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Posts Tagged ‘Francesco Bei’

I punti

Da un summit con Boschi,Finocchiaro e Zanda la proposta ai dissidenti del Pd. “Matteo, fai un’offerta o davvero salta tutto”.

ROMA – L’intesa sulla riforma costituzionale è a un passo. Il momento della svolta è arrivato mercoledì sera, quando nell’ufficio di Renzi a palazzo Chigi sono saliti in gran segreto il ministro Boschi, il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda e la presidente della commissione affari costituzionali, Anna Finocchiaro. Portavano un messaggio di allarme e una richiesta precisa. Seduti davanti alla sua scrivania, Zanda e Finocchiaro hanno descritto la situazione al premier senza edulcorare la realtà: «Matteo, devi fare un’offerta alla minoranza del partito. Altrimenti stavolta rischiamo davvero che salti tutto». In piedi dietro di loro, Maria Elena Boschi annuiva: «Ascoltali, purtroppo è così ».

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Renzi

Il nuovo Senato La minoranza attacca: “Insulti invece del dialogo, viene da rimpiangere il centralismo democratico”. I fedelissimi del premier: “Rispettate il principio di maggioranza”.

ROMA . L’8 settembre, il giorno in cui si riunirà la commissione Affari costituzionali del Senato, sarà ricordato per un nuovo armistizio dopo quello di Cassibile? Al momento non sembrerebbe, visto il clima tra minoranza Pd e renziani. La riforma del Senato, attacca il renziano Andrea Marcucci, «è un obiettivo storico del centrosinistra, azzerarla ad un passo dell’approvazione sarebbe un capolavoro da Tafazzi». Vannino Chiti, uno dei capi del dissenso interno a palazzo Madama, parla del Pd come di «un modello decisionale autoritario, fatto di cieca obbedienza ai capi» a paragone del quale sarebbe da «rimpiangere il centralismo democratico » del vecchio Pci. Poi, contro Graziano Delrio, che alla festa dell’Unità aveva agitato lo spettro della crisi di governo, Chiti risponde a muso duro: «Nessun ricatto ci farà cambiare le convinzioni sulle riforme costituzionali ».Il tema più divisivo è quello dell’elezione o meno dei futuri senatori. La chiave di volta del progetto del governo è un Senato a costo zero, formato da consiglieri regionali e sindaci stipendiati dai propri enti. Un modello che la minoranza Pd rifiuta, forte dei suoi 25 dissidenti.

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il recordOggi la relazione di Alfano.Ecco i provvedimenti per bonificare l’amministrazione da Mafia Capitale.

ROMA – «A Roma arriverà la Troika», scherzano a Palazzo Chigi nelle ore che precedono il Consiglio dei ministri. Il richiamo agli “uomini in nero” che in passato hanno preso possesso dei ministeri greci, esautorandone i legittimi titolari, calza bene. Perchè questo è ciò che accadrà al termine di un mese di fughe in avanti, ripensamenti e bracci di ferro dentro al governo e anche dentro il Pd tra fautori della linea dura commissariamento del comune – e paladini di un approccio che salvasse almeno le forme. Benché abbiano alla fine prevalso questi ultimi, il giudizio politico del premier su Marino resta pesantissimo. Ormai comunque è fatta. «Qui non si tratta di salvare Marino – ha spiegato Renzi ai suoi – ma di salvare Roma». E anche l’immagine dell’Italia nel mondo, messa seriamente a rischio nel caso l’arrivo di milioni di pellegrini per il Giubileo fosse coinciso con lo scioglimento per mafia della capitale. Un danno incalcolabile di reputazione.

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Renzi- Berlusconi

Interviste parallele in tv a Virus nella volata finale delle regionali. Il premier rilancia il sindacato unico: in Germania c’è e funziona Il leader di Forza Italia e il nodo delle tasse: “Imu votata anche dal Pdl? Sì, ma io non c’ero. Ero in Congo per costruire un ospedale”.

