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Posts Tagged ‘forze dell’ordine’

polizia“Non bastava lasciarli a piedi con le auto di servizio senza più benzina o senza più carta per le fotocopie, con divise lise, in coda con le famiglie alla mensa della Caritas. Il Governo ha deciso di lasciarli con meno soldi in tasca per il quinto anno consecutivo. Il blocco degli stipendi ai dipendenti della pubblica amministrazione, infatti, coinvolge anche poliziotti, carabinieri, finanzieri, forestali, operatori delle carceri, vigili del fuoco. Che non sono impiegati qualunque, ma garantiscono con la loro vita la sicurezza e l’ordine pubblico nelle nostre città e nel Paese. Contrastano il crimine organizzato, combattono i ladri di risorse pubbliche, rispondono alle telefonate di tutti i cittadini e li assistono. Fanno tutto ciò con le risorse che hanno, che sono poche. E non è una semplice questione di stipendi, di soldi, ma di dignità. Il vero valore che gli appartenenti alle forze dell’ordine offrono è mettere a rischio la propria vita. E la vita non ha prezzo. Renzie, di fronte alle loro proteste, li sbeffeggia “Certi sindacati fanno male a chi veste la divisa” ma senza di loro non potrebbe farsi vedere in giro a fare l’annunciatore, altro che “la mia scorta sono i cittadini“. Alfano ne critica i toni … i toni? vada lui ad affrontare la criminalità di strada che dilaga nel Paese, vincerebbe il premio di Leprotto dell’anno, più veloce di Usain Bolt. (altro…)

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Landini”Con lo sciopero della polizia si apre la strada al fatto che bisogna rimettere al centro il lavoro e i salari. Credo che i poliziotti abbiano tutti le ragioni per fare questa protesta”. Così il leader della Fiom, Maurizio Landini, alla festa del sindacato di Torino. “Penso – aggiunge – che il governo debba rendersi conto che se vuole davvero cambiare il Paese ha bisogno di investire sul lavoro e di farlo insieme ai lavoratori e alle lavoratrici di questo Paese”. Sulla posizione del premier Matteo Renzi, che ha dichiarato che sarebbe ingiusto fare uno sciopero soltanto per un mancato aumento, Landini ribatte: “È un ragionamento un po’ del cavolo, per una ragione molto precisa: uno dei problemi che il nostro Paese ha è che abbiamo i livelli salariali più bassi d’Europa. (altro…)

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Natangelo

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Scontri

IL COCER, SINDACATO UNICO DEI MILITARI, INSISTE: “LA LEGGE LO IMPEDISCE? I GOVERNANTI SONO MOROSI, IL PREMIER È COSTRETTO AD ASCOLTARCI. SENZA RISPOSTE AGIREMO”.

La legge ci impedisce di scioperare? Non ci interessa: questo Stato è il primo a non rispettare le regole. Questo Stato è moroso”. Vincenzo Romeo, appuntato scelto dei Carabinieri e rappresentante del Cocer – sindacato unico dei militari – non contiene la frustrazione. Sono passate meno di 24 ore dall’annuncio del ministro Madia sul mancato sblocco contrattuale per il pubblico impiego nel 2015. Nessun aumento in busta paga. A caldo la maggior parte dei sindacati di polizia, insieme a vigili del fuoco e militari, aveva firmato un documento aggressivo, che evocava per la prima volta lo sciopero generale delle forze dell’ordine. Il giorno dopo, nessun passo indietro . La rabbia è ancora viva: “Continuano a bloccare gli scatti di grado – dice Romeo – e continuano a negarci gli assegni di funzione. (altro…)

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Lo scatto

C’È una zona di confine, in ogni società, nella quale vivono a stretto contatto quelli che sbagliano (per dolo o per debolezza) e quelli che devono fare rispettare le regole. Se anche quelli che devono fare rispettare le regole a loro volta le infrangono, passando nel campo di quelli che sbagliano, è inevitabile e giusto che si sollevi scandalo.

UNA parte delle forze dell’ordine (vedi l’indecoroso e indimenticabile applauso del sindacato Sap ai quattro agenti responsabili della morte di Aldrovandi) è convinta, per cieco corporativismo oppure — ed è peggio — perché di cultura politica manesca, che questo scandalo sia ingiusto e pretestuoso; e sia sollevato contro le persone che lavorano in uniforme per screditarle e per indebolirne l’autorevolezza e il ruolo. Un’altra parte, fortunatamente, ha oramai capito non solamente che lo scandalo è sacrosanto, perché riguarda il rispetto dei diritti dei cittadini e l’esercizio dell’autorità in una democrazia; ha anche capito che è uno scandalo utile proprio alle forze dell’ordine, e almeno per due ragioni: perché richiama al significato (alto) del proprio ruolo gli agenti e i militari che lavorano in difesa della comunità e delle sue leggi; e perché fa capire le condizioni di precarietà e di difficoltà nelle quali questo lavoro non di rado si svolge. (altro…)

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I poliziotti si tolgono il casco

>>> Non ho mai invitato i manifestanti Notav a picchiare i poliziotti, comeafferma Renzie a Ballarò. E’ un’affermazione irresponsabile e assolutamente falsa. Renzie prima di parlare del M5S si sciacqui la bocca <<<

Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano.

“Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l’Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso.Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E’ indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo è il comune sentire della nazione.  (altro…)

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SOPRA LA DIVISA LEGGE SUL RICONOSCIMENTO DEGLI AGENTI.
Il Pd rompe il fronte del no. Andrea Orlando: «Si discuta con i sindacati, riforma necessaria»
Promettono indagini serie e «rigorose» sul Ministero di Giustizia diventato per la prima volta dal dopoguerra «un fortino di guerra» (definizione dei Giovani democratici) contro i manifestanti; garantiscono oltre ogni dubbio che i «poliziotti responsabili degli abusi» sugli studenti inermi durante il corteo 14N «verranno puniti». Messe davanti all’evidenza dei filmati, ora corrono come possono ai ripari, le ministre dell’Interno e di Giustizia, Annamaria Cancellieri e Paola Severino, e assicurano che questa volta non ci sarà impunità per le forze dell’ordine che hanno violato la legge. Mentre la Guardasigilli si muove ancora con difficoltà nel bailamme di accuse e controaccuse, per ricostruire ciò che realmente è accaduto nel suo stesso edificio, alla responsabile del Viminale – costretta a osservare in video un ragazzino steso a terra, circondato da poliziotti, e preso a manganellate in faccia da un agente che gli tiene fermo il capo per colpire meglio – non resta che annunciare: «La violenza su un inerme è intollerabile e ingiustificabile. (altro…)

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Marco Poggi, l’infermiere di Bolzaneto che si ribellò: “Il film sul G8? È ora che qualcuno finalmente lo racconti”.

Il dottor Giacomo Toccafondi lavora ancora nella Asl Genova 3. È il medico riconosciuto da decine di testimoni oculari a Bolzaneto, quello, leggo nella sentenza della Corte d’Appello di Genova, che “anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, l’aggravò, agendo con particolare crudeltà su chi inerme e ferito, non era in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico, che determina il dolore, sia quello psicologico dell’umiliazione causata dal riso dei suoi aguzzini”.
Si è mai incontrato con lui?
Solo tramite interposta persona. Mi ha denunciato per calunnia. Ma io so che ho detto il vero in aula e nessuno può togliermi il diritto della verità. (altro…)

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(Adnkronos) – Un dossier “sulle brutalita’ delle forze dell’ordine” durante la manifestazione No Tav dello scorso 3 luglio a Chiomonte (To), e’ stato presentato oggi dal movimento No Tav durante una conferenza stampa. Il movimento ha presentato documentazione contenente delle accuse sul comportamento delle forze dell’ordine corredata a diverse immagini. L’intento e’ “fare luce sui fatti contestati agli indagati – spiegano – dimostrando che si e’ indagato a senso unico senza prendere in considerazione gravi fatti e violenze avvenute da parte delle forze dell’ordine nel periodo dell’estate scorsa, preso in esame dalla Procura per l’indagine”.

Video dal canale youtube, anonimonotav

Da stopcensura.com

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Quelli del Fatto ci segnalano l’ennesima vergogna di quella che resterà una delle vicende più buie della storia Italiana … parliamo del massacro del G8 di Genova 2001… leggete qui:

Ecco il dottor Giacomo Toccafondi. A dieci anni dal G8 il medico genovese non ha subìto alcuna conseguenza. Eppure è uno dei quattro dottori che, secondo i magistrati, avrebbero partecipato alle violenze di Bolzaneto. Il processo penale, con decine di testimonianze, ha ricostruito nei dettagli le violenze nella caserma alle porte di Genova. Furono ore di delirio, sopraffazioni, umiliazioni e libero sfogo alle peggiori inclinazioni di alcuni poliziotti e agenti penitenziari. È perfino difficile riuscire a leggere le parole dei testimoni. I magistrati nella sentenza parlano di un inferno, ricordano che “lo shock di questa esperienza fu tale che a molte donne iniziò il ciclo (mestruale, Ndr) prima del ritmo naturale”.  (altro…)

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Il verdetto della Cassazione che rigettava il ricorso dei funzionari di Polizia è giunto alla fine la scorsa settimana ma è stato mantenuto riservato.

“Ci sono dei giudici a Roma”: verrebbe voglia di parafrasare il noto mugnaio tedesco che, contro le prepotenze dell’Imperatore di Prussia, invocava la giustizia dei Magistrati della sua capitale, e cioè Berlino, nel commentare la prima condanna definitiva, e l’impressione è che potrebbe rimanere l’unica, contro i funzionari di Polizia che nel luglio del 2011 si resero protagonisti di violenze durante lo svolgimento del G8 di Genova. (altro…)

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La Corte europea dei diritti dell’uomo scagiona il nostro Paese: non è responsabile per l’uccisione del giovane durante gli scontri per il vertice dei grandi nel 2001. La sentenza è definitiva. Il padre del ragazzo: “Non ci arrendiamo e andiamo avanti”.

