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Posts Tagged ‘forza italia’

Dopo la conferma di Bertolaso (che in un sondaggio per la prima volta va a due cifre) gelo dell’asse Toti-Romani. E torna il rischio scissione.

ROMA – «Una stagione è finita, non resta che attendere e capire cosa fare». Il giro di telefonate dello stato maggiore berlusconiano – un tempo fedelissimo – nel day after della conferma di Bertolaso, rassegna un clima da rompete le righe. Il governatore ligure Giovanni Toti e il toscano Altero Matteoli, il capogruppo al Senato Paolo Romani e Maurizio Gasparri, il veneto Alberto Giorgetti e la lombarda Mariastella Gelmini fino a ieri mattina hanno tentato ancora di forzare la decisione del leader. Invano.

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Non so con quanta consapevolezza della cosa, ma la grillina Paola Taverna non ha fatto che dire pubblicamente ciò che a Roma molti altri dicono da tempo sottovoce: e cioè che sì, insomma, per qualunque partito prendersi la guida della capitale oggi forse è più un rischio che un’opportunità.

Non è che ci sia un “complotto”, naturalmente: parola che farebbe pensare a un disegno ordito a tavolino tra più attori tutti d’accordo tra loro. (altro…)

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Al Senato bocciati i testi del centrodestra e del M5s. E il premier sfida le opposizioni. A Forza Italia: “Siete sempre più divisi e sempre meno. Conflitto d’interessi? Da che pulpito”. Al M5s: “Attaccatevi a ogni pezzettino di fango, noi pensiamo all’Italia. E le inchieste le fanno i giudici, non il blog”. Incassa il sostegno di verdiniani e tosiani, ma non è decisivo.

Matteo Renzi le para tutte e i verdiniani almeno a questo giro c’entrano fino a un certo punto. Sul caso Boschi e Banca Etruria anche le mozioni di sfiducia presentate al Senato contro il governo – una del centrodestra e una del M5s – finiscono nel tritatutto, così come era avvenuto con quella individuale alla Camera, a dicembre. (altro…)

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salviniDomani raduno leghista in Piazza Maggiore Il segretario lumbard: Silvio non subalterno.

ROMA – E adesso in Forza Italia è il momento della resa dei conti. «Prima non avevamo una linea – esulta Daniela Santanché – e adesso ce l’abbiamo: sappiamo da che parte stiamo. Sì, lo so, ci sono state resistenze alla piazza di Bologna. Ma Silvio deve fare Silvio, non dare ascolto a chi Berlusconi non è, ma vorrebbe esserlo senza averne le capacità». Nomi non fa, però è chiaro che la pasionaria pensa ai vertici azzurri gelati dalla mossa dell’ex Cavaliere. E in particolare al cerchio magico di Arcore, quell’accrocco di fedelissimi finito nel mirino di Salvini: «Silvio, basta con questi inciucisti che ti hanno ghettizzato – ha detto nella telefonata decisiva in cui ha convinto l’ex Cavaliere – Esci fuori, torna in piazza e parla alla tua gente».

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FittoL’intesa per una lista comune in Puglia dura meno di 24 ore Il partito del Cavaliere rischia il tracollo nel Mezzogiorno.

ROMA – Lo strappo, quello definitivo, si consuma a Bari. Ma è destinato a produrre effetti immediati a Roma. Tra Raffaele Fitto e Forza Italia il cammino comune finisce qui. La scissione (con parlamentari al seguito) appare adesso a un passo. E accade tutto nel giorno in cui Berlusconi sembra tendere una mano e accettare la ricandidatura degli uomini dell’ex governatore nelle liste pugliesi. Invece salta tutto: il candidato Francesco Schittulli in serata chiude la partita, in una nota annuncia per domani il lancio della sua candidatura al fianco di Fitto, Ncd e Fratelli d’Italia e dice addio a Forza Italia («Non ha dato la disponibilità a presentare una lista competitiva»). Ma il rischio per il partito ora è il tracollo nel Mezzogiono e non solo. (altro…)

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L resa dei contiAffondo contro la tesoriera del partito: “Non decide lei le liste” Ora il Cavaliere prepara l’espulsione del ribelle pugliese.

ROMA – Pochi giorni ancora, e dopo Pasqua sarà resa dei conti. Forza Italia è ormai pronta a una nuova scissione, l’ennesima se si torna con la memoria ai tempi del Pdl e delle clamorose rotture di Fini e Alfano. Il terreno dello scontro questa volta è la Puglia dove il candidato del partito, Francesco Schittulli, è passato con il ribelle Raffaele Fitto. Che in pubblico spara a pallettoni contro Berlusconi, ma in privato frena i suoi: «Per ora non usciamo, semmai saranno loro che dovranno buttarci fuori». L’ennesimo, e forse ultimo, capitolo della guerriglia con l’ex proconsole pugliese rovina a Berlusconi l’atteso ritorno dopo la condanna nel buen retiro di Villa Certosa, costringendolo per tutta la giornata a lavorare sulle prossime mosse, senza escludere l’espulsione di Fitto. Decisione che provocherebbe un vero terremoto nel partito. Lo sa Giovanni Toti, che auspica: «Medieremo fino all’ultimo». Con la cacciata di Fitto, infatti, i gruppi parlamentari azzurri franerebbero, si parla di una trentina tra deputati e senatori pronti a uscire. (altro…)

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DivisiSfogo di Romani, nuova lite con Brunetta. Salvini apre all’accordo. Scontri a Torino.

ROMA – Berlusconi lancia la sfida per riconquistare Milano (tra un anno) e l’Italia (chissà quando), ma il partito nel frattempo si sbriciola sotto i colpi di piccone. L’ultimo arriva a sorpresa da un fedelissimo come Paolo Romani. Il capogruppo al Senato interviene prima del consueto collegamento telefonico del leader che chiude la manifestazione organizzata da Mariastella Gelmini all’auditorium Gaber di Milano. «Non si dica che tutto va bene, perché oggi non va bene nulla — esordisce — Siamo divisi e litigiosi, non raccontiamo cose credibili e i peggiori di noi vanno in tivù solo per dire stupidaggini: dalle intransigenze stile Brunetta alla melassa a cui appartengo».
E ancora, «occorre una cessione di sovranità interna, il problema c’è, lo dobbiamo affrontare », dice riferendosi alla necessità di organismi dirigenti veri e operativi, al di là del leader.

Poi le alleanze. «Siamo sicuri che possiamo essere federatori, che esiste ancora il centrodestra? Tra Salvini che dice cose terrificanti e Alfano che è il servo sciocco di Renzi?» Un j’accuse che va oltre l’autocritica e tutt’altro che improvvisato. «Ho scritto e ragionato una notte intera, erano cose che andavano dette e poteva farlo giusto uno che vuole bene a Berlusconi — racconterà poi, raggiunto al telefono, il capogruppo — Se alle regionali non raggiungiamo almeno il 15 per cento, la dissoluzione diventa inarrestabile». (altro…)

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Il sito Lavoce.info analizza la proposta di Lega e Forza Italia sulla Flat Tax: l’uomo di colombo non è in realtà supportato da numeri (visti i portavoce di questa proposta) e l’autore dell’articolo, Francesco Daveri, stima in 100 miliardi le minori entrate fiscali (nel caso peggiore).
Che, tradotto, significa meno servizi, specie per le fasce più deboli.
Perché chi può già permettersi oggi la sanità privata (e le scuole private, e la sicurezza privata), non ha chiaramente bisogno del pubblico:

Come cambierebbero i calcoli se, grazie alla flat tax, davvero emergesse l’evasione e l’erosione come auspicato dai proponenti? L’Italia non è la Russia (né il Paraguay o le Seychelles, gli ultimi paesi ad avere introdotto la flat tax nel 2010-11), e così si possono solo fare congetture. Al momento la stima prevalente indica una cifra variabile tra i 200 e i 230 miliardi di capitali evasi che sfuggono al fisco.

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PDLIl partito di Berlusconi in crisi nera: casse vuote, appena 8mila tesserati, i cento dipendenti senza stipendio Il leader rassicura i suoi: “Ma non cambieremo nome”. Scontro Verdini-Bianconi sul tesoro del Pdl.
ROMA – È solo uno degli indizi del fallimento del progetto Forza Italia, solo che Berlusconi in questi giorni l’ha additato a porte chiuse per sostenere la tesi della rottamazione. In effetti, quel dato in quattro cifre dice molto più dei sondaggi che pure nelle ultime settimane avevano registrato un calo dei consensi dal 16,8 delle Europee al 13-15 per cento. Al 30 settembre, gli iscritti al partito nel 2014 sono risultati ai registri di San Lorenzo in Lucina 8.300. Non uno di più. E se nel Pd si è aperto un caso per il crollo a centomila, si può comprendere quale sia la portata della deriva forzista.
Il fatto è che questo 2014 doveva essere l’anno della rinascita e del rilancio dopo lo strappo del novembre scorso. E invece la soglia molto inferiore ai diecimila vuol dire, come fanno notare, che nemmeno tutti gli eletti — dai consiglieri comunali agli assessori regionali, fino ai parlamentari — hanno sentito l’esigenza di arruolarsi versando una cifra quasi simbolica al partito.