ROMA – Niente confronto in tv, nessun incontro dietro le quinte. A Saxa Rubra, negli studi di Virus, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si alternano sulla poltrona senza tuttavia incrociarsi. E salta così l’unico possibile faccia a faccia televisivo delle regionali. Ma la puntata regala comunque qualche momento di intrattenimento per le uscite di Berlusconi, ieri sera in versione vecchio zio. E per il nuovo affondo di Renzi sul «sindacato unitario» e sui troppi sindacalisti in giro.
Berlusconi recita la parte del nonno. Come quando “scopre” la bellezza della Rete: «Una volta credevo che fosse la penicillina, ma invece Internet è la scoperta più incredibile del mondo». Il vecchio e il bambino è un tema ricorrente, nel tentativo di ribaltare il gap anagrafico con l’avversario: «Tra me e il signor Renzi c’è una grande differenza: lui ha 40 anni meno di me, ma io ho 40 anni di esperienza in più».

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Ex premierIl Cavaliere da Vespa “riabilita” anche le primarie e l’Italicum: “Ci va bene, con l’unione dei moderati funzionerà” Il premier attacca ancora sulla Liguria: “Questa regione è diventata una cavia per un regolamento di conti”.

ROMA – Ultimi tre giorni di campagna elettorale e in tv un redivivo Berlusconi ufficializza il suo passo indietro (definitivo?). «Sono personalmente convinto — è la premessa fatta a Porta a porta — che non ci sia la possibilità di andare alle elezioni prima del 2018: non conviene a Renzi e non conviene al Parlamento». Poi l’annuncio: «Non prevedo assolutamente di candidarmi. Sono incandidabile per sei anni per volontà della sinistra, ma non è per questo che non penso a un mio futuro parlamentare, ma perché penso di avere il ruolo di propositore del progetto del futuro centrodestra per il futuro degli italiani».

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ScuolaNiente barricate come per l’Italicum: “La legge non è blindata” Il premier sul blocco scrutini: non si gioca sulla pelle dei ragazzi.

ROMA – Per la Buona Scuola sono arrivati gli esami finali. Si entra nel vivo già questa mattina, per gli ultimi tre giorni di battaglia nell’aula della Camera. Al voto gli articoli più contestati della riforma, il numero 9 sui poteri del preside, il 10 sui precari e l’articolo 17 che riguarda il 5×1000. Mentre le opposizioni affilano le armi (ma con i numeri della maggioranza a Montecitorio non potranno far molto), Renzi prosegue nel suo contrattacco mediatico iniziato la scorsa settimana con il video alla lavagna. «Non si può minacciare il blocco degli scrutini — ha dichiarato a l’Arena di Giletti — non si può giocare sulla pelle dei ragazzi. Anche chi boicotta il test Invalsi non dà un bell’esempio di educazione civica». E ancora, sui no piovuti contro la valutazione dei docenti: «Penso anche che in qualche professore ci sia ancora l’idea di mantenere la filosofia del 6 politico. Ma quella stagione è finita».

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DelrioL’attuale sottosegretario sostituirà Lupi. Al suo posto corsa tra Lotti e Richetti. Tra oggi e domani le nomine.

Sarà oggi o al massimo domani, ma il ministro delle Infrastrutture, quello che prenderà il posto di Maurizio Lupi, c’è già: sarà Graziano Delrio, attuale sottosegretario a palazzo Chigi. Matteo Renzi ha deciso di accelerare, di chiudere questa partita piazzando a Porta Pia un fedelissimo per rimettere ordine in una struttura che sembra andata fuori controllo. Ma qui finiscono le certezze.
Nemmeno un vertice pomeridiano tra il premier e Angelino Alfano (presente anche Maurizio Lupi) è bastato per sciogliere il nodo politico della faccenda. Ovvero, quale sarà la compensazione per i centristi? Renzi e Alfano un’intesa non l’hanno ancora trovata. «Noi — ha detto il ministro dell’Interno al premier — ti proponiamo Quagliariello per un ministero del Sud. Un nuovo ministero che metta insieme gli Affari regionali e la delega sulla coesione territoriale ».

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