BRUXELLES – La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto oggi l’Italia dalle accuse di aver responsabilità nella morte di Carlo Giuliani avvenuta durante gli scontro tra manifestanti e forze dell’ordine nel corso del G8 di Genova. Con una decisione presa a maggioranza la Corte ha dato torto ai Giuliani su tutti i punti del loro ricorso e anche sulla parte che riguarda la conduzione dell’inchiesta sulla morte del figlio. I giudici della Grande Chambre non hanno rilevato lacune nell’indagine e su questo punto hanno, quindi, rovesciato il giudizio espresso in primo grado.

LE FOTO: LA SEQUENZA DELLO SPARO 1

(altro…)

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Sono due le inchieste avviate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia in seguito ai disordini scoppiati ieri 1 nella città laziale dopo l’arrivo di alcune centinaia di pastori sardi che intendevano recarsi a Roma.

Il primo fascicolo è stato aperto nei confronti di tre pastori denunciati per manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo fascicolo, al momento contro ignoti, verte a verificare il comportamento delle forze dell’ordine.

IL VIDEO LE FOTO Ieri circa duecento membri del Movimento Pastori Sardi sono sbarcati all’alba, decisi a compiere un blitz nella capitale. Ma ad attenderli hanno trovato un presidio delle forze dell’ordine che ha impedito loro di salire sui pullman che li stavano aspettando per condurli a Roma. E li ha bloccati nell’area portuale. Due di loro sono stati denunciati in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, tutti sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata.

 repubblica

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Gli incidenti più gravi dopo l’approvazione della fiducia. Scontri davanti a Camera e Senato. Assalto alla sede della Protezione civile. Bomba carta contro Del Turco. A fuoco cassonetti e moto. Un finanziere impugna la pistola

Studenti in piazza, scontri, cortei e manifestazioni in tutta Italia nel giorno della fiducia al governo. A Roma gravi incidenti fra forze dell’ordine e manifestanti con feriti e momenti di grave tensione in centro. Dati alle fiamme mezzi delle forze dell’ordine e dell’Ama, distrutti bancomat e vetrine, bruciata una Mercedes su Lungotevere, divelti sanpietrini. Dopo i primi attacchi messi in atto in via degli Astalli e in Corso Rinascimento la situazione è degenerata dopo le ore 14 quando si è diffusa la notizia della fiducia ottenuta dal Governo. Tra via del Corso e Piazza del Popolo si sono ripetuti gli assalti di un gruppo di circa 5.000 manifestanti. Oltre agli studenti, ha partecipato alla manifestazione il coordinamento Uniti contro la crisi, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.

Una novantina tra feriti e contusi. Il bilancio è di una quarantina di feriti e contusi tra i manifestanti, 22 di quali curati nei pronto soccorso, e di 57 tra le forze dell’ordine, come riferisce la questura.

41 fermati. Le forze dell’ordine hanno fermato 41 persone al termine della guerriglia dopo la manifestazione di oggi a Roma. Sono tutti accusati di violenza, resistenza, devastazione e uso di armi improprie. I fermati sono provenienti da diverse province d’Italia (tra cui Pisa, Genova, Orvieto, Todi, Chieti, Pescara, Forlì, Trento, Bari, Teramo, Napoli ed Asti) e dalla Francia (una giovane).

Assalto ai finanzieri. In via del Corso Guardia di Finanza assaltata con fumogeni, pietre, bastoni. Un gruppo di manifestanti si è scagliato contro i blindati dei finanzieri che sono stati picchiati con mazze e bastoni. Le camionette sono riuscite a sfuggire all’assalto. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni, caricando gli assalitori, distaccatisi dal corteo degli studenti giunto in piazza del Popolo. I dimostranti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo, lanciando pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, dopo aver tentato di costruire una barricata con qualunque cosa alla loro portata, anche panchine e cassonetti di ghisa. Danneggiati anche alcuni motorini. Un teppista ha mostrato anche lo scudo di un finanziere come un trofeo. Uno dei finanzieri, aggredito, ha impugnato la pistola (nella foto gallery). Il finanziere ritratto in una foto con la pistola in pugno durante gli scontri nel centro di Roma «era impegnato a difendere l’arma d’ordinanza che i manifestanti volevano sottrargli». È quanto riferiscono fonti della Guardia di Finanza. La sequenza dei fotogrammi – riferiscono le stesse fonti – «non lascia dubbi: il finanziere, aggredito da decine di facinorosi, era stato già privato del casco e della radio, ed i manifestanti volevano impossessarsi della sua pistola. Egli ha coraggiosamente difeso l’arma, senza mai farne uso, ed è stato sottratto dalla furia dei teppisti grazie all’intervento dei colleghi, alcuni in divisa, altri in abiti civili». (altro…)

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