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lancio-di-uova

Poi parla del patto del Nazareno: “Non è segreto. Dovevo incontrare B. in streaming? Cultura della sinistra italiana è quella del sospetto”. A una contestatrice: “Se non vuole gli 80 euro me li renda”.

Lanci di uova e fischi contro Matteo Renzi. Il premier, ospite del festival della rivista Internazionale a Ferrara, è stato ‘colpito’ da alcuni contestatori mentre si trovava sul palco in piazza Municipale (foto da Twitter). “La prima cosa che ho imparato è il rispetto delle idee e delle persone – ha risposto dopo l”attacco’ – e credo che tante persone sono qui non per farsi una frittatina o una crepe ma per ragionare: a chi non ha altri argomenti che le uova, noi continuiamo a rispondere con un sorrisononostante i tentativi di tappare la bocca”. E a una donna che dalla piazza grida di non volere gli 80 euro ha ribattuto: “Me li renda signora, non si preoccupi qualcuno a cui darli si trova”. Ma oltre alla contestazione il presidente del Consiglio ha parlato di riforma del lavoro, preso le distanze dalle indiscrezioni sul patto del Nazareno e attaccato la “cultura del sospetto” e antiberlusconiana della sinistra.  (altro…)

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Berlusconi
ROMA – Dentro o fuori. «Nei prossimi mesi ci giochiamo il futuro — scandisce Silvio Berlusconi in un venerdì trascorso tra i servizi sociali e Milanello — e non c’è tempo per i capricci di Fitto». Il leader è infuriato. Di più: di fronte alle difficoltà di Renzi, sogna di tornare protagonista e giudica la fronda azzurra un autentico tradimento. Da Perugia, però, il big pugliese continua a provocare il quartier generale di Arcore: «La classe dirigente non si seleziona a un casting del Grande fratello». La tensione è così alta che il capo del dissenso è pronto a convocare una nuova riunione dei malpancisti già questa settimana. Con lui, diciotto senatori e altrettanti deputati.

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RenziTra gli emendamenti depositati da Calderoli e Finocchiaro c’è la soppressione dell’articolo 6 del testo dell’esecutivo che applicava solo ai deputati l’articolo 68 della Costituzione sulle “Prerogative dei parlamentari”. Quindi, niente arresto e niente intercettazioni se non autorizzate per i membri del ‘nuovo’ Senato.

Niente arresto e niente intercettazioni se non autorizzate. Tra gli emendamenti depositati venerdì dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e dalla presidente della Commissione affari costituzionali a Palazzo Madama Anna Finocchiaro c’è anche questo: rispunta l’immunità per i senatori, a differenza di quanto scritto nel testo del governo. L’emendamento dei relatori sopprime infatti “l’articolo 6″ del testo dell’esecutivo che applicava solo ai deputati l’articolo 68 dellaCostituzione sulle “Prerogative dei parlamentari”. (altro…)

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BerlusconiPartite le lettere per 41 dipendenti del Pdl non riassorbiti nel nuovo partito. Nel 2013 i debiti arrivavano a 87 milioni di euro, interamente coperti da Berlusconi, che finanzia anche FdI e Grande Sud.

ROMA – Gelida come una lama, la mail di licenziamento ha bussato ieri mattina alle caselle postali di 41 dipendenti di Forza Italia. Neanche una telefonata annuncia il tornado, solo la prosa asettica e burocratica scelta per la pessima notizia: «A tutti i dipendenti Pdl. La presente per comunicare che in data 11/06/2014 è stata avviata la procedura ai sensi dell’articolo 24 della legge 223 del 27/01/91». Crolla così, sulla pelle dei lavoratori del partito, una delle colonne portanti della retorica berlusconiana. E sotto le macerie resta pure uno degli slogan più abusati di Silvio Berlusconi: «Non ho mai licenziato i miei collaboratori». (altro…)

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ScajolaGiallo sui soldi al latitante da un conto alla Camera Il Cavaliere: l’ex ministro non è in Forza Italia da anni.

ROMA  – C’è un “Presidente” che si è incontrato con Scajola e ha parlato della latitanza di Amedeo Matacena. Un appuntamento importantissimo al quale doveva partecipare anche la moglie dell’ex deputato. Ma lei, all’ultimo, ha dato forfait e non è andata a Roma fingendo, si legge nelle carte, che il figlio fosse svenuto a scuola. Una sceneggiata che manda Scajola su tutte le furie. Ma che non lo fa desistere. È il 16 gennaio scorso, Scajola, mollato sulla scaletta, è a Roma per l’appuntamento. Furioso con Chiara Rizzo. «Sono preoccupatissimo che questo mi mandi a fanculo, prima cosa. Secondo, quello di domani sto cercando di annullarlo». (altro…)

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Silvio_BerlusconiNon so se ve ne siete resi conto, ma in questi giorni abbiamo assistito al declino di un ventennio. Quello berlusconiano.
Il più volte presidente del consiglio Berlusconi che si è dovuto presentare al primo giorno di lavoro alla struttura di Cesano Boscone, premio per la condanna per frode fiscale.
L’ex ministro dell’interno Scajola arrestato per aver favorito la latitanza di un collega di partito, condannato per mafia. Se questo è ministro della sicurezza interna, chi ci protegge dal ministro?
Da forza Italia a forza Libano. (altro…)

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berlusconi-dell-utriPg di Palermo emette ordine di carcerazione. Sarà allegato a richiesta inoltrata alle autorità libanesi.

La Suprema Corte ha accolto la richiesta del procuratore generale: il fondatore di Forza Italia colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Il pg: “I rapporti tra Cosa Nostra e Dell’Utri non si sono mai interrotti e si sono protratti senza soluzione di continuità dal 1974 fino al 1992”. Emesso ordine di carcerazione.

Il fondatore di Forza Italia, il primo partito italiano degli ultimi vent’anni, è un amico di Cosa Nostra, frequentatore di boss mafiosi e uomo cerniera tra la piovra e Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui l’ex premier inizia a scontare la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali, cadono i condizionali anche su Marcello Dell’Utri, l’amico di una vita, prima piazzato al vertice di Publitalia e poi l’ideatore di Forza Italia: la prima sezione della Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa Nostraaccogliendo la richiesta del pg. (altro…)

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Berlusconi

Cosentiniani pronti a correre da soli alle amministrative 3.400 amministratori passati col Ncd, la minaccia Scajola.

L’INCHIESTA.1
ROMA.
Dalla Sicilia al Piemonte un terremoto scuote Forza Italia. Il partito si sbriciola con la leadership del capo. Oltre 3.400 tra consiglieri e amministratori locali già fuggiti via, 94 consiglieri regionali transitati nel Nuovo centrodestra, sulla scia dei sessanta parlamentari e altri pronti a farlo dopo il 25 maggio. Ed è un sisma che ha l’epicentro lontano da Roma, nei territori, proprio nelle regioni un tempo cassaforte del consenso forzista. Pacchi di consensi volatilizzati con i ras che hanno cambiato casacca. E le Europee incombono, come le Regionali in Piemonte e Abruzzo e il voto in quattromila comuni, a cominciare dalle 26 città capoluogo. Gli ultimi report consegnati ad Arcore disegnano scenari da brivido: zero vittorie nelle grandi città. Non è un caso se Silvio Berlusconi il partito ha deciso di smantellarlo del tutto, sostituirlo coi club, il ventennale della vittoria del ’94, che cade oggi, cancellato di fatto, si commemora piuttosto con un vertice a casa sua.

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PascaleI “ vecchi” minacciano: faremo saltare il bilancio, il partito chiude
Lo scontro.

ROMA — E guerra sia. Umiliata ed emarginata, candidata a trasformarsi in una bad company da rottamare, la vecchia guardia berlusconiana si prepara a reagire. Contro lo strapotere del cerchio magico, minaccia di boicottare le liste azzurre alle Europee e studia clamorose ritorsioni per impedire l’approvazione del bilancio del partito e provocare una sorta di “fallimento tecnico”. Forza Italia – così come conosciuta finora – è insomma a un passo dalla frantumazione. (altro…)

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TatticheB. SPINGE PER IL CAMBIO DI ESECUTIVO E SPERA DI FAR IL RIFORMATORE MENTRE L’EX ROTTAMATORE SI ROVINA DA SOLO.

Da una parte c’è la soddisfazione di chi dà la cosa per fatta: “Letta l’ho fatto cadere io, non ci sono dubbi”. Dall’altra, però, ci sono i soliti calcoli elettorali: “Se davvero si va a un governo di legislatura, tra tre anni ci siamo persi Alfano…”. E mica solo lui. Il Cavaliere è ondivago. Certo, “mai al governo con la sinistra”, questo resta il diktat, ma in fondo, comunque vada a finire, “Forza Italia avrà solo da guadagnarci”, dicevano alcuni falchi ieri in Transatlantico, pensiero che il Cavaliere condivide.  (altro…)

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Maramotti

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