: per coloro che sono restati all’improvviso senza lavoro e senza pensione, a causa di un cambiamento improvviso di “policy” (la parola copre un trucco, e dunque è bene usare la parola inglese) devono accontentarsi: non c’è un euro per loro, ovvero per le decine di migliaia che sono rimasti fuori dal gruppo dei 50 mila graziati dalla Fornero. Non è cattiveria, precisa il ragioniere, non ci sono proprio gli euro per mettere in salvo gli altri. Il ragioniere è il Ragioniere generale dello Stato, a cui è stato chiesto di dare il triste annuncio, perché la piazza e le strade intorno a Montecitorio sono gremite di uomini e donne seri e sensati, non tanto giovani, ma carichi di disperazione e di energia che ti tirano per la giacca e ti dicono sulla faccia: “E io come campo sette anni (ma anche cinque o quattro o nove, perché gli incontri sono tanti e le situazioni sono tutte assurde) senza lavoro e senza pensione? Me lo dice lei come campo?”. (altro…)

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Il ministro Fornero, di fronte alla platea di studenti della Bocconi (i futuri precari), ha difeso la sua riforma delle pensioni.
Noi tecnici, ha spiegato, siano stati chiamati per difendere il paese. E con la riforma delle pensioni si è cancellata l’abitudine di andare in pensione “con delle generose buonuscite e ricche pensioni calcolate con il sistema retributivo”.

Ma lei con quale sistema andrà in pensione? Quello retributivo o contributivo? Dia il buon esempio. (altro…)

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Presentati i quesiti contro le riforme di Fornero e Sacconi.

La notizia di giornata sarebbe la presentazione  dei quesiti referendari  per l’abrograzione dell’articolo  8 della legge 148 voluta  dall’ex ministro Maurizio Sacconi e, soprattutto, delle  parti più scabrose della legge Fornero che modificano l’articolo 18 sui licenziamenti.  Ma la notizia potrebbe anche  essere la scelta del Pd di bollare un’iniziativa in difesa dei diritti del lavoro come sbagliata,  inopportuna e da contrastare. Una linea che rafforza  l’ipotesi di un’alternativa a  sinistra del Pd. I PROMOTORI del referendum,  di fronte all’austero palazzo del Tribunale di Roma sede della Cassazione, sorridono  contenti. Dopo settimane di lavorìo sottotraccia sono riusciti a compattarsi anche se al  momento della foto di rito nasce qualche problema. (altro…)